Franco Venturi

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Franco Venturi

Franco Venturi (Roma, 16 maggio 1914Torino, 14 dicembre 1994) è stato uno storico italiano, professore dell'Università di Torino, studioso dell'Illuminismo italiano ed europeo e del populismo russo. Fu esule antifascista, detenuto nelle carceri fasciste e attivo nella Resistenza nelle file di Giustizia e Libertà.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nipote di Adolfo Venturi e figlio di Lionello Venturi, i noti critici d'arte, la sua famiglia si trasferì nel 1915 da Roma a Torino, dove il padre assunse la cattedra di Storia dell'arte. Franco Venturi studiò nel Liceo "Vittorio Alfieri", da cui dovette ritirarsi il 26 gennaio 1932 per seguire la famiglia in esilio a Parigi[1].

Infatti nel 1932 Lionello Venturi si rifiutò di prestare giuramento di fedeltà al fascismo e si trasferì con la famiglia a Parigi dove Franco s'iscrisse alla Facoltà di arte della Sorbona, conobbe numerosi esponenti dell'emigrazione antifascista e aderì al movimento Giustizia e Libertà di Carlo Rosselli. Dal 1933 collaborò al settimanale « Giustizia e Libertà » e ai « Quaderni di Giustizia e Libertà» , tenendovi la rubrica Stampa amica e nemica di commento della stampa fascista e internazionale, criticandovi la politica italiana e la collaborazione della Chiesa con le dittature fasciste.

Franco Venturi al confino di Avigliano

Contemporaneamente indirizzava i suoi studi alla storiografia, con un particolare interesse per l'Illuminismo. Il primo risultato fu la pubblicazione del saggio Jeunesse de Diderot, del 1939, e lo studio su Dalmazzo Francesco Vasco, del 1940. Nel 1939 la sua famiglia si era già trasferita a New York e Franco, quando cercò di raggiungerla, dopo l'occupazione tedesca di Parigi, fu arrestato in Spagna e detenuto per quasi un anno nel sotterraneo di un convento adibito a carcere. La fame sofferta gli suggerirà di assumere il soprannome Nada (niente, in spagnolo) nella lotta antifascista.

Consegnato alle autorità italiane nel marzo del 1941, fu incarcerato a Torino e poi trasferito ad Avigliano. Qui rimase fino alla caduta di Mussolini. Tornato a Torino, fu parte attiva del Partito d'Azione torinese con Giorgio Agosti, Dante Livio Bianco, i fratelli Alessandro e Carlo Galante Garrone, e Giorgio Vaccarino. Curò la redazione del supplemento piemontese del giornale di partito « L'Italia libera » e la sua diffusione clandestina nel Piemonte occupato dai tedeschi. Uscirono nove numeri, dedicati agli scioperi delle fabbriche torinesi e alle iniziative dei partigiani. Dal febbraio del 1944 furono stampati clandestinamente il mensile Voci d'Officina, dedicato particolarmente alle lotte operaie contro il fascismo, e venti opuscoli, «I quaderni dell'Italia libera», oltre ai «Nuovi Quaderni di Giustizia e Libertà».

Alla fine della guerra diresse il quotidiano torinese GL, dove espresse la sua preoccupazione per la difficoltà di ottenere in Italia un'autentica svolta democratica e per l'evolversi di una divisione del mondo in due sfere d'influenza. Nel 1947 fu nominato addetto culturale dell'ambasciata italiana a Mosca, dove rimase fino al 1950 e vi elaborò il materiale che porteranno, nel 1952, alla pubblicazione de Il populismo russo, una fondamentale ricostruzione del movimento rivoluzionario russo dell'Ottocento. Nel 1948 aveva già pubblicato Jean Jaurès e altri storici della Rivoluzione francese, facendo conoscere al pubblico italiano, oltre allo storico socialista, maestri della storiografia quali Albert Mathiez e Georges Lefebvre.

Franco Venturi a Torino, 1989

Tornato in Italia, nel 1951 ottenne la cattedra di Storia medievale e moderna nell'Università di Cagliari, nel 1955 passò all'Università di Genova, per approdare nel 1958 alla cattedra di Storia moderna della Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Torino, che tenne fino al 1984, divenendo nel 1989 professore emerito. Nel 1959 aveva assunto la direzione della « Rivista storica italiana » e nel 1969 aveva tenuto a Cambridge lezioni sull'Illuminismo, base del suo volume Utopia e riforma nell'Illuminismo, edito nel 1970.

Per quarant'anni lavorò intorno all'Illuminismo italiano ed europeo, pubblicando i cinque volumi (in complessivi sette tomi) del Settecento riformatore, usciti dal 1969 al 1990 (opera restata, peraltro, incompiuta), e curando con altri storici la pubblicazione di scritti degli Illuministi italiani per l'editore Ricciardi. Suo è anche il celebre studio l'Italia fuori d'Italia, compreso nel terzo volume della Storia d'Italia Einaudi, che ottenne il « Premio Federico Chabod » dell'Accademia Nazionale dei Lincei. Dalla medesima Accademia ricevette nel 1980 il Premio Feltrinelli di Storia, Geografia storica e antropica.[2]

Nel 1990 perse la moglie Gigliola Spinelli, sorella di Altiero.

Franco Venturi morì il 14 dicembre 1994, due giorni dopo aver ottenuto il « Sigillo Civico », il massimo riconoscimento conferito dal Municipio di Torino a personalità cittadine su proposta del Centro "Pannunzio" di Torino.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Jeunesse de Diderot (de 1713 à 1753), Paris, Skira, 1939 (poi Giovinezza di Diderot: 1713-1753, Palermo, Sellerio, 1988)
  • Dalmazzo Francesco Vasco (1732-1794), Paris, Droz, 1940
  • Le origini dell'Enciclopedia, Roma-Firenze-Milano, Edizioni U, 1946 (poi Torino, Einaudi, 1963)
  • L'antichità svelata e l'idea di progresso in Nicolas-Antoine Boulanger, Bari, Laterza, 1947
  • Jean Jaurès e altri storici della Rivoluzione francese, Torino, Einaudi, 1948
  • Il populismo russo, 2 voll., Torino, Einaudi, 1952
  • Alberto Radicati di Passerano, Torino, Einaudi, 1954
  • Il moto decabrista e i fratelli Poggi, Torino, Einaudi, 1956
  • Esuli russi in Piemonte dopo il '48, Torino, Einaudi, 1959
  • Discussion entre historiens italiens et soviétiques, Paris, Droz, 1966
  • Settecento riformatore, I: Da Muratori a Beccaria, Torino, Einaudi, 1969
  • Utopia e riforma nell'Illuminismo, Torino, Einaudi, 1970
  • Settecento riformatore, II: La chiesa e la repubblica entro i loro limiti (1758-1774), Torino, Einaudi, 1976
  • Settecento riformatore, III: La prima crisi dell'Antico Regime (1768-1776), Torino, Einaudi, 1979
  • Settecento riformatore, IV: La caduta dell'Antico Regime (1776-1789), 2 t., Torino, Einaudi, 1984
  • Settecento riformatore, V: L'Italia dei lumi (1764-1790), 2 t., Torino, Einaudi, 1987-1990
  • La lotta per la libertà. Scritti politici, a cura di L. Casalino, Torino, Einaudi, 1996 ISBN 978-88-06-14122-6
  • Alessandro Galante Garrone, Franco Venturi, Vivere eguali. Dialoghi inediti intorno a Filippo Buonarroti, a cura di M. Albertone, Reggio Emilia, Diabasis, 2009 ISBN 978-88-8103-663-9

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La giovinezza di Franco Venturi. Fotografie e documenti 1914-1952, Torino, Fondazione Luigi Einaudi, 2014, p. 16.
  2. ^ Premi Feltrinelli 1950-2011, su lincei.it. URL consultato il 17 novembre 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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