Gaetano Pieraccini

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Gaetano Pieraccini (Poggibonsi, 23 dicembre 1864Firenze, 13 aprile 1957) è stato un medico e politico italiano.

Gaetano Pieraccini
GaetanoPieraccini.jpg

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature I
Gruppo
parlamentare
Gruppo del Partito Socialista Democratico
Circoscrizione Toscana
Collegio Firenze
Sito istituzionale

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXIII legislatura del Regno d'Italia
Gruppo
parlamentare
Partito Socialista

Dati generali
Partito politico PSLI
Titolo di studio laurea in medicina
Professione medico

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da Ottaviano Pieraccini e Polissena Sprugnoli, rimase orfano a soli sei anni, ma riuscì comunque a intraprendere gli studi e a laurearsi in medicina l'8 luglio 1888 presso l'Istituto Superiore di Scienze Sociali di Firenze. Dopo aver perfezionato i suoi studi a Parigi e Vienna, presso le locali facoltà di medicina, Pieraccini rientra nel 1893 a Firenze dove comincia ad esercitare la professione medica sia nel suo studio privato che nell'ospedale di Santa Maria Nuova. Intanto comincia ad avvicinarsi al pensiero socialista e in quello stesso anno entra a far parte del partito dei lavoratori italiani.

G.Pieraccini nel suo studio di via Cavour

Nel 1894 pubblicherà la sua prima opera nel campo della Medicina sociale dal titolo La difesa della società dalle malattie trasmissibili e contemporaneamente comincia a svolgere una sempre più intensa attività politica all'interno del movimento socialista.

Nel 1900 si sposa con Vittoria Sestini e viene candidato dai partiti popolari nel Collegio fiorentino di Santo Spirito, mentre l'anno seguente entra a far parte del Comitato esecutivo della Federazione provinciale socialista dove aderisce alla corrente riformista del PSI.

Diventato Medico primario dell'ospedale di Santa Maria Nuova, pubblica nel 1905 il Trattato di patologia del lavoro e terapia sociale che gli varrà prima la libera docenza di Patologia del Lavoro e tre anni dopo, primo in italia, la libera docenza di Medicina del Lavoro[1].

Si presentò alle elezioni del 1900 ma non fu eletto. Poi 1909 venne eletto deputato al Parlamento del Regno, carica che ricoprirà fino al 1913, adoperandosi per far promuovere una serie di proposte di legge per la concessione di assicurazioni sociali contro le malattie, l'invalidità e la vecchiaia.

Dopo un periodo nel Consiglio comunale e provinciale di Firenze, nel 1918 viene chiamato a far parte dell'Ufficio Internazionale del Lavoro di Ginevra. Nel 1921 viene eletto deputato nelle file del PSI e l'anno seguente aderisce al partito socialista unitario.

Con l'avvento del fascismo, Pieraccini viene duramente osteggiato sia politicamente che professionalmente. In un primo momento viene allontanato dalla carica di primario del suo ospedale, poi gli viene impedito di insegnare nelle sue facoltà. Nel 1925 comincia a collaborare al giornale clandestino "Non Mollare" di Gaetano Salvemini, Carlo Rosselli e Ernesto Rossi. Nel 1930 gli viene notificata un'ordinanza di assegnazione al confino di un anno, commutata poi in un anno di ammonizione politica.

In questo periodo scrive e pubblica uno dei suoi libri più noti: La stirpe de' Medici di Cafaggiolo: saggio di ricerche sulla trasmissione ereditaria dei caratteri biologici (3 voll., Firenze, Vallecchi, 1924-1925)[2].

Il 22 agosto 1943, dopo la caduta del fascismo, nel suo appartamento si ricostituirà la sezione fiorentina del PSI e il 1º ottobre dell'anno seguente, dopo la liberazione della città, viene nominato[3] sindaco di Firenze, carica che manterrà per oltre due anni[4].

Dopo la scissione del PSI, nel 1947 aderisce al PSLI e nel 1948 viene eletto senatore nelle liste di Unità Socialista e diviene il candidato del PSLI alle elezioni per la presidenza della Repubblica che videro eletto Luigi Einaudi. In questo periodo gli vengono conferiti importanti riconoscimenti in campo accademico e scientifico. Nel 1954, in occasione del decennale dalla liberazione di Firenze, fu invitato sul palco di piazza della Signoria insieme ai suoi successori alla carica di sindaco: Mario Fabiani e Giorgio La Pira.

Negli ultimi anni, portando la sua esperienza di medico e scienziato, fu uno dei più convinti oppositori della legge Merlin sull'abolizione della prostituzione legale, proposta dalla sua collega di partito Lina Merlin. Secondo Pieraccini le prostitute, da un punto di vista "lombrosiano" erano impossibili da reinserire in società, e inoltre la prostituzione avrebbe risposto ad un bisogno fisiologico del corpo umano[5]. Non poté votare allo scrutinio finale perché la legge fu approvata un anno dopo la sua morte, nel 1958, dopo 10 anni di iter legislativo e dibattiti.

Nel 1956 aderisce al PSDI di Giuseppe Saragat ma morirà poco dopo, il 13 aprile 1957, nella sua abitazione di via Cavour, 8 a Firenze.

È sepolto nel cimitero fiorentino di Trespiano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carnevale, Francesco, Documenti: Gaetano Pieraccini e la clinica del lavoro di Milano. Vicende inedite rivelate dal "Fondo Pieraccini" della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, in Medicina & storia : rivista di storia della medicina e della sanità. N. 3, 2002 (Firenze : [poi] Roma : Polistampa ; Iniziative sanitarie, 2002).
  2. ^ Lo studio sui Medici proseguì quando decise la riesumazione delle loro salme a fini scientifici: The Tombs Of The Medici. From Our Florence Correspondent. The Times (london, England), Saturday, May 12, 1956; pg. 7; Issue 53529.
  3. ^ Sormontando la preferenza dell'amministrazione militare alleata per Piero Calamandrei: Valdo Spini, Prefazione: dedicato a Piero Calamandrei, Quaderni del Circolo Rosselli : 102 n.s., 4, 2008 (Firenze : Alinea Editrice, 2008).
  4. ^ Zoppi, Mariella, Mario Fabiani : il sindaco delle prime elezioni libere, Quaderni del Circolo Rosselli : 107 n.s., 2, 2010 (Firenze : Alinea, 2010).
  5. ^ La legge Merlin, su cinquantamila.corriere.it.

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Guido Dainelli Dolfi 1944 - 1946 Mario Fabiani
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