Valdo Spini

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Valdo Spini
Valdo Spini.jpg

Ministro dell'ambiente
Durata mandato 4 maggio 1993 –
10 maggio 1994
Presidente Carlo Azeglio Ciampi
Predecessore Carlo Ripa di Meana
Successore Altero Matteoli

Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie e per gli affari regionali
Durata mandato 28 aprile 1993 –
4 maggio 1993
Presidente Carlo Azeglio Ciampi
Predecessore Gianfranco Ciaurro
Successore Livio Paladin

Sottosegretario di Stato del Ministero degli Affari Esteri
Durata mandato 28 giugno 1992 –
9 marzo 1993
Presidente Giuliano Amato
Predecessore Andrea Borruso
Successore Roberto Formigoni

Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Interno
Durata mandato 1º agosto 1986 –
17 aprile 1987
Presidente Bettino Craxi
Predecessore Raffaele Costa
Successore Angelo Pavan

Coordinatore nazionale del Partito Socialista Italiano
Durata mandato 21 giugno –
13 novembre 1994
Predecessore Ottaviano del Turco (segretario)
Successore partito sciolto

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV, XV
Gruppo
parlamentare
PSI (1979-1994), FL (1994-2001), DS (2001-2006), L'Ulivo (2006-2007), SD (16 maggio-4 ottobre 2007), Misto (Socialisti per la costituente, 2007-2008), RnP (2008)
Coalizione Pentapartito (1983, 1987), Quadripartito (1992), AdP (1994), L'Ulivo (1996, 2001), L'Unione (2006)
Circoscrizione Toscana
Collegio Pisa, Firenze
Incarichi parlamentari

  • Componente della III Commissione (Affari esteri e comunitari)
  • Componente della Delegazione italiana presso l'assemblea parlamentare della NATO
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PSI (dal 2007)
Precedenti:
PSI (1962-1994)
FL (1994-1998)
DS (1998-2007)
SD (2007)
Titolo di studio Laurea in economia e commercio
Professione docente universitario

Valdo Spini (Firenze, 20 gennaio 1946) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Studi e inizi[modifica | modifica wikitesto]

Figlio dello storico e militante del Partito d'Azione Giorgio Spini, partecipa da studente liceale all'associazione giovanile "Nuova Resistenza" come componente dell'Esecutivo Nazionale. Si impegna poi nella politica universitaria, venendo anche eletto come presidente dell'UGI (l'associazione degli studenti di sinistra). Dopo la laurea in economia e commercio, con una tesi in Economia Politica sulla Teoria dell'impresa, assolto il servizio militare, borsista e contrattista presso la facoltà di Economia e Commercio di Firenze, poi assistente di ruolo e professore associato di Storia delle Relazioni economiche internazionali alla facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" dell'Università di Firenze.

Deputato del PSI (1979-1994), vicesegretario nazionale (1981-1984) e l'incarico di Sottosegretario al Ministero dell'Interno (1986-1992)[modifica | modifica wikitesto]

Inizia fin da giovanissimo ad interessarsi di politica e nel 1962 aderisce al Partito Socialista Italiano, con cui diventa deputato nel 1979 e di cui diventa vicesegretario nazionale dal 1981 al 1984. Sottosegretario al Ministero dell'Interno, con una breve interruzione, dal novembre 1986 al giugno 1992. Viene eletto deputato per otto legislature ininterrottamente fino al 2008.

Già nel 1984 si rende conto dell'importanza della questione morale e presenta alla Camera una proposta di legge per la trasparenza del finanziamento dei partiti e delle campagne elettorali. Tale proposta verrà ripresentata nelle legislature successive e ad essa comunque uniformerà le sue personali campagne elettorali. Poco dopo questa proposta non viene riconfermato vicesegretario nazionale del Psi, ma quando, otto anni dopo, esploderà tangentopoli questa sua posizione gli varrà nuovo consenso e nuova considerazione.

Al Consiglio Comunale di Firenze e l'incarico di assessore (1985-1990)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1985 è il primo degli eletti nel consiglio comunale di Firenze per la lista del Psi. Nel 1989-1990 ricopre per sei mesi anche l'incarico di assessore alla cultura del comune di Firenze in una giunta guidata dall'alleanza di sinistra e laica. In questa veste presiede fino al 1992 la giunta esecutiva del comitato per il quinto centenario dalla morte di Lorenzo il Magnifico.

L'incarico di Sottosegretario agli Esteri (1992-1993) e quello di Ministro dell'Ambiente (1993-1994)[modifica | modifica wikitesto]

Nello stesso anno 1992 Giuliano Amato lo nomina Sottosegretario agli Esteri e nel marzo 1993 lo promuove al ruolo di Ministro dell'Ambiente. Nel successivo governo Ciampi è confermato Ministro dell'Ambiente e assume altresì la carica di Ministro per gli affari regionali (che tuttavia lascerà pochi giorni dopo il conferimento dell'incarico). Nella veste di Ministro dell'Ambiente istituisce undici parchi nazionali e convoca il primo coordinamento del G7 dell'ambiente realizzato a Firenze nel 1994.

Lo scioglimento del PSI e la fondazione della Federazione Laburista (1994-1998)[modifica | modifica wikitesto]

Vicino alle posizioni della sinistra socialista di Riccardo Lombardi, dopo le dimissioni di Bettino Craxi, nel 1993 si candida a segretario del PSI in contrapposizione all'ex leader della UIL Giorgio Benvenuto: perde di misura la sfida ottenendo però il 42,1% dei consensi. Dal 21 giugno (in seguito alle dimissioni del segretario Ottaviano Del Turco) al 13 novembre 1994 (quando il Psi si sciolse), fu Coordinatore Nazionale del partito e, nei fatti, ne fu il leader. Dopo il disfacimento del partito (causato dalle inchieste di Tangentopoli e dalle condanne inflitte a molti dirigenti del partito) lancia l'idea della Costituente Laburista come strumento di rinnovamento del socialismo italiano. Mentre Spini nel 1994 crea la Federazione Laburista, Ottaviano del Turco ed Enrico Boselli guidano il PSI allo scioglimento e alla formazione dei Socialisti Italiani. Già nelle elezioni di quell'anno la Federazione Laburista aderisce alla coalizione Alleanza dei Progressisti e in quelle successive all'Ulivo.

La fondazione dei Democratici di Sinistra e proposte di legge (1998-2006)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998 il partito è tra i co-fondatori dei Democratici di Sinistra dove Spini, il 31 gennaio del 2000, è eletto Presidente della Direzione dei Democratici di Sinistra, carica che mantiene fino al Congresso di Pesaro (novembre 2001). È stato Presidente della Commissione Difesa della Camera dal 1996 al 2001.

Nel congresso del 2005 fa approvare una mozione per includere nel simbo del partito la dizione Partito del Socialismo Europeo.

Come Presidente della Commissione Difesa (1996-2001) Tra le sue iniziative legislative più importanti si ricordano anche la proposta di abrogazione del servizio militare obbligatorio, l'introduzione del servizio militare volontario femminile, la riforma dei vertici militari, tutte portate a conclusione. Si ricordano anche le sue proposte di legge sulla libertà religiosa. Laico da sempre, portano anche la sua firma le numerose proposte di legge sulle unioni civili. Nella legislatura 2001-2006 è responsabile del Gruppo DS nella Commissione esteri della Camera dei deputati, durante il periodo di opposizione al governo di centro-destra di Silvio Berlusconi.

La non adesione al Pd e la partecipazione a Sinistra Democratica (2006-2007).[modifica | modifica wikitesto]

Alle Elezioni politiche del 2006 è eletto deputato per l'ottava volta consecutiva, candidato per la lista dell'Ulivo nella circoscrizione Toscana. È membro della Commissione Affari Esteri della Camera. È stato uno dei primi firmatari della mozione congressuale "A sinistra per il socialismo europeo" al IV congresso dei Democratici di Sinistra tenutosi tra il 19 e il 21 aprile 2007. Come gli altri esponenti della mozione, al termine del congresso non aderisce al PD e partecipa alla nascita del nuovo movimento Sinistra Democratica. Di fronte alla mancata adesione di questa al Pse ,nel settembre 2007 aderisce alla Costituente Socialista Partito Socialista[1][2].

Alle elezioni politiche 2008 è candidato sotto il simbolo del Partito Socialista come capolista in Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige e secondo capo in lista in Toscana, ma non viene rieletto in Parlamento a causa del cattivo risultato elettorale ottenuto dalla lista del Partito Socialista, cui il Partito Democratico aveva negato l'apparentamento. Valdo Spini esce così, dopo ventinove anni dal Parlamento.

La candidatura a Sindaco di Firenze (2009)[modifica | modifica wikitesto]

Valdo Spini, 2012

Il 12 novembre 2008, ha annunciato l'intenzione di candidarsi a Sindaco di Firenze, il che avviene con l'appoggio di tre liste: la lista civica "Spini per Firenze" (in cui sono entrati anche Verdi, Repubblicani Europei e Cittadini dell'Area Fiorentina), "Sinistra per la Costituzione" e Rifondazione Comunista. Nelle elezioni del 2009 risultò terzo con 17.600 voti (pari all'8,36% delle preferenze degli elettori), fra i quali 4.000 voti "disgiunti". Risultò primo Matteo Renzi del Pd e secondo il candidato del centro-destra Giovanni Galli. Nel successivo ballottaggio venne eletto Matteo Renzi, che a titolo personale, Valdo Spini dichiarò di votare.

Eletto quindi nel consiglio comunale, è stato eletto presidente della commissione affari istituzionali e poi nominato dalla Giunta Comunale Presidente del Comitato Fiorentino per le celebrazioni del V centenario della stesura de "Il Principe" di Niccolò Machiavelli. Dal punto di vista politico, visto anche il distacco del Psi alla sua candidatura a Sindaco di Firenze, Valdo Spini si pone da allora in una posizione di indipendenza senza tessere di partito.

Attività culturali e di docente universitario[modifica | modifica wikitesto]

Professore universitario associato (in aspettativa per mandato parlamentare) alla facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri, attualmente in pensione.
Nel 2012 gli è assegnato l'insegnamento di Storia ed evoluzione degli accordi internazionali in tema di energia e ambiente nell'ambito del Master “Ambiente ed energia”, promosso dalla Facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Firenze e dal Centro Interuniversitario di Scienze Attuariali (CISA).
Il 3 maggio 2012 è eletto presidente dell'Associazione Istituzioni di Cultura Italiana (Aici), cui aderiscono 94 istituti culturali italiani fra i quali tutte le maggiori Fondazioni, dalla “Sturzo” alla “Gramsci”.
Nel 2013, con delibera della Giunta Comunale di Firenze, è stato chiamato alla Presidenza del Comitato fiorentino per le celebrazioni del V centenario della stesura de "Il Principe" di Niccolò Machiavelli, gestendo e coordinando una ricca serie di eventi.

È membro della Chiesa evangelica valdese.

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Le opere letterarie di Valdo Spini, inizialmente di carattere economico, si segnalano come una guida volta a far conoscere l'ideologia dapprima del PSI e poi del centrosinistra.

  • "Lo sviluppo economico della Toscana" (1973)
  • "Firenze urbanistica e politica" (1975)
  • "I Socialisti e la politica di Piano 1945-1964" (1982)
  • "Il Socialismo delle libertà" (1990)
  • "L'esperienza del governo laburista nel dopoguerra" (1991)
  • "Viaggio dentro le istituzioni" (1992)
  • "Intervista sul buongoverno" (1994)
  • "Naia? no grazie" (1997)
  • "La Rosa e l'Ulivo" (1998)
  • "La strada della Liberazione" di Giorgio Spini a cura di Valdo Spini (2002), Torino, Claudiana
  • "Alla Convenzione Europea. Diario e documenti da Bruxelles" (2003)
  • "Compagni siete riabilitati! Il grano e il loglio dell'esperienza socialista" (2006)
  • "Vent'anni dopo la Bolognina" (2010)
  • "La buona politica. Da Machiavelli alla III Repubblica, riflessioni di un socialista" (2013)
  • Prefazione a V.E.Orlando, Parlare in Parlamento, (2013)
  • "Carlo e Nello Rosselli. Testimoni di Giustizia e Libertà, (2016)"

Inoltre egli ha fondato (nel 1981) e diretto fino ai giorni nostri la rivista politica "Quaderni del Circolo Rosselli".Si segnala in particolare "Firenze 1998-2008. Analisi di una città difficile", n.2-3/2008, Firenze Alinea Editrice. Dal primo numero del 2013 i "Quaderni" sono editi da Pacini Pisa. Alla fine del 2014 sono giunti al 120esimo fascicolo.

In tale qualità è stato altresì eletto Presidente del Coordinamento Riviste Italiane di cultura (Cric)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie e per gli affari regionali Successore
Raffaele Costa 29 aprile 1993 - 4 maggio 1993 Livio Paladin
Predecessore Ministro dell'Ambiente Successore
Carlo Ripa di Meana 9 marzo 1993 - 16 aprile 1994 Altero Matteoli
Predecessore Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Interno Successore
Raffaele Costa 1º agosto 1986 - 17 aprile 1987 Angelo Pavan
Predecessore Sottosegretario di Stato del Ministero degli Esteri Successore
Andrea Borruso 28 giugno 1992 - 9 marzo 1993 Roberto Formigoni

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN114023541 · LCCN: (ENn83013044 · SBN: IT\ICCU\CFIV\114500 · ISNI: (EN0000 0000 8182 0481