Sofia Vanni Rovighi

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Sofia Vanni Rovighi

Sofia Vanni Rovighi (San Lazzaro di Savena, 28 settembre 1908Bologna, 10 giugno 1990) è stata una storica della filosofia e accademica italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1926 a Milano si diplomò al Liceo Ginnasio Giovanni Berchet e nel 1930, dopo aver frequentato la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove incontrò professori come Amato Masnovo, Emilio Chiocchetti, Giuseppe Zamboni e Francesco Olgiati, discusse una tesi di laurea su Giovanni Duns Scoto, con Masnovo come relatore.[1][2]

Dal 1931 al 1938 svolse le esercitazioni di filosofia alla Facoltà di Magistero dell'Università Cattolica di Milano, quindi, conseguita la libera docenza in filosofia nel 1939, fu nominata assistente incaricata prima di Filosofia poi di Storia della filosofia nella stessa facoltà. Nel 1948 passò all'insegnamento di Filosofia morale alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica di Milano, che tenne fino al 1951 quando, vinto l'ordinariato, passò alla cattedra di Storia della filosofia medievale della stessa facoltà, quindi, nel 1959, a quella di Storia della filosofia. Nel 1973 ebbe la cattedra di Filosofia teoretica della stessa facoltà, che resse fino al 1978, anno in cui andò in quiescenza.

Si interessò prevalentemente di storia del pensiero medievale, in particolare di San Tommaso d'Aquino (di cui diede una originale reinterpretazione neotomistica alla luce del pensiero husserliano), e di filosofia moderna e contemporanea, con particolare attenzione al rapporto fra filosofia e scienza sulla scia del pensiero di Jacques Maritain. Ha inoltre contribuito, con le sue riflessioni e i suoi studi di analisi storica e teoretica, a favorire – anche in Italia – una impostazione filosofica di tipo neoscolastico, aperta alla metafisica e in dialogo con tutte le scienze.[3]

Il collocare la sua indagine teoretica costantemente fra il periodo medioevale e quello contemporaneo, in un reciproco confronto dialettico del pensiero filosofico di autori come Sant'Agostino, Sant'Anselmo, D'Auriole, Galilei, Kant, Hegel, Scheler, era sostanzialmente finalizzato alla ricerca di contenuti filosofici in un certo senso "perenni", cioè invarianti al passare delle epoche. Notevoli anche i suoi studi su Kant, Husserl e Heidegger. Da segnalare altresì i suoi interessi verso la teoria della conoscenza e l'epistemologia, nonché l'etica.[4]

Appartenente a diverse associazioni e società scientifiche e culturali italiane e straniere, direttrice, dal 1962 al 1971, della Rivista di Filosofia Neo-Scolastica dell'Università Cattolica di Milano e, dal 1973 al 1978, dell'Istituto di Filosofia della stessa, nel 1980 l'Accademia Nazionale dei Lincei le conferì il Premio Feltrinelli per le Scienze Filosofiche.[5]

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • L'immortalità dell'anima nel pensiero di Giovanni Duns Scoto, Vita e Pensiero, Milano, 1931.
  • L'immortalità dell’anima nei maestri francescani del secolo XIII, Vita e Pensiero, Milano, 1936.
  • La filosofia di Edmund Husserl, Unione Tipografica Editrice, Milano, 1938.
  • Elementi di filosofia, 3 voll., Marzorati Editore, Milano, 1941 (con successive edizioni e ristampe, l'ultima del 1964, pubblicata dalla Editrice La Scuola, Brescia).
  • La concezione hegeliana della storia, Vita e Pensiero, Milano, 1942.
  • Appunti del corso di pedagogia, Vita e Pensiero, Milano, 1943.
  • Heidegger, Editrice La Scuola, Brescia, 1945.
  • Introduzione allo studio di Kant, Marzorati Editore, Milano, 1945.
  • Husserl, Editrice La Scuola, Brescia, 1947.
  • Galileo, Editrice La Scuola, Brescia, 1948.
  • S. Anselmo e la filosofia del sec. XI, Libreria Bocca, Milano, 1949.
  • Lezioni di filosofia morale, Università Cattolica di Milano (UCSC), Milano, 1954.
  • La filosofia di Edmund Husserl, Università Cattolica di Milano (UCSC), Milano, 1960.
  • Gnoseologia, Morcelliana Editrice, Brescia, 1963.
  • L'antropologia filosofica di San Tommaso d'Aquino, Vita e Pensiero, Milano, 1965.
  • La fenomenologia di Husserl, CELUC, Milano, 1969.
  • Introduzione a Tommaso d'Aquino, Gius. Laterza & figli, Bari, 1973.
  • Il problema teologico come filosofia, Vita e Pensiero, Milano, 1977.
  • Appunti di antropologia filosofica, Vita e Pensiero, Milano, 1978.
  • Studi di filosofia medioevale, 2 voll., Vita e Pensiero, Milano, 1978.
  • Uomo e natura. Appunti per una antropologia filosofica, Vita e Pensiero, Milano, 1980.
  • Istituzioni di filosofia, Editrice La Scuola, Brescia, 1982.
  • La filosofia e il problema di Dio, Vita e Pensiero, Milano, 1986.
  • Storia della filosofia moderna. Dalla rivoluzione scientifica a Hegel, Editrice La Scuola, Brescia, 1976.
  • Storia della filosofia contemporanea. Dall'Ottocento ai giorni nostri, Editrice La Scuola, Brescia, 1980.
  • Introduzione a Anselmo d'Aosta, Gius. Laterza & figli, Bari, 1982.
  • Filosofia della conoscenza, a cura di Alessandro Ghisalberti, ESD, Bologna, 2007.

La maggior parte di queste opere, ha avuto più ristampe e successive edizioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le notizie biografiche qui riportate sono variamente tratte dalle relative voci biografiche di cui ai collegamenti esterni.
  2. ^ In particolare, si veda: Mario Sina, "Sofia Vanni Rovighi", Rivista di Filosofia Neo-Scolastica, 82 (2/3) (1990) pp. 490-496.
  3. ^ «Sofia Vanni Rovighi pensava e insegnava che la filosofia è ricerca della verità in ordine alla soluzione del problema del senso della vita; pensava e insegnava che la ragione è in grado di darvi risposta in maniera rigorosa, anche se solo parziale e incompleta; pensava e insegnava che il riconoscimento della sua limitatezza muove la ragione a ricercare nella fede quella pienezza di verità che essa non può raggiungere e che sola può dare unità e senso al vivere e all'agire dell'uomo. Sofia Vanni Rovighi pensava e insegnava che la filosofia non nasce completa e perfetta dall'intuizione geniale di uno solo ma è opera della ricerca laboriosa dell'umanità intera, che i classici del pensiero accostati direttamente nelle loro opere sono la guida migliore per chi tenta l'impresa del filosofare, che la storia del pensiero non è quella babele di voci discordanti a cui spesso si pensa e che elementi di verità sono capaci di farsi luce ovunque, anche attraverso le brecce dei sistemi» (da: Ricordo di Sofia Vanni Rovighi nel centenario della nascita, a cura di Michele Lenoci, Marco Paolinelli e Mario Sina, Vita e Pensiero, Milano, 2009, dalla iv copertina).
  4. ^ Cfr. CSFG-Centro di Studi Filosofici di Gallarate, Dizionario dei filosofi, G.C. Sansoni Editore, Firenze, 1976, p. 1216.
  5. ^ Premi Feltrinelli 1950-2011, su lincei.it. URL consultato il 17 novembre 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sapientiae studium. La giornata operosa di Sofia Vanni Rovighi (1908-1990), a cura di Mario Sina, Vita e Pensiero, Milano, 1994.
  • Ricordo di Sofia Vanni Rovighi nel centenario della nascita, a cura di Michele Lenoci, Marco Paolinelli e Mario Sina, Rivista di Filosofia Neo-scolastica, Supplemento al N. 4, Anno 2008 (fra cui il contributo: Jan Władysław Woś, "Un colloquio con Sofia Vanni Rovighi", pp. 43–55), Vita e Pensiero, Milano, 2009.
  • Contro il monismo epistemologico: filosofia e scienza nel pensiero di Sofia Vanni Rovighi, a cura di Marco Paolinelli, EDUCat, Milano, 2009.
  • Sofia Vanni Rovighi: filosofia per la vita, a cura di Maria Paola Negri e Alessandra Tarabochia, Prometheus, Milano, 2019.
  • Mario Sina, "Sofia Vanni Rovighi", Rivista di Filosofia Neo-Scolastica, 82 (2/3) (1990) pp. 490-496.
  • Stefano Zecchi, "Sofia Vanni-Rovighi", in: A-T. Tymieniecka (Ed.), Phenomenology World-Wide. Foundations-Expanding Dynamics-Life-Engagements. A Guide for Research and Study, Analecta Husserliana (The Yearbook of Phenomenological Research), Vol 80., Springer-Verlag, Dordrecht (NL), 2002, pp. 481-482.
  • Gianmarco Bisogno, "Anselmo in Italia: tra Mario Dal Pra e Sofia Vanni Rovighi", Dianoia. Rivista di filosofia del Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell'Università di Bologna, 29 (2019) pp. 181-201.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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