Carlo Dionisotti

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Carlo Dionisotti (Torino, 9 giugno 1908Londra, 22 febbraio 1998) è stato un critico letterario, filologo e saggista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Tra i maggiori storici della letteratura italiana, Carlo Dionisotti nacque a Torino nel 1908, ma rimase legato per motivi familiari al paese di Romagnano Sesia. Si laureò in Lettere all'università di Torino sotto la guida di Vittorio Cian con una tesi sulle Rime di Pietro Bembo (1928). A Torino ebbe contatti con i circoli antifascisti di Giustizia e Libertà e fu amico di Aldo Garosci. A Torino Dionisotti allestì gli indici del "Giornale storico della letteratura italiana"[1]. Tra il 1942 e il 1945 lavorò con Natalia Ginzburg alla sede romana dell'Einaudi; entrò nel comitato direttivo della casa editrice con Carlo Muscetta e Carlo Salinari, ma lasciò l'incarico per l'orientamento marcatamente marxista dei colleghi[2].

Nel 1948 Dionisotti lasciò l'Italia per diventare lettore di italiano all'università di Oxford. Nel 1950 andò a insegnare Letteratura italiana al Bedford College di Londra, città dove si svolse la maggior parte della sua carriera universitaria. Ha scritto su diverse riviste, ma il suo profilo di studioso resta particolarmente legato a due, il già menzionato "Giornale storico della letteratura italiana", del quale fu redattore su sollecitazione dei suoi maestri, Cian, Ferdinando Neri e Santorre Debenedetti, e "Italia medioevale e umanistica", di cui è stato fondatore e condirettore con Billanovich, Campana e Sambin; ciò non toglie che la sua attività di studioso annoveri contributi anche su altre riviste, tra le quali andranno ricordate gli "Studi di filologia italiana" e "Lettere italiane", solo per fare qualche nome.

In ambito specificamente filologico spiccano soprattutto le cure dedicate alle opere di Pietro Bembo. Fu comunque conoscitore profondo della letteratura italiana del Quattrocento e del Cinquecento. Su questo argomento sono di assoluta importanza gli studi raccolti in Geografia e storia della letteratura italiana, che costituisce una vera e propria svolta negli studi di storia della letteratura italiana, paragonabile solo alla contemporanea attività, di diversa forma ma di pari, suprema levatura, di Gianfranco Contini, e i saggi su Machiavelli. Nel 1973 con Maria Adriana Prolo, Fernanda Renolfi e Giuseppe Tinelli fonda il Museo storico etnografico della Bassa Valsesia, che dedica oggi a lui una sezione. Dionisotti è morto nel 1998 a Londra e riposa a Romagnano Sesia.

Opera[modifica | modifica wikitesto]

Di grande rilievo è il novero dei suoi studi sul Rinascimento; insieme all'edizione delle opere del Bembo[3][4] e una mai interrotta serie di studi su di lui (buona parte raccolti ora in "Scritti sul Bembo" a c. di Claudio Vela, Torino, Einaudi, 2002) che diede un contributo essenziale alla storia degli studi umanistici. In tal senso è prezioso il volume Gli umanisti e il volgare fra Quattro e Cinquecento (1968), che fa perno su personaggi maggiori (Aldo Manuzio, Lorenzo Valla, Poliziano) e minori (Filippo Beroaldo, Francesco Colonna, Giorgio Valla, Battista Pio) per illustrare la complessa materia degli studi latini e volgare nei cenacoli umanistici italiani a cavallo dei due secoli. Sull'attività di Aldo Manuzio pubblicò più avanti altri importanti studi[5][6][7], mentre nel frattempo offriva proposte molto innovative sulla figura di Niccolò Machiavelli (definitivamente raccolte nelle Machiavellerie, Storia e fortuna di Machiavelli, Einaudi, 1980) . Più tardi concentrò i suoi studi, prima essenzialmente, anche se non esclusivamente, quattro-cinquecenteschi, su figure del nostro Ottocento (Foscolo, Leopardi, Manzoni, Giordani) e raccolse poi buona parte dei frutti delle sue ricerche nella raccolta Appunti sui moderni (1988) a cui nel 1989 fu assegnato il Premio Viareggio per la saggistica.

L'opera fondamentale di Dionisotti è considerata Geografia e storia della letteratura italiana (1967). Questa raccolta di saggi fu di decisiva importanza per gli studi letterari, modificando la prospettiva "unitaria" di Francesco De Sanctis secondo cui la storia della letteratura italiana avrebbe seguito una linea che portò progressivamente all'unità nazionale. Dionisotti mostrò invece la molteplicità delle linee di sviluppo delle tradizioni locali e regionali tra resistenze e progressi.

Di notevole interesse sono anche i suoi Ricordi della Scuola italiana, silloge che raccoglie pregevoli contributi precedenti su Arnaldo Momigliano, Fortunato Pintor, Santorre Debenedetti, sulla scuola letteraria dell'Università di Padova, su quella dell'Università di Torino, ed altri.

Il rapporto strettissimo in Dionisotti tra impegno civile studi storici è attestato, oltre che dalla sua militanza in "Giustizia e Libertà" e nei suoi rapporti con personaggi celebri del movimento (quali per esempio Leone Ginzburg, Franco Venturi, Norberto Bobbio) in saggi del respiro di Chierici e Laici (già in Geografia e storia della letteratura italiana, poi pubblicato indipendentemente nel 1995 con un contributo di Delio Cantimori), in scritti biografici[8],[9], e in numerosi scritti degli anni del fascismo e della ricostruzione, la maggior parte dei quali sono stati raccolti e pubblicati postumi[10].

  • Ricordo di Arnaldo Momigliano, Il Mulino, Bologna 1989,
  • Natalino Sapegno dalla Torino di Gobetti alla cattedra romana, Bollati Boringhieri, Torino 1994.
  • Ricordo di Carlo Calcaterra, testo introduttivo in Da Petrarca a Gozzano. Ricordo di Carlo Calcaterra, Interlinea - Centro Novarese di Studi Letterari, Novara 1994.
  • Appunti su arti e lettere, Jaca Book, Milano 1995.
  • Chierici e laici, con una lettera di D. Cantimori, Interlinea, Novara 1995.
  • Aldo Manuzio umanista e editore, Il Polifilo, Milano, 1995.
  • Ricordi della scuola italiana, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1998.
  • Lettere londinesi (1968-1995), a cura di Giuseppe Anceschi, Olschki, Firenze 2000,
  • Un professore a Londra. Studi su Antonio Panizzi, a cura di Giuseppe Anceschi, Interlinea, Novara 2002.
  • Lezioni inglesi, a cura di Tiziana Provvidera, con Carlo Dionisotti's Taylorian Lecture di Giovanni Aquilecchia, Aragno, Torino 2002.
  • Scritti sul Bembo, a cura di Claudio Vela, Einaudi, Torino 2003.
  • Boiardo e altri studi cavallereschi, a cura di Giuseppe Anceschi e Antonia Tissoni Benvenuti, Interlinea, Novara 2003.
  • Scritti di storia della letteratura italiana: vol. I: 1935-1962, a cura di T. Basile, V. Fera e S. Villari, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2008.
  • Scritti sul fascismo e sulla Resistenza, a cura di G. Panizza, Einaudi, Torino 2008.
  • Scritti di storia della letteratura italiana: vol. II: 1963-1971, a cura di T. Basile, V. Fera e S. Villari, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2009.
  • Scritti di storia della letteratura italiana: vol. III: 1972-1998, a cura di T. Basile, V. Fera e S. Villari, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2010.
  • «Colloquio coi vecchi libri». Lettere editoriali (1942-1988) di Carlo Dionisotti, Giulio Einaudi e collaboratori, a cura di Roberto Cicala, con un testo di Cesare Segre, un'intervista di Mauro Bersani a Dionisotti e un ricordo di Guido Davico Bonino, Interlinea, Novara, 2012.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giornale storico della letteratura italiana : Indici. Volumi 1-100 e supplementi. (1883-1932). A cura di Carlo Dionisotti. Torino : A. Chiantore, 1948.
  2. ^ Paolo Di Stefano, "Carlo Dionisotti, la passione civile del maestro in esilio", Corriere della Sera, 11 settembre 2008 [1]
  3. ^ Carlo Dionisotti, Pietro Bembo, Roma, Istituto della Enciclopedia italiana, 1967
  4. ^ Carlo Dionisotti (a cura di), Prose e Rime di Pietro Bembo, Torino, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 1960
  5. ^ Aldo Manuzio editore: dediche, prefazioni, note ai testi. Introduzione di Carlo Dionisotti, testo latino con traduzione e note a cura di Giovanni Orlandi, Milano, Il polifilo, 1975
  6. ^ Carlo Dionisotti, Aldo Manuzio umanista, Firenze, Olschki, 1960 (Estratto da Lettere italiane, Anno 12, n. 4, ott.-dic. 1960)
  7. ^ Carlo Dionisotti, Aldo Manuzio umanista e editore, Milano, Il polifilo, 1995, ISBN 88-7050-218-X
  8. ^ Carlo Dionisotti, Appunti su arti e lettere. Milano : Jaca book, 1995, ISBN 88-16-40371-3
  9. ^ Carlo Dionisotti, Ricordi della scuola italiana. Roma : Edizioni di Storia e letteratura, 1998, ISBN 88-87114-14-5
  10. ^ Carlo Dionisotti, Scritti sul fascismo e sulla Resistenza, a cura di Giorgio Panizza. Torino : Einaudi, 2008

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Università degli studi della Calabria, Laurea honoris causa a Carlo Dionisotti : 15 dicembre 1994. Soveria Mannelli : Rubbettino, 1995, ISBN 88-7284-444-4
  • Cesare Segre, Antonio Ria, Lalla Romano e Giulio Ferroni, Dionisotti, un letterato dentro la storia, in «Corriere della Sera», 23 febbraio 1998, p. 22 [2]
  • Roberto Cicala e Valerio S. Rossi (a cura di), I libri di Carlo Dionisotti, con un ricordo di Maria Corti. Milano : All'insegna del pesce d'oro, 1998
  • Delio Cantimori, testo del 1960 pubblicato poi in Conversazioni di storia, Laterza, Bari 1967, quindi in C. Dionisotti, Chierici e laici, Interlinea, Novara 1995.
  • Maria Corti, L'Italia non seppe dargli una cattedra, in «La Repubblica», 23 febbraio 1998, poi col titolo Ricordo di Dionisotti, in R. Cicala, V. Rossi, I libri di Carlo Dionisotti, con un ricordo di Maria Corti. Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1998.
  • Un maestro della letteratura: Carlo Dionisotti tra storia e filologia (1908-1998), a cura di R. Cicala, M. Ferrari e C. Vela, con un saggio introduttivo di M. Guglielminetti, interviste e interventi, Interlinea-Centro Novarese di Studi Letterari, Novara 2008.
  • Arnaldo Di Benedetto, Appunti su Carlo Dionisotti, in «Giornale storico della letteratura italiana», CLXXXVII (2010), pp. 21–38.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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