Giuseppe De Robertis

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Giuseppe De Robertis (Matera, 7 giugno 1888Firenze, 7 settembre 1963) è stato un critico letterario italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe De Robertis nasce a Matera, dove compie gli studi ginnasiali e liceali, e nell'autunno del 1907 si trasferisce a Firenze dove completerà gli studi universitari, allievo di grandi filologi e storici come Parodi, Mazzoni, Barbi, Vitelli.

Molto segnato dal dialogo con Renato Serra, come testimonia tra gli altri fatti l'epistolario del cesenate, inizia nel maggio 1912 a collaborare alla rivista letteraria La Voce e negli anni tra il 1914 e 1916 ne diventa direttore con il consenso positivo di Giuseppe Prezzolini suo predecessore. Dopo aver insegnato materie letterarie presso il Conservatorio di Firenze, nel 1920 gli venne assegnata la docenza di Storia della letteratura italiana presso l'Università di Firenze.

Dal 1922 inizia la sua ricca produzione critica, con una scelta dello Zibaldone leopardiano e un imponente studio critico dedicato alla poesia di Salvatore Di Giacomo, argomento della sua tesi di laurea, che peraltro non pubblicò mai in volume. Dopo un breve soggiorno a Bologna, ritorna a Firenze come insegnante di materie letterarie presso il Conservatorio L. Cherubini.

Nel 1938 ottenne la cattedra presso l'Università di Firenze, subentrando ad Attilio Momigliano, che da essa fu espulso a seguito delle leggi razziali.

Oltre alla collaborazione alle più importanti riviste del Novecento, tra cui Pegaso e Pan, De Robertis fu autore di acute analisi critiche e di edizioni commentate degli autori classici, soprattutto delle poesie del Poliziano, del Foscolo e del Leopardi. Nell'analizzare i testi letterari il De Robertis fu sempre attento ai valori lirici affidandosi ad un sottile gusto per lo stile. Uno dei suoi scopi fu quello di fare da ponte fra critica militante e cultura universitaria, tra critica dei classici e dei contemporanei.

Suo figlio era il critico letterario, Domenico De Robertis.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Saggio su Leopardi, Milano, 1937 (ed. aum., Firenze, 1944, 1946, 1960);
  • Scrittori del Novecento, Firenze, 1940;
  • Studi, Firenze, 1944;
  • Primi studi manzoniani e altre cose, Firenze, 1949;
  • Altro Novecento, Firenze, 1962.

Quale editore e commentatore di autori della letteratura italiana, sono da segnalare:

  • Poeti lirici dei secoli XVII e XIX, Firenze,I ed. 1923;
  • A. Poliziano (Le Stanze, YOrfeo e le Rime), Firenze 1932;
  • Renato Serra, in collaborazione con L. Ambrosini e A. Grilli, Firenze, 1934;
  • Epistolario R. Serra, Scritti, 2 vol., Firenze, 1938, in coll, con A. Grilli;
  • G. Panni, Poesie, Firenze, 1935;
  • G. Ungaretti, Apparato critico delle varianti de «L'allegria», «Sentimento del tempo» e delle «Poesie disperse» , Milano, 1945.

Scritti postumi[modifica | modifica wikitesto]

  • Scritti vociani, a cura di E. Falqui, Firenze, 1967;
  • Studi a cura di D. De Robertis, Firenze, 1971.

Epistolari[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Ungaretti e G.D.R. , Carteggio 1931-1962, Milano, 1984.
  • Emanuela Bufacchi, Carteggio 1944-1963 di Giuseppe De Robertis-Leone Piccioni, Ed. Fondazione Premio Letterario Basilicata, 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Emilio Cecchi, in «Nuova Antologia», 16 maggio 1940.
  • Luciano Anceschi, Giuseppe De Robertis tra «La Voce» e «La Ronda», in Saggi di poetica e di poesia, Firenze, Parenti, 1942.
  • Luigi Russo, in La critica letteraria contemporanea, volume terzo, Bari, Laterza, 1943.
  • Enrico Falqui, in La letteratura del ventennio nero, Roma, Edizioni della Bussola, 1948.
  • Leone Piccioni, in Sui contemporanei, Milano, Fabbri, 1955.
  • Aldo Borlenghi, La critica letteraria da De Sanctis a oggi, in Letteratura italiana - Le Correnti , volume secondo, Milano, Marzorati, 1956.
  • Adelia Noferi, (a cura di), Omaggio a De Robertis, in «L'Approdo letterario», anno decimo, numero 25, gennaio-marzo 1964 (con contributi di Piero Bigongiari, Carlo Bo, Lanfranco Caretti, Emilio Cecchi, Gianfranco Contini e molti altri).
  • Adelia Noferi, Giuseppe De Robertis e l'oggetto poetico, in «Paragone», 168, dicembre 1963.
  • Oreste Macrì, La mente di De Robertis. Il critico come scrittore, in Realtà del simbolo, Firenze, Vallecchi, 1968.
  • Felice Del Beccaro, Giuseppe De Robertis, in Letteratura italiana - I Critici, volume terzo, Milano, Marzorati, 1970, pp. 2329-2357.
  • Antonio Carrannante, Appunti su Giuseppe De Robertis studioso di Leopardi, in Critica letteraria, 1989, N. 65, pp. 757–768

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN24622523 · ISNI: (EN0000 0001 0879 4157 · SBN: IT\ICCU\CFIV\015055 · LCCN: (ENn85152073 · GND: (DE119198657 · BNF: (FRcb12059430p (data) · BAV: ADV10152512