Giuseppe Occhialini

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Giuseppe Paolo Stanislao Occhialini
Premio Wolf Premio Wolf per la fisica 1979

Giuseppe Paolo Stanislao Occhialini, detto Beppo (Fossombrone, 5 dicembre 1907Parigi, 30 dicembre 1993), è stato un fisico e accademico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del fisico Augusto Raffaele Occhialini, attivo nel campo delle spettroscopia e dell'elettrologia, Giuseppe Occhialini segue le orme paterne e nel 1929 si laurea in fisica presso l’Università di Firenze discutendo una tesi sui raggi cosmici. Studia all’Istituto di Fisica fondato ad Arcetri da Antonio Garbasso, dove lavorano anche Bruno Rossi, grande pioniere dei raggi cosmici, Gilberto Bernardini e dove insegna Enrico Persico.

Dopo la laurea parte per Cambridge, in Inghilterra, con una borsa di studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Presso il Cavendish Laboratory collabora con Patrick Blackett, ottenendo subito un grande risultato: la conferma dell’esistenza del positrone, la particella di antimateria prevista dalla teoria quantistica dell’elettromagnetismo di Paul Dirac e scoperta poche settimane prima da Carl Anderson. Blackett e Occhialini rilevano il positrone nei raggi cosmici tramite una camera di Wilson (ideata da Blackett), corredata di un circuito di coincidenze, realizzato con contatore Geiger, messo a punto proprio da Occhialini mediante una tecnica appresa ad Arcetri da Bruno Rossi.

Nel 1934 ritorna a Firenze, ma soffre il clima creato dal regime fascista. Decide quindi di accettare l'invito di Gleb Wataghin e dal 1937 al 1944 lavora all'istituto di fisica dell'Università di San Paolo, in Brasile.

Nel 1944 ritorna in Inghilterra presso il Wills Physics Laboratory di Bristol. Assieme al Direttore Cecil Frank Powell ed al brasiliano Cesare Lattes studiano i raggi cosmici speciali emulsioni fotografiche, messe a punto soprattutto da Occhialini. Scoprono così una nuova particella, il mesone π, detto anche pione o particella di Yukawa. È un passaggio decisivo verso la comprensione dell’interazione forte, una delle quattro forze fondamentali della natura, che tiene insieme i quark nei nucleoni ed è responsabile della stabilità del nucleo atomico.

Nel 1948 Blackett riceve il premio Nobel per la scoperta del positrone. Nel 1950 Powell riceve il premio Nobel per la scoperta del pione. Nonostante il contributo fondamentale apportato ad entrambe le scoperte, Giuseppe Occhiialini non viene premiato.

Rientrato in Italia, insegna prima all'Università di Genova (1950) e poi all'Università degli Studi di Milano (1952), ove insegna Fisica Superiore e fonda il Laboratorio di Fisica Cosmica e Tecnologie Relative del CNR e la Sezione Astrofisica del Dipartimento di Fisica. Qui crea una scuola che è protagonista nella ricerca dei raggi cosmici con l'utilizzo di emulsioni nucleari esposte ad alta quota, un'esperienza culminata nel 1954 con l'esperimento G-Stack.

In seguito all'avvento degli acceleratori di particelle, Occhialini esplora nuovi campi di ricerca, tra i quali spicca quello della fisica dello spazio, dando un contributo decisivo alla fondazione dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Occhialini fu appassionato speleologo e alpinista. Durante la seconda guerra mondiale dovette lasciare l'Università di San Paolo quando il Brasile dichiarò guerra all'Italia e si ritrovò nella condizione di "straniero nemico". Si ritirò a vivere per un anno in una capanna nel Parque Nacional de Itatiaia, dove fece la guida alpina e tutt'oggi c'è una cima denominata "Pico Occhialini".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dipartimento di Fisica G.Occhialini
  2. ^ 10º Anniversario del Dipartimento "G. Occhialini" - Università degli Studi di Milano-Bicocca, su unimib.it. URL consultato il 29 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2012).
  3. ^ PREMI NAZIONALI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, su lincei.it. URL consultato il 29 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2011).
  4. ^ PREMI «Antonio Feltrinelli» FINORA CONFERITI, su lincei.it. URL consultato il 28 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2014).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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