Accademia delle Scienze di Torino

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L'Accademia delle Scienze di Torino è una accademia scientifica italiana fondata privatamente nel 1757 e riconosciuta ufficialmente nel 1783.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Accademia delle Scienze di Torino nacque da una preesistente Società Scientifica Privata Torinese, creata nel 1757 per volontà del conte Giuseppe Angelo Saluzzo di Monesiglio (chimico che mise a disposizione la propria casa per le riunioni dei soci) con la collaborazione di Joseph-Louis Lagrange[1], celebre matematico e Giovanni Francesco Cigna, fisico e medico.

La società era orientata soprattutto verso la matematica, la meccanica e la fisica e già nel 1759 aveva prodotto una prima pubblicazione, dal titolo Miscellanea philosophico-mathematica Societatis privatae Taurinensis, che comprendeva, tra gli altri scritti, due testi di Lagrange, uno relativo all'analisi del Metodo dei massimi e minimi di Fermat e uno sulla propagazione del suono. In seguito vennero pubblicati quattro volumi di Mélanges de philosophie et de mathématique, che ospitarono gli scritti scienziati d'oltralpe, tra i quali il matematico Leonhard Euler (noto in Italia come Eulero) e il medico e botanico Albrecht von Haller, entrambi svizzeri.

Nel giro di alcuni anni avevano aderito alla Società i più importanti rappresentanti della cultura piemontese e alcuni esponenti dell'Illuminismo francese, come Jean Baptiste Le Rond d'Alembert e marchese di Condorcet.

La nascita ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

L'Accademia venne fondata ufficialmente nel 1783, per Rescritto sovrano di Vittorio Amedeo III di Savoia, Re di Sardegna, che le conferì il titolo di Accademia Reale, riconoscendola giuridicamente come istituzione pubblica. Egli stabilì che venisse fornito all'istituzione un contributo annuo per far fronte alle spese della ricerca e nel 1784 approvò personalmente sia lo statuto che l'elenco dei Soci.

A seguito di questo riconoscimento, l'Accademia accrebbe di prestigio a livello internazionale ed aumentarono i contatti con gli studiosi stranieri.
Le pubblicazioni dei testi scientifici continuarono con un nuovo titolo, Mémoires de l'Académie Royale des Sciences de Turin.

Come motto venne scelto Veritas et utilitas che riassumeva gli obiettivi dell'Accademia: ricercare la verità (quindi la ricerca pura) e utilizzare le conoscenze scientifiche per applicazioni pratiche.

Immagine storica del Palazzo dell'Accademia delle Scienze di Torino, 1853

Dal 1787, sempre per volere di Vittorio Amedeo III di Savoia la sede dell'Accademia venne collocata nel palazzo seicentesco che ospitava il Collegio dei Nobili, attualmente noto come il Palazzo dell'Accademia delle Scienze (che la ospita tuttora).

Nel 1796 l'inizio della guerra tra Casa Savoia e la Francia (divenuta una repubblica a seguito degli esiti della Rivoluzione francese) provocò l'interruzione forzata delle attività dell'Accademia.

L'Accademia nell'Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Le attività vennero riprese soltanto nel 1801, a seguito dell'occupazione del Piemonte da parte di Napoleone Bonaparte. Egli mise in atto un'opera di riforma dell'Accademia, riorganizzandola in due "classi": una avrebbe continuato ad occuparsi della ricerca scientifica, mentre l'altra avrebbe orientato i propri studi verso la letteratura e l'arte.
Nel 1804 Napoleone si autonominò presidente "perpetuo" a titolo onorario e nel 1805 ne cambiò il titolo da "Accademia Reale" a "Accademia Imperiale".

Nel 1814, con la caduta di Napoleone e la conseguente Restaurazione della monarchia dei Savoia, l'Accademia fu "epurata" dai pensatori e dagli scienziati che si erano dimostrati sostenitori dei francesi (tra gli altri, Giovanni Antonio Giobert e Giovanni Battista Balbis). Venne mantenuta, invece, l'organizzazione nelle due classi, il cui orientamento venne, però, leggermente modificato: una si sarebbe occupata delle Scienze fisiche, matematiche e naturali, l'altra delle Scienze morali, storiche e filologiche.

La monarchia sabauda continuò a sostenere economicamente l'Accademia di Torino e a influenzarne pesantemente l'orientamento per quasi tutto l'Ottocento, anche quando la capitale del Regno d'Italia non era più Torino.
La direzione dell'istituzione, infatti, rimase sempre un privilegio esclusivo di personalità appartenenti alla nobiltà piemontese. Soltanto nel 1879 la nomina del presidente venne estesa ai membri non nobili dell'Accademia. Tale carica passò da "perpetua" a triennale e venne stabilito che dovesse essere alternata tra le due classi.

Nel corso dell'Ottocento l'Accademia poté vantare come Soci personaggi di spicco della cultura italiana (come Alessandro Manzoni, Joseph de Maistre[2], Ugo Foscolo, Luigi Ferrarese, Giovanni Flecchia, Vincenzo Gioberti, Antonio Rosmini, Galileo Ferraris, Quintino Sella, Giorgio Spezia, Amedeo Avogadro, Carlo Ilarione Petitti di Roreto e Germain Sommeiller[3]), nonché scienziati, filosofi e scrittori di altre nazioni (come i tedeschi Alexander von Humboldt, Friedrich Carl von Savigny, Carl Friedrich Gauss, Moritz Cantor, Leopold von Ranke, Hermann von Helmholtz e Theodor Mommsen, i francesi François Guizot e Victor Cousin, Ernest Renan, Hippolyte Taine e Charles Darwin).

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

L'Accademia delle Scienze di Torino si pone come obiettivo quello di "contribuire al progresso scientifico, promuovendo ricerche e curando la pubblicazione dei loro risultati, contribuendo alla diffusione del sapere mediante congressi, convegni, seminari, conferenze e ogni altro mezzo ritenuto idoneo, e inoltre fornendo pareri e formulando proposte alle istituzioni pubbliche e a organismi privati nei campi di sua competenza" (tratto dallo Statuto approvato con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali il 21 luglio 2000).

Elenco dei presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Il seguente elenco riporta i presidenti onorari, perpetui e elettivi (con mandato triennale), ordinati secondo la data di nomina.[4]

Presidenti onorari[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti perpetui[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti triennali[modifica | modifica wikitesto]

Soci[modifica | modifica wikitesto]

I soci dell'Accademia delle Scienze sono suddivisi in due classi: la Classe di Scienze fisiche, matematiche e naturali che consta di venti soci nazionali residenti, dieci soci nazionali non residenti, venti soci stranieri e centoventi soci corrispondenti; la Classe di Scienze morali, storiche e filologiche invece annovera venti soci nazionali residenti, dieci soci nazionali non residenti, venti soci stranieri e ottanta soci corrispondenti[8]. Le due Classi si riuniscono periodicamente nelle Classi Unite (cui partecipano i soli soci nazionali), organo cui compete la gestione dell'istituzione. L'Accademia è retta da un Consiglio di Presidenza di cui fanno parte il Presidente, il Vice-Presidente, il Tesoriere, i Direttori delle due Classi e i Segretari delle due Classi.

La sede[modifica | modifica wikitesto]

L'Accademia ha sede in via Accademia delle Scienze 6, a Torino, in un imponente edificio con mattoni "a vista", noto come Palazzo dell'Accademia delle Scienze.

La biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

Particolare rilevanza riveste anche la biblioteca dell'istituzione, fondata nel 1783, che conserva "un ingente patrimonio documentario, specie nei settori culturali di propria specializzazione: la Storia della scienza e la Letteratura piemontese".[9]

Le raccolte sono costituite da circa 200.000 tra libri ed opuscoli, 5.200 periodici di cui oltre 400 in corso, 3.000 tra disegni ed incisioni, 40.000 lettere di personaggi illustri della cultura europea.[3]

La casa editrice Olschki ha avviato nel 2005 la pubblicazione del patrimonio librario ed archivistico dell'Accademia, nella collana "I libri dell'Accademia".[10]

Premi dell'Accademia delle Scienze di Torino[modifica | modifica wikitesto]

L'Accademia delle Scienze di Torino ha erogato, e tuttora eroga, diversi premi ad illustri studiosi come incentivo all'ideazione di soluzioni a problemi scientifici, economici e sociali.

I premi che vengono conferiti dall'Accademia sono: il Premio Ravani Pellati, il Premio Martinetto, il Premio Ferrari Soave, il Premio Panetti Ferrari, il Premio Gili Agostinelli.

Premio Ravani Pellati[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un premio nato nel 1927 ed è destinato a premiare un cittadino italiano che si è distinto nel campo della fisica o della chimica.

I vincitori di tale premio furono:[11]

Premio Martinetto[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un premio biennale riservato a un cittadino italiano vivente, che abbia operato: a) per la salvaguardia dei tradizionali principi e valori civili individuali, oppure b) per la eliminazione del malcostume e dell'opportunismo, oppure c) per la difesa dei diritti dei cittadini.[6] Secondo l'articolo 4 del regolamento, la Commissione giudicatrice sarà composta: "... dal Presidente pro tempore dell'Accademia o da un suo delegato, e da quattro soci nazionali, dei quali due designati dalla Classe di Scienze fisiche, matematiche e naturali e due dalla Classe di Scienze morali, storiche e filologiche".

I vincitori di tale premio furono:[12]

Premio Ferrari Soave[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un premio biennale, alternativamente nazionale ed internazionale, destinato a uno scienziato vivente distintosi per le sue ricerche nel campo delle Scienze biologiche. Nato nel 1994 ha come scopo di valorizzare l'operato di uno scienziato che si è distinto nel campo della Biologia Umana, Biologia Vegetale, Biologia Animale o Biologia Cellulare. Secondo l'articolo 4 la Commissione giudicatrice è composta: "...dal Presidente dell'Accademia e da quattro membri, dei quali almeno tre Soci dell'Accademia delle Scienze di Torino; un membro della Commissione può essere uno scienziato di chiara fama non appartenente all'Accademia." Il premio viene conferito durante la seduta inaugurale dell'anno accademico successivo alla designazione. I vincitori di tale premio furono:[13]

Premio Panetti Ferrari[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un premio internazionale e biennale, istituito nel 1998 dopo la fusione fra il Premio Modesto Panetti e il lascito del Professor Carlo Ferrari.[7]. Il premio viene conferito:"... a uno scienziato vivente che si sia particolarmente distinto per le sue ricerche nel campo della Meccanica Applicata (intesa in senso lato), effettuate nel decennio precedente alla data del conferimento del Premio stesso". La commissione esaminatrice è composta: "...dal Presidente dell'Accademia e da quattro membri, dei quali almeno tre Soci dell'Accademia delle Scienze di Torino, .."[8]. Il premio viene conferito nella seduta inaugurale dell'anno accademico successivo alla designazione.

I vincitori di tale premio furono:[14]

Premio Gili Agostinelli[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un premio internazionale, istituito nel 1992, che viene conferito a rotazione nelle seguenti discipline:

La Commissione giudicatrice: "... è costituita dal Presidente dell'Accademia e da altri quattro membri, designati dall'assemblea della Classe di Scienze fisiche, matematiche e naturali: almeno tre dei membri devono essere soci dell'Accademia (e almeno due di questi soci nazionali, residenti o non residenti), mentre il quarto può essere uno scienziato di chiara fama non appartenente all'Accademia, fornito di particolare competenza nel campo di studi al quale il premio bandito si riferisce".[9]. Il premio viene conferito durante la seduta inaugurale dell'anno accademico successivo alla designazione. Numerose Università ed Accademie di prestigio inviano ogni anno delle proposte di scienziati che sono ritenuti meritevoli di essere presi in considerazione.

I vincitori di tale premio furono:[15]

  • Ingo Müller per la meccanica Teorica e la fisica matematica classica nel 2006,
  • Antonio Giorgilli per la matematica applicata alle scienze fisiche o naturali o all'ingegneria nel 2007,
  • Salvador Moncada per le scienze biologiche o mediche nel 2008,
  • Valery V. Kozlov per la meccanica pura o applicata o fisica matematica classica nel 2009,
  • Franco Brezzi per la matematica applicata alle scienze fisiche o naturali o all'ingegneria nel 2010,
  • Lucio Luzzato per le scienze biologiche o mediche nel 2011,
  • Cédric Villani per la meccanica pura o applicata o fisica matematica classica nel 2012,
  • Michiel Bertsch per la matematica applicata alle scienze fisiche o naturali o all'ingegneria nel 2013,
  • Luigi Naldini per le scienze biologiche o mediche nel 2014,
  • Daniel Rittel per la Meccanica pura o applicata o fisica matematica classica nel 2015.

Premi attribuiti dall'Accademia[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni premi sono attribuiti dall'Accademia delle scienze di Torino ma non sono gestiti da essa, quali:

Premi del passato[modifica | modifica wikitesto]

Nel passato vennero conferiti altri premi che oggi non sono più in corso:

Borse di studio[modifica | modifica wikitesto]

L'accademia bandisce ogni anno due borse di studio intitolate a Maria Luisa Petrazzini che sono destinate ad un laureato presso il Politecnico di Torino, nella facoltà di Ingegneria, meccanica o aerospaziale, e ad una laureata presso l'Università degli Studi di Torino, nella Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (a cura di) A. Conte, C. Mancinelli, E. Borgi, L. Pepe, Lagrange. Un europeo a Torino, Torino, Hapax Editore, 2013, ISBN 978-88-88000-57-2.
  2. ^ Nato in Savoia, all'epoca parte del Regno di Sardegna.
  3. ^ a b Idem.
  4. ^ Accademia delle Scienze di Torino
  5. ^ Consiglio di presidenza 2009-2012, dal sito ufficiale (url consultato il 2 gennaio 2014)
  6. ^ Consiglio di presidenza 2012-2015, dal sito ufficiale (url consultato il 2 gennaio 2014)
  7. ^ Consiglio di Presidenza 2015-2018, su Accademia delle Scienze. URL consultato il 3 aprile 2016.
  8. ^ Statuto dell'Accademia delle Scienze di Torino
  9. ^ Amedeo Benedetti - Bruno Benedetti, Gli archivi della scienza. Musei e Biblioteche della scienza e della tecnologia in Italia, Genova, Erga, 2003, p. 37.
  10. ^ Biblioteca e Archivio
  11. ^ [1]
  12. ^ [2]
  13. ^ [3]
  14. ^ [4]
  15. ^ [5]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN312737652 · LCCN: (ENn80107488 · SBN: IT\ICCU\CFIV\013509 · ISNI: (EN0000 0001 2113 3345 · GND: (DE1000017-3 · BNF: (FRcb12179422n (data) · BAV: ADV10159452