Gino Strada

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« Io non sono pacifista. Io sono contro la guerra[1] »
Gino Strada al 9º incontro nazionale di Emergency a Firenze, nel 2010

Luigi Strada, detto Gino (Sesto San Giovanni, 21 aprile 1948), è un medico e attivista italiano, fondatore, assieme alla moglie Teresa Sarti, dell'ONG italiana Emergency.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Sesto San Giovanni, comune operaio nella cintura milanese, cresce in un ambiente cattolico sensibile alla realtà sociale che si ispira alle idee del Concilio Vaticano II per poi aderire alla corrente comunista universitaria[2]. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Milano nel 1978 e specializzato in Chirurgia d'Urgenza, durante gli anni della contestazione è uno degli attivisti del Movimento Studentesco. Frequenta anche gruppi di volontariato cattolico dove conosce la moglie Teresa Sarti, membro di un'associazione di volontariato in ambito ecclesiastico (Teresa Sarti sarà cofondatrice e Presidente di Emergency[3]).

Gino Strada è ateo [4]. E' stato molto amico del noto prete di strada Andrea Gallo (1928-2013).[5]

Nel 2013 ha dichiarato di non votare alle elezioni da circa trent'anni, per esprimere la propria disapprovazione verso la politica italiana[6], ma nel 2014 ha dichiarato di sostenere la lista Tsipras.[7]

Attività di chirurgo di guerra[modifica | modifica wikitesto]

Viene assunto dall'ospedale di Rho e fa pratica nel campo del trapianto di cuore fino al 1988, quando si indirizza verso la chirurgia traumatologica e la cura delle vittime di guerra. In particolare negli anni ottanta Strada si specializza in chirurgia cardiopolmonare, lavorando negli Stati Uniti, alle università di Stanford e Pittsburgh, all'Harefield Hospital (Regno Unito) e al Groote Schuur Hospital di Città del Capo (Sudafrica), l'ospedale del primo trapianto di cuore di Christiaan Barnard.

Nel periodo 1989-1994 lavora con il Comitato Internazionale della Croce Rossa in varie zone di conflitto: Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Somalia e Bosnia ed Erzegovina.

Emergency e altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Gino Strada alla marcia della pace Perugia-Assisi, nel 2002

Questa esperienza sul campo motiva Strada e un gruppo di colleghi a fondare Emergency, un'associazione umanitaria internazionale per la riabilitazione delle vittime della guerra e delle mine antiuomo che, dalla sua fondazione nel 1994 alla fine del 2013, ha fornito assistenza gratuita a oltre 6 milioni di pazienti in 16 paesi nel mondo[8].

Ha pubblicato due libri che hanno ottenuto un certo successo di pubblico e critica: Pappagalli verdi: cronache di un chirurgo di guerra e Buskashì. Viaggio dentro la guerra.

Nel 2001 è vincitore del premio Colombe d'Oro per la Pace, assegnato annualmente dall'Archivio disarmo a una personalità distintasi in campo internazionale. Dal 2002 è cittadino onorario della città di Empoli (Toscana), dal 2003 anche della città di Montebelluna (Veneto)[9]. Ha ricevuto alcuni voti nello scrutinio segreto per l'Elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2006.

Nel marzo 2007, durante il sequestro in Afghanistan del giornalista de La Repubblica, Daniele Mastrogiacomo, ha assunto una posizione di rilievo nelle trattative per la sua liberazione.

Nel 2009 muore la moglie Teresa Sarti. Il ruolo di Presidente di Emergency viene assunto poi dalla figlia Cecilia.[10].

In Italia, Gino Strada ha assunto negli anni posizioni critiche nei confronti dei governi guidati da Massimo D'Alema, Romano Prodi e Silvio Berlusconi, per le loro scelte a sostegno della guerra, per la partecipazione dell'Italia a diversi conflitti recenti, per l'aumento continuo delle spese militari da questi sostenute, per le politiche sull'immigrazione e i respingimenti.

La maggior parte delle critiche sono relative alla partecipazione dell'Italia all'intervento NATO in Afghanistan - noto anche come Operazione ISAF - valutate da Gino Strada e dalla sua organizzazione, che vi opera, come una barbarie commessa contro la popolazione afghana in aperta violazione dell'articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Egli si è spinto a tali affermazioni poiché riteneva l'intervento della NATO, e di conseguenza dell'Italia, spinto da interessi economici. Anche se diversi[11] considerano la posizione di Gino Strada come un esempio di pacifismo radicale, moralista e utopico. A questo proposito, Strada stesso ha dichiarato:

« Io non sono pacifista. Io sono contro la guerra. »
(Gino Strada, Intervista a Che tempo che fa[12])

Il 13 aprile 2013 viene eletto tra i dieci possibili candidati alla Presidenza della Repubblica alle cosiddette "quirinarie" del Movimento 5 Stelle. Giunto secondo alle spalle di Milena Gabanelli, in seguito alla rinuncia della stessa, diviene un possibile candidato. Poco dopo decide tuttavia di ritirarsi, in favore del terzo possibile candidato, Stefano Rodotà.

Nel 2015 ha ricevuto il Right Livelihood Award, primo italiano di sempre se non si considera il premio del 2008 a Monika Hauser, che ha cittadinanza italiana ma è nata e cresciuta in Svizzera.

In suo onore è stato intitolato l'asteroide 248908 Ginostrada.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Filmato audio Che tempo che fa, Rai, 18 novembre 2006, a 0:05:15.
  2. ^ Letizia Malanga, Gino Strada senza se e senza ma, Lo Specchio del 28 dicembre 2009 http://lospecchioblog.altervista.org/specchio/?p=630
  3. ^ Milano, è morta Teresa Sarti Strada fondatrice e presidente di Emergency | Milano la Repubblica.it
  4. ^ l'intervista al Sole 24 Ore del 24/02/2016 e la lettera aperta: "risposta atea al Signor Ratzinger
  5. ^ È morto don Gallo, il prete partigiano
  6. ^ Gino Strada: io, Ingroia e la sua lista
  7. ^ Gino Strada: “Lista Tsipras, una speranza per cambiare la politica”
  8. ^ http://www.emergency.it/archivio/ml/report/EMERGENCY-REPORT-2013.pdf
  9. ^ Cittadinanza onoraria di Montebelluna
  10. ^ Un acero rosso per Teresa Sarti Strada, in La Nazione, 9 settembre 2009. URL consultato il 16 giugno 2011.
  11. ^ L'autore di un'Intervista a Gino Strada porta come esempio il democratico Piero Fassino, che parla di un «pacifismo alla Gino Strada» in opposizione a uno pragmatico e politicamente realista.
  12. ^ Video dell'intervista

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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