Gino Bozza

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Gino Antonio Bozza (Firenze, 10 febbraio 1899Milano, 2 marzo 1967) è stato un ingegnere italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gino Antonio fu un ingegnere, un appassionato ed infaticabile ricercatore e un docente universitario. Era figlio di Giuseppe, anche lui ingegnere delle Ferrovie dello Stato e di Rina Capellani, di origine friulana.

Prese parte, dal 1917, alla prima guerra mondiale nella veste di ufficiale del Genio Ferrovieri, alla fine della quale iniziò gli studi al Politecnico di Milano. Si laureò nel 1922 in ingegneria industriale e per un breve periodo divenne assistente presso l'Università di Pavia, nel laboratorio di chimica industriale. Ottenne la libera docenza in macchinari e costruzioni per l'industria chimica nel 1926, mentre nel 1932 vinse il concorso di termotecnica. Fu quindi chiamato all'Università di Milano dove, nel 1947, divenne direttore dell'Istituto di Fisica Tecnica del Politecnico.

Curò personalmente la traduzione dal tedesco del famoso Trattato di chimica analitica di Frederick Pearson Treadwell (Milano 1929) e scrisse, con Bruno Finzi, il volume Resistenza idro ed aerodinamica (1935). Nel 1948, si occupò dei problemi del trasporto e distribuzione dei gas naturali della Val Padana, contribuendo sostanzialmente alla realizzazione della rete di metanodotti della Società Nazionale Metanodotti SNAM, di cui divenne vicepresidente del comitato tecnico. Nel 1956, l'Accademia Nazionale dei Lincei gli conferì il premio Feltrinelli per la chimica, riservato a cittadini italiani (nella sezione scienze matematiche, fisiche e naturali).

Dal 1960 al 1967 fu rettore del Politecnico di Milano. Quale presidente del comitato di redazione del Centro informazioni studi ed esperienze, curò la stesura del primo dizionario tecnico nucleare inglese-italiano e italiano-inglese (1962, Roma).

La sua grande versatilità gli consentì di essere autore di un centinaio di pubblicazioni nel campo della fisica tecnica, della termodinamica, della chimica e della meccanica dei fluidi; si occupò anche di problemi connessi all'inquinamento atmosferico.

Durante la sua prestigiosa carriera, collaborò fattivamente con il Consiglio Superiore per l'Istruzione, col CNR Consiglio nazionale delle ricerche (che ha dato il suo nome alla Sezione di Milano), con l'ICVBC - Istituto per la conservazione e valorizzazione dei beni culturali, con l'Associazione termotecnica, col Comitato termotecnico, con l'Istituto internazionale del freddo e col Centro informazioni studi esperienze (CISE).

A lui è intitolata una via, la biblioteca civica - circolo culturale di Cordovado (PN), nello storico Palazzo Cecchini, il Reparto di Rianimazione dell'Ospedale Niguarda di Milano.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]