Emilio Greco

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« Greco è il più grande disegnatore che abbiamo in Europa.[1][2] »
(Pablo Picasso, in visita al Museo Rodin nel '61, per una personale curata da André Malraux[3])
Paliotto con la Dormitio Virginis, Museo dell'Opera del Duomo di Prato.

Emilio Greco (Catania, 11 ottobre 1913Roma, 5 aprile 1995) è stato uno scultore, scrittore e illustratore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Corrida, litografia del 1967, esposta a Catania.

Frequentò le elementari nell'ex convento di San Placido e in quel periodo, affacciandosi da una grata dal Palazzo Biscari, osservava incantato i resti delle strutture greco-romane che lo condizionarono nella passione per la scultura antica[4].

Iniziò tredicenne a lavorare come apprendista scalpellino presso la ditta edile di un architetto locale che si occupava principalmente di restauro e realizzazione di monumenti civici[4].

Scultura per la mostra antologica di Emilio Greco tenutasi nel 1983 a Castel Sant'Angelo. Rimasta in loco.

Tuttavia la Catania del tempo non riuscì a dargli lo spazio che meritava, in quanto «per i giovani la possibilità di esporre opere d'arte si limitava a qualche rara mostra sindacale (…). Nel volgere del tempo però, anche a Catania le cose sono cambiate. Ora esistono, laggiù, degli Istituti d'Arte e operano delle gallerie private»[5].

Nel 1934 consegue un attestato da esterno presso l'Accademia di Palermo, poi intraprese il servizio di leva nel Regio Esercito[4]. Partecipò ad alcune battaglie coloniali (Africa; Albania...), ma seguì passivamente a Roma gli avvenimenti della seconda guerra mondiale[4]. Nel 1947 risiedette e lavorò assieme ad altri celebri artisti a villa Massimo[4]. L'anno successivo ottenne la docenza ufficiale presso il Liceo di via Ripetta[4].

Per un breve periodo occupò la cattedra all'Accademia di Carrara nella veste di docente supervisore dal 1952, anche grazie agli indiscussi successi ottenuti[4]. In questo periodo ebbe come allievo il pittore Gualtiero Passani (Carrara 1926) con il quale intrattenne un rapporto di collaborazione.

Ottiene una grandissima popolarità con il monumento Pinocchio e la Fatina (1956) per il paese di Collodi[6].
Poetico il suo ciclo delle Grandi bagnanti e i suoi ritratti di giovani donne.
È anche autore del Monumento a Papa Giovanni XXIII in San Pietro e delle Porte del Duomo di Orvieto (1970)[3]. Nel 1974 il museo all'aria aperta di Hakone gli dedicò una zona permanente chiamata "Giardino di Greco" (o "Greco Garden")[4].

Pinocchio e la Fatina, presso il Parco di Pinocchio, Collodi

Proseguì per diversi anni l'insegnamento a Napoli, e poi di nuovo alla capitale dal 1967 al 1975[4]. Dopodiché ebbe prima la cattedra all'Accademia di Belle Arti a Monaco, più avanti lavorò a Salisburgo su interesse di Oskar Kokoschka[4].

Visse per un periodo in Iran, dove fu apprezzato dall'alta dirigenza del paese che voleva servirsene per alcune opere[4].

Il Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo e il Museo Puškin di Mosca gli dedicarono una sala di sculture e opere grafiche[4]. A Catania, il museo dedicatogli offriva una collezione di numerose litografie e acqueforti.
Fu un assiduo viaggiatore e viene attualmente considerato uno dei più grandi scultori del Novecento[4].

Opere nei musei[modifica | modifica wikitesto]

Ricordi d'Estate (Memories of Summer) a Sendai, in Giappone.

Elenco dei musei che espongono opere dell'artista:

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Vittorio Masselli e Emilio Greco (disegni), Giostra di fanciulle, Roma, Razzi, 1963, SBN IT\ICCU\SBL\0259606.
  • Leonardo Sciascia e Emilio Greco (acquaforte), Racconti siciliani, Le mete, nº 4, Urbino, Istituto Statale d'Arte del Libro, 1966, SBN IT\ICCU\BVE\0654829.
  • Giulio Briani, Tre favole vere, con disegni di Emilio Greco, Roma, Trevi, 1976, SBN IT\ICCU\RMS\2477969.
  • Emilio Greco, L'oro antico delle vigne, prefazione di Giacinto Spagnoletti, Roma, 1978, SBN IT\ICCU\SBL\0339310.
  • (ITJA) Emilio Greco, 19 poesie per 19 disegni di Greco, Tokio, Contemporary Sculpture Center, 1978, SBN IT\ICCU\BVE\0542395.
  • Emilio Greco, Lo Jonio corrusco di vento, Catania-Roma, ASPA, 1980, SBN IT\ICCU\UM1\0094116.
  • Emilio Greco, Appunti di una vita (1937-1980), introduzione di Giacinto Spagnoletti, Palermo, Sellerio, 1980, SBN IT\ICCU\RAV\0091263.
  • Gianfranco Nolli (testo) e Emilio Greco (disegni), Apocrifi biblici moderni, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 1980, SBN IT\ICCU\CSA\0025539.
  • Emilio Greco, A ritroso nel tempo. Poesie e prose, a cura di Mario Pisani, Roma, Officina, 1993, SBN IT\ICCU\CFI\0438443.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maurizio Zuccari, Emilio Greco, cent'anni fa, insideart.eu, 15 ottobre 2013. URL consultato il 31 gennaio 2016.
  2. ^ La vitalità di Emilio Greco, in Il Giornale dell'Arte, 21 giugno 2013. URL consultato il 31 gennaio 2016.
  3. ^ a b Sezione biografica, sul sito ufficiale "Archivi Emilio Greco". URL consultato il 31 gennaio 2016.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n C. Pirovano, Greco, Emilio, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 59.
  5. ^ Su ciò sono interessanti le sue stesse memorie; cfr. M. Calvesi, C. Esposito Hayter e G. Frazzetto (a cura di), Emilio Greco. Catalogo generale dell'opera incisoria, Roma, 1994, SBN IT\ICCU\NAP\0164658. E in C. L. Ragghianti, Emilio Greco. Disegni e Grafica, in «Critica d'Arte», Firenze, 1973, SBN IT\ICCU\RMS\1083785.
  6. ^ F. Bellonzi e V. Mariani, Il Pinocchio di Emilio Greco, Roma, De Luca, 1958, SBN IT\ICCU\SBL\0484835.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito ufficiale, archiviemiliogreco.it.
  • Grèco, Emilio, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 15 maggio 2015.
  • (EN) Emilio Greco, Encyclopædia Britannica. URL consultato il 30 gennaio 2016.
Controllo di autorità VIAF: (EN93595607 · SBN: IT\ICCU\CFIV\024936 · BNF: (FRcb122114815 (data) · ULAN: (EN500010767