Museo Emilio Greco (Catania)

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« Piuttosto che a un intellettualismo anche raffinato, ed eventualmente veggente e rivelatore, Emilio Greco si deve collegare a forze vergini e sorgive che al limite sono indomabili e trascinanti, cioè a un'esperienza umana dove l'emozione domina, anche se dev'essere rasserenata e contemplata per diventare una forma di esperienza vivente. La flessibilità interiore di Greco è vasta e sempre pronta, va oltre alla volontà e alla disciplina: raptus, angoscia, accensioni, odii, depressioni, sensualità, melanconia, nostalgie, ansie, tenerezze, si manifestano a tratti tumultuose, anche se represse o smorzate in una pacatezza visionaria che non riesce ad essere ironica »

(Carlo Ragghianti, 1973[1])
Museo Emilio Greco
Museo E. Greco.jpg
Interni del Museo Emilio Greco, come si presentava nel 1997
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Catania
Indirizzo Piazza San Francesco d'Assisi, 3 (1º piano)
Caratteristiche
Tipo Arte
Apertura 1994

Coordinate: 37°30′09.61″N 15°05′04.11″E / 37.502669°N 15.084475°E37.502669; 15.084475

Il Museo Emilio Greco di Catania venne aperto nella prima metà degli anni novanta e inaugurato dallo stesso artista catanese nel 1994[2], in alcuni ambienti del Palazzo Gravina Cruyllas dei Principi di Palagonia, sede anche del Museo civico belliniano nonché prima abitazione del compositore. Il Palazzo apparteneva in origine ai Gravina Cruyllas, tra le famiglie di spicco nel XVII secolo catanese. I fasti dell'edificio si notano all'interno del Museo nella cappelletta di famiglia e negli stemmi che ne decorano il soffitto dell'atrio di ingresso.

Le sale, ricavate negli ambienti privati di tutto un piano del palazzo, ospitano 150 opere autografe datate tra il 1955 e il 1992. Dal 2007 al 2008 il museo è stato temporaneamente chiuso, principalmente per il restauro dei locali, e se ne era progettata una fusione con il Museo Belliniano, creando un unico polo museale.

La riapertura del Museo è avvenuta il 31 ottobre 2008 alle ore 18:00, ospitando opere di Emilio Greco nonché dello scultore catanese Eugenio Russo. Nel periodo compreso tra il 2 e il 16 maggio 2009 ha ospitato in qualità di ciceroni gli studenti dell'Accademia di belle arti di Catania che hanno accompagnato i visitatori tra le sale del Museo tutti i giorni negli orari d'apertura dello stesso.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Commiato n.23 di Emilio Greco

Si ammirano 150 tra litografie e acqueforti, queste ultime nella pregevole serie dei 25 Commiati (in cui l'Artista analizza in maniera accurata il tormentato distacco tra uomo e donna cogliendone le infinite sfumature della "vibratile fisicità", in una sorta di erotismo "brancatiano"[3]). Sono esposte opere di ispirazione classica (Nausicaa, Euriclea, Aretusa, Medea, Saffo, Ritorno di Ulisse, Metamorfosi, Ninfa e Fauno) in cui le citazioni relative a Catullo sono piuttosto evidenti. Il grosso era di donazione dello stesso Emilio Greco, ma non mancavano taluni "prestiti" da parte dei parenti (soprattutto piccole sculture e disegni)[4].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1997 vi si inaugurò il Museo virtuale, tra i primi in Italia, che ospitava sette postazioni attive per la navigazione internet con libero accesso e che svolgeva, tramite cd-rom e DVD interattivi, prevalentemente la funzione divulgativa degli artisti e delle opere d'arte più importanti. Purtroppo il museo non ebbe molta fortuna e dopo quasi cinque anni di vita venne soppresso. Oggi le postazioni sono state riutilizzate per la sezione "informatica" del Museo Emilio Greco.
  • La struttura ospita anche una ricca biblioteca (350 volumi), costituita dalle donazioni Greco e da testi di acquisizione del Museo.
  • Nel primo vano, l'atrio di ingresso, è tuttora visibile la vôlta della galleria esterna del Teatro, su cui il palazzo interamente fu costruito.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ C. L. Ragghianti, Emilio Greco. Disegni e Grafica, in «Critica d'Arte» XX n. 131-132, Firenze 1973.
  2. ^ Il momento dell'inaugurazione. Sono presenti oltre al Maestro l'allora sindaco Enzo Bianco e Nello Musumeci.
  3. ^ Vedi TCI Musei d'Italia - Catania e Provincia, 1996, Milano, p. 33.
  4. ^ Tuttavia queste ultime donazioni furono restituite ai proprietari, in quanto soltanto "in prestito".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Ludovico Ragghianti, «Emilio Greco. Disegni e Grafica», in Critica d'Arte XX n. 131-132, pp. 3–160, 1973, Firenze.
  • TCI Musei d'Italia- Catania e Provincia, Milano 1996, pp. 32–33.
  • Maria Teresa Di Blasi, Il Filo d'Arianna - Museo Emilio Greco, 1997, Catania.
  • Concetta Tiralosi; Andrea Trovato (a cura di), Museo d'Arte Contemporanea Emilio Greco, 2002, Catania.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]