Museo del Risorgimento (Palermo)

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Museo del Risorgimento
Palermo-San-Domenico-bjs2007-01.jpg
L'ingresso al museo verso la chiesa di San Domenico
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàPalermo
IndirizzoPiazza San Domenico 1
Caratteristiche
Tipostorico
Periodo storico collezioniRisorgimento
Apertura31 dicembre 1918
DirettorePasquale Hamel
Sito web

Coordinate: 38°07′09.63″N 13°21′47.39″E / 38.119342°N 13.363165°E38.119342; 13.363165

Il Museo del Risorgimento[1] è uno spazio espositivo di Palermo dedicato al Risorgimento. L'esposizione tratta temi relativi soprattutto alla rivoluzione siciliana del 1848 e alle fasi della spedizione dei Mille avvenute in Sicilia[2]. È intitolato a Vittorio Emanuele Orlando.

Il museo è ospitato in una parte dell'ex convento di San Domenico, edificio del XIV secolo in pieno centro storico della città[1]. È gestito dalla Società Siciliana per la Storia Patria ed è diretto da Pasquale Hamel[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le premesse per l'istituzione di un museo del Risorgimento a Palermo sono datate 1892, quando alcuni componenti della "Società Siciliana per la Storia Patria" allestirono, in seno all'Esposizione Nazionale di Palermo, una mostra di cimeli risalenti al Risorgimento; questi reperti, qualche decennio dopo, vennero incamerati dal museo[3]. Già nel 1873 venne fondato un archivio storico sull'argomento, che è consultabile ancora oggi e che conserva circa centomila volumi[4]. L'apertura ufficiale del museo si ebbe il 31 dicembre 1918; in questo modo, si voleva festeggiare la vittoria dell'Italia nella prima guerra mondiale[1]. La prima riorganizzazione delle raccolte avvenne nel 1932, quando alle collezioni venne fornita un'esposizione più razionale e meno casuale[3].

Nel 1961, in occasione del centesimo anniversario dell'Unità d'Italia, ci fu la sistemazione e la riorganizzazione definitiva con la riparazione, tra l'altro, dei danni prodotti all'edificio dai bombardamenti della seconda guerra mondiale[1]; l'inaugurazione del rinnovato spazio espositivo ebbe luogo il 15 aprile 1961[1]. La risistemazione mirò anche a rendere l'esposizione meno percettiva e più critica, fornendo ai visitatori la possibilità di formarsi un'opinione su questo periodo storico[1]. Da allora il museo porta il nome di Vittorio Emanuele Orlando. La prima guida alle esposizioni venne realizzata nel 1975[2].

Dopo essere stato restaurato grazie a lavori di riqualificazione iniziati nel 2006[3], il museo venne riaperto al pubblico nel 2011 in occasione del 150º anniversario dell'Unità d'Italia alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano[4]. Nel 2013 il museo venne chiuso al pubblico per mancanza di fondi, così come la biblioteca della Società Siciliana per la Storia Patria, a cui è annesso[4]. È stato nuovamente riaperto al pubblico nel 2016[4].

Le esposizioni[modifica | modifica wikitesto]

Le collezioni esposte sono incentrate principalmente sulla rivoluzione siciliana del 1848 e sulle fasi della spedizione dei Mille avvenute in Sicilia[2][1]. Le sale espositive sono tre: il "Grande Salone", la " Sala Crispi" e la "Sala Meli"[1]. Nel Grande Salone sono conservati i cimeli di epoca risorgimentale, tra cui dipinti, divise militari, fotografie, incisioni, armi, oggetti di uso comune e busti di gesso e di marmo raffiguranti i protagonisti di questo periodo storico[1]. La datazione dei reperti va dai moti del 1820-1821, a quelli del 1836-1837, alle rivolte del 1848-1849 (con particolarmente attenzione alla rivoluzione siciliana del 1848) e - per terminare - alle fasi della spedizione dei Mille avvenute in Sicilia[3].

Nella Sala Crispi sono stati ricomposti lo studio e lo scranno parlamentare di Francesco Crispi, mentre nella Sala Meli si trova lo studio di Giovanni Meli[3][5]. Tra i reperti più importanti conservati nel museo ci sono una delle bandiere tricolori originali appartenente al piroscafo Lombardo che partecipò, insieme al Piemonte, alla spedizione dei Mille, e un cannone originale, comprensivo di proiettili dell'epoca, che venne utilizzato nel 1820 durante le rivolte in Sicilia[5]. È anche conservata la lettera originale di rinuncia al titolo di Re di Sicilia da parte di Alberto Amedeo di Savoia[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i Busico, p. 195.
  2. ^ a b c Guida alle esposizioni, su storiapatria.it. URL consultato il 3 marzo 2016.
  3. ^ a b c d e f g Museo del Risorgimento "Vittorio Emanuele Orlando", su storiapatria.it. URL consultato il 3 marzo 2016.
  4. ^ a b c d La Regione riapre il museo di Storia patria: «Serve certezza sui fondi, la cultura costa», su meridionews.it. URL consultato il 3 marzo 2016.
  5. ^ a b Busico, p. 197.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Augusta Busico, Il tricolore: il simbolo la storia, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per l'informazione e l'editoria, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]