Museo della città di palazzo San Sebastiano

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Museo della città di palazzo San Sebastiano
Mantova-Palazzo di San Sebastiano.jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàMantova
IndirizzoLargo XXIV Maggio, 12
Caratteristiche
TipoArte
Apertura2005
Sito web

Coordinate: 45°09′01.19″N 10°47′12.91″E / 45.15033°N 10.78692°E45.15033; 10.78692

Il Museo della Città di Palazzo San Sebastiano è un museo di Mantova con sede nel cinquecentesco omonimo Palazzo di proprietà comunale. Il museo fu inaugurato il 19 marzo 2005.

Palazzo San Sebastiano[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo fu edificato tra il 1506 e il 1508 per essere la dimora preferita del marchese Francesco II Gonzaga, il quale vi morì nel 1519. Gerolamo Arcari e Bernardino Ghisolfo ne diressero i lavori e incaricati delle decorazioni degli ambienti interni furono pittori come Lorenzo Leonbruno, Matteo e Lorenzo Costa il Vecchio. Nel salone superiore vi erano le nove tele del Mantegna raffiguranti i Trionfi di Cesare, oggi conservate a Hampton Court presso Londra.

Già dopo la morte del committente, pur rimanendo residenza signorile il palazzo non ebbe più il ruolo privilegiato riconosciutogli da Francesco II: gli arredi e i quadri più preziosi vennero trasferiti in altra sede, e la residenza fu data in uso ai rami laterali della famiglia quali i Gonzaga di Novellara, di Gazzuolo e di Castiglione delle Stiviere. In questo palazzo il futuro S. Luigi Gonzaga cedette la primogenitura al fratello Rodolfo. Il palazzo viene dimenticato ritornando d'interesse pubblico a partire dalla metà del Settecento, quando il governo austriaco lo adibì a deposito e a caserma. Tale utilizzo ne accelerò il degrado con la pressoché totale sparizione delle decorazioni murarie. Anche la struttura originaria venne pesantemente manomessa, in particolare quando nel 1883 il Palazzo venne utilizzato come lazzaretto. Altre ristrutturazioni ci furono nel XX secolo, divenendo l'edificio sede di bagni pubblici, di una colonia elioterapica, di scuole, di depositi e di circoli ricreativi.

Il recupero iniziò nel 1999 con l'obiettivo di ripristinare per quanto possibile il progetto originale e recuperare almeno in parte le decorazioni murarie interne ed esterne. Il restauro ha permesso di recuperare preziosi frammenti degli affreschi che decoravano esternamente il Palazzo, seguendo il gusto tipico degli edifici mantovani della seconda metà del quattrocento. I restauri si sono conclusi nel 2003 riproponendo al pubblico la Loggia dei marmi e cicli di affreschi nella Camera del Crogiuolo, nella Camera delle Frecce e nella Camera del Sole.

I terremoti dell'Emilia del 2012 hanno provocato danni ad alcune sale del palazzo gonzaghesco.[1]

Il Museo[modifica | modifica wikitesto]

Nel Museo della Città sono esposte una parte delle opere appartenenti alle Collezioni Civiche che già nell'Ottocento costituivano il Museo Patrio. Quanto proposto ha l'ambizione di raccontare i momenti più emblematici della storia di Mantova e rappresentarne la sua grande civiltà artistica. Sette sono le sezioni tematiche:

  • La città e l'acqua - Piano Terra, Loggia dei marmi
  • Emblematica gentilizia - Piano Terra, Sala del Porcospino e Sala del Crogiolo
  • La città del Principe - Primo Piano, Sala dei Trionfi
  • Il culto dell'antico - Primo Piano, Camera de' Brevi
  • La rinascita dell'antico, Mantova quasi Roma - Primo Piano, Sala delle Frecce
  • I "Trionfi di Cesare" del Mantegna - Primo Piano, Sala Est
  • Esempi di pittura a Mantova tra Quattrocento e Cinquecento - Secondo Piano, Galleria Superiore

Sezione Risorgimentale[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo del Risorgimento di Mantova fu inaugurato il 3 marzo del 1903 nel 50º anniversario del martirio di Belfiore. Dopo diverse sedi e vicissitudini, nel 2005 le raccolte del Museo del Risorgimento, privo di sede, sono state formalmente accorpate al nuovo Museo della Città di Palazzo San Sebastiano.

La datazione dei reperti[2] è ascrivile a un periodo compreso tra l'epoca napoleonica e la terza guerra d'indipendenza, dopo la quale Mantova venne annessa al Regno d'Italia. Particolare attenzione è prestata ai cimeli e agli avvenimenti del territorio. il museo è formato da cinque sezioni: l'età napoleonica, la Restaurazione e i moti del 1848, la congiura di Belfiore e infine gli anni che vanno dalla seconda alla terza guerra d'indipendenza. Le collezioni sono formate da uniformi militari, armi, giornali, manifesti, dipinti e stampe[2].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • I Trionfi di Cesare di Andrea Mantegna e il Palazzo di S. Sebastiano in Mantova, Casa del Mantegna, Cerati Carla, Mantova, 1993
  • Mantova. Il Museo della Città, Benetti S., Erbesato GM., Pisani C., Milano, Skira, 2005
  • I Trionfi di Cesare - fonti umanistiche e cultura antiquaria alla Corte dei Gonzaga, Sometti ed., Paola Tosetti Grandi, Mantova, 2008
  • Augusta Busico, Il tricolore: il simbolo la storia, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per l'informazione e l'editoria, 2005.

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