Ascanio Gonzaga

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Ascanio Gonzaga
26 agosto 1654 – 7 novembre 1728
Etniaitaliana
Religionecattolica
Dati militari
Paese servitoFlag of Milan.svg Ducato di Milano
voci di militari presenti su Wikipedia
Ascanio Gonzaga
arcivescovo della Chiesa cattolica
Archbishop CoA PioM.svg
 
Incarichi ricopertiArchimandrita del Santissimo Salvatore
Arcivescovo titolare di Colossi
 
Nato26 agosto 1654
Deceduto7 novembre 1728
 

Ascanio Gonzaga (26 agosto 16547 novembre 1728) è stato un militare e arcivescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ascanio Gonzaga nacque il 26 agosto 1654, da un ramo cadetto della dinastia regnante di Mantova. Era l'ultimo figlio maschio di Ottavio I Gonzaga principe di Vescovato e della nobildonna ferrarese Eleonora Pio di Savoia, appartenente all'illustre famiglia già titolare del feudo imperiale di Carpi. Nel corso di una tormentata esistenza, Ascanio ricoprì una lunga serie di ruoli e cariche, dapprima nello stato laico e quindi in quello ecclesiastico.

Nominato capitano d'una compagnia di cavalleria nello Stato milanese, prestò servizio sotto il vessillo imperiale nella guerra d'Olanda, quindi fu nominato capitano della prima guardia e consigliere di Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers duca di Mantova, col quale partecipò all'assedio di Belgrado contro i Turchi.

In seguito, convertito alla condizione ecclesiastica, fu archimandrita commendatario del monastero basiliano dell'Archimandritato del Santissimo Salvatore a Messina e quindi arcivescovo dell'Arcidiocesi di Colossi. Ascanio Gonzaga morì il 7 novembre 1728, all'età di anni settantaquattro.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Immagine Blasonatura
Ornements extérieurs Evêques.svg
Coat of arms of the House of Gonzaga (1433).svg
Arcivescovo

Stemma della famiglia Gonzaga. Lo scudo, accollato a una croce astile d'oro, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di verde. Le nappe, in numero di dodici, sono disposte sei per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]