Origini dei Gonzaga

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Stemma primitivo dei Corradi-Gonzaga sino al 1328

I rari documenti che riguardano le origini dei Gonzaga sono soggetti a varie interpretazioni e spesso, per sostenere la loro nobile discendenza, vennero escogitati criteri di giustificazione di tipo politico, con l'avallo di genealogisti compiacenti.[1] Diverse sono pertanto le ipotesi che si sono susseguite nel corso dei secoli, ma nessuna pare prevalere, ad oggi, in maniera netta sulle altre.[2]

Origini della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Discendenza longobarda[modifica | modifica wikitesto]

Lo storico e studioso Pietro Torelli (Mantova, 1880 – Mantova, 1948), che fu anche direttore dell'Archivio di Stato di Mantova, nel suo Regesta Chartarum Italiae del 1914 suppone la discendenza longobarda scrivendo a proposito delle origini della famiglia: Longobardi sunt illi.[2] Lo scrittore longobardo Paolo Diacono, nella sua opera Historia Langobardorum, cita i Gonzinghi[3] come discendenti da Lodovico, nobile tedesco di origine longobarde che si insediò a Mantova.[4] Un noto esponente della famiglia Giovanni Gonzaga, capostipite di Gonzaga di Vescovato, rivendicava come origine del casato, la natione germanica.[5]

Discendenza merovingia[modifica | modifica wikitesto]

Ugo di Provenza e le nozze con Marozia

Una tesi sostenuta da alcuni studiosi vuole che anche i Gonzaga discendano direttamente dai Merovingi.[6] Un albero genealogico chiamato Genealogia Gonzagorum familiae e realizzato su pergamena nel 1730 circa[7] indica come capostipite della dinastia Genebaldo, primo duca di Franconia, morto nel 356 circa.[5][8] Anche lo studioso dell'archivio Gonzaga Gaspare Scioppio, nel suo Stemma Gonzagicum, indica Dagoberto (300-379 circa), figlio di Genebaldo, come capostipite della famiglia,[9] a cui farebbero seguito, tra gli altri:

I Corradi-Gonzaga[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Corradi-Gonzaga.
Ritratto di Ludovico I Gonzaga

Da Uguccione,[11] figlio di Ugo di Provenza, che, sposando una donna appartenente alla famiglia longobarda dei Gonzingorum (del castello di Gonzaga),[9] deriverebbe la linea dei Corradi da Gonzaga.[12] Si stabilirono a Mantova alla fine del XII secolo,[13][14] dove occuparono cariche politiche e religiose. Da cui:

Sull'origine della famiglia, nel 1392 Francesco I Gonzaga, quarto capitano del popolo di Mantova, scriveva[15] a papa Bonifacio IX:[1]

(LA)

«A castro Gonzage, regine diocesis, denominationem habent et habuerunt.»

(IT)

«Dalla fortezza di Gonzaga, centro della diocesi, ebbero e hanno nome. (oppure: Dal villaggio di Gonzaga, in diocesi di Reggio, derivano il nome.)»

Gonzaga è pertanto il toponimo, l'appellativo di provenienza della famiglia.[16]

I Gonzaga e i Canossa[modifica | modifica wikitesto]

I Canossa erano di stirpe longobarda, come pure i Gonzaga.[4] Nel su citato albero genealogico di Gaspare Scioppio del XVIII secolo figurano, come ramo secondario dei Gonzaga, i Canossa, provenienti pertanto dalla stessa stirpe gonzaghesca:[11][17]

Pertanto Gonzaga, Canossa ed Estensi sembrano provenire tutti dallo stesso ceppo famigliare, di origine longobarda ed obertenga.[18][19][20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Federigo Amadei, Cronaca universale della città di Mantova, Volume I, Mantova, 1954, ISBN non esistente.
  • Riccardo Braglia, I Gonzaga. Il mito, la storia, Artiglio, 2002, ISBN non esistente.
  • Riccardo Braglia, I Gonzaga. Il mito, la storia, 2ª edizione, Il Rio, 2017, ISBN 978-88-85469-36-5.
  • Alberto Cavazzoli, Alla ricerca del Santo Graal nelle terre dei Gonzaga, Reggio Emilia, 2008.
  • Giuseppe Coniglio, I Gonzaga, Varese, Dall'Oglio, 1973, ISBN non esistente.
  • Giuseppe Luigi Gonzaga, Il legittimo e solo erede di una illustre prosapia tanto benemerita.
  • Alessandro Luzio, L'Archivio Gonzaga di Mantova. La corrispondenza familiare, amministrativa e diplomatica dei Gonzaga, vol. 2, Firenze, 1922, ISBN non esistente.
  • Giancarlo Malacarne, Gonzaga, Genealogie di una dinastia, Modena, Il Bulino, 2010, ISBN 978-88-86251-89-1.
  • Adelaide Murgia, I Gonzaga, Milano, Mondadori, 1972, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]