Palazzo Cannavina

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Palazzo Cannavina
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneMolise
LocalitàCampobasso
Indirizzovia Vittorino Cannavina
Coordinate41°33′40.68″N 14°39′32.98″E / 41.5613°N 14.65916°E41.5613; 14.65916Coordinate: 41°33′40.68″N 14°39′32.98″E / 41.5613°N 14.65916°E41.5613; 14.65916
Informazioni generali
Condizioninon visitabile
CostruzioneXVII-XVIII secolo
Stileclassico, barocco
Usosconosciuto
Piani3
Area calpestabile1000 m²[1]
Realizzazione
Committentefamiglie Carafa, Salottolo, Cannavina
Ritratto di Isabella di Capua

Il Palazzo Cannavina è un palazzo gentilizio di Campobasso. Si trova sulla via omonima (ex via Borgo), tra largo san Leonardo e vico Fondaco della Farina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La sua edificazione va collocata tra il XVII e il XVIII secolo[2]. Recenti studi (2018) hanno rilevato che il palazzo fu edificato agli inizi del Cinquecento in occasione delle nozze tra Isabella di Capua[3], principessa di Molfetta e Ferrante I Gonzaga, conte di Guastalla e viceré di Sicilia. Fu poi ampiamente rimaneggiato nel corso del XIX secolo. Lo stabile appartenne prima ai Carafa, duchi di Jelsi e feudatari di Campobasso, poi, non avendo questi eredi[2], passò ai baroni di Campobasso che lo tennero in proprietà fino al 1742[2]. Fu bene demaniale fino al 1783[2], quando venne acquistato dalla famiglia Salottolo[2]; passò infine alla famiglia Cannavina, il cui nome è rimasto all'edificio[2]. Nel 2011 gli arredamenti e il palazzo sono stati messi in vendita dagli eredi[1].

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo ha forma quadrangolare[4] si sviluppa su un piano terra e su due piani superiori, in tipico stile classico. Presenta un imponente portale baroccheggiante, con al di sopra uno stemma formato da due leoni rampanti e poggianti su tre colli e in mezzo a essi si nota una pianta di pino[2][4]. Lo stemma è sormontato da una corona marchesale. Fa parte dell'edificio anche una cappella[2].

Interni[modifica | modifica wikitesto]

L'interno è costituito da molte stanze con ricchi arredi[2], tra le quali la più imponente è la sala da ballo. All'interno del palazzo venivano conservati i ritratti dei personaggi che ne furono proprietari, o che semplicemente vi soggiornarono, e numerosi reperti di guerra, come il cannocchiale appartenuto all'Ammiraglio Nelson[4] donato dai figli dell'ammiraglio al patriota molisano Tito Barbieri[1]. Tra i beni conservati vi erano: lavori d'acciaio traforato personalizzati con nomi e dediche[1], una pianola testimone degli sfarzosi balli tenuti nel palazzo[1], una raccolta fotografica del Trombetta[1], lettere delle corrispondenze con il senatore e accademico della Crusca e dei Lincei Francesco D'Ovidio e con Antonio Ranieri (che chiedeva dati e notizie su Gabriele Pepe)[1]. Vi era anche un tricolore con la scritta independenza sventolato da Ferdinando Cannavina sulle barricate napoletane del 1848[1]. L'edificio ospitava anche una biblioteca[1] e nella cappella ad esso annessa è custodito lo stemma dei Salottolo[2].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo fu teatro delle vicende amorose di Delicata Civerra, figlia di un esponente dei Trinitari, e Alfonso Mastrangelo, Crociato: le due famiglie erano rivali tra loro e si opposero alla relazione tra i due, cercando in tutti i modi di dividerli. Delicata morì a causa della tisi e Alfonso decise di farsi monaco[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i Paolo Giordano, Palazzo Cannavina. Un pezzo di storia in vendita, in il Quotidiano del Molise (Campobasso), ITALMEDIA s.r.l., 27 settembre 2011, p. 8. URL consultato il 9 settembre 2015 (archiviato il 9 settembre 2015).
  2. ^ a b c d e f g h i j k Franco Nicola, I Palazzi della Provincia di Campobasso, su www.amicomol.com. URL consultato il 9 settembre 2015 (archiviato il 9 settembre 2015).
  3. ^ Stemma di Capua - Gonzaga a Campobasso una scoperta clamorosa: forse unico esemplare in Europa.
  4. ^ a b c Palazzo Cannavina - Campobasso [collegamento interrotto], su iPalazzi.it. URL consultato il 9 settembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Cannavina a Campobasso, Assessorato al Turismo della Provincia di Campobasso. URL consultato il 9 settembre 2015 (archiviato il 26 agosto 2013).
  • Nicoletta Pietravalle, Molise: antichi interni, Torino, 1990.
  • Eduardo Di Iorio, Campobasso. itinerari di storia e di arte, Campobasso, Arti Grafiche La Regione, 1978.
  • Giambattista Masciotta, Il Molise dalle origini ai nostri giorni., Ristampa, Campobasso, Palladino Editore, 2006 [1914-1952].
  • G. Piedimonte, La Provincia di Campobasso, 1905.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]