Presa di Mantova

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Presa di Mantova
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Domenico Morone, Cacciata dei Bonacolsi, 1494.
Data16 agosto 1328
LuogoMantova
EsitoPresa del potere dei Gonzaga
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
800 fanti, 300 cavalieri[1]
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Ritratto di Ludovico I Gonzaga, Universitätsbibliothek Salzburg.

La presa di Mantova fu un'azione militare avvenuta il 16 agosto 1328, finalizzata a rovesciare la signoria dei Bonacolsi, signori di Mantova, da parte dei Gonzaga.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antefatto[modifica | modifica wikitesto]

I ghibellini Bonacolsi, al fine di consolidare la loro posizione di signori di Mantova dal 1274, avevano favorito i buoni rapporti con i vicini Scaligeri, signori di Verona. Alberto I della Scala aveva ricoperto la carica di podestà di Mantova per ben due volte (1275 e 1277), mentre Giovanni dei Bonacolsi, figlio di Pinamonte fu podestà di Verona dal 1273 al 1288.[2] I successori di Pinamonte, Bardellone e Guido, rafforzarono l'alleanza con gli Scaligeri. Questo legame divenne importante quando Guido, nel 1299, sposò Costanza della Scala, figlia di Alberto I e vedova di Obizzo II d'Este.[3]

Nel frattempo i Gonzaga, da tempo inurbatisi a Mantova, si preparavano a prendere il potere. Nel 1311 divenne signore di Verona Cangrande I della Scala, che desiderava espandere i propri confini occupando Mantova.[3] Nel 1313 Ludovico I Gonzaga andò a ricoprire la carica di podestà di Modena.[3] Nel 1325 Cangrande cercò di impadronirsi di Mantova, ma le sue truppe furono respinte.[3] Venne trovato un accordo tra i Gonzaga e gli Scaligeri, allo scopo di scalzare i Bonacolsi dall'interno, ma lo scaltro Ludovico pensava già di prendere il potere da solo.[3]

I Gonzaga al potere[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1328 Mantova era saldamente in mano ai Bonacolsi e governata dal loro ultimo rappresentante, Rinaldo dei Bonacolsi detto Passerino, vicario imperiale, insediatosi nel 1309 alla morte del fratello Guido. Gli accordi tra Scaligeri e Gonzaga si concretizzarano il 16 agosto di quell'anno[3] allorché le truppe veronesi, al comando di Guglielmo Azzone Castelbarco, genero di Ludovico I Gonzaga,[4] fiancheggiate da Alberto da Saviola e dai figli di Ludovico Guido, Filippino e Feltrino,[5] irruppero in piazza San Pietro ingaggiando una furiosa battaglia.[6] Rinaldo Bonacolsi uscì dal suo palazzo a cavallo e disarmato, ma venne affrontato e trafitto dal Saviola,[7] suo acerrimo nemico, con un colpo di spada. Nonostante le ferite rientrò nel palazzo, ma batté la testa sul portale e morì dissanguato.[8] Gli uomini di Alberto assaltarono il palazzo e consegnarono Francesco dei Bonacolsi, figlio naturale di Rinaldo, nelle mani di Ludovico Gonzaga che gli salvò la vita, ma lo fece richiudere a vita assieme ai cugini nella Torre della Fame del castello di Castellaro, nel quale morì.[9] La consorte di Rinaldo, Alisa d'Este, riuscì a raggiungere indenne Ferrara grazie agli appoggi dei Gonzaga.

Iniziò la lunga dominazione dei Gonzaga sulla città di Mantova, destinata a concludersi dopo circa quattrocento anni. Il 28 agosto 1328 Ludovico Gonzaga venne acclamato capitano del popolo e l'11 novembre 1329 ottenne la nomina di vicario imperiale dall'imperatore Ludovico il Bavaro[10] e confermata dal suo successore Carlo IV di Boemia. La buona sorte dei Gonzaga coincise con la morte di Cangrande, avvenuta nel 1329.[11]

La Cacciata dei Bonacolsi[modifica | modifica wikitesto]

La vittoriosa battaglia di Ludovico I Gonzaga sui Bonacolsi è illustrata in un grande dipinto a olio su tela di Domenico Morone intitolato Cacciata dei Bonacolsi, realizzato nel 1494 per il IV marchese di Mantova Francesco II Gonzaga e conservato nel Palazzo Ducale di Mantova.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Guido Vigna, Storia di Mantova. Da Manto a capitale della cultura, Venezia, 2016.
  2. ^ Coniglio, p. 13.
  3. ^ a b c d e f Coniglio, p.14.
  4. ^ Guglielmo Azzone Castelbarco aveva sposato nel 1319 Tommasina Gonzaga, figlia di Ludovico I Gonzaga e di Caterina Malatesta.
  5. ^ Isabella Lazzarini, GONZAGA, Luigi, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 15 novembre 2016.
  6. ^ Coniglio, p. 15.
  7. ^ Bologna, cronache di guerra e di peste.
  8. ^ Tutto storia. I Bonacolsi.
  9. ^ Gabriella Mantovani, Il castello di Castel d'Ario, Mantova, 2012, Sometti.
  10. ^ Roberto Brunelli, I Gonzaga. Quattro secoli per una dinastia, Mantova, 2010.
  11. ^ Kate Simon, I Gonzaga. Storia e segreti, Ariccia, 2001.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Brunelli, I Gonzaga. Quattro secoli per una dinastia, Mantova, 2010, ISBN 978-88-89832-98-1.
  • Giuseppe Coniglio, I Gonzaga, Varese, Dall'Oglio, 1973, ISBN non esistente.
  • Adelaide Murgia, I Gonzaga, in Le grandi famiglie d'Europa, Milano, Mondadori, 1972, SBN IT\ICCU\LO1\0352772.
  • Kate Simon, I Gonzaga. Storia e segreti, Ariccia, 2001, ISBN 88-8289-573-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]