Castello di Sermide

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Castello di Sermide
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
CittàSermide
Coordinate45°00′23.06″N 11°17′58.37″E / 45.006405°N 11.299546°E45.006405; 11.299546Coordinate: 45°00′23.06″N 11°17′58.37″E / 45.006405°N 11.299546°E45.006405; 11.299546
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Sermide
Informazioni generali
TipoCastello medievale
Inizio costruzioneXI secolo
MaterialeCiottoli, malta
Primo proprietarioMatilde di Canossa
DemolizioneXVI secolo
Condizione attualerimane solo la torre
Informazioni militari
Funzione strategicadifesa dei confini
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Il castello di Sermide era un'antica e importante roccaforte di confine risalente all'XI secolo situata nel centro di Sermide, in provincia di Mantova, del quale rimane oggi solo la torre merlata, sulla quale campeggia lo stemma in cotto dei Gonzaga.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Edificato intorno all'XI secolo forse per volere di Matilde di Canossa, faceva parte di un più ampio quartiere fortificato. Nel 1238 i Calorosi, fuggiti da Mantova e con l'aiuto degli Estensi, si impadronirono del castello, abbandonandolo due anni dopo. Con l'avvento dei Bonacolsi a signori di Mantova, Sermide passò nel 1313 sotto il loro dominio sino alla presa del potere dei Gonzaga. Intorno al 1338 il castello venne ceduto in pegno ad Aldobrandino II d'Este e in seguito riscattato dai Gonzaga che, con Ludovico II Gonzaga, divenne un importante caposaldo dei confini gonzagheschi. Il marchese Ludovico III Gonzaga consolidò la struttura, affidandola a Luca Fancelli, architetto fiorentino al servizio di corte. Su richiesta di papa Giulio II, che richiedeva maggiore protezione dei possedimenti della Chiesa, il cardinale Sigismondo Gonzaga, legato pontificio a Bologna, provvedeva nel 1519 all'abbattimento della struttura fortificata. Ma poco dopo Francesco II Gonzaga ripristinò la fortificazione, conoscendo l'importanza strategica del luogo per i confini dello stato. La definitiva demolizione avvenne nel 1551 per opera del cardinale Ercole Gonzaga, che ubbidì al volere di papa Giulio III.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cesare Cantù, Grande illustrazione del Lombardo-Veneto. Mantova e la sua provincia. Volume quinto, Milano, 1859. ISBN non esistente.
  • Enzo Boriani, Castelli e torri dei Gonzaga nel territorio mantovano, Brescia, 1969. ISBN non esistente.
  • Amato Amati, Dizionario corografico dell'Italia, vol.7, Milano, 1868. ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]