Obizzo II d'Este

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« e quell'altro ch'è biondo / è Opizzo da Esti, il qual per vero / fu spento dal figliastro sù nel mondo »
(Dante Alighieri, Inf. XII, 110-113)
Obizzo II d'Este
Obizzo II d'Este3.jpg
Obizzo II d'Este
Marchese di Ferrara,Modena e Reggio
Stemma
In carica 1264 –
1293
Predecessore Azzo VII d'Este, come Marchese di Ferrara
Successore Azzo VIII d'Este, come Marchese di Ferrara e Obizzo III d'Este come Marchese di Modena e Reggio
Nascita Ferrara, 1247 - 1252
Morte Ferrara, 1293
Dinastia Coat of arms of the House of Este (1239).svg Este
Padre Rinaldo I d'Este
Madre un'amante di Rinaldo, una lavandaia di origini napoletane[1]
Consorte Costanza della Scala
Figli Aldobrandino, Beatrice, Azzo, Francesco, Maddalena, Matteo, Francesco e Rinaldo
Religione cattolica

Obizzo II d'Este (tra il 1247 e il 1252 – 13 febbraio[2] o 20 gennaio[1] 1293) è stato Signore di Ferrara, della Marca Anconitana e di Este.

Fu proclamato signore a vita di Ferrara nel 1264, signore di Modena nel 1288 e di Reggio nel 1289. Con la sua acclamazione si concluse il periodo comunale a Ferrara e iniziò ufficialmente la Signoria.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio naturale di Rinaldo I d'Este e nipote di Azzo VII d'Este, detto anche Azzo Novello, Obizzo nacque dalla relazione che il padre ebbe con una lavandaia napoletana. Sposò in prime nozze[3] Jacopina Fieschi dalla quale ebbe tre figli: Aldobrandino (?-1326), signore di Ferrara dal 1308 al 1326, Beatrice d'Este[4], che sposò nel 1300 Galeazzo I Visconti, Azzo (?-1308), signore di Ferrara dal 1293 al 1308. Sposò in seconde nozze Costanza Scaligera dalla quale ebbe due figli Francesco (?-1312), marchese d'Este e Maddalena. Obizzo ebbe anche tre figli naturali: Matteo, Francesco e Rinaldo.

Vicende dinastiche e definitiva supremazia estense a Ferrara[modifica | modifica wikitesto]

Alla morte di Azzo VII (1264) Obizzo divenne il principale pretendente alla supremazia nella signoria ferrarese. Il padre Rinaldo era morto nel 1251 (avvelenato dall'imperatore Corrado che lo teneva prigioniero in Puglia) ed i Salinguerra ormai erano stati sconfitti nella lotta per il potere e presto anche le resistenze residue vennero superate.

All'inizio le famiglie ostili agli estensi contestarono le umili origini di Obizzo ed a Ferrara tentarono di opporsi ma grazie all'appoggio di molte città guelfe emiliane e romagnole, tra cui Modena e Reggio, e soprattutto grazie al potente arcivescovo di Ravenna, Filippo Fontana, durante un'assemblea pubblica in piazza Obizzo II venne proclamato signore perpetuo di Ferrara.

A Modena, dopo l'insediamento ufficiale, avvenuto nel 1289, Obizzo fece costruire il castello, prima residenza ducale degli estensi, ampliato e migliorato in seguito, quasi quattrosecoli più tardi, nel 1643, dal duca Francesco I. Oltre a questo il nuovo signore fece rientrare in città tutti i guelfi esuli, e mantenne in esilio solo i discendendenti della famiglia Grasolfi, a capo della parte ghibellina.

Obizzo si rivelò uomo capace di mantenere il potere e di ingraziarsi il popolo, conquistando, dopo Ferrara e Modena, anche Reggio Emilia. Nel 1290, ormai a capo di una vasta area, fu in grado di organizzare un esercito da inviare alla crociata in Terrasanta che Papa Niccolò IV stava tentando di preparare[1].

Alla sua morte, avvenuta probabilmente per mano del figlio Azzo VIII d'Este nel 1293, si ebbero conflitti per la successione non avendo Obizzo indicato il suo erede.

Le autorità cittadine nominarono Azzo VIII per diritto di primogenitura, ma egli subì una violenta contestazione dai fratelli che affermarono che secondo la legge longobarda, a cui si attenevano gli Estensi i possedimenti dovevano essere divisi in modo equo fra i tre figli e cioè Ferrara ad Azzo VIII, Modena ad Aldobrandino e Reggio Emilia a Francesco.

Obizzo nella Divina Commedia[modifica | modifica wikitesto]

I cronisti dell'epoca non sono affatto concordi sulla sua morte e si trovano tracce della vicenda anche nell'Inferno di Dante Alighieri.

Il poeta fiorentino colloca Obizzo tra i tiranni nel 1º girone dei violenti, sommerso fino agli occhi nel sangue bollente del Flegetonte.

Dante, per bocca del centauro Nesso, fa dire "per vero", cioè in verità, che egli fu ucciso dal figliastro. Questa affermazione, che sa di rivelazione da parte di chi sa come si siano svolti i fatti, parla di un "figliastro", che si può intendere sia come "figlio degenere", sia come figlio illegittimo, accusando ulteriormente Azzo che nel frattempo era succeduto al padre.

L'affermazione del poeta è particolarmente coraggiosa se si pensa che Azzo fino al 1308 era in vita e che se davvero colpevole e/o illegittimo a regnare egli avrà fatto tutto il possibile per mascherare le carte.

Obizzo è forse citato indirettamente anche nel Canto XVIII, quando Venedico Caccianemico racconta come facesse prostituire sua sorella Ghisolabella presso il marchese di Ferrara, sperando di avere un appoggio politico. Questo passo potrebbe anche riferirsi ad Azzo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c C.M.Goldoni, p.51
  2. ^ [1]
  3. ^ Alcune fonti riportano un suo precedente matrimonio con Dalmiana Giocoli, figlia di Jacomo: Alessandro Sardi, Dell’Origine del Ducato e della città di Ferrara, manoscritto conservato presso l'Archivio di Stato di Mantova (mss. Bibl. 3)
  4. ^ Da non confondere con l’omonima Beatrice d'Este (1475-1497), figlia di Ercole I d'Este, che fu, 200 anni più tardi, sposa di un altro sovrano milanese, il duca Ludovico il Moro.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Umberto Bosco e Giovanni Reggio, La Divina Commedia - Inferno, Le Monnier 1988
  • Luciano Chiappini, Gli estensi. Storia di mille anni, Ferrara, Corbo Editore, 2001, ISBN 9788882690298.
  • Claudio Maria Goldoni, Atlante estense - Mille anni nella storia d'Europa - Gli Estensi a Ferrara, Modena, Reggio, Garfagnana e Massa Carrara, Modena, Edizioni Artestampa, 2011, ISBN 978-88-6462-005-3.
  • Vittorio Sermonti, Inferno, Rizzoli 2001

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Signore di Ferrara Successore
Azzo VII 1264-1293 Azzo VIII I
Azzo VII Marchese d'Este

1264-1293

Francesco d'Este II
Predecessore Marchese di Modena e Reggio Successore
creazione del titolo 1264-1293 Obizzo III d'Este
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