Guglielmo Gonzaga

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri personaggi con questo nome, vedi Guglielmo Gonzaga (disambigua).
Guglielmo Gonzaga
Presumed Portrait of Guglielmo Gonzaga.jpg
Il duca Guglielmo Gonzaga ritratto da Francesco Montemezzano nel 1550 circa
Duca di Mantova
Stemma
In carica 21 febbraio 1550 –
14 agosto 1587
Incoronazione 23 gennaio 1575[1]
Predecessore Francesco III
Successore Vincenzo I
Duca del Monferrato
come Guglielmo X
In carica 1574 –
1587
Predecessore Se stesso come Marchese di Monferrato
Successore Vincenzo I
Marchese di Monferrato
come Guglielmo X
In carica 1550 –
1574
Predecessore Francesco III
Successore Se stesso come Duca del Monferrato
Nascita Mantova, 24 aprile 1538
Morte Goito, 14 agosto 1587
Luogo di sepoltura Basilica di Santa Barbara, Mantova
Casa reale Gonzaga
Padre Federico II Gonzaga
Madre Margherita Paleologa
Consorte Eleonora d'Austria
Figli Vincenzo
Margherita
Anna Caterina
Religione Cattolicesimo
Motto Cuique suum
Ducato di Mantova
Gonzaga
Great coat of arms of the House of Gonzaga (post 1530).svg

Federico II
Francesco III
Guglielmo
Vincenzo I
Figli
Francesco IV
Figli
Ferdinando
Figli
Vincenzo II
Modifica

Guglielmo Gonzaga (Mantova, 24 aprile 1538Goito, 14 agosto 1587) è stato il terzo duca di Mantova e del Monferrato.

Ritratto di Guglielmo Gonzaga

Secondo figlio di Federico II Gonzaga e di Margherita Paleologa, nel 1550 succedette come duca al fratello Francesco, morto senza figli maschi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Con il Trattato di Cateau-Cambrésis gli fu confermata la signorìa sul Monferrato. Guglielmo sposò il 26 aprile 1561 Eleonora d'Austria (2 novembre 1534 – 5 agosto 1594), figlia dell'imperatore Ferdinando I.

Nel 1569 assoggettò Casale, da sempre gelosa della sua autonomia rispetto al Monferrato, con una feroce repressione. Nel 1573 divenne duca, da marchese che era, anche del Monferrato. Fu un buon amministratore dei suoi domìni, mecenate nelle arti, musicista (fu lui stesso un compositore) e collezionista di opere d'arte. Ebbe anche gran cura dell'esercito. Fu politico accorto e scaltro, capace di rimanere indipendente rispetto ai potentati del tempo (Papato, Impero, potenze quali Spagna e Francia). Aumentò la produzione agricola e industriale, intensificando i commerci. Mantova, nel 1567, contava 46.000 abitanti[2].

Sotto il suo regno, nel 1575, Guglielmo ottenne un importante concessione dall'imperatore nella modifica del blasone gonzaghesco: la posizione delle aquile mutò, passando da rivolte alla destra araldica ad affrontate e non più con il volo abbassato. Nel 1586 fece liberare ed accolse alla sua corte il poeta Torquato Tasso, imprigionato a Ferrara dal genero duca Alfonso II d'Este durante le sue nozze. Sotto la sua signoria Mantova divenne una delle corti più splendide e prestigiose d'Europa e Guglielmo riuscì ad accumulare una fortuna colossale, costituita anche da due milioni di monete d'oro[3]. Fece realizzare nella reggia ducale di Mantova la Basilica Palatina di Santa Barbara e le residenze di campagna di Marmirolo e di Goito. Morì nel 1587 e fu tumulato nella Basilica di Santa Barbara.[4].

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Guglielmo e Eleonora d'Austria ebbero tre figli:

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Federico I Gonzaga Ludovico II Gonzaga  
 
Barbara di Brandeburgo  
Francesco II Gonzaga  
Margherita di Baviera Alberto III di Baviera  
 
Anna di Braunschweig-Grubenhagen  
Federico II Gonzaga  
Ercole I d'Este Niccolò III d'Este  
 
Ricciarda di Saluzzo  
Isabella d'Este  
Eleonora d'Aragona Ferdinando I di Napoli  
 
Isabella di Chiaromonte  
Guglielmo Gonzaga  
Bonifacio III del Monferrato Giovanni Giacomo del Monferrato  
 
Giovanna di Savoia  
Guglielmo IX del Monferrato  
Maria Branković Stefan III Branković  
 
Angelina Arianit Komneni  
Margherita Paleologa  
Renato d'Alençon Giovanni II d'Alençon  
 
Maria d'Armagnac  
Anna d'Alençon  
Margherita di Lorena Federico II di Vaudémont  
 
Iolanda d'Angiò  
 

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro
— [5]
Image Stemma
Orn ext Duke.svg
Coat of arms of the House of Gonzaga (1575).svg
Guglielmo Gonzaga
Duca di Mantova

D'argento, alla croce patente di rosso accantonate da quattro aquile affrontate e spiegate di nero. Sul tutto partito di due e troncato di due, che dà nove quarti: nel 1o di rosso all'aquila bicipite spiegata d'oro, bicoronata dello stesso (Impero Romano d'Oriente); nel 2o di rosso al leone dalla coda doppia d'argento, armato e lampassato d'oro, coronato e collarinato dello stesso (Boemia); nel 3o fasciato d'oro e di nero (Gonzaga antico); nel 4o d'argento alla croce potenziata d'oro accantonata da quattro crocette dello stesso (Gerusalemme); nel 6o d'argento al capo di rosso (Aragona); nel 7o fasciato d'oro e di nero di dieci pezzi al crancelino di verde attraversante (Sassonia); nell'8o d'azzurro seminato di crocette ricrocettate e fitte d'oro a due barbi addossati dello stesso (Bar); nel 9o di rosso alla croce d'oro accantonata da quattro B greche dello stesso, addossate due a due (Costantinopoli)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Amadei;Ercolano Marani (a cura di), I Gonzaga a Mantova, Milano, 1975. ISBN non esistente.
  • Giuseppe Coniglio, I Gonzaga, Varese, Dall'Oglio, 1973. ISBN non esistente.
  • Pompeo Litta, Gonzaga di Mantova, in Famiglie celebri italiane, Milano, Giulio Ferrario, 1835, SBN IT\ICCU\LO1\1405418.
  • Adelaide Murgia, I Gonzaga, Milano, Mondadori, 1972. ISBN non esistente
  • Mario Castagna, Stemmi e vicende di casate mantovane, Montichari, 2002. ISBN non esistente
  • Maria Bellonci, Segreti dei Gonzaga, Verona, 1947, ISBN non esistente.
  • Riccardo Braglia, I Gonzaga. Il mito, la storia, Artiglio, 2002, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN51953916 · ISNI (EN0000 0000 8130 9018 · LCCN (ENn90607963 · GND (DE104066822 · BNF (FRcb147959056 (data) · BNE (ESXX1005749 (data) · ULAN (EN500243713 · BAV (EN495/365913 · CERL cnp01235562 · WorldCat Identities (ENlccn-n90607963