Castello di Mariana Mantovana

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Castello di Mariana Mantovana
Castrum Mariane
Mariana il castello.jpg
Torre del castello
Ubicazione
StatoDucato di Mantova
Stato attualeItalia Italia
RegioneLombardia
CittàMariana Mantovana
Coordinate45°11′38″N 10°29′11″E / 45.193889°N 10.486389°E45.193889; 10.486389Coordinate: 45°11′38″N 10°29′11″E / 45.193889°N 10.486389°E45.193889; 10.486389
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Mariana Mantovana
Informazioni generali
TipoCastello in terra e legno
StileCastello rinascimentale
Inizio costruzioneXV secolo
CostruttoreGiovanni da Padova
Materialemattoni
Primo proprietarioLudovico III Gonzaga
DemolizioneXIX-XX secolo
Condizione attualebuona
Proprietario attualeComune di Mariana Mantovana
Visitabilesi
Sito webCastello di Mariana Mantovana, in Lombardia beni culturali
Informazioni militari
UtilizzatoreGonzaga
Funzione strategicaCastello-ricetto e avamposto di confine
Azioni di guerraScaramucce e guerriglia con le truppe venete stanziate ad Asola
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Il castello di Mariana Mantovana (Castrum Mariane) è una struttura militare rinascimentale, sorta su un preesistente castrum medievale posseduto da alcuni conti rurali bresciani e dai conti palatini di Lomello.

L'edificazione dell'attuale castello, in origine con fossato a difesa, fu voluta dal marchese Ludovico III Gonzaga nel 1475, che diede l'incarico all'architetto Giovanni da Padova.

Oggi del castello sono rimaste intatte la torre campanaria quadrangolare e la torre portaia, nella quale sono ancora visibili le aperture dei bolzoni del ponte levatoio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Incastellamento.
Stemma dei Faroni, 1466

Mariana fa la sua prima apparizione ufficiale nella storia nel 1033[1] e, successivamente, nel 1054[2], nel 1104[3] e nel 1180[4], al di là di tutte le ipotesi etimologiche o paretimologiche che sono state formulate sulla formazione del nome della località[5].

Per lo più si tende a datare i resti attuali della fortificazione intorno alla metà del XV secolo, avvalendosi, come argomento probatorio, della presenza di una lapide murata a fianco dell'ingresso, con leone rampante, iscrizione della famiglia Faroni e data 1466[6].

Va però detto che le prime notizie sull'esistenza di un castello a Mariana sono contenute nel Liber Potheris del comune medievale di Brescia. In un documento del 12-13 aprile 1215[7] - una descrizione delle terre appartenenti al comune bresciano nel territorio di Mariana - vengono usati più volte i termini fossatum castri, murus castri, caneva castri, elementi che costituiscono, i primi due, i caratteri materiali di tanti recinti difensivi di pianura di quel periodo, mentre il terzo appartiene ad una tipologia di alcuni corpi di fabbrica, come i magazzini, collocati all'interno della fortificazione così da sottolinearne anche la funzione di deposito oltre che di rifugio, tipica dei castelli-ricetto[8].

Altri due documenti compaiono solo due-tre secoli dopo rispetto al Liber Potheris: una pergamena del maggio 1409, dove compare in una accentuata stilizzazione grafica l'abitato di Mariana, e una pianta del XVI secolo raffigurante il burgum Mariane e il nuovo castrum.

Come si evince da questo secondo disegno, il castello marianese edificato nel XV secolo, e i cui resti ancora oggi sono visibili, appare come un recinto rettangolare con il lato meridionale occupato dalla porta formata dall'ingresso carraio, dalla posterla pedonale e dalla torre in muratura – gli unici elementi, questi, ancora oggi presenti -, mentre gli altri lati risultano disegnati come terrapieni, molto probabilmente sovrastati da una palizzata in legno. A cingere il tutto un fossato, la cui antica presenza è testimoniata anche oggi dalle sedi per i bolzoni dei ponti levatoi dell'ingresso principale e della posterla[9].

Il castrum di Mariana Mantovana, come molti altri della pianura lombarda, era dunque edificato soprattutto in materiali poveri come la terra e il legno: solo la struttura a protezione dell'ingresso e la relativa torre erano in muratura[10].

Se si mette poi a confronto la mappa del ‘500 con altre due rispettivamente del 1775 e del 1857, si può ancor meglio comprendere la struttura del perimetro difensivo del fortilizio: in entrambe queste due mappe risulta in maniera molto più evidente l'esistenza di un secondo fossato che copriva il lato meridionale e quasi tutto il lato ovest del recinto rettangolare. Tutto ciò veniva a formare una sorta di ulteriore elemento difensivo, ossia una piccola “penisola”, un fazzoletto di terra dotato di relativi terrapieni e antistante l'ingresso principale.

Sempre in relazione a questo particolare elemento difensivo del castello, in un documento del 1461 il fortilizio risulterebbe dotato di “revelino”, un'opera addizionale in posizione avanzata rispetto alla fortificazione, spesso posta al di là del fossato principale e munita di un fossato proprio, a guardia della porta principale[11].

La definitiva chiusura della fossa antistante la torre risale agli inizi del XX secolo[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La contessa Adelaide, insieme al marito marchese obertengo Adalberto II (ca. 975-1034), figlio di Oberto, del ramo adalbertino, fonda il monastero benedettino in onore della Trinità e della Beata Vergine nel possedimento di Castione de' Marchesi, presso Fidenza, dotandolo, con atto rogato presso Pavia, nel 1033, di vasta parte dei loro numerosi fondi sparsi nell'Italia centrosettentrionale. Nel lungo elenco di loci et fundi oggetto della donazione vi sono anche quelli posseduti in Marcaria, Commessaggio Mariana (Marchiana) e San Martino in Gonsenago/Corsenago, ovvero San Martino Gusnago: cfr. VIGNOLI 2000, pag. 37; CHIZZONI 1987 pag. 34; CONTI in VIGNOLI 2009, p. 17.
  2. ^ P. Torelli, Regesto Mantovano.
  3. ^ CASNIGHI 1860, pagg. 114-116; vedi anche ODORICI 1856-65, vol. VI, doc. CXI, pagg. 13-15: donazione del conte Alberto I figlio di Bosone II di Sabbioneta all'Ospitale di S. Salvatore della corte di Mosio, dei beni che possedeva nel territorio di Acquanegra sul Chiese, dell'anno 1104, 1º giugno.
  4. ^ I conti palatini di Lomello vendono al Comune di Brescia le loro feudalità dall'Oglio al Mincio, comprese quelle in Mariana. Anno 1180, 1 e 23 marzo: ODORICI 1855-58, vol. VI, doc. CLI, pagg. 38-44 – Liber Potheris Brixie: 1180, 1 martii. Venditio facta per comitem Rufinum de Lomello de eo quod habebat in terra Mariane, Mosii, Retholdesci. Actum in loco Comezani.
  5. ^ OLIVIERI 1961; TASSONI 1983; PELATI 1998, voce “Mariana mantovana”.
  6. ^ PALVARINI-PEROGALLI, “Mariana Mantovana”; CASTAGNA PREDARI 1991-1993, voce “Faroni”.
  7. ^ ODORICI 1853-65, vol. VIII, doc. CCLXVII, pagg. 67-69, 75-83, 86, 90-92, 95-98. Cfr. anche documento 1226, 27 Ianuar. Divisio vassallorum facta inter comune Brixie et comites Ugones qui vassalli fuerunt ex emptione facta a comitibus de Lomello.
  8. ^ TORREGGIANI in VIGNOLI 2008, pp. 71-72.
  9. ^ TORREGGIANI in VIGNOLI 2008, pp. 73- 74.
  10. ^ VIGNOLI in VIGNOLI 2008.
  11. ^ TORREGGIANI in VIGNOLI 2008, pp. 74- 75.
  12. ^ Calendario 2002 "Associazione l'Aquila e il Leone".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. B. Casnighi, Raccolta di memorie e documenti risguardanti Acquanegra, Brescia, 1860.
  • M. Castagna – V. Predari, Stemmario mantovano, Montichiari, Zanetti editore, 1991-93.
  • C. Chizzoni, Marcaria. Frammenti di storia medievale, Cremona, Turris, 1987.
  • A. Conti, Gli ascendenti dei Casaloldo. I conti di Sabbioneta e gli ultimi conti di Parma tra il Garda e il Po (secoli XI-XII), in Casaloldo e la battaglia del 10 maggio 1509, a cura di M. Vignoli, Mantova, Comune di Casaloldo-Publi Paolini, 2009.
  • Liber Potheris communis civitatis Brixie, a cura di F. Bettoni Cazzago, F. L. Fè d'Ostiani, in Historiae Patriae Monumenta, vol. XIX, Torino, Bocca, 1899.
  • Mantova. La Storia, Volume I - Dalle origini a Gianfrancesco Primo Marchese -, a cura di G. Coniglio, Mantova, Istituto Carlo D'Arco per la storia di Mantova, 1958.
  • F. Odorici, Storie bresciane dai primi tempi fino all'età nostra, Brescia, Gilberti 1853-65, Ristampa Brescia, Edizioni del Moretto voll. IV-VII.
  • D. Olivieri, Dizionario topografico lombardo e dizionario di toponomastica lombarda, Milano, 1961.
  • M. R. Palvarini – C. Perogalli, Castelli dei Gonzaga, Milano, Rusconi.
  • P. Pelati, Acque, terre e borghi del territorio mantovano, Castel Goffredo, 1998.
  • G. Tassoni, Toponomastica Mantovana, Suzzara, Bottazzi, 1983.
  • P. Torelli, Regesto Mantovano.
  • S. Torreggiani, Il "castrum Mariane" e la perenne ostilità con Asola, in Castelli, guerre, assedi. Fortificazioni bresciane, mantovane e cremonesi alla prova del fuoco, Atti del convegno di studi, a cura di M. Vignoli, Città di Asola, Mantova, 2008.
  • M. Vignoli, Fannovi fossi, palancati e muri, in Ibidem.
  • M. Vignoli, Il capitello di Cunimondo, Ceresara, CSP, 2000.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]