Castello di Montuè

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Castello di Montuè
Castello di Montù de Gabbi
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneLombardia
CittàCanneto Pavese
Informazioni generali
TipoTorre di guardia
Inizio costruzioneXVI secolo
MaterialeLaterizio e pietra
Condizione attualeRudere
Informazioni militari
Funzione strategicadifesa
M. Merlo, Castelli, rocche, case-forti, torri della Provincia di Pavia, Pavia 1971
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Il Castello di Montuè, un tempo Montù de Gabbi, è una costruzione situata nella frazione di Montuè, nel comune italiano di Canneto Pavese, in provincia di Pavia. L'edificio era posto in posizione strategica tra la Rocca di Montalino e il castello di Cigognola, si trova nell'Oltrepò Pavese, su un rilievo che domina il borgo di Montuè, in posizione dominante negli ultimi rilievi delle colline della valle Versa con vista che spazia sulla Pianura Padana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Montù de Gabbi, già nell'XI secolo, era il centro più importante del comune, di cui gli altri seguirono le sorti, Montù sta per Monte Acuto; era detto anche Montuè ovvero Monte Acutello. Appartenne alla famiglia dei Gabbi fino al XV secolo, poi il loro potere fu usurpato dai Beccaria, che lo unirono al feudo di Broni.

Non si ha data certa della sua costruzione, secondo alcune indicazioni posta attorno al XVI secolo. Torre inserita in un complesso rustico a cui venne annesso nel XVIII secolo il Palazzo d'Adda.

Nel 1818 ospitò la regina Carolina Amalia di Brunswick, moglie di Giorgio IV del Regno Unito, durante un suo viaggio che le costò l’accusa di infedeltà al re suo marito.[1]

Di proprietà delle contesse Vittoria e Romana Rota Candiani, nel 1925, venne acquistato dall'ingegner Angelo Pollini di Pavia che presto ne iniziò la demolizione per ottenere materiale da costruzione, venne letteralmente smontato sin quasi alla fondamenta e fino all'ordinanza che bloccò i lavori[2].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Dell'originaria struttura, documentata da numerose immagini, resta poco, tanto da intuire il perimetro e la scala elicoidale che univa il pianterreno a quelli superiori. In origine l'edificio aveva pianta quadrata, era probabilmente una torre di avvistamento che fungeva da porta d'accesso al complesso di edifici rustici, visibile la traccia di un'arcata, oggi murata, sul fronte verso strada.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mino Baldi, “Il castello di Montué – Sua ricostruzione ideale, Origini, storia, strutture architettoniche e ornamenti”, ed. MMV.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]