Palazzo Visconti (Brignano Gera d'Adda)

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Palazzo Visconti
Brignano2.jpg
Palazzo Vecchio
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Città Brignano Gera d'Adda
Coordinate 45°32′36″N 9°38′56″E / 45.543333°N 9.648889°E45.543333; 9.648889Coordinate: 45°32′36″N 9°38′56″E / 45.543333°N 9.648889°E45.543333; 9.648889
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Palazzo Visconti (Brignano Gera d'Adda)
Informazioni generali
Termine costruzione X secolo
Condizione attuale restaurato
Proprietario attuale Comune di Brignano Gera d'Adda
Visitabile Si
[senza fonte]
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Palazzo Visconti, (a volte erroneamente chiamato Castello di Brignano), è un edificio di origine medievale situato nel paese di Brignano Gera d'Adda, in provincia di Bergamo.

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

Cortile di Palazzo Vecchio

La necessità di un castello difensivo era dovuta alla forte instabilità politica nell'età medievale del borgo di Brignano e di tutta la pianura centrale bergamasca: dapprima assegnato ai conti di Bergamo nell'XI secolo, passò a Milano dopo la pace di Costanza, unitamente agli altri manieri della Gera d'Adda.

Il dominio nella città milanese venne esercitato prima dai Torriani (dal 1272) e, dopo numerose lotte, dai Visconti (dal 1310).

Cominciò un periodo di fortissima instabilità, con la zona contesa da Milano e Venezia: in quegli anni la rocca venne assegnata a Sagramoro I, capostipite del ramo di Brignano dei Visconti nonché figlio illegittimo di Bernabò, dal quale discese Francesco Bernardino, il supposto Innominato manzoniano.[1]

Questa famiglia ne mantenne il possesso anche quando, nel 1447 con l'instaurazione a Milano della Repubblica Ambrosiana, la Gera d'Adda passò nuovamente alla Serenissima.

Il controllo della struttura venne ribadita anche quando, con la costruzione del fosso bergamasco e la definitiva stabilizzazione dei confini, Brignano ritornò sotto l'influenza di Milano: la stabilità venne sancita da un atto notarile che, datato 1465, confermava il pieno possesso dello stabile a Sagramoro II Visconti: la linea dinastica della famiglia durò fino al 1892, quando si estinse con Antonietta Visconti Sauli, che morì senza eredi.

Da allora si susseguirono altri passaggi di proprietà fino all'attuale condizione che vede Palazzo Nuovo di proprietà privata, mentre Palazzo Vecchio ospitare la sede dell'amministrazione comunale.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'intera struttura è posta a sud-ovest del paese di Brignano Gera d'Adda: compresa nell'antica cinta muraria situata attorno al borgo medievale, è costituita da tre principali elementi distinti ma collegati tra loro con soluzione di continuità.

Il primo è dato dalla parte più antica che, costituita dal nucleo difensivo originale e risalente al XIII-XIV secolo, ne evidenzia l'iniziale carattere difensivo.

Il secondo, denominato Palazzo Vecchio e costruito nel XVI secolo, ne mette in mostra la progressiva trasformazione a dimora signorile; mentre il terzo, conosciuto come Palazzo Nuovo di costruzione settecentesca, sancisce la completa trasformazione del castello in palazzo.

Il castello[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo primitivo del castello è già citato in documenti del X secolo come "Castrum de Briniano", e ricordato nel 1186 in un diploma redatto da Federico Barbarossa.

Originariamente infatti la fortificazione cingeva l'intero centro abitato, mentre il castello vero e proprio venne edificato nel corso del XIV secolo, dopo l'arrivo dei Visconti a Brignano. La famiglia milanese pose nel maniero la propria residenza, ampliando successivamente la propria dimora con l'inglobamento di strutture precedenti.

Attualmente, di riferibile al nucleo originale vi è l'elemento di raccordo tra i due palazzi principali, nonché tracce di ponte levatoio e camminamento riemerse dopo recenti restauri.

Dal castello partivano le mura che, descritte in mappe catastali del XV secolo, hanno cinto il borgo di Brignano fino alla fine del Settecento: di esse una parte è stata usata come recinzione del Palazzo Nuovo, il resto utilizzato come abitazioni private. Oggi sono visibili alcuni resti lungo la circonvallazione stradale del paese, ad ovest di esso, ma anche due torri circolari mozze, parte di fossato e torri angolari lungo camminamento nella zona del giardino del Palazzo Nuovo.[2]

Stando però a quanto sostenuto da Beatrice Bolandrini, storico dell'arte nonché Sindaco di Brignano, il palazzo è erroneamente chiamato castello, in quanto il palazzo stesso non ha alcuna attinenza con un castello, e le uniche opere fortificate sono le mura che cingevano il castrum.

Palazzo Vecchio[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo Vecchio è posto lungo il lato sud-est del complesso e si sviluppa dando continuità alla struttura fortificata preesistente. L'ingresso, a cui si accede tramite la strada che funge da circonvallazione al paese, conduce ad un grande cortile caratterizzato da un porticato con pilastri a pianta quadrata. Dopo questo cortile si trova una corte d'onore dotata di portico quadrangolare che, sul lato sud, è sovrastato da loggia.

All'interno delle sale situate al pian terreno che ora ospitano gli uffici comunali, si possono ammirare affreschi sui soffitti, opera di F. Meda (1675). Uno scalone a tre rampe, dalle pareti interamente affrescate, porta al piano nobile.

La parete adiacente al primo pianerottolo riporta la rappresentazione di un guerriero, che rimanda all'idea della stirpe vittoriosa dei Visconti; sulla parete sud è manifestata la lotta tra Ercole (riconoscibile dalla pelle del leone che lo ricopre parzialmente) e il gigante Anteo. A bilanciare le scene, stanno tre statue dipinte di soggetti femminili, che rappresentano la Nobiltà, l'Intelligenza e la Generosità. Lo scalone conduce all'ingresso della Sala del Trono, probabilmente in origine destinata a ricevimenti o eventi ufficiali. Sulle pareti sono riconoscibili le rappresentazioni di otto dei dodici signori di Milano. Proseguendo la visita, si giunge nell'attigua Sala dell'Innominato, l'ambiente di maggiori dimensioni. Questo nome è dovuto al fatto che, secondo la tradizione ma anche per alcuni autori, l'Innominato di manzoniana memoria sarebbe Francesco Bernardino Visconti, appartenente alla famiglia proprietaria dell'edificio e qui nato.[3]

Di notevole pregio sono i soffitti di legno, risalenti tra il XVI ed il XVII secolo, quando la struttura mutò la propria destinazione da difensiva a residenziale. In quel periodo vi fu un ulteriore ampliamento che prevedeva pilastri in marmo e la presenza di maschere in legno, di cui ne sono state rinvenute ben 166. Queste, che raffigurano numerosi aspetti della vita di corte e le più diverse allegorie, sono state al centro di una mostra nel 1999 che ne evidenziava i vari temi nelle stanze del palazzo.

Parte del patrimonio artistico del castello è tuttavia andato perso nel corso del XX secolo quando venne adibito ad ospedale militare, asilo infantile e ricovero per anziani, situazioni che non tennero conto del giusto valore e tolsero la possibilità di un'adeguata conservazione delle opere.

Palazzo Nuovo[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Nuovo venne completato nel XVIII secolo su progetto dell'architetto Giovanni Ruggeri e per iniziativa dei fratelli Annibale, Luigi e Pirro Visconti.

Ben presto divenne l'edificio più famoso dell'intero complesso per via delle sue forme e delle opere contenute: si discosta infatti dalla precedente struttura fortificata utilizzando forme all'avanguardia nell'architettura settecentesca, raccordando Palazzo Vecchio con la propria ala ovest, già esistente pochi anni prima dell'intervento definitivo del Ruggeri. Questi difatti edificò ex novo l'ala est e quella nord, unificandole con la suddetta zona sud-ovest mediante lo stesso stile architettonico e decorativo.

L'elemento di raccordo con Palazzo Vecchio è un'esedra posta all'ingresso (mentre il progetto originale prevedeva invece che si collegasse alla chiesa parrocchiale), la quale immette nei cortili d'onore di entrambi i palazzi, mentre l'ingresso principale, diversamente da quello dell'altro palazzo, è diretto verso il centro del paese.

Sia gli interni che gli esterni sono ricchi di motivi ornamentali tipici del Settecento: i quattro scaloni d'onore e le sale interne sono affrescati dai fratelli Galliari, da Alessandro Magnasco, da Giovanni Antonio Cucchi, dal Sassi e da Mattia Bortoloni. Sempre all'interno si possono trovare numerose maschere, al pari di Palazzo Vecchio.

Di ottima fattura anche il giardino, dotato di statue allegoriche ed una fontana centrale: ricco di vegetazione, è circondato da un fossato con recinzione posta sulle antiche mura. Diverse sculture settecentesche, originariamente conservate nella proprietà del Palazzo Visconti, vennero alienate alla fine dell'Ottocento e si trovano oggi nel parco di Villa Sciarra a Roma.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Donini, pag. 18
  2. ^ Donini, pag. 10
  3. ^ Donini, pag. 23

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Castra Bergomensia, Monumenta Bergomensia LXXI, a cura di Graziella Colmuto Zanella e Flavio Conti.
  • Cesare Donini, Il Palazzo Visconti di Brignano d'Adda, Bergamo, Dalmine, 1994.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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