Rosate

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Rosate
comune
Rosate – Stemma Rosate – Bandiera
Rosate – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Città metropolitanaProvincia di Milano-Stemma.svg Milano
Amministrazione
SindacoDaniele Del Ben (lista civica di centro-sinistra Per Rosate) dal 16-5-2011 (secondo mandato)
Territorio
Coordinate45°20′N 9°01′E / 45.333333°N 9.016667°E45.333333; 9.016667 (Rosate)Coordinate: 45°20′N 9°01′E / 45.333333°N 9.016667°E45.333333; 9.016667 (Rosate)
Altitudine107 m s.l.m.
Superficie18,68 km²
Abitanti5 830[1] (30-6-2018)
Densità312,1 ab./km²
FrazioniCavoletto, Gaggianese, Longona, Malpaga, Micona, Nuova, Paù, Rota
Comuni confinantiBubbiano, Calvignasco, Gaggiano, Gudo Visconti, Morimondo, Noviglio, Vernate
Altre informazioni
Cod. postale20088
Prefisso02
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT015188
Cod. catastaleH560
TargaMI
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantiRosatesi o Rosatini
Patronosanto Stefano
Giorno festivo26 dicembre/Ultima domenica di Maggio.
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rosate
Rosate
Rosate – Mappa
Posizione del comune di Rosate nella città metropolitana di Milano
Sito istituzionale

Rosate[2] (Rosàa in dialetto locale, AFI: [ruˈzɑː]) è un comune italiano di 5 830 abitanti[1] della città metropolitana di Milano, in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Rosate è attraversato da numerosi canali artificiali per l'irrigazione dei campi. Tutti questi canali derivano (tranne due) dal Naviglio Grande, l'imponente via d'acqua che collega il fiume Ticino a Milano, inoltre il comune è attraversato, lungo il suo confine occidentale in prossimità di Morimondo, dal Naviglio denominato di Bereguardo.

Rosate è priva di bacini idrici naturali o artificiali di dimensioni considerevoli, tuttavia sono presenti alcuni fontanili attivi di acqua sorgiva.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Frammento marmoreo di epoca romana rinvenuto a Rosate

L'antico villaggio di Rosate era abitato sin dall'epoca romana e dimostrazione di questo fatto sembra essere un frammento marmoreo ascrivibile all'epoca imperiale rinvenuto proprio nel territorio comunale.

Borgo importante durante tutto il basso medioevo, fu uno dei capoluoghi storici del Contado di Burgaria, una delle contee che suddividevano la Marca di Lombardia, durante le dominazioni di Longobardi, Franchi e in parte sotto il Sacro Romano Impero Germanico. Nel X secolo divenne sede della Pieve di Santo Stefano da cui giunsero a dipendere una quarantina di parrocchie nell'area.

Nel 1159 abbiamo notizia certa nel borgo di un castello (ancora oggi presente per quanto riconvertito nei secoli ad ospitare il municipio locale), che venne assaltato da Federico Barbarossa prima e dalle forze armate di Pavia nell'anno 1200.

Durante il periodo rinascimentale e sino alla fine dell'epoca feudale nel 1796, diverse famiglie prosperarono in loco come gli Avogadro, i da Roxato (da cui il nome della cittadina), i Terzaghi, gli Stampa di Soncino e i Varese da Rosate.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Rosate-Stemma.png

La descrizione araldica dello stemma è la seguente:[3]

«D'argento a rose sparse d'argento, soprabandato d'argento con tre boccioli di rosa di rosso. Ornamenti esteriori da comune.»

Rosate-Gonfalone.png

La descrizione araldica del gonfalone è la seguente:

«Drappo d'azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento, caricato dello stemma con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune.»

Lo stemma del comune di Rosate è uno stemma "parlante" in quanto richiama apertamente l'origine del nome del borgo stesso, che deriva dall'elaborazione dei due antichi stemmi delle due famiglie più note nella storia del comune, i da Roxato di origine longobarda e i Varese da Rosate. Il primo, riportato nel XV secolo nello Stemmario Trivulziano, è così blasonabile: "D'argento, alla rosa recisa di rosso, bottonata d'oro, i sepali, lo stelo e le foglie di verde". Quello dei Varese da Rosate è invece noto dal 1493 e blasonato poi nel Dizionario storico-blasonico del Crollalanza.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Prepositurale di Santo Stefano[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile della chiesa di Santo Stefano

La chiesa prepositurale di Rosate affonda le proprie radici all'istituzione della pieve locale nel X secolo, con la costruzione di un primo tempio sacro di stile romanico. Dopo diverse mutazioni, la chiesa venne ricostruita nelle forme attuali nel 1827.

Sul campanile della chiesa Prepositurale troviamo un concerto di 8 campane in Sib2 fuse dalla Fonderia Barigozzi di Milano nel 1888, la sesta campana venne rifusa nel 1952 dalla Fonderia Luigi Ottolina di Seregno, sul campanile è' stata recuperata e ripristinata la vecchia tastiera per il suono a " Festa ".

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Dipinto di Bice del Balzo ritrovata da Marco Visconti nel sotterraneo del Castello di Rosate

Il castello sito nel borgo di Rosate ha origine nel pieno medioevo, probabilmente ricalcando quella che era la piantina di un antico fortilizio romano. Le prime notizie di una struttura difensiva a Rosate risalgono al 1159 quando esso venne assediato e conquistato dalle truppe di Federico Barbarossa, per poi subire un nuovo assedio dalle forze armate della città di Pavia nell'anno 1200. Esso venne ricostruito nelle forme attuali tra il 1323 ed il 1329 dalla famiglia milanese dei Torriani, ma già con l'avvento alla signoria di Milano dei Visconti esso perse gran parte delle proprie funzioni difensive.

La struttura, pesantemente rimaneggiata nel corso dei secoli, si presenta oggi come una costruzione in mattoni ed intonaco, caratterizzata da una torretta a tre piani, contraddistinta in facciata da una pregevole finestra ad arcate multiple in cotto, il tutto sovrastato da una merlatura alla ghibellina. Sono ancora chiaramente visibili degli scassi nei muri per i bolzoni del ponte levatoio che un tempo garantiva o bloccava l'accesso alla struttura.

I mulini e le pile[modifica | modifica wikitesto]

Il mulino delle Umiliate in via Gallotti sulla roggia Mischia

Delle decine di mulini e pile per il riso attivi in Rosate, fino agli anni cinquanta del novecento, solo il mulino di via Gallotti (mulino delle Umiliate) rimane attivo e regolarmente funzionante.

Le cascine[modifica | modifica wikitesto]

Cascina Contina[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1997 la cascina e i terreni circostanti ospitano una comunità di recupero per situazioni disagiate di vario genere. Nasce dall'esperienza della Associazione di Volontariato Comunità Agricola Tainate, che ha iniziato nel 1981 la propria attività nel campo dell'accoglienza e del recupero dei giovani tossicodipendenti.

Cascina Gaggianese[modifica | modifica wikitesto]
Località Gaggianese

Il nome della cascina deriva da "gaggio", parola longobarda traducibile in "proprietà recintata", quindi di uso esclusivo, ed è un indizio quasi sicuro dell'antichità del luogo. Ciò non significa che gli edifici siano altrettanto antichi; comunque nel catasto del 1558 la località appare staccata da Rosate e censita a parte, almeno fino al '700. (fonte "I muri della memoria" di Giampaolo Cisotto edito dal Comune di Rosate)

Cascina Longona[modifica | modifica wikitesto]

Il nome della cascina deriva dalla famiglia che l'ebbe costruita. Precisamente si tratta di Giovanni Longoni, commerciante milanese, che nel 1476 iniziò l'attività con un mulino mosso dalla roggia Gambirone che usciva dal Naviglio Grande (poi chiamata Longona fino alla cascina), dopo aver ottenuto il permesso ducale. Presso la cascina sorgeva pure un oratorio dedicato a S.Ambrogio. (fonte "I muri della Memoria" di Giampaolo Cisotto edito dal Comune di Rosate) Attualmente è di proprietà della Famiglia Invernizzi che praticano l'allevamento di bovini da latte. In passato, dagli anni sessanta fino al 1972, parte della cascina era utilizzata dall'allevamento di suini di Antonio Codazzi.

Cascina di Mezzo[modifica | modifica wikitesto]

Ristrutturata nei primi anni '90, dal 2009 ha convertito la sua attività produttiva, destinando circa 2 ha alla produzione di frutti di bosco: in particolare viene coltivato il mirtillo gigante americano, oltre a fragole, more e lamponi. La produzione viene destinata alla vendita diretta, presso i locali della stessa azienda. Nel 2015 è stato impiantato un frutteto con prevalenza di varietà antiche; nel 2016 è stato realizzato un impianto di bambù gigante destinato alla commercializzazione.

La cascina è visitabile e vanta un antico forno, dove in tempi lontani confluivano da altre fattorie per panificare. Anticamente faceva parte del podere della cascina Confaloniera.

Cascina Confaloniera[modifica | modifica wikitesto]
La cascina Confaloniera

Recentemente ristrutturata e adibita a residenza condominiale, la cascina Confaloniera è uno dei luoghi storici del paese. Sorge a ridosso degli antichi fossati a sud del borgo, ed è ancora visibile la parte antica, originaria, costituita dalla porzione comprendente la colombaia, evoluzione di un luogo fortificato un tempo utilizzato come punto di avvistamento. Le colombaie o "colombere" erano edifici abitati da nobili secondo il modello delle case-torri; l'allevamento dei colombi era infatti praticato solo da famiglie benestanti che potevano adattare a tale scopo l'ultimo piano della loro casa.

Il nome della cascina trae origine da una delle nobili famiglie che l'ebbero in proprietà dal 1619 alla prima metà del '700: i Confalonieri.

La troviamo invece citata per la prima volta col nome di "Cascina di Sopra", in un atto catastale redatto nel 1558. Qui vengono riportati per ogni località i maggiori proprietari dei quali si fornisce, tra parentesi, la superficie espressa in pertiche relative alle sole abitazioni (ASCMi fondo località foresi, cartella 339 e 40). Negli atti risulta che la cascina apparteneva a Fabrizio Avvocati (o Avogadri) la cui proprietà si estendeva per 685 pertiche. Dal Catasto Teresiano del 1755 si evince invece il passaggio della proprietà dai Confalonieri ai Visconti: proprietario della cascina è ora il conte Giovan Battista Visconti del fu Giuseppe.

Nel foglio 547 la cascina viene descritta come "casa da massaro con pila" in mappa al n.544 ed aia al n.545 di 14 pertiche (9.163,252 m²) per un valore catastale di 152 scudi e lire 4.

Dal 1761 fittavoli erano i fratelli Cattaneo mentre nella seconda metà dell'800 passò di proprietà al deputato socialista Giuseppe Gallotti che alla sua morte, il 14 marzo 1887, la lasciò in eredità al figlio. Nei primi anni del '900 fittavoli erano i Torriani, anni in cui il fondo fu diviso in tre distinte proprietà.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4][5]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

L'antica Collegiata oggi sede della biblioteca e dell'archivio plebano

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca parrocchiale don Luigi Negri, collocata in fronte alla piazza principale del paese, fu fondata nel 1985.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Rosate è la località in cui vive il cantautore Renato Pareti.

Nel comune è presente una filarmonica fondata nel 1899.[senza fonte]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede nel comune la società di calcio Polisportiva Rosatese, che ha disputato campionati dilettantistici regionali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2018.
  2. ^ Luciano Canepari, Rosate, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  3. ^ Vedi qui
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ fino al 1859: Archivio di Stato di Milano.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN243178860
Lombardia Portale Lombardia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di lombardia