Vittuone

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Vittuone
comune
Vittuone – Stemma Vittuone – Bandiera
Piazza Italia con la chiesa parrocchiale dell'Annunciazione
Piazza Italia con la chiesa parrocchiale dell'Annunciazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Amministrazione
Sindaco Stefano Zancanaro (LN) dal 06/06/2016
Territorio
Coordinate 45°29′N 8°57′E / 45.483333°N 8.95°E45.483333; 8.95 (Vittuone)Coordinate: 45°29′N 8°57′E / 45.483333°N 8.95°E45.483333; 8.95 (Vittuone)
Altitudine 146 m s.l.m.
Superficie 6,13 km²
Abitanti 9 082[1] (31-12-2010)
Densità 1 481,57 ab./km²
Comuni confinanti Arluno, Cisliano, Corbetta, Sedriano
Altre informazioni
Cod. postale 20010
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015243
Cod. catastale M091
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti vittuonesi
Patrono santa Croce
Giorno festivo prima o seconda (se cade dopo il terzo giorno del mese) domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vittuone
Vittuone
Posizione del comune di Vittuone nella città metropolitana di Milano
Posizione del comune di Vittuone nella città metropolitana di Milano
Sito istituzionale

Vittuone (Vitüòn o Vitìòn o anche Vütìòn in dialetto milanese) è un comune italiano di 9.077 abitanti (al 31/05/2011) della città metropolitana di Milano, in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale ha forma allungata e confina ad ovest e a sud-ovest con Corbetta, a sud con Cisliano, a est ed a nord-est con Sedriano e infine a nord con Arluno.

Il comune di Vittuone non dispone di frazioni o località.

Vittuone dista circa 20 chilometri ad ovest dal capoluogo lombardo.

Geologia e idrografia[modifica | modifica wikitesto]

La testa del fontanile Saretta a Vittuone

Morfologicamente, il territorio di Vittuone è caratterizzato dall'ambiente pianeggiante tipico della pianura padana, prevalentemente adatto a boschi o coltivazioni. L'altitudine è compresa tra i 135 e i 151 m s.m.l.

Uno degli aspetti più significativi dell'idrografia di Vittuone come delle zone limitrofe all'abitato sono le risorgive, che un tempo avevano ampia rilevanza economica per l'agricoltura e oggi costituiscono una delle attrazioni principali del Parco Agricolo Sud Milano. Tra i fontanili più rilevanti ricordiamo il fontanile Saretta (luogo presso il quale è stata rinvenuta la salma di Mike Bongiorno dopo il suo trafugamento) a cui la leggenda popolare ha attribuito acque miracolose[2] ed il Tre Teste.

È parte del Parco Agricolo Sud Milano (superficie a parco ha 284,46)

Sismologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista sismico Vittuone presenta un rischio molto basso ed è stata classificata come il comune zona 4[3] (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Vittuone è quello caratteristico delle pianure settentrionali italiane con inverni freddi e abbastanza rigidi ed estati che risentono di elevate temperature; la piovosità si concentra principalmente in autunno e in primavera. Il paese appartiene alla zona climatica E.

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura max. media (°C) 5 8 13 18 22 26 29 28 24 18 10 5 16.33
Temperatura min. media (°C) -2 0 3 7 11 15 17 17 14 8 4 -1 7.75
Piogge (mm) 64 63 95 82 82 97 65 68 69 100 101 60 78.83
Umidità relativa (%) 86 78 71 75 72 71 71 72 74 81 85 86 78
Eliofania assoluta (ore) 2 3 5 6 7 8 9 8 6 4 2 2 5
Venti (dir.-nodi) SW 4 SW 9 SW 9 SW 9 S 9 S 9 S 9 SE 4 SW 4 S 4 S 4 S 4 6,5

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome
13 Dermot took the horn and would have filled it.jpg

Sotto il profilo toponomastico si ritiene che il nome Vittuone derivi per assonanza dal latino "vitam tibi dono", riferendosi alle improbabili terme di cui si crede l'antica esistenza. Maggiormente veritiera è la tesi che vede le origini del toponimo Vicus Todonius, ossia villaggio di Todone, un importante personaggio locale del periodo longobardo ricordato in un documento del 793 d.C. ("Codex Diplomaticus Longobardiae").

L'epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

Tra le tombe romane ritrovate a Vittuone dal nobile Giovanni Venini e risalenti al I secolo, alcune riportavano monete dell'imperatore romano Nerone.

Vittuone era un villaggio già esistente in epoca romana e forse di probabili origini gallico - celtiche. Le prime scoperte testimonianti un primordiale insediamento romano risalgono al 1868 quando il nobile Giovanni Venini ritrovò, nel parco della sua villa di campagna sita in centro al paese, alcune ceneri ed ossa provenienti da urne cinerarie, accompagnate da cimeli in bronzo.

Nel 1902, presso la cascina Resta a sud dell'abitato, vennero ritrovate monete che portavano effigi del I e del II secolo d.C. e un vaso antropomorfo (1907). Per tale motivo questi ritrovamenti possono far supporre che Vittuone fu un castrum di rinforzo alle legioni del Ticino o più facilmente un pagus (villaggio minore) della vicina Corbetta.[4]

Il medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo periodo medioevale l'inesistenza di una ricca documentazione ufficiale non permette ad oggi di tracciare un quadro storico sintetico ben preciso della storia di Vittuone. Di certo si sa che il borgo già nel medioevo doveva godere di una qualche rilevanza locale se Goffredo da Bussero, già sul finire del XIII secolo, cita la presenza nel paese della chiesa di San Martino a Vituono,[5] e dall'archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano si apprende che questa stessa istituzione possedette dei beni nel comune, nel periodo compreso tra il 1347 e il 1486 come prebenda (beneficio parrocchiale) nella Pieve di Corbetta.

Dati storici più precisi si hanno nel 1311 quando un vittuonese fu rettore a Milano e partecipò con Marco Visconti, altri rettori e trecento uomini a cavallo all'attacco della casa dell'arcivescovo Cassono della Torre per intimargli l'esilio. Da una cronaca del Besta intitolata Fior dei Fiori apprendiamo che tra i capitani delle porte della città di Milano vi erano alcuni uomini d'arme scelti tra la nobiltà del contado: per la porta Ticinese vi fu tra gli altri Giovanni da Vittuone. Fu probabilmente in quest'epoca che iniziò a farsi strada nei possedimenti terrieri di Vittuone la famiglia De Capitani che nella prima metà del XV secolo ebbe come proprio rappresentante tale Matteo De Capitani che fu protomedico del duca Filippo Maria Visconti sino al 1430.

L'età moderna[modifica | modifica wikitesto]

San Carlo Borromeo che comunica gli appesati, affresco presente sulla facciata del Lazzaretto di Vittuone, ridipinto da Rodolfo Gambini nel 1891

Nel XVI secolo il nucleo di Vittuone era particolarmente compatto ed articolato essenzialmente attorno a poche corti, gravitanti a loro volta attorno alle ville principali. Al posto dell'attuale chiesa si trovava l'oratorio intitolato ai santi Nazario e Celso con retrostante giardino, risalente all'epoca rinascimentale e regolarmente officiato, mentre la chiesa parrocchiale sorgeva insolitamente fuori dal paese e legata al complesso della Cascina Parrocchiale (oggi demolita), motivazione spiegabile con la presenza in loco del passaggio della Strada Consolare Vercellina che già dall'epoca romana conduceva anche a Novara. Nei pressi di questa chiesa si trovava inoltre un cimitero, ricordato anche da san Carlo Borromeo in occasione della sua visita al paese dell'8 aprile del 1570.

Durante tutto il Settecento, Vittuone si arricchì di edifici e strutture prevalentemente adibiti ad uso agricolo. Da segnalare a livello storico la visita, il 24 aprile 1789, dell'arciduca Ferdinando d'Asburgo-Este, governatore del ducato di Milano, che soggiornò nella locale Villa Resta con la moglie, l'arciduchessa Maria Beatrice d'Este, e la figlia Maria Teresa, ed il resto della corte mentre il gruppo era in viaggio a Novara ove il giorno successivo la giovane arciduchessa sarebbe andata in sposa al duca Vittorio Emanuele di Savoia, futuro re di Sardegna.

All'epoca napoleonica risale invece l'impianto dell'attuale cimitero, costruito sulla base dell'Editto di Saint-Cloud e allorquando il comune era stato temporaneamente fuso con Sedriano. Alla restaurazione austriaca si deve invece la costruzione di nuove strade di collegamento con il vercellese e la realizzazione della nuova tratta ferroviaria che segnerà profondamente la futura economia del paese.

L'Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'Ottocento il paese non progredì in grandezza rispetto al passato, ad eccezione di due importanti realizzazioni: la costruzione della cascina appartenuta ai Resta (principale centro agricolo dell'area) e la costruzione nel 1848 dell'attuale chiesa parrocchiale su progetto dell'architetto Giacomo Moraglia al posto del vecchio oratorio rinascimentale. Il precedente luogo di culto cittadino, infatti, si trovava in prossimità del cimitero, presso la Cascina Parrocchiale (popolarmente meglio nota col nome di Garascia, oggi demolita) cioè in una zona piuttosto periferica del paese e per questo motivo si decise di edificare la nuova costruzione più in centro.

Dai rilievi catastali comprendiamo inoltre come si sia mantenuta particolarmente attiva anche l'agricoltura, mantenendo una sostanziale eterogeneità dei coltivati a dispetto di quanto andava diffondendosi nell'area, ovvero della monocoltura specializzata del granoturco. Nel corso del XIX secolo ebbe larga importanza nell'economia locale anche la filanda istituita dalla famiglia Venini presso la propria abitazione che fornì diversi posti di lavoro alla popolazione vittuonese.

L'inaugurazione dell'ultimo tratto della ferrovia Milano-Novara completato nel maggio del 1859, permise dalla seconda metà dell'Ottocento un incremento delle comunicazioni con i principali centri produttivi dell'area della provincia di Milano, oltre al fatto che questa presenza rivalutò notevolmente il ruolo del paese.

Il Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto del primo sindaco del C.L.N., Ferruccio Pozzi, caduto dopo il 25 aprile e commemorato sul monumento dedicato agli eroi vittuonesi della Liberazione
Piazza Italia col moderno palazzo comunale (a destra) ed il teatro comunale Tresartes

Il Novecento segna la rinascita economica di Vittuone con l'apertura delle prime grandi industrie, nate dalla presenza in paese di numerosi lavoratori grazie alla vicinanza della tratta ferroviaria Milano-Torino. Tra le rappresentanze di maggior rilievo ricordiamo in questo periodo la fondazione dello stabilimento della Tecnomasio Italiano Brown Boveri e della Manifattura Tosi.

Nel 1900 venne costruito il primo asilo del borgo ancora oggi esistente, intitolato al nobile Giovanni Venini, suo fondatore grazie ad un lascito testamentario alla comunità di Vittuone.

Al 1937 risale la costruzione della scuola elementare del paese, ancora oggi attiva. Durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, il paese fu oggetto di interessi militari locali per la presenza della stazione ferroviaria e di numerosi agglomerati industriali favorirono alcune operazioni militari, oltre che per via dell'intensa attività partigiana del C.L.N.. Fu in questo periodo che ebbe luogo la fucilazione del sindaco dell'epoca, Ferruccio Pozzi, che venne ucciso nel corso di una retata tedesca il 20 giugno 1945 proprio a Vittuone perché accusato di connivenza col gruppo di azione partigiana del figlio Giampiero, già ucciso l'anno precedente.[6]

Gli interventi urbanistici del secondo dopoguerra hanno cancellato alcuni retaggi urbanistici del passato, come ad esempio un complesso di abitazioni ottocentesche affacciate su Piazza Italia, la principale del paese, sostituite negli anni '80 dal moderno palazzo comunale e dal teatro comunale "Tresartes". Dopo una parentesi durante la quale si è cercato di porre freno alle speculazioni edilizie negli ultimi 10 anni si è ripreso a costruire massivamente; circa l'80% delle aree non coperte da vincoli sono oggi edificate, e ci si avvia ad costruire sul cosiddetto "Bosco del Bacìn" un'area boschiva di 220.000 metri quadrati posta nella parte nord orientale del paese.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Vittuone-Stemma.png
Vittuone-Gonfalone.png

La descrizione araldica dello stemma è la seguente:[7]

« Troncato: sopra d'oro a quattro bande di rosso, al castello di rosso torricellato di due merlato alla guelfa aperto e finestrato del campo, fondato sulla partizione, attraversante, sormontato da una colomba d'argento; sotto d'azzurro al cavallo d'argento impennato, accostato a destra da una ruota d'oro. Ornamenti esteriori da comune. »

La descrizione araldica del gonfalone è la seguente:

« Drappo bandato di rosso, d'azzurro e d'oro, riccamente ornato di ricami d'argento, caricato dello stemma con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. »

Lo stemma di Vittuone è la risultante di quelli delle singole casate che in Vittuone hanno lasciato la loro impronta. Nel 1920 il comune realizzò il suo emblema che venne concesso con Regio Decreto l'8 aprile 1939 e trascritto nei registri della Consulta Araldica il 7 marzo 1940. In esso comparivano i simboli di quelle che furono considerate le principali famiglie; la ruota venne ripresa dallo stemma dei Conti Resta, il castello sormontato dalla colomba venne desunto da quello della famiglia Annoni, le fasce trasversali oro e rosso dallo stemma dei Venini[8], mentre il cavallo rappresenta lo "stemma parlante" la famiglia Destrerio. Quest'ultima famiglia, di certo, non fu una famiglia nobile o degna di rilievo in paese tanto da meritarsi una posizione nell'emblema di Vittuone, avendo contribuito al benessere cittadino unicamente con lasciti di poco conto alla parrocchia. Nello stemma comunale non ritroviamo invece accenno alcuno alla famiglia Salazar, di origine spagnola, che grande importanza ha invece rivestito nei secoli passati nella vita del paese, né della famiglia Arrigoni che pure possedette beni in Vittuone.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale dell'Annunciazione di Maria Vergine[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa dell'Annunciazione di Maria Vergine.

La chiesa parrocchiale, intitolata all'Annunciazione di Maria Vergine, venne costruita nel 1848, su progetto dell'architetto Giacomo Moraglia, in sostituzione della vecchia chiesa di Santa Maria che sorgeva fuori dal paese accanto alla cascina parrocchiale e che era troppo piccola per le esigenze dei fedeli.

Il luogo prescelto per la nuova struttura si trovava invece in pieno centro cittadino, sull'area dell'antico oratorio dei Santi Nazaro e Celso, benedetto il 7 novembre 1490. Il patronato dello stabile era della famiglia De Capitani, per poi passare ai Cantoni ed infine nel 1732 al conte Giuseppe Resta. L'oratorio, secondo quanto riportato dalle cronache, appariva all'epoca molto decadente e si decise pertanto di demolire tale struttura e di costruirvi appunto sopra il nuovo tempio, avendo il Resta ceduto il patronato dello stabile alla parrocchia, a condizione però che nella nuova chiesa da costruirsi vi fosse una cappella dedicata ai due santi. I lavori iniziarono nel 1847 e la nuova chiesa venne benedetta già nell'autunno del 1848. Nello stesso anni fu avviata l'edificazione del campanile, completato nel 1860 con l'arrivo delle campane, sostituite nel 1949 con sei nuove tonalità in Si bemolle; nel 1891 vennero effettuate la tinteggiatura, gli abbellimenti e le decorazioni interne alla chiesa.

Chiesa della Sacra Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa della Sacra Famiglia vista dall'interno dell'oratorio

La chiesa della Sacra Famiglia venne costruita a Vittuone tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento come cappella dell'omonimo oratorio.

La struttura, di ridotte dimensioni, ha la particolarità di essere compresa all'interno del complesso dell'oratorio stesso, ma di avere il retro gittante su Via C. Battisti, da dove l'accesso è consentito al complesso attraverso un piccolo cancello (oggi perlopiù chiuso). Internamente la chiesa ha una struttura ad un'unica navata con tetto a capriate, sovrastato da un piccolo campanile in mattoni a vista terminante a cuspide e dotato del concerto di una sola campana.

Alla chiesa è associata come protettrice anche la Madonna di Lourdes alla quale, di fianco alla chiesa, è stata dedicato un piccolo giardino sacro costituito da una grotta e da un laghetto artificiale sottostante con pesci rossi, realizzato nella prima metà del Novecento grazie al contributo del parroco don Giovanni Sironi e recentemente restaurato.

Cappella della Madonna del Salvatore[modifica | modifica wikitesto]

La Cappella della Madonna del Salvatore

Eretta per commemorare un'epidemia di colera abbattutasi sul paese nel XV secolo, venne quasi completamente riedificata alla fine del XVII secolo.

La struttura, attualmente, si presenta molto semplice, con facciata e tetto a capanna rifinita con lesenature che evidenziano i tratti portanti e decorano al tempo stesso il frontale della cappelletta. Il portale è in legno, completato da una pesante grata di ferro di protezione, ai lati della quale si trovano due piccole finestrelle che, secondo la tradizione post-conciliare voluta da San Carlo Borromeo, dovevano consentire anche ai fedeli non comunicati di assistere ai divini offici. Sui fianchi della chiesa, si trovano due piccole finestrelle, poste in corrispondenza dell'altare, che consentono di dare luce all'interno della chiesa. Rilevante è l'abside della cappella, che è visibile dall'esterno in una struttura semicirolare decorata con lesene ad arco che ne evidenziano le linee aggraziate. All'interno si trovano alcune tracce di affreschi risalenti al XVI secolo.

Un tempo la chiesa era posta fuori dal centro abitato, lontano anche dalle ultime case del paese, mentre oggi, con l'espansione del comune, la chiesa si trova non solo inglobata nel complesso cittadino, ma può essere ammirata dalla vicina ex Strada Statale 11 e dal trafficatissimo svincolo che conduce ad Arluno ed all'Autostrada A4.

Cappella di Santa Maria del Lazzaretto[modifica | modifica wikitesto]

La Cappella di Santa Maria del Lazzaretto a Vittuone
L'interno della cappella

Eretta nel XVII secolo ed utilizzata durante la peste del 1630 come ricovero fuori paese dei malati contagiosi e ancora oggi si trova in un'area periferica del paese, immersa nel verde del Parco Agricolo Sud di Milano.

La cappella ad aula unica, esternamente è contraddistinta da una tipica struttura a capanna, con portale in legno e grata di ferro, completato sui fianchi da due finestrelle quadrangolari poste quasi a terra.

Sulla facciata si trova un affresco raffigurante San Carlo Borromeo che comunica un appestato prima che questi salga in cielo al cospetto di Dio, assistito in questo da altri santi tra cui si può riconoscere, sulla destra, San Rocco (patrono degli appestati). L'opera risalirebbe al XVII secolo, ma data la sua posizione conobbe diversi rifacimenti, tra cui uno consistente datato al 1891 ed eseguito ad opera di Rodolfo Gambini (maestro di Paolo Bellegotti, famoso pittore arlunese che realizzò alcuni decori nella Collegiata di San Vittore a Corbetta e che a Vittuone dipinse poi anche presso la cascina Marzorata). Malgrado questi accorgimenti, oggi si è persa buona parte degli affreschi presenti esternamente alla struttura. Internamente la chiesa si presenta con un arredamento essenziale ed un quadro votivo raffigurante il salvataggio delle anime della peste.

La cappella è divenuta recentemente un forte luogo di devozione popolare ed è giunta alla curiosità dei media nel 2011 grazie al ritrovamento in loco della salma di Mike Bongiorno, trafugata dalla precedente sepoltura presso il cimitero di Dagnente (NO).

Cappella dei Caduti[modifica | modifica wikitesto]

La Cappella dei Caduti presso il cimitero vittuonese, parata a festa per le annuali celebrazioni del 4 novembre.

La cappella commemorativa dei caduti delle guerre mondiali, si trova nei pressi del cimitero di Vittuone, a ridosso della cinta, gittante sul viale alberato che conduce all'ingresso principale del camposanto. La struttura, costruita originariamente come cappella per la nobile famiglia dei conti Resta, venne in seguito donata alla parrocchia, che nel 1928 l'adibì alla commemorazione dei defunti caduti in guerra, venendo completata dopo il 1945 con l'aggiunta delle lapidi in commemorazione dei soldati della Seconda guerra mondiale e con le due bombe ed i cannoni decorativi che ancora oggi si trovano a fianco dell'ingresso.

La struttura si presenta di piccole dimensioni, con portale ad arco, decorato con due colonne a lesena, architravate e decorate in stile neoclassico. Eclettico è il frontone, che riecheggia di stile greco con l'aggiunta di conchiglie e valve agli estremi del timpano. La cappella è, come si è detto, accessibile dalla strada, senza dover entrare nel camposanto, ma è per la maggior parte dell'anno chiusa al pubblico. La struttura è posta lungo il viale delle rimembranze dove sono presenti delle croci metalliche in ricordo dei caduti delle due guerre, strada che culmina nel monumento ai caduti posto all'estremità opposta del camposanto, a destra dell'ingresso.

Cappella di San Luigi Gonzaga[modifica | modifica wikitesto]

La cappella (o come viene definita più propriamente eremo) di San Luigi Gonzaga è il luogo di raccoglimento e preghiera dell'oratorio omonimo nel complesso del quale si trova inserita. La struttura è accessibile dal cortile interno di Villa Annoni-Cicogna-Rossi e sorge probabilmente dove un tempo si trovava l'area rurale e delle scuderie dell'abitazione. La struttura interna è semplice, ad un'unica navata, sovrastata da un bellissimo soffitto cassettonato seicentesco originale. Costituita negli anni '70, la cappella è stata recentemente restaurata con l'aggiunta di un affresco all'altare.

Oratorio di San Francesco (non più esistente)[modifica | modifica wikitesto]

Anticamente esisteva a Vittuone anche un oratorio privato dedicato a San Francesco d'Assisi ed inserito all'interno del complesso di Villa Resta. Esso risaliva nelle sue forme al Settecento come il contesto architettonico in cui era inserito e sorgeva nell'ala laterale destra della villa e, per la sua posizione, era utilizzato prevalentemente come cappella privata dalla famiglia Resta, anche se godeva di un accesso pubblico che poteva essere utilizzato dai massari alle dipendenze degli aristocratici.

Quando la famiglia Moroni subentrò alla famiglia Resta, diede l'oratorio in uso alla parrocchia ma ne mantenne difatti la proprietà e la libertà di deciderne le sorti. La cappella venne sconsacrata definitivamente negli anni '50 del Novecento in quanto la struttura era ormai cadente ed insicura anche per l'officiatura della messa e quando le ali laterali esterne della villa erano state privatizzate. Da questo oratorio vennero però recuperate le due acquasantiere che oggi si trovano all'ingresso della chiesa parrocchiale di Vittuone, oltre alle due campane che si trovavano sul piccolo campanile della cappella che sono andate ad aggiungersi al complesso campanario della parrocchia.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Villa Resta Mari[modifica | modifica wikitesto]

Villa Resta dal fronte verso il giardino

Villa Resta venne eretta alla fine del XVII secolo da un architetto rimasto ignoto che però si avvalse di un progetto probabilmente redatto da Francesco Maria Richini. Il committente dell'opera fu il conte Carlo Resta, feudatario di Vialba e Villapizzone che, una volta completata la struttura, la utilizzò come casa di villeggiatura per sé e per la propria famiglia. Vittuone ospitava la famiglia Resta già dal 1643 quando, dal testamento del cavalier Aurelio Resta, si apprende di come egli stesso avesse a suo tempo acquistato ingenti proprietà ed aveva acquistato una residenza in paese.[9] A riconferma della ricchezza della famiglia Resta e del ruolo di prestigio a cui essa era giunta, il 24 aprile 1789 la villa ospitò l'arciduca Ferdinando d'Asburgo-Este, governatore del ducato di Milano, con la moglie l'arciduchessa Maria Beatrice d'Este, la figlia Maria Teresa ed il resto della corte mentre il gruppo era in viaggio a Novara ove il giorno successivo la giovane arciduchessa sarebbe andata in sposa al duca Vittorio Emanuele di Savoia, futuro re di Sardegna. Tra i presenti si trovava anche l'arciduca Pietro Leopoldo che l'anno successivo, alla morte del fratello maggiore Giuseppe II, divenne imperatore col nome di Leopoldo II.[10]

Ai beni dei Resta, per matrimonio all'inizio dell'Ottocento, si aggiunsero anche quelli dei marchesi Olevano Confalonieri che ingrandirono il potenziale di ricchezza della famiglia che andò a sua volta a rispecchiarsi in una nuova fase di evoluzione della villa. Morto senza eredi il conte Giuseppe Resta, figlio di Carlo, nel 1872, questi nominò sue eredi le sorelle Camilla e Giulia. A quest'ultima, maritata Moroni, spettarono le proprietà di Vittuone con l'annessa villa. I Moroni non risiedettero alla villa che purtroppo attraversò in quest'epoca un periodo di trascuratezza. Il figlio di Giulia decise di vendere la proprietà all'industriale Carlo Sormani che però acquistò solo l'ala padronale, frazionando così il complesso e lasciando ai Resta-Moroni le due ali laterali d'ingresso e l'oratorio della villa che venne dato in uso alla parrocchia.

Dai Sormani, la villa passò alla famiglia industriale vittuonese dei Bodini che successivamente la vendette nel 1973 alla famiglia Mari.

La facciata principale di Villa Resta

La villa si distingue ancora oggi per il maestoso portico a colonne binate e per lo scalone di rappresentanza che conduce ai piani superiori dove alcune stanze sono affrescate con dipinti di scuola tiepolesca. La facciata è caratterizzata da un corpo centrale che si snoda in due ali laterali molto lunghe che formano la vicina piazza Resta. Grandioso è anche il parco sul retro, di ridotte dimensioni, ma di gusto barocco, alterato nel periodo del romanticismo in alcune sue forme e caratterizzato ancora oggi da una splendida fontana di notevole portata, dirimpetto alla quale si trovano i complessi che ospitavano una filanda, recentemente ristrutturati. Il giardino, originariamente, era di dimensioni ben maggiori ma questo venne frazionato con le vendite d'inizio Ottocento.

Il cancello in ferro battuto che costituisce l'attuale ingresso della villa risale al XIX secolo, quando fu eretto in seguito allo smembramento e all'alienazione delle proprietà della famiglia Resta. Fu il Sormani in quest'epoca a realizzare questo accorgimento, arretrando di fatti l'ingresso al complesso rispetto alla posizione originaria che doveva trovarsi dirimpetto a via Pozzi, la strada che ancora oggi scorre davanti alla piazzola della villa.[9]

L'edificio comprendeva anche una serie di complessi rurali e l'abitazione del massaro presso via Cavour, ove era presente un piccolo giardino in stile.[11]

La villa è oggi sede di eventi e matrimoni e viene aperta annualmente al pubblico in occasione di mostre e feste di paese.[12]

Villa Venini[modifica | modifica wikitesto]

Uno scorcio di Villa Venini dal cortile d'onore. Si noti la caratteristica torretta piccionaia

Denominata per esteso Villa Resta Venini Salazar, la struttura risale al tardo Seicento e si qualifica come la residenza nobiliare più antica di Vittuone. Essa ha infatti addirittura una presumibile origine conventuale (pare essere stata sede dell'ordine dei Benedettini). A conferma di ciò la splendida ringhiera in ferro battuto dello scalone di rappresentanza con elementi dell'araldica ecclesiastica: una spada, un cappello pretalizio ed una mazza priorale. L'aspetto attuale, seppur degradato, è frutto dei rifacimenti ottocenteschi, periodo in cui fu costruita la filanda in prolungamento dell'ala est dell'edificio.

La casa venne costruita appunto alla fine del XVII secolo dalla famiglia Resta che successivamente la passò in eredità ai Salazar, casata trasferitsi della Spagna a Milano al seguito delle armate spagnole di Filippo II. Il complesso venne venduto nel 1827 dal conte Lorenzo Salazar ad Antonio Venini, unitamente a tutti i terreni e le case coloniche proprietà dei Salazar.[9]

Affresco in una delle sale di rappresentanza dell'ala padronale della villa

La villa consta di 124 ambienti, fra abitazioni e rustici, fra i quali una grande corte rustica laterale al complesso, chiusa da un grande portone prospiciente la piazza antistante la villa, un arsenale ed una scuderia capace di dodici posti per cavalli. Tra gli ambienti più caratteristici si distingue una ghiacciaia rivestita di cotto, una lavanderia, dei granai e una classica serra per gli agrumi stagionali. Come azienda agricola, il complesso possedeva anche due grandi torchi da vino, l'uno posto nella cantina e l'altro in un locale al piano terreno, ed una filanda, il tutto ad uso esclusivo dei proprietari che in questo modo avviarono una fiorente attività.

Entrando nel cortile d'onore si passa all'edificio padronale dove si possono ammirare splendide sale come una adibita al gioco del biliardo. Un grande atrio fungeva da tramite tra la corte ed il giardino e la lastricatura era realizzata in cotto, con una volta sostenuta da colonne di granito con capitelli.

Qui si trova ancora oggi uno scalone affrescato che conduce al piano nobile, il quale terminava con una scaletta in legno che consentiva di raggiungere una torretta belvedere che aveva un tempo la funzione di piccionaia. Dall'atrio si accede quindi al giardino grande, cinto da muri, il quale ha sempre mantenuto la medesima dimensione ma senza presentare questo impianto romantico che risale all'Ottocento, terminante in un cancello di ferro battuto. La villa dispone anche di un piccolo oratorio realizzato, nei particolari della pavimentazione, della volta e dell'altare, interamente in cotto e legno.[9] Il complesso conserva lo splendido parco ancora caratterizzato da numerose varietà arboree secolari e una discreta presenza faunistica come picchi, cardellini e pavoni.

Villa Annoni Cicogna Rossi[modifica | modifica wikitesto]

Villa Annoni Cicogna Rossi oggi sede dell'oratorio maschile parrocchiale di Vittuone

Costruita nel XVIII secolo, la villa Annoni Cicogna Rossi occupa ancora oggi l'ala occidentale di una corte che si affaccia sulla strada conducente ad Arluno. Essa venne fatta costruire dalla famiglia Annoni che ne rimase proprietaria sino all'anno 1900 quando, per legato testamentario, il conte Aldo, non avendo avuto eredi, nominò suo erede universale il cugino conte Gian Piero Cicogna. Questi, dopo la sua morte, lasciò erede delle sue proprietà in Vittuone la moglie, la quale procedette a vendere lo stabile a Vittorio Rossi, commerciante nato a Vittuone ma residente a Milano che sfruttò per breve tempo l'abitazione come propria residenza di villeggiatura. Alla morte del Rossi, la figlia Ada decise di frazionare il complesso della villa e l'ala padronale della residenza venne acquistata negli anni '50 del Novecento dall'allora parroco don Carlo Biaggi, che vi istituì l'oratorio maschile che ancora oggi vi ha sede.

Il complesso, di modeste dimensioni, è ispirato nelle sue forme a Villa Resta di Vittuone, con la facciata verso il parco che ricalca fedelmente il progetto del Richini, al contrario di quella principale sulla via, uniformata alle case coloniche dell'area e di scarso stile. All'interno, interessante è il portico trabeato con soffitti a cassettoni ben conservati ed ancora decorati con motivi ornamentali e floreali risalenti al XVIII secolo che si affaccia sulla corte nobile, caratterizzata quest'ultima da un grazioso pozzo e da un'ammirevole balaustra in ferro battuto. Un tempo dotata di un ampio giardino andato perduto nel corso del Novecento, rimane a testimonianza della sua grandiosità il bellissimo cancello che delimitava la proprietà verso ovest.

Altri monumenti[modifica | modifica wikitesto]

La Crocetta[modifica | modifica wikitesto]

La Cruséta in memoria della peste del 1630

Detta popolarmente Crusèta, essa consiste in un monumento eretto con tutta probabilità nella prima metà del XVII secolo a commemorare la fine della peste manzoniana, in un'area un tempo periferica al paese e oggi molto centrale. La struttura si presenta come una colonna di granito di circa cinque metri di altezza, sormontata da una croce in ferro battuto, il tutto poggiante sopra un basamento (anch'esso di granito) di forma quadrangolare decorato con croci lobate scolpite.

Si ha ragione di credere che in questo luogo (o meglio nella vicina via XXIV Maggio) si trovasse un tempo anche una piccola chiesa, dedicata a San Pietro, dal momento che la colonna stessa viene anche indicata in alcune cronache antiche come "di San Pietro". Di questa chiesa ad ogni modo non si sono trovate tracce archeologiche consistenti, dal momento che essa risulta abbattuta già in epoche remote, forse anche prima della costruzione della Crocetta stessa.

Cimitero[modifica | modifica wikitesto]

Cimitero di Vittuone
Tipo civile
Confessione religiosa cattolico
Stato attuale in uso
Ubicazione
Stato Italia Italia
Comune Vittuone
Costruzione
Periodo costruzione XIX secolo
Area 10.155 m2
Tombe famose Carlo Annoni
Luciano Scotti

Il cimitero di Vittuone venne eretto nella posizione attuale nel XIX secolo in adempimento all'Editto di Saint Cloud di Napoleone che volle che i cimiteri venissero costruiti al di fuori dei centri abitati per evitare l'insorgere di epidemie.

L'antico cimitero di Vittuone si trovava comunque posto già all'esterno del paese, nei pressi dell'antica chiesa parrocchiale presso la Cascina Garascia (oggi demolita), ma quando anche la parrocchia venne spostata al centro del paese nel 1848 con la costruzione del nuovo tempio sacro, il sito perse definitivamente di importanza e anche le ultime tombe rimaste vennero trasferite a breve distanza nel nuovo cimitero.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[13][14]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 risiedevano ad Vittuone 812 cittadini stranieri, ovvero il 10,5 % della popolazione totale. Le nazionalità più rappresentate erano:[15]

  1. Albania, 225
  2. Romania, 147
  3. Ecuador, 71
  4. Perù, 50
  5. Marocco, 48
  6. Pakistan, 31
  7. Bulgaria, 28
  8. Serbia, 28
  9. Cina, 28
  10. Ucraina, 25

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Nel Comune è relativamente diffuso il dialetto milanese, mentre è molto presente il dialetto vittuonese che differisce dal primo in più punti. Come tutti i dialetti lombardi occidentali, anche il vittuonese è assimilabile al vicino dialetto corbettese ed è sostanzialmente una lingua romanza derivata dal latino. In esso vi è chi trova tracce delle lingue dei popoli anteriori alla latinizzazione della regione, in particolare l'antico ligure e il gallico parlato dai Celti.[16].

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è cattolica. L'immigrazione di cittadini comunitari ed extra-comunitari, ha portato all'insediamento di minoranze di musulmani e ortodossi.

Nel Comune è presente una parrocchia cattolica appartenente all'arcidiocesi di Milano, legata sino al 1972 alla Pieve di Corbetta.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio del comune di Vittuone sono presenti 147 attività industriali e agricole con 1.637 addetti pari al 53,35 % della forza lavoro occupata, 195 attività di servizio con 963 addetti pari al 31,38 % della forza lavoro occupata, 158 attività commerciali con 468 addetti pari al 15,25 % della forza lavoro occupata. Complessivamente risultano occupate 3.068 persone, pari al 40,76 % del numero complessivo di abitanti del comune.

Nel comune è ancora abbastanza presente l'agricoltura con coltivazioni di cereali (in particolare frumento e riso) e foraggi per il bestiame, favorite in particolare dalla presenza delle risorgive che consentono di irrigare adeguatamente il terreno e di molte cascine sparse sul territorio. Una parte della popolazione è occupata nel settore della zootecnia, soprattutto bovina.

La principale risorsa economica rimane ad ogni modo l'industria con la presenza di numerose officine metalmeccaniche, fabbriche di motori, di giocattoli e per la lavorazione delle materie plastiche, oltre a imprese edili e per la costruzione di mobili. Attiva è anche l'industria dei trasporti. Tra le industrie di maggior peso sul territorio comunale ricordiamo la Tecnomasio Italiano Brown Boveri (oggi ABB) che ha una sede a Vittuone e la Tessitura Tosi che ha posseduto a Vittuone uno stabilimento oggi chiuso. Tra le aziende storiche di produzione citiamo la tessitura nastri Bodini, Officine Patria (pezzi metallici per biciclette), il salumificio Majerna, la Veto (componenti di elettronica) e la Cogne (acciaieria).

Impieghi e distribuzione della popolazione lavorativa al 2001
(i lavoratori sono 3.068 individui, pari al 40,76% della popolazione residente)[17]
Tipologia Numero di addetti % sulla popolazione lavoratrice Numero di aziende
Industrie e agricoltura 1637 53,35% 147
Servizi 963 31,38% 195
Commerciali 468 15,25% 158

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Vittuone è attraversata dalla ex strada statale 11 Padana Superiore, che collega Milano a Torino, affiancando numerose strade provinciali che si diramano anche nei centri vicini di cui la SP34 rappresenta una delle principali arterie di collegamento che immette da Vittuone sino all'Autostrada A4.

Ferrovie e tranvie[modifica | modifica wikitesto]

La fermata ferroviaria di Vittuone-Arluno si trova nel territorio comunale di Vittuone, a nord del centro abitato; posta sulla linea Torino–Milano, è servita dai treni della linea S6 (NovaraTreviglio) del servizio ferroviario suburbano di Milano.

Dal 1879 al 1957 Vittuone fu servita anche dalla tranvia interurbana a vapore Milano-Castano Primo, nota come "Gamba de legn", poi sostituita da un servizio di autobus gestito inizialmente da ATM.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La località è servita attualmente dagli autoservizi interurbani gestiti da Movibus e STAV).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci durante il Regno d'Italia Italia[modifica | modifica wikitesto]

nome carica dal al partito anno e luogo di nascita anno e luogo di morte note
Giuseppe Resta sindaco 1863 1871 Destra storica Vittuone, 11-01-1808 Vittuone, 16-02-1872 Nobile
Giovanni Venini sindaco 1871 1882 Destra storica Varenna, 19-12-1818 Vittuone, 25-06-1890 Nobile, archeologo e letterato. Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia[18]
Annibale Scotti sindaco 1883 1914 Destra storica Vittuone, 25-06-1858 Vittuone, 17-11-1932 Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia[19]
Carlo Roma sindaco 1915 1920 Destra storica
Erminio Milani sindaco 1920 1924 PSI
Giovanni Cairo commissario straordinario 1924 1924 Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
Dante Cottone commissario prefettizio e successivamente podestà 1925 1931 Partito Nazionale Fascista Generale d'esercito, Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia[20]
Modestino Gialanella commissario prefettizio 1931 1931
Dante Cottone podestà 1932 1937 Partito Nazionale Fascista Vedi sopra
Umberto Majerna commissario prefettizio 1937 1938
Giovanni Scotti podestà 1938 1943 Partito Nazionale Fascista
Gioacchino Perotta commissario prefettizio 1943 1944
Manfredo Spennacchio podestà 1944 1945 Partito Nazionale Fascista
Ferruccio Pozzi sindaco 1945 1945 Indipendente Morimondo, 1895 Vittuone, 20-06-1945 Fucilato

Sindaci durante la Repubblica Italiana Italia[modifica | modifica wikitesto]

nome carica dal al partito anno e luogo di nascita anno e luogo di morte note
Angelo Fumagalli sindaco 1945 1951 Partito Socialista Italiano Vittuone 15-02-1892
Pasquale Ghidoli sindaco 1951 1955 Democrazia Cristiana Vittuone 28-08-1904
Roberto Bianchi sindaco 1955 1970 Democrazia Cristiana Vittuone 28-09-1914
Teresio Milani sindaco 1970 1975 Democrazia Cristiana Vittuone 22-04-1921
Giuseppe Baglio sindaco 1975 1988 Partito Comunista Italiano Vittuone 03-10-1928
Alberto Adria commissario prefettizio 1988 1989
Alberto Adria commissario straordinario 1989 1989
Giuseppe Baglio sindaco 1989 1998 Partito Comunista Italiano/Partito Democratico della Sinistra/Democratici di Sinistra Vittuone 03-10-1928
Carlo Portaluppi sindaco 1998 2007 Lista civica di Centro-Destra Vittuone 09-09-1934
Enzo Maria Tenti sindaco 2007 7 maggio 2012 Coalizione di Centro-Destra Tradate 05-04-1966
Fabrizio Bagini sindaco 7 maggio 2012 2 dicembre 2015 Coalizione di Centro-Sinistra Milano 03-05-1955
Lidia Andreotti commissario prefettizio 2 dicembre 2015 6 giugno 2016
Stefano Zancanaro sindaco 6 giugno 2016 in carica Lega Nord Milano 05-03-1968

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Divisa da casa dell'A.C. Vittuone

Nel territorio comunale di Vittuone è presente un campo sportivo con gradinate per gli spettatori dedicato a "Sandro Pertini". Esso è sede della società di calcio A.C. Vittuone che ha disputato campionati dilettantistici regionali. Il campo, attrezzato per il calcio e l'atletica, è dove è solito allenarsi il campione Alessio Rimoldi.

Il comune di Vittuone dispone inoltre di una piscina inagugrata nel 2011 e dedicata a Mike Bongiorno in ricordo dell'amore per lo sport del noto conduttore la cui salma è stata trafugata e ritrovata nel territorio comunale di Vittuone.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune conta un asilo nido privato, tre scuole materne di cui una privata, due scuole elementari, una scuola media. Vi ha sede inoltre l'Istituto di Istruzione Superiore Statale "E. Alessandrini", comprendente il Liceo Scientifico-Tecnologico e l'Istituto Tecnico Industriale.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Una scena di Noeuv febrar Santa Pulonia della Compagnia Teatrale Vittuonese

La Compagnia Teatrale Vittuonese nasce nel 1973 per volontà di un gruppo giovanile solo per il proprio piacere di recitare e decide di offrire questo suo hobby al pubblico, non venendo mai meno, in tutto questo tempo, alla prerogativa di attività dilettantistica senza scopo di lucro.

Con i testi di Ugo Arienti la Compagnia mosse i primi passi sotto la regia di Don Giampiero Demolli, portando in scena i primi spettacoli amatoriali, e il 7 giugno 1975 ci fu il debutto ufficiale con la commedia brillante E se sum ciucch. Vennero messi in scena 3 spettacoli sul filone delle storie di osteria.

Con la commedia Al sciur Cosimo spisiè del 1977 la Compagnia iniziò ad uscire da Vittuone e portò lo spettacolo a Lissone ed a Milano Crescenzago.

Con l'ingresso di Antonio Corno il repertorio della Compagnia ha subito un profondo cambiamento con la traduzione in dialetto vittuonese (molto simile al milanese) di alcune tra le più belle opere di Carlo Goldoni come “Sior Todero brontolon” (Al sciur Broeus barbuton), “Arlecchino servitore di due padroni”, (Stori di temp indrè), “Il campiello” (Noeuv febrar santa Pulonia) e “Le baruffe chiozzotte” (Cinq donne un cò d'ai).

Inoltre troviamo molti lavori in italiano tra i quali possiamo ricordare diverse “pochade” dei più famosi autori francesi ed opere passate ormai alla storia come “Arsenico e vecchi merletti”, “Le pillole d'Ercole”, “Niente da dichiarare?” di Hennequin–Veber.

Nel corso della sua attività, giunta ormai a superare i 40 anni, la Compagnia Teatrale Vittuonese ha portato sulle scene della Lombardia e della Toscana oltre 30 commedie con più di 150 spettacoli.

Persone legate a Vittuone[modifica | modifica wikitesto]

2 medaglie d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria 2 medaglie d'argento al valor militare

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il cardinal Tettamanzi, a Vittuone nel maggio 2012 durante le celebrazioni per la festa patronale della Santa Croce.
  • Prima o seconda domenica di maggio (se cade dopo il terzo giorno del mese): Festa della Santa Croce - fiera ed istituzioni cavalleresche dell'"Ordine della Santa Croce" ai benemeriti della parrocchia
  • Terza domenica di ottobre: Festa della Beata Vergine del Rosario.
  • Da inizio giugno a fine agosto: Vittuone estate - manifestazione estiva di cultura e spettacolo che comprende concerti di musica, film all'aperto, balli e spettacoli.

Ogni giovedì si tiene il mercato presso Piazza don Giovanni Sironi.

Ad accompagnare celebrazioni pubbliche e processioni religiose, si affianca spesso il corpo bandistico "Giuseppe Verdi", costituito nel 1897.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La Bogia dòra[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Vittuone è divenuto famoso anche per il soprannome di Bogia dòra. La Bogia dòra (letteralmente Palla dorata) è una caratteristica peculiare del campanile della chiesa dell'Annunciazione, sovrastato da una grande sfera di rame ricoperta di lamine di oro massiccio, completata al vertice da una croce di bronzo dorato. Il progetto, che ricordava molto quello della sfera d'oro della cupola del Duomo di Firenze, fu molto apprezzato all'epoca della costruzione del campanile.

Cercino[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni '50 del XX secolo si è diffuso in paese uno stretto legame con il piccolo comune montano di Cercino (SO). Moltissimi vittuonesi hanno infatti acquistato lì delle case di villeggiatura. Più volte nel corso degli anni sono stati organizzati scambi culturali tra i due paesi.

Il ritrovamento della salma di Mike Bongiorno[modifica | modifica wikitesto]

Vittuone è stato il luogo del ritrovamento della salma di Mike Bongiorno dopo quasi un anno dalla sua sparizione, l'8 dicembre 2011.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Video sulla leggenda del fontanile Saretta
  3. ^ Rischio sismico per provincia su protezionecivile.it.
  4. ^ Massimo Salamone e Denise Villa, All'ombra del gelso, Comune di Vittuone, Vittuone, 2001, p.11
  5. ^ Sulla posizione di questa chiesa tanto si è discusso anche perché non vi sono fonti certe della sua esistenza. Essa era probabilmente collocata nella posizione della vecchia parrocchiale, o presso la Cascina Garascia (oggi demolita) o ancora presso l'area denominata popolarmente "Crocetta" (vedi in seguito).
  6. ^ vedi qui
  7. ^ Vedi qui
  8. ^ In realtà le fasce non sono presenti nell'arma della famiglia che ebbe beni in Vittuone, ma vennero presi dall'arma di una omonima famiglia con la quale i Venini condividevano l'origine
  9. ^ a b c d Simonetta Olivares, Vittuone - Frammenti di storia, Centro Culturale Cardinal Ferrari, Vittuone (1997)
  10. ^ F. Della Peruta, R. Leydi, A. Stella, Milano e il suo territorio, vol. 2, Milano, 1985 e Andrea Balzarotti, Studi sul complesso rurale di Villa Resta, Corbetta, 2007
  11. ^ Andrea Balzarotti, Studi sul complesso rurale di Villa Resta, Corbetta, 2007
  12. ^ villarestamari.com
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ fino al 1861: Archivio Parrocchiale di Vittuone
  15. ^ dati Istat
  16. ^ Si veda in particolare Livio Aina, 'Ndèm dònn - quando a Corbetta parlavano le campane, 2004.
  17. ^ Teresio Fraviga e Antonio Corno, Fabbriche vittuonesi XX secolo, Centro Culturale Cardinal Ferrari, Vittuone 2012
  18. ^ Simonetta Olivares, Vittuone - Frammenti di storia, Centro Culturale Cardinal Ferrari, Vittuone, 1997. Il figlio di Giovanni, Antonio, ottenne il titolo di nobile nel 1929. Giovanni era fratello del senatore Eugenio Venini.
  19. ^ Mario Comincini, "Il territorio tra Milano e il Ticino - Studi storici: società, economia e arte", ed. In Curia Picta, Corbetta, 2007.
  20. ^ Mario Comincini, "Il territorio tra Milano e il Ticino - Studi storici: società, economia e arte", ed. In Curia Picta, Corbetta, 2007. Durante la Prima guerra mondiale, col grado di Tenente Colonnello, ebbe il comando del 1º battaglione della 59º reggimento di fanteria nella brigata "Calabria" della IV armata dell'esercito.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Teresio Fraviga e Antonio Corno, Fabbriche vittuonesi XX secolo, Centro Culturale Cardinal Ferrari, Vittuone 2012
  • Simonetta Olivares, Vittuone - Frammenti di storia, Centro Culturale Cardinal Ferrari, Vittuone, 1997
  • Massimo Salamone e Denise Villa, All'ombra del gelso, Comune di Vittuone, Vittuone, 2001
  • Antonio Corno e Adelio Valneri, Vituon Bell Bell, Centro Culturale Cardinal Ferrari, Vittuone 2000
  • Teresio Fraviga e Antonio Corno, Fabbriche vittuonesi XX secolo, Centro Culturale Cardinal Ferrari, Vittuone 2012
  • Denise Villa - Sotto il campanile, un cortile e le sue storie - ed. la memoria del mondo - 2013 (Vittuone cap. 10)
  • Antonio Corno e Elvio Carnaghi, "gh'ea una 'oeulta" glossario illustrato vittuonese, Centro Culturale Cardinal Ferrari - Vittuone 2015

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]