Albairate

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Albairate
comune
Albairate – Stemma
Albairate – Bandiera
Albairate – Veduta
Albairate – Veduta
La chiesa parrocchiale di San Giorgio di Albairate
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Città metropolitanaProvincia di Milano-Stemma.svg Milano
Amministrazione
SindacoFlavio Crivellin (lista civica) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate45°25′N 8°56′E / 45.416667°N 8.933333°E45.416667; 8.933333 (Albairate)
Altitudine124 m s.l.m.
Superficie14,98 km²
Abitanti4 699[1] (31-12-2021)
Densità313,68 ab./km²
FrazioniCastelletto, Cascina Faustina, Cascina Marcatutto-Bruciata, Riazzolo, Rosio
Comuni confinantiAbbiategrasso, Cassinetta di Lugagnano, Cisliano, Corbetta, Gaggiano, Vermezzo con Zelo
Altre informazioni
Cod. postale20080
Prefisso02
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT015005
Cod. catastaleA127
TargaMI
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 360 GG[3]
Nome abitantialbairatesi
PatronoMadonna del Rosario
Giorno festivoprima domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Albairate
Albairate
Albairate – Mappa
Albairate – Mappa
Posizione del comune di Albairate nella città metropolitana di Milano
Sito istituzionale

Albairate (AFI: /albaiˈrate/[4]; in milanese Albairàa o Bairàa) è un comune italiano di 4 699 abitanti[1] della città metropolitana di Milano in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale ha forma allungata e confina a nord col comune di Corbetta, ad est con Cisliano e Gaggiano, a sud con Abbiategrasso e Vermezzo, a ovest con Cassinetta di Lugagnano ed Abbiategrasso.

Albairate è posta a circa 20 chilometri ad ovest dal capoluogo lombardo.

Geologia e idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Panorama nelle campagne di Albairate

Morfologicamente, il territorio di Albairate è caratterizzato dall'ambiente pianeggiante tipico della pianura padana, prevalentemente adatto a boschi o coltivazioni. L'altitudine media è di 124 m s.l.m..

Uno degli aspetti più significativi dell'idrografia di Albairate come delle zone limitrofe all'abitato sono le risorgive, che un tempo avevano ampia rilevanza economica per l'agricoltura e oggi costituiscono una delle attrazioni principali del Parco Agricolo Sud Milano.

Sismologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista sismico Albairate presenta un rischio molto basso ed è stata classificata come il comune zona 4[5] (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale. Nella sua storia l'abitato ha risentito di tre terremoti di entità superiore a 5,5 ML: quello del 1117 (6,5 ML), quello del 1222 (6 ML) e quello del 1887 (6,3 ML)[6]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Albairate è quello continentale, tipico delle pianure settentrionali italiane con inverni freddi e abbastanza rigidi con diverse giornate di gelo[7], col fenomeno della nebbia; le estati, che risentono di elevate temperature che possono superare i 30 °C, presentano una umidità che può raggiungere l'80% causando quel fenomeno di caldo umido comunemente chiamato "afa"[7]. L'umidità non è comunque presente solo d'estate, ma è molto elevata tutto l'anno[7]. I dati provenienti dalla vicina stazione meteorologica di Milano Malpensa, ad ogni modo, indicano, in base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, che la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno a -4 °C; quella del mese più caldo, luglio, è appena sopra i +28 °C.

Il comune appartiene alla zona climatica E, 2360 GR/G[8]. Albairate, come del resto gran parte dei comuni della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione[9].

La piovosità si concentra principalmente in autunno e in primavera con un minimo relativo invernale e con una media annua superiore ai 1000 mm, con un minimo relativo invernale[10][11][12].

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Albairate sembrerebbe derivare dalla parola latina Arboretum, ovvero "luogo con alberi", immerso nella boscaglia.[13] L'ipotesi di questa antica foresta può essere ritrovata nell'attuale bosco di Riazzolo, la principale riserva naturale sul territorio albairatese. Secondo altre fonti, il toponimo potrebbe derivare dal nome personale latino "Albarius" deformato successivamente col suffisso "-ate".[14]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tombe "alla cappuccina" simili a quelle ritrovate a Riazzolo, frazione di Albairate, da Carlo Dossi.

I primi ritrovamenti archeologici che testimoniano la presenza di abitanti nell'area di Albairate si fanno risalire i primi insediamenti all'età del bronzo, quando la zona era abitata dai Liguri. L'importanza di tali ritrovamenti ha avuto una certa rilevanza in campo archeologico da aver gettato le basi per una vera e propria cultura archeologica, chiamata della Scamozzina dal luogo del ritrovamento, la cascina Scamozzina appunto, nel territorio albairatese.[15] Gran parte dei reperti ritrovati già all'inizio del Novecento erano situati presso la Cascina Faustina (il cui oratorio risale ad epoca carolingia ed è uno dei meglio conservati dell'intera area) e sono stati dettagliatamente studiati e catalogati da Carlo Dossi, proprietario dell'intero podere che effettuò per primo gli scavi nell'area e si interessò alla collocazione dei ritrovamenti dove ancora oggi si possono ammirare, ovvero presso il Museo archeologico "Villa Pisani Dossi" di Corbetta.[16]

Testimonianze di Albairate in epoca romana, sono invece di recente scoperta e sono state registrate in località Cascina Rosio, ad opera della famiglia Ranzani, attuale proprietaria dello stabile, tra cui un sarcofago dell'epoca in granito.

Nell'XI secolo, l'attuale territorio comunale di Albairate era ripartito su tre comuni minori: quello di Brisconno (posto tra la cascina Rosio e la cascina Marcatutto), Verdesiacum (tra la cascina Scamozza e la cascina Faustina) ed Albairate propriamente detto che appariva come un villaggio cintato da mura basse ed avente cinque porte. Di questo comune i documenti parlano per la prima volta nel 1054, quando esso dipendeva come feudo dal monastero milanese di San Vittore, oltre ad avere proprietà ascrivibili alle famiglie nobili milanesi dei Pietrasanta e dei Medici. Il XII secolo fu un periodo cruciale per lo sviluppo abitativo di Albairate dal momento che, a seguito delle devastazioni operate da Federico Barbarossa in tutto il milanese, i due comuni di Brisconno e Marcatutto scomparirono a vantaggio del centro maggiore, Albairate.[17]

Fu durante il XIII secolo che ebbe luogo il processo di affrancamento di Albairate dal vassallaggio e l'istituzione del vero e proprio comune rurale, passando poi come tutta l'area del milanese prima sotto la signoria dei Visconti e poi degli Sforza, sino ai possedimenti spagnoli del Ducato di Milano, ma continuando a conservare la feudalità sostanziale da parte dei monaci di San Vittore di Milano che nel tempo giunsero ad ottenere il possesso di un terzo di tutte le terre comunali.

Il 5 aprile 1570 San Carlo Borromeo si recò in visita ad Albairate stimolando un rinnovamento spirituale della parrocchia ed avviando lo sviluppo sociale del paese.

La città seguì le sorti del Ducato di Milano e, durante la dominazione napoleonica, il monastero di San Vittore al Corpo venne soppresso e le sue terre confiscate da parte del governo di Milano che procedette quindi a venderle all'asta. Successivamente, con la Restaurazione, il comune venne incluso dapprima nel Regno Lombardo-Veneto e poi nel Regno d'Italia.

Durante la seconda guerra mondiale, la frazione di Riazzolo e l'annesso bosco furono il centro nevralgico della resistenza nel magentino: qui operarono figure come Leopoldo Fagnani e Pierino Beretta nell'organizzazione dei renitenti della RSI e nel loro invio nella Valsesia.[18]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Albairate-Stemma.png
Albairate-Gonfalone.png

La descrizione araldica dello stemma è la seguente:[14]

«Di rosso, ad un piccolo albero nodrito su di un ristretto di terra, il tutto al naturale di verde. Ornamenti esteriori di Comune.»

La descrizione araldica del gonfalone è la seguente:

«Drappo troncato di verde e di rosso, ornato e bordato di ricami d'argento, caricato dello stemma con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L'asta verticale è ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento»

Lo stemma è stato riconosciuto con D.P.R. del 23 giugno 1983.

Lo stemma deriva da quello della famiglia "de Albairate", di origine locale, il quale è presente nello Stemmario Trivulziano che risultava essere propriamente: "Di rosso, alla pianta di betulla sradicata d'argento". Si tratterebbe, in questo caso, di uno stemma "parlante", in quanto in dialetto lombardo il termine albarott è usato per indicare l'albero della betulla.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di San Giorgio[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Giorgio e la piazza antistante

La chiesa parrocchiale di San Giorgio di Albairate venne edificata a partire dal 1937 in sostituzione della più antica chiesa parrocchiale, che sorgeva nella medesima posizione dell'attuale, in centro al paese, gittante sulla piazza principale. Tali lavori si erano resi necessari per problemi di statica del precedente edificio. La struttura venne consacrata ufficialmente il 1º ottobre 1938 ed aperta al culto pubblico. La chiesa precedente, anch'essa dedicata a San Giorgio, risaliva al XVI secolo e, si presume, fu a sua volta edificata su un preesistente edificio di culto: la dedicazione a San Giorgio potrebbe far risalire la presenza di una chiesa in questo luogo all'epoca longobarda.

La chiesa attuale, costruita in mattoni a vista, riprende le forme tipiche dell'architettura romanica, con un tetto a capanna, con ampi finestroni e vetrate. Il campanile, retrostante la struttura, è ancora quello originale dell'antica chiesa.

L'interno della chiesa è stato completamente decorato ad affresco a partire dalla metà degli anni quaranta, con un ciclo dedicato a San Giorgio nella navata centrale, le immagini della Via Crucis nelle navate laterali, la Resurrezione nella controfacciata, l'Ultima Cena nel catino dell'abside, il Battesimo di Cristo, la Fuga in Egitto ed evangelisti nel tiburio. Interessante anche il piccolo battistero. In occasione del 70° della consacrazione dell'edificio gli affreschi e le altre componenti l'apparato decorativo sono stati completamente ripuliti e offrono un esempio notevole dell'arte religiosa di metà Novecento.

Il campanile è ciò che rimane della chiesa precedente. Ha un concerto di 6 campane in La2 crescente. Sono state fuse nel 1897 dai Fratelli Barigozzi. Il Mi3 è stato fuso da Angelo Bianchi nel 1948, mentre il Re3 da Carlo Ottolina e Figli nel 1961. La campana maggiore (il La2 crescente) ha un diametro di 168,5 cm.

Chiesa di Santa Maria De Bozzis[modifica | modifica wikitesto]

La piccola chiesa di Santa Maria De Bozzis, proprio di fronte alla parrocchiale nella piazza principale di Albairate

La piccola chiesa di Santa Maria De Bozzis, venne edificata a partire dal Cinquecento come oratorio per la Confraternita del SS. Sacramento presente presso la parrocchia di Albairate. L'edificio venne realizzato con le medesime fattezze del XVI secolo dell'antica chiesa di Albairate che

Chiesa di Santa Teresa (loc. Riazzolo)[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Teresa a Riazzolo

Sita in località Riazzolo, la piccola chiesa di Santa Teresa venne edificata nel corso del Settecento come tutto l'antico complesso rurale e residenziale dell'area. Essa si presenta come un tempio di modeste dimensioni, con facciata a decorata con tinte bianche e gialle e mossa da lesene e decorazioni a stucco, un timpano al termine della struttura. Il resto della chiesa, si presenta invece esternamente a mattoni vivi che contraddistinguono anche l'area del presbiterio, stondato.

L'interno, contraddistinto da un'unica navata, è in stile tardo barocco, semplice ma raffinato, con la particolarità del grande finestrone sovrastante il portale d'ingresso che dà luce all'interno della struttura, che dispone inoltre di due finestrelle nell'area dell'altare. La chiesa dispone anche di un piccolo campanile al concerto di due campane.

Di fronte alla chiesa, si trova un piccolo piazzale a ghiaietto con un viale di piccoli cipressi e una colonna marmorea con un'aquila di bronzo, sotto la quale è posta una targa a ricordo dei caduti della prima guerra mondiale nella frazione.

La chiesa dipende attualmente dalla parrocchia di Albairate, ma rimane un patronato della famiglia corbettese dei Pisani-Dossi (oggi passato agli eredi, i Macchi di Cellere) in omaggio a Carlo Dossi che l'acquistò e la ristrutturò a fine Ottocento. Oggi la chiesa viene utilizzata solo occasionalmente, soprattutto nel caso di matrimoni che abbinino a ristorante un vicino agriturismo, gittante sulla piazzetta della chiesa.

Chiesa della Beata Vergine del Rosario[modifica | modifica wikitesto]

Sita presso la Cascina Rosio e risalente al XVII secolo, la chiesa della Beata Vergine del Rosario era la cappella della grande corte che, trovandosi a lunga distanza dal paese, richiese e costruì un luogo di culto in loco.

Oratorio di San Bernardo[modifica | modifica wikitesto]

L'oratorio di San Bernardo presso il cimitero cittadino

L'oratorio di San Bernardo, non lontano dal cimitero del paese, risale al 1641 ed è attribuito al grande architetto Francesco Maria Richini.

Esternamente, l'oratorio presenta caratteristiche molto simili all'Oratorio di Sant'Ambrogio del vicino comune di Corbetta al quale il Richini stava lavorando nei medesimi anni[19]: la chiesa si presenta preceduta da un piccolo protiro con quattro colonne in granito che sorreggono delle arcate che sovrastano l'ingresso. La facciata è scandita da riquadrature regolari che richiamano lo stile cinquecentesco, mentre le restanti decorazioni e l'impostazione stessa della chiesa a pianta ottangonale richiamano chiaramente gli stilemi barocchi.

All'interno, spicca l'altare riccamente decorato in marmo con dettagl a stucco, sopra il quale si trova l'immagine della Vergine circondata da due colonne con putti e decorazioni in stucco.

Oratorio dei Santi Faustino e Giovita[modifica | modifica wikitesto]

L'Oratorio dei Santi Faustino e Giovita, posto a breve distanza dall'ex SS 114, è uno dei più antichi e significativi monumenti religiosi del magentino e dell'abbiatense, noto particolarmente per aver conservato immutata nei secoli la sua originaria struttura. La piccola cappella campestre venne eretta in epoca carolingia (VIII - X secolo), nei pressi dell'allora insediamento di Verdesiacum oggi scomparso e che si concentrava essenzialmente nel territorio della cascina Faustina che oggi ospita la chiesa[20].

La chiesa, ancora nell'XI secolo, era adibita al culto di quelle famiglie locali di origine longobarda che avevano conservato il loro rito religioso proprio e risultava di proprietà di Gotofredo di Aicardo da Barate. Successivamente lo stesso proprietario, nel 1054, la passò in proprietà al monastero di San Vittore al Corpo di Milano, ente feudatario del luogo. Nel 1170 la parrocchia del vicino comune di Cisliano, nella persona del parroco, intraprese una contesa col monastero di San Vittore per il possesso della chiesa e di altri beni posti in Albairate, ma l'ente monastico riuscì ad avere la meglio.

L'edificio presenta esternamente una pianta quadrata con murature di epoca carolingia, mentre l'abside è riconducibile al medioevo.

Oratorio di San Benedetto[modifica | modifica wikitesto]

Edificato nel 1960, l'Oratorio di San Benedetto venne realizzato per sopperire alle esigenze di un nuovo ampio quartiere residenziae sviluppatosi all'estremo margine dell'abitato albairatese negli anni del boom economico. La struttura, di fattezze semplici, presenta un'aula unica con una copertura a due falde ed un piccolo portico che precede la struttura. Al tutto si affianca un piccolo campanile.

Cappella di Santa Caterina[modifica | modifica wikitesto]

La piccola cappella di Santa Caterina venne edificata sul finire del Cinquecento su impulso dell'arcivescovo Carlo Borromeo nel bordo di Albairate. Essa si trova ad ovest del territorio cittadino, nei pressi della cascina Marcatutto ed è stata recentemente oggetto di restauri che le hanno restituito lo splendore originario.

Esternamente la cappella si presenta di forme semplici, aperta sulla strada e separata da un piccolo cancello.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Corte Salcano[modifica | modifica wikitesto]

La struttura della Corte Salcano ha origini cinquecentesche[21] anche se le forme esterne risalgono al Settecento. Un tempo era proprietà dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano. Oltre agli splendidi rustici d'epoca, qui è possibile ammirare ancora oggi una delle ultime ghiacciaie sotterranee per la conserva delle derrate alimentari, un tempo molto diffuse in campagna. La corte ospita inoltre il suggestivo Museo agricolo "Angelo Masperi" che raccoglie le testimonianze della storia agreste del paese e delle tradizioni agricole della Lombardia, con una vasta collezione di oggetti ed attrezzi per la coltivazione dei campi. Attualmente la Corte è sede del municipio di Albairate.

Villa Albani[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo denominato "Villa Albani" è in località Cascina Rosio, non lontana dalla Cascina Isola Maria, a sud del territorio comunale di Albairate.

La costruzione risale alla fine del XVI secolo ad opera della famiglia Negroli ed è frutto della trasformazione dell'estremità occidentale di un precedente edificio del quale rimangono avanzi significativi. Si tratta di una costruzione che, nella sua struttura rigidamente geometrica del cubo, esemplifica il passaggio dai modi costruttivi militari a quelli residenziali tipico dell'epoca. Il palazzo domina una corte chiusa, nella quale sono presenti una chiesa e tutte le strutture di supporto alla conduzione di un'azienda agricola. Prese il nome di "villa Albani" da uno dei proprietari più illustri succedutisi. Negli anni '20 del Novecento, la villa cessò di essere utilizzata come abitazione e l'edificio subì numerose modifiche strutturali per venire incontro alle nuove funzioni dei locali che vennero utilizzati come officine, come laboratori meccanici ed infine come magazzini, danneggiandone in parte gli interni.

Il fronte principale del complesso, rivolto a sud e un tempo decorata con fasce decorative, si apre con un doppio fornice. Le sale interne presentano locali con volte e lunette, tipico esempio di architettura castellana. I restauri condotti a partire dal 1991 hanno permesso di recuperare in ogni locale le decorazioni ad affresco originali, a grottesca, nel portico che caratterizza la facciata sud, di carattere anche religioso in tutti gli altri locali.

Cascina Due Mulini[modifica | modifica wikitesto]

Formata dai due mulini settecenteschi Ranzani e Chiodini, al centro di essa scorre la roggia Visconti sulla quale si trovano sistemate cinque ruote idrauliche a pale, due in legno e tre in ferro. Il mulino Ranzani era utilizzato per la macinatura del grano, mentre il Chiodini era impiegato perlopiù per la pilatura del riso. Nel Novecento vennero convertiti per la produzione di energia elettrica.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[22]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 1º gennaio 2019 la popolazione straniera residente nel comune era di 258 persone, costituenti il 5.5% della popolazione totale.[23] Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'ISTAT, il territorio comunale comprende il centro abitato di Albairate, la frazione di Castelletto e le località di Cascina Faustina, Cascina Marcatutto-Bruciata, Cascina Riazzolo e Rosio[24].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
28 maggio 1985 22 maggio 1990 Arnaldo Gramegna Democrazia Cristiana Sindaco
22 maggio 1990 22 settembre 1992 Arnaldo Gramegna Democrazia Cristiana Sindaco
23 ottobre 1992 24 aprile 1995 Angelo Masperi Democrazia Cristiana Sindaco
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Angelo Masperi Lista civica Sindaco
14 giugno 1999 23 agosto 2003 Angelo Masperi Lista civica Sindaco
14 giugno 2004 25 maggio 2014 Luigi Alberto Tarantola Lista civica Sindaco
25 maggio 2014 26 maggio 2019 Giovanni Pioltini Lista civica Vivere Albairate Sindaco
26 maggio 2019 in carica Flavio Crivellin Lista civica Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2021 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Dizionario di pronuncia italiana online - Albairate, su dipionline.it. URL consultato il 13 marzo 2022.
  5. ^ Rischio sismico per provincia su protezionecivile.it Archiviato il 18 aprile 2009 in Internet Archive..
  6. ^ vedi qui, su 6aprile.it. URL consultato il 29 maggio 2022 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2022).
  7. ^ a b c Il clima della Lombardia, su centrometeoitaliano.it. URL consultato il 20 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).
  8. ^ Classificazione climatica Lombardia, dati Confedilizia, su confedilizia.it. URL consultato il 9 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 25 gennaio 2015).
  9. ^ Università degli Studi di Genova - Dipartimento di Fisica, Atlante Eolico dell'Italia (PDF), in Ricerca di sistema per il settore elettrico - Progetto ENERIN, novembre 2002. URL consultato il 9 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 15 marzo 2008).
  10. ^ Medie climatiche 1961-1990, su wunderground.com. URL consultato il 9 maggio 2014.
  11. ^ Dati climatologici medi, su eurometeo.com. URL consultato il 9 maggio 2014.
  12. ^ Tabelle e grafici climatici, su meteoam.it. URL consultato il 9 maggio 2014.
  13. ^ Ambrogio Palestra, Albairate, Abbiategrasso, 1959
  14. ^ a b www.araldicacivica.it
  15. ^ Raffaele de Marinis, Liguri e Celto-Liguri in Italia. Omniun terrarum alumna, Garzanti-Scheiwiller, 1988, 724 pp.gg.
  16. ^ A. Bresciani et al., Il Museo Pisani Dossi a Corbetta, Milano 1998
  17. ^ Di Brisconno oggi non rimane alcuna traccia, mentre del comune di Marcatutto rimane la cascina centrale che ancora oggi costituisce località nel comune di Albairate
  18. ^ Alberto Magnani, Partigiani tra le cascine. La divisione Garibaldi Magenta e la Resistenza nel sud-ovest milanese, Storia in Lombardia. Fascicolo 3, 2003, Milano: Franco Angeli, 2003.
  19. ^ P. Legnani e A. Vaghi, L'oratorio di Nostra signora (l'Addolorata) di Sant'Ambrogio in Corbetta, Tipolitografia Crespi, Vittuone, 1997
  20. ^ Come dimostrano i ritrovamenti delle necropoli qui rinvenute da Carlo Dossi, allora proprietario del complesso, nel 1903
  21. ^ Il primo atto nel quale viene citata la presenza della cascina risale al 1576 quando la Curia Vescovile di Milano da l'autorizzazione alla benedizione di un altare in loco per la celebrazione della messa
  22. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  23. ^ Dati ISTAT
  24. ^ ISTAT - Dettaglio località abitate

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Albairate. Archeologia, arte, architettura, cartografia, tradizioni popolari, Albairate 1986

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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