Vercelli

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Vercelli
comune
Vercelli – Stemma Vercelli – Bandiera
Vercelli – Veduta
Piazza Cavour
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Vercelli-Stemma.png Vercelli
Amministrazione
SindacoMaura Forte (Partito Democratico) dall'8-6-2014
Territorio
Coordinate45°19′N 8°25′E / 45.316667°N 8.416667°E45.316667; 8.416667 (Vercelli)Coordinate: 45°19′N 8°25′E / 45.316667°N 8.416667°E45.316667; 8.416667 (Vercelli)
Altitudine130 m s.l.m.
Superficie79,78 km²
Abitanti46 248[1] (30-6-2017)
Densità579,69 ab./km²
FrazioniBrarola, Carengo, Cascine Strà, Larizzate, Montonero
Comuni confinantiAsigliano Vercellese, Borgo Vercelli, Caresanablot, Desana, Lignana, Olcenengo, Palestro (PV), Prarolo, Salasco, Sali Vercellese, San Germano Vercellese, Villata, Vinzaglio (NO), Quinto Vercellese
Altre informazioni
Cod. postale13100
Prefisso0161
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT002158
Cod. catastaleL750
TargaVC
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantivercellesi
Patronosant'Eusebio
Giorno festivo1º agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vercelli
Vercelli
Sito istituzionale

Vercelli (Ascolta[?·info], AFI: /verˈʧɛlli/[2][3]; Vërsèj in piemontese, Varseij in dialetto vercellese, Wertschaal in walser[4]) è un comune italiano di 46 248 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia, situata nella parte orientale del Piemonte. Città d'arte, è l'undicesima città della regione per numero di abitanti[5], situata sulla sponda destra del fiume Sesia, ed è da sempre un importante centro agricolo e commerciale, nello specifico per il commercio del riso in tutta Europa, che le è valso l'appellativo di "capitale europea del riso", con tanto di Stazione Sperimentale di Risicoltura e la Borsa azionaria del Riso, la più importante d'Italia.

Oltre il mercato risiero, l'agricoltura e l'enogastronomia, a Vercelli sono anche presenti industrie meccaniche, tessili, chimiche e alimentari. Di antica tradizione è altresì l'artigianato dell'argento.
Il centro storico sorge sull'area di un luogo fortificato romano, ed è delimitato da viali che corrono sul tracciato delle antiche mura; al di là si sono sviluppati i moderni quartieri; la manifestazione musicale di rilievo è il celebre premio internazionale Viotti (famoso violinista vercellese del XIX secolo), associato all'omonimo festival estivo.

A Vercelli sono inoltre presenti gli Uffici amministrativi, il Rettorato ed il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro".

La città è nota per conservare tuttora la prima traccia scritta in assoluto nella storia della lingua inglese, il cosiddetto Vercelli Book.

Indice

Territorio e clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Vercelli.

La città di Vercelli è situata nella pianura padana, alla quota di 130 metri sul livello del mare, a nord-est del Po e sulle rive del Sesia. L'intera zona che circonda la città è pianeggiante ed è ricca di corsi d'acqua e canali, tra cui il canale Cavour, che permettono un'abbondante irrigazione del territorio fondamentale per la coltivazione del riso. La città si trova a metà strada tra le città di Milano e Torino. La città si trova su un territorio con rischio sismico quasi nullo; la pianura circostante è coltivata quasi interamente a risaie.

Il clima è semicontinentale, di tipo padano, con inverni freddi e sovente nebbiosi ed estati calde e molto afose. Le piogge cadono prevalentemente in primavera ed autunno per un regime medio annuo di 824,3 mm. Il mese più piovoso è maggio, seguito da novembre. Ogni anno nel periodo compreso tra novembre e marzo, cadono in media 25 cm di neve. Nel periodo che va da aprile a settembre sono frequenti i temporali. Vercelli ha un tasso di umidità elevato anche nella stagione estiva a causa dell'evaporazione dell'acqua dalle risaie ed è una città poco ventilata.

VERCELLI Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 4,68,413,118,322,726,729,228,324,718,310,65,36,118,028,117,917,5
T. min. mediaC) −3,4−2,01,56,412,316,217,716,211,87,02,8−1,7−2,46,716,77,27,1
Precipitazioni (mm) 44,446,762,882,293,273,654,261,070,888,493,054,0145,1238,2188,8252,2824,3
Giorni di pioggia 4,94,45,87,28,56,84,95,75,56,96,95,414,721,517,419,372,9
Umidità relativa media (%) 84787066656564687379848582,36765,778,773,4
Eliofania assoluta (ore al giorno) 2,33,64,55,66,47,88,67,65,23,42,42,02,65,58,03,75,0
Vento (direzione-m/s) WSW
2,1
SSW
2,9
SSW
4,0
SSW
5,1
S
4,9
SSW
4,1
SSW
3,2
SSW
2,7
SSW
2,6
SSW
2,4
N
2,3
WSW
2,0
2,34,73,32,43,2

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono varie teorie sull'origine del toponimo Vercelli. Per un'attendibile ricostruzione bisognerebbe risalire il corso della storia ricercando i vocaboli delle popolazioni che hanno segnato la lingua locale, della quale troviamo tutt'oggi tracce nel dialetto vercellese. Dai Liguri, la prima popolazione indigena stanziatasi in loco (età del bronzo, 2000 a.C. circa) ed in seguito i Celti (V secolo a.C.) per poi giungere ai Libui (popolazione gallica) insieme ai Romani (222 a.C. e seguenti) i quali avrebbero assegnato (nel 49 a.C.) il municipium romano alla tribù Aniese.

Così, secondo la teoria di una struttura etnica celto-ligure, Vercelli sarebbe la coniazione del vocabolo Verk con il suffisso elle. Un'altra teoria basata su parole prettamente celtiche vorrebbe che Vercelli fosse la giunzione Wehr-Celt. Terza teoria, questa volta sulla binata celto-latino di ver-cellae, dove cellae significa luogo di dimora, mentre il prefisso ver è particella intensiva per indicarne la maggiore importanza; quindi con un riscontro nella stessa regione geografica troveremmo anche bu-cellae (in seguito Bugella, poi Bigella ovvero Biella) ad indicare un centro di importanza minore.

Diversi sono anche i significati che si vorrebbero indicare con le varie espressioni rappresentate nel nome di Vercelli: fortezza, stazione o anche mercato. Secondo alcuni storici il termine, molto diffuso nella Gallia Cisalpina, indicherebbe zone minerarie sotto sfruttamento, situate alla confluenza di corsi d'acqua e quindi ricche di minerali metalliferi.

Si narra pure che Vercelli nacque Meropoli, dal nome del suo fondatore, tanto ampia e fortificata che avrebbe avuto straordinarie proporzioni tali da includere anche Borgo Vercelli, estendendosi al di qua ed al di là della Cesia (Sesia) sulla quale furono costruiti 3 ponti. Le mura che circondavano la città sarebbero state alte 70 piedi ed erano intervallate da 300 torri per protezione. In seguito e per ordine di re Beloisio il nome di Meropoli mutò in Vercelli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Cavour durante una rara nevicata

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Vercelli ci sono sconosciute: alcuni storici però credono sia stata fondata dai Celti. Wehr-Celt ossia Rocca dei Celti è la denominazione che induce ad ascrivere ai Galli la fondazione dell'antica città.

Situata lungo un importante asse viario dell'economia, la città di Vercelli, ribattezzata dai Romani Vercellae si sviluppò come centro urbano da un preesistente abitato celto-ligure in seguito all'occupazione romana risalente ai primi decenni del II secolo a.C. La definitiva vittoria dei romani sugli altri popoli della zona fu sancita nel lontano 101 a.C., quando l'esercito guidato dal Gaio Mario sconfisse in battaglia la potente tribù germanica dei Cimbri ai Campi Raudii. Nel 49 a.C. i vercellesi ottennero la piena cittadinanza romana e il centro, divenuto municipium, si arricchì di strade, monumenti, bagni pubblici, acquedotto, teatro e anfiteatro. Tra il I e il II secolo d.C. la fioritura del centro urbano proseguì senza sosta. Successivamente però, nei secoli III e IV l'importanza acquisita andò decadendo e le fortune legate a Vercelli declinarono in concomitanza con quelle dell'Impero Romano.

Sant'Eusebio di Vercelli[modifica | modifica wikitesto]

La religione cristiana giunse in età costantiniana, precisamente nel 313, attraverso l'imperatore Costanzo II. Il primo vescovo, consacrato nel 345 da papa Giulio I, e che in seguito divenne anche il patrono della città, fu il noto Sant'Eusebio, primo vescovo in ordine cronologico presente in Piemonte. Personalità forte, divenne ben presto uno stimato pastore del Capitolo vercellese, noto in tutto il Piemonte (e di cui ne divenne successivamente patrono), soprattutto come divulgatore del culto mariano della Madonna Nera, importato dalla Terra santa, quindi fondatore del Santuario di Oropa. L'arcidiocesi di Vercelli divenne quindi una delle più importanti tra le suffraganee della vicina Milano.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Del periodo tardo antico e alto medioevale si hanno poche e incerte notizie. Dal VI all'VIII secolo la città rimase sotto il dominio longobardo e successivamente passò sotto la guida dei Franchi. Vercelli divenne allora contea e di fatto venne amministrata dai suoi vescovi. Dopo anni di incertezze, Vercelli si alleò con i milanesi e partecipò alle vicende della Lega Lombarda fino alla vittoriosa Battaglia di Legnano.

Nel XIII secolo si affermò progressivamente il regime comunale che diede il via al periodo più prospero di tutta la storia della città che aveva ottenuto il controllo sul territorio compreso tra le Alpi, il Po, la Sesia e la Dora Baltea, grazie anche all'atto del 24 aprile 1243 con il quale il cardinale Gregorio di Montelongo, legato pontificio, aveva ceduto al Comune la giurisdizione su tutti i territori appartenenti alla Diocesi di Vercelli, in quel momento vacante, conservando a quest'ultima la giurisdizione minore; la cessione, di considerevole entità, fu impugnata dai vescovi successivi, con alterno successo. Nel 1219, per volere del cardinale Guala Bicheri iniziarono i lavori per la realizzazione dell'Abbazia di Sant'Andrea e cinque anni dopo nacque l'ospedale attiguo. Nel contempo il comune promosse l'istituzione della prima università degli studi del Piemonte e il 10 luglio 1243, Vercelli fu la prima città in tutta la penisola ad abolire la servitù della gleba.

A seguito delle lunghe lotte tra Guelfi e Ghibellini, capeggiati rispettivamente dagli Avogadro e dai Bicheri-Tizzoni, il comune passò al dominio straniero e nel 1335 Vercelli perse per sempre la sua autonomia politica.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Theatrum Sabaudiae: Vercelli nel 1682

Sotto il dominio dei Visconti si registrò un periodo di relativa tranquillità finché nel 1427 la città andò sotto al ducato di Savoia e si immiserì rapidamente. Nonostante ciò Vercelli fu uno dei maggiori centri culturali del Piemonte rinascimentale. Alla fine del Cinquecento Vercelli conservava ancora gran parte del patrimonio artistico e storico paleocristiano, medievale e rinascimentale ma il progetto di Carlo Emanuele I di fare di Vercelli una città fortezza ferma l'espansione della città, bloccandola per oltre un secolo nelle sue possenti mura, come ben appare dalla carta edita nel Theatrum Sabaudiae del 1682. Nel '600 le guerre, le pestilenze e il dominio degli spagnoli non danno respiro alla città. Nel 1704 si verificò l'ultimo assedio di Vercelli con la distruzione delle mura e della cittadella da parte dell'esercito del duca di Vendôme durante la guerra di successione spagnola ma il trattato di Utrecht del 1713 segnò il ritorno ai Savoia. Durante il periodo napoleonico Vercelli conquistò il titolo di capoluogo del Dipartimento del Sesia e fu unita allo Stato francese. Nella seconda metà del Settecento cominciano a delinearsi piazze e viali che ancora oggi danno unità organica alla città, vengono eretti palazzi di notevole bellezza.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la restaurazione dello Stato Sabaudo, risalente al 1814, i vercellesi parteciparono ai moti di rivolta liberale del 1821 e alle lotte risorgimentali. Nei primi trent'anni dell'Ottocento si ebbero diverse costruzioni come il Teatro nuovo, divenuto poi Teatro Civico inaugurato nel 1815, e il macello pubblico. Poi fu la volta delle Guerre d'Indipendenza che portarono gravi danni alla città. Dopo l'Unità d'Italia l'attività edilizia ristagnò, ma vide la nascita di piazza Torino (ora Pajetta), la sistemazione di Porta Milano, la costruzione della sinagoga ebraica. Nel XX secolo, fra i fatti degni di nota la lotta partigiana e la situazione disastrosa dopo la Liberazione.

All'inizio del Novecento la città conobbe un'espansione notevole. Con la rinascita degli anni cinquanta e le vicissitudini più recenti, Vercelli tornò alla tranquillità e l'agricoltura risorsa portante del territorio si trasformò grazie alla crescente meccanizzazione dei mezzi di lavorazione. Tutt'oggi, per la provincia delle terre d'acqua, la risicoltura rappresenta una vera e propria ricchezza che caratterizza il paesaggio rurale, tipico per le risaie, e si pone come fattore trainante dell'economia della zona. Tuttavia, proprio a causa della meccanizzazione, l'agricoltura non offre più grandi opportunità di lavoro. Inoltre la città ha risentito della recente crisi del settore tessile, con la conseguente chiusura di alcuni importanti siti industriali. La carenza di grandi opportunità lavorative ha spinto molti vercellesi al pendolarismo verso le vicine Torino e Milano.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del Comune
Il gonfalone

Lo stemma è formato da una croce rossa su scudo bianco. Su di esso è raffigurata una corona costituita da cinque torri. Lo scudo è contornato da due rami incrociati ricadenti dalla figura oblunga. Sul nastro si legge Potius Mori Quam Foedari ovvero Meglio Morire che Tradire.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

La città di Vercelli è la 22ª tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della prima Guerra Mondiale nel 1918.

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«Per ricompensa della opera patriottica prestata dalle popolazioni di quel territorio nell'esecuzione del progetto d'inondazione artificiale eseguito durante la campagna del 1859. Durante la seconda guerra di indipendenza, Vercelli fu occupata dalle truppe austriache, che entrarono in città il 2 maggio suonando provocatoriamente La bella Gigogin. Fin dal 25 marzo, frattanto, l'agro vercellese era stato allagato per impedire una eventuale avanzata asburgica a Torino. L'operazione, certamente non facile, durò cinque giorni, durante i quali defluirono in un'area di 450 km² almeno 39 milioni di metri cubi di acqua. Gli austriaci dovettero poi ritirarsi da Vercelli, che subì danni economici altissimi.»
— 21 settembre 1909

Patrimonio artistico e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Vercelli, dopo Torino e insieme ad Asti, è una delle principali città d'arte del Piemonte in quanto custode di un ricco patrimonio artistico ed architettonico. Nonostante la presenza di alcune pesanti alterazioni del dopoguerra, chiese, torri, piazze e palazzi caratterizzano il centro storico medievale della città.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia di Sant'Andrea

L'abbazia è il simbolo di Vercelli ed il suo monumento più insigne. La basilica costruita in soli nove anni tra il 1219 e il 1227 per volere del cardinal Guala Bicheri, occupa un posto di rilievo nella storia dell'arte poiché è uno dei primissimi esempi di gotico d'oltralpe presenti in Italia, splendidamente fuso con lo stile romanico lombardo. [6]La facciata a capanna è stretta all'estremità da due svettanti campanili cuspidati ed è rivestita in pietra verde di Varallo. La stessa è percorsa in orizzontale da due ordini di loggette al di sotto delle quali si apre il grande rosone. Due dei tre portali d'ingresso strombati presentano lunette di scuola antelamica. Le strutture in puro gotico invece esaltano il maestoso interno a tre navate con un altissimo transetto, mentre all'incrocio si eleva la torre ottagonale del tiburio. Tra le costruzioni dell'abbazia spiccano il chiostro con decorazioni rinascimentali e la notevole Sala capitolare. Tra le opere d'arte oltre al coro intarsiato del 1511 notevole è la Tomba del primo abate, l'esegeta Tommaso Gallo, con affreschi del XIV secolo.

Duomo (Basilica Cattedrale Metropolitana di Sant'Eusebio)

L'imponente Cattedrale neoclassica che si può ammirare oggi è il risultato finale di vicissitudini architettoniche che iniziarono dalla fine dell'anno 300 per volere di Sant'Eusebio primo vescovo di Vercelli e del Piemonte. Sulle vestigia della primitiva chiesetta eusebiana sorse tra il V e il VI secolo una basilica paleocristiana. Nei secoli successivi la Cattedrale subì parecchi rifacimenti; nella metà del Settecento su progetto di Benedetto Alfieri furono costruiti l'atrio e la facciata; nel 1860 fu innalzata la cupola. Dell'antica basilica non rimane che il severo e imponente campanile ornato di archetti pensili.

Chiesa di San Cristoforo

Costruita nel 1515, questa chiesa vanta splendidi capolavori di Gaudenzio Ferrari, il più illustre esponente della pittura rinascimentale piemontese. Oltre alla pala d'altare della Madonna degli Aranci, l'artista valsesiano ha realizzato un vasto ciclo di affreschi rappresentanti leStorie di Maria Maddalena, le Storie di Maria Vergine, la Crocifissione, l'Assunzione della Vergine nonché un elegante fregio a grottesche. Nella pala d'altare vi è una delle prime rappresentazioni pittoriche del violino. [7] [8] L'edificio sacro conserva la struttura cinquecentesca con facciata di impronta rinascimentale, la struttura a tre navate con tiburio, transetto e vasto presbiterio. Questo è separata dall'aula da un'elegante balaustra realizzata su disegno di Filippo Juvarra (1730), mentre la volta e le pareti sono affrescate a trompe l'oeil dai fratelli Giovannini da Varese tra il 1742 e il 1746. Sempre allo stesso periodo risalgono gli arredi in legno pregiato del coro, pulpito, confessionali e armadi della sacrestia. Da segnalare inoltre il pregevole crocifisso ligneo dell'altare maggiore, il crocifisso gaudenziano del XVI secolo della cappella laterale della navate destra riproducente la Santa Casa di Loreto e le tele del Mayerle conservate in sacrestia.

Chiesa di San Giuliano

La tradizione vuole che le chiesa sia antichissima e che S. Eusebio vi abbia trovato rifugio quando fu perseguitato dagli ariani. A ricordo di tale fatto i vescovi prima di prendere possesso della carica, giunti in città vestivano in questa chiesa gli abiti pontificali prima di raggiungere in processione dapprima Santa Maria Maggiore ed infine il Duomo. Sita su Corso Libertà mantiene il tradizionale orientamento est-ovest. Rimaneggiata nel corso dei secoli all'interno sulle colonne presenta interessanti affreschi di Girolamo Giovenone e di Bernardino Lanino. Sempre lo stesso autore dipinse nel 1547 la Deposizione presente in copia (l'originale è nella Pinacoteca Arcivescovile). Vi sono anche un'Adorazione dei Magi e una Resurrezione di scuola Gaudenziana. Murata nel campanile vi è anche una testina proveniente da una statua romana.

Basilica Concattedrale di Santa Maria Maggiore

Sotto lo stesso titolo sita circa a 100 metri di distanza sorgeva la prima chiesa cristiana della città (IV sec.) nonché prima cattedrale. Ricostruita nel XII sec. custodiva opere d'arte di grande pregio. Demolita nel 1777 non restano che frammenti del mosaico pavimentale ed il portale romanico. La costruzione dell'attuale edificio fu iniziata nel 1741 su incarico dei Gesuiti e su disegni di Filippo Juvarra. Assunse in seguito allo scioglimento dell'ordine il titolo, il rango di Basilica e di Concattedrale della precedente chiesa.

Chiesa di San Paolo

La costruzione della chiesa è iniziata nel 1260 per volere dei padri domenicani. La facciata semplice a capanna in laterizio con rosone e le prime tre campate son le uniche parti rimanenti del primitivo edificio poiché nel XVIII secolo le restanti due campate e l'abside sono state ricostruite in forme tardobarocche. Nell'interno si conservano due opere di Bernardino Lanino, una Natività e la pala d'altare, la Madonna delle Grazie. Dipinta nel 1568 è racchiusa nella cornice originale sormontata dallo stemma civico dato che è stata commissionata dalla città come ex-voto per la liberazione dalle truppe francesi. In un ambiente di passaggio verso la sacrestia è affrescata una Teoria di Santi del XIV secolo. Imponente il campanile quattrocentesco con cuspide ottagonale ed eleganti bifore. [9]

Chiesa di San Bernardo
Chiesa di San Bernardo

La chiesa è il più antico monumento ecclesiastico esistente in Vercelli, eretto in forme romaniche tra il 1151 e il 1168. La caratteristica facciata a capanna in laterizio, le sculture della stessa ed i capitelli interni costituiscono un'importante testimonianza della scultura locale del XII secolo. Nel 1896 si decise di ampliare la chiesa e l'architetto Giuseppe Locarni lo fece seguendo i caratteri neoromanici, unendo i due edifici sacrificandone l'abside ed il tiburio. È sede di un'importante centro di devozione popolare mariana, il Santuario Diocesano della Madonna degli Infermi che secondo la tradizione avrebbe liberato nel 1630 la popolazione dalla peste. [10]

Chiesa di Santa Chiara

Progettata da Bernardo Antonio Vittone nel 1754 in puro stile barocco ora è adibita a spazio espositivo. La facciata elegante e slanciata presenta raffinati motivi curvilinei che rendono all'esterno i movimenti interni della pianta. L'interno è estremamente luminoso con armonico sviluppo verticale. L'impianto è esagonale con angoli convessi smussati, la decorano vivaci affreschi e stucchi. Il complesso monastico fatto costruire dalle Clarisse si compone di un cortile dove si può ammirare l'ambulacro absidale progettato da Ignazio Galletti, il monastero ora sede della Scuola Comunale di Musica Vallotti e la manica medioevale ora sede del MAC Museo Archeologico Città di Vercelli "Luigi Bruzza. Annesso alla chiesa vi è inoltre il chiostrino gotico di San Graziano.

Chiesa di San Marco

Esempio di architettura gotica del 1266 con diversi affreschi recentemente recuperati. Interno a tre navate sorrette da pilastri cilindrici. Dopo una parentesi storica in cui è stata utilizzata come mercato coperto, negli ultimi anni è stata convertita in spazio espositivo grazie ad una moderna capsula costruita all'interno, gestita da ARCA - Arte Vercelli. Nei primi anni da spazio espositivo ha ospitato le opere di diverse epoche delle Collezioni Guggenheim da tutto il mondo, per poi passare a partire dal 2014 alle opere di Vassilij Kandinskij in collaborazione con il Museo di Stato Russo.

Seminario arcivescovile[modifica | modifica wikitesto]

Seminario Arcivescovile

Fondato nel 1572-87 per volontà del vescovo Francesco Bonomi dell'attuale edificio la parte più antica è stata progettata da Filippo Juvarra. Vale a dire l'elegante cortile interno e la facciata posteriore in cotto. Nel salone di Sant'Eusebio sono altresì conservati affreschi di Bernardino Lanino con Scene dell'Eneide. Il Seminario ospita inoltre le Biblioteche Agnesiana e Diocesana che custodiscono un ricco patrimonio di pergamene e libri antichi.

Palazzo Arcivescovile[modifica | modifica wikitesto]

Sorge addossato al Duomo in piazza D'Angennes ed è la residenza arcivescovile da almeno sette secoli. Nella facciata sono visibili vaste porzioni di finestroni rinascimentali in cotto mentre nei cortili interni si notano bifore e trifore murate. Molti ambienti sono decorati con affreschi a grottesche e soffitti a cassettoni e nella Sala del Trono vi è affrescata la Cronotassi aggiornata degli Arcivescovi. Per la sua importanza ha ospitato molti Duchi di Savoia nei loro periodi di permanenza in città. Attualmente vi hanno sede il museo del tesoro del Duomo e l'archivio e la Biblioteca Capitolare.

Sinagoga[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sinagoga di Vercelli e Comunità ebraica di Vercelli.

Vercelli è sede di un'importante comunità ebraica in Italia. La presenza di ebrei in città è documentata dal 1446, ma raggiunse la massima espansione nel 1848, quando contava oltre 600 membri. Proprio nel XIX secolo fu inaugurata una vasta Sinagoga opera dell'architetto Giuseppe Locarni, caratterizzata da una particolare facciata a bande bicolore in pietra arenaria. Oltre al tempio israelitico resta inoltre il cimitero ottocentesco, ampliato nel 1914 e recentemente restaurato.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Le torri[modifica | modifica wikitesto]

Numerose sono le torri civili che danno un profilo turrito allo skyline della città; avevano lo scopo di affermare la nobiltà e il potere costituito di una famiglia

Torre Comunale
Torre dell'Angelo
Torre Comunale originale, con il tetto a punta abbattuto da un fulmine.
Torre Avogadro
Torre Vialardi
Torre dell'Angelo

Costruita tra il XIV e il XV secolo domina Piazza Cavour, ha una base quadrata sulla quale si innesta un corpo ottagonale di chiara fattura medievale. La sopraelevazione merlata venne costruita nel 1875. Per la sua forma caratteristica è uno degli emblemi della città

Torre Comunale

Costruita nel XII secolo, si è ipotizzato appartenesse alla nobile famiglia dei Vialardi e venne nel XIII secolo acquistata dal Comune quando trasferì nella zona dove sorse il suo palazzo. Da quel momento divenne la Torre di Città e parte integrante del complesso del Broletto. Alta 38 metri, già nel 1378 si ha notizia di un orologio installato su di essa, come in altre città del nord Italia. Inoltre vi erano due campane, utilizzate non solo per battere le ore ma anche per avvertire la cittadinanza in caso di pericolo o di assemblee. Nei secoli venne però più volte rimaneggiata, agli inizi del XX secolo venne posizionata alla sua base verso via Gioberti la grande lapide dedicata alle numerose Medaglie d'oro della Provincia di Vercelli e si decise di rimuovere l'orologio e le campane. Furono necessari anche dei lavori di consolidamento dato che lo strapiombo verso la Piazza Palazzo Vecchio raggiunse quasi un metro. Presenta linee severe ed austere ed evoca il grande passato del libero Comune, seppur sia priva dal 1821 della altissima guglia di 20 metri che la caratterizzava. Questa infatti distrutta da un fulmine non venne più ricostruita.

Torre Avogadro o di S. Marco

Del XIII secolo si trova presso la gotica chiesa di S. Marco con la caratteristica cornice marcapiano, con spigoli smussati da una lesena.

Torre dei Vialardi

Elegante e semplice, una delle meglio conservate della città. Eretta nel XV secolo è a pianta ottagonale si conclude con finestre ogivali racchiuse in cornici in cotto.

Torre dei Tizzoni

Risalente al XV secolo, prende il nome dalla famiglia Tizzoni, torre ottagonale con grandi finestroni e decorazioni in cotto. Interventi nel 1800 ne hanno ridotto la bellezza originaria.

Palazzo Centori
Salone Dugentesco
Palazzo Centori

Realizzato nel XV secolo apparteneva alla famiglia dei Centori. È tuttora conservato lo straordinario cortile interno in stile bramantesco a forma rettangolare, unico esempio in Piemonte. Archi a tutto sesto, colonne di granito e un piano superiore con doppio numero di archi ne fanno il più bel palazzo laico della città.

Altri palazzi degni di nota sono quelli delle famiglie Avogadro, Vialardi, Arborio Biamino, de Rege Thesauro (già Avogadro di Quinto), de Rege di Gifflenga, Cusani, del Carretto, Cantono, Montanaro, etc.

Salone Dugentesco

Preceduto da un porticato ad archi ogivali, il Dugentesco fu fondato nel 1223. In origine era l' ospitale che accoglieva i pellegrini. L'ingresso è sormontato da una lunetta dipinta del '200. La sala ampia, divisa longitudinalmente in tre navi con volte tardogotiche e pilastri cruciformi, conserva un affresco del XVI secolo. Oggi il salone è utilizzato per eventi culturali e musicali.

Il teatro[modifica | modifica wikitesto]

Teatro Civico

L'idea della costruzione di un teatro dell'aristocrazia vercellese nacque durante il periodo della dominazione francese. La nascita del teatro è da collegarsi alla nascita di una società di nobili cittadini vercellesi che affidò all'architetto Nicola Nervi la progettazione di quello che costituirà il teatro in uso fino agli anni venti. L'apertura nel 1872 di un altro teatro cittadino, il Fachinetti (futuro Teatro Verdi) provoca un progressivo declino dell'attività del Teatro Civico sino alla sua distruzione nel 1923 causata da un incendio doloso. Il nuovo teatro da quasi 800 posti, costruito però con un solo ordine di palchi, venne inaugurato nel 1931 con L'Aida di Giuseppe Verdi.

Per quanto riguarda l'offerta musicale è da sottolineare il famoso Concorso Internazionale G. B. Viotti e il Viotti Festival che ogni mese ospita i più celebri musicisti insieme all'Orchestra della Camerata Ducale.

Il 3 dicembre prossimo il teatro ospiterà la IX edizione del premio letterario europeo Oscar Wilde in collaborazione con l'OPE Osservatorio Parlamentare Europeo e del Consiglio d'Europa. Il premio Wilde a distanza di 9 anni dal suo concepimento ritorna nella sua città natale, Vercelli.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello Visconteo
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello Visconteo (Vercelli).

Edificato nel 1290 grazie alla volontà di Matteo I Visconti. La sua struttura originaria era di forma quadrata con torri agli angoli e alla metà di ogni lato. Il castello visconteo si distingue dalle costruzioni fortificate militari, infatti ha più la caratteristica della dimora signorile rinascimentale atta a rappresentare la potenza politica del signore. Vi trova sede del Palazzo di Giustizia.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Le piazze[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Cavour
Piazza Palazzo Vecchio
Piazza S.Eusebio
Piazza Pajetta
Piazza Cavour

L'antica Piazza Maggiore si trova nel cuore della città e sa sempre è il polo naturale d'attrazione della vita pubblica. Dominata dalla caratteristica Torre dell'Angelo la sua struttura è medievale ed è interamente circondata da portici.

Piazza Palazzo Vecchio

Popolarmente nota come Piazza dei Pesci è a forma trapezoidale, chiusa da un lato dalla Torre di Città e dall'altro dell'antico broletto, al centro si trova una bella fontana circolare. La piazza, sino a pochi anni fa adibita ad area mercatale è stata riportata alla sua originaria bellezza dopo un sapiente restauro.

Piazza S. Eusebio

Comunemente chiamata Piazza del Duomo è a forma rettangolare circondata da piante secolari e spazi verdi. Al centro troviamo un obelisco eretto nel 1909 da Guido Bianconi di Siena che celebra lo Statuto Albertino e una grossa fontana. Il Duomo e il Seminario Arcivescovile fanno da cornice.

Piazza Pajetta

Un tempo Piazza Torino è circondata da palazzi del XIX secolo. Al centro si trova il monumento inaugurato nel 1887 a Vittorio Emanuele II raffigurato in uniforme da generale.

Piazza D'Angennes

Piazzetta fascinosa intorno alla quale si susseguono eleganti edifici a partire dal Palazzo arcivescovile di Vercelli, il maestoso campanile del Duomo, il seicentesco palazzo Berzetti di Murazzano e il palazzo Arborio Mella.

Piazza Roma

Comunemente chiamata Piazza della Stazione è ubicata a fianco della Basilica di S. Andrea e dei giardini pubblici; questi si trovano in un avvallamento in quanto sorgono esattamente nel fossato che cingeva l'antiche mura. Al centro della piazza si trova la fontana con il gruppo bronzeo di Gartmann raffigurante l'Agricoltura

Siti Archeologici[modifica | modifica wikitesto]

L'anfiteatro romano[modifica | modifica wikitesto]

Risalente al I-II secolo d.C., e in parte demolito a causa dell'urbanizzazione, si trova tra viale Rimembranza e Corso de Rege. A pianta ellittica con diametro maggiore di 120-130 metri, è tornato parzialmente alla luce già nel 1565 durante i lavori di ampliamento della Cittadella voluti da Emanuele Filiberto.

Dalle stime sulle porzioni ancora integre sarebbe stato uno degli anfiteatri più grandi del mondo: il suo ellisse supererebbe di 50 metri quello di Verona.[11]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2013 la popolazione straniera nel comune di Vercelli è di 5.111 unità, corrispondente al 10,9 % degli abitanti totali. In confronto con i dati del 2012 la popolazione straniera è aumentata di 419 unità. I principali gruppi etnici sono:

Paese Abitanti
Albania Albania 1 190
Marocco Marocco 1 103
Romania Romania 609
Ucraina Ucraina 193
Rep. Dominicana Repubblica Dominicana 150
Cina Cina 148
Tunisia Tunisia 119
Senegal Senegal 109

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella sottostante è indicata la qualità della vita secondo Il Sole 24 Ore negli ultimi anni sui 103 capoluoghi di provincia italiani.

Anno Qualità della vita (Sole 24 Ore)
2005 40°
2006 48°
2007 62°
2008 42°
2009 33°
2010 52°
2011 43°
2012 58°
2013 60°
2014 60°
2015 54°
2016 46°

Tradizioni e folklore[modifica | modifica wikitesto]

Il Carnevale ed i suoi simboli
Maschere di Vercelli
Bicciolano

Le maschere di Vercelli sono Bicciolano e Bela Majin. L'origine del Bicciolano si fa risalire ad un personaggio leggendario che sarebbe vissuto a Vercelli a cavallo tra il 1700 e il 1800 e che con rabbia si scagliava contro le prepotenze, i soprusi e le angherie dei governanti. L'iconografia della città di Vercelli è davvero sontuosa a livello di simboli e di mascotte, molti dei quali tratti dal mondo vegetale e animale. Si va dalla pannocchia riso, al rosone di Sant'Andrea, le sue torri o il mitico Galletto segnatempo, passando alla rana, la zanzara e l'airone, elegante e sinuoso volatile che campeggia nelle campagne e risaie circostanti. Su tutti, svetta probabilmente il Leone della Pro Vercelli (detto "Eusebio") antica mascotte del glorioso club bianco, vera e propria leggenda nel calcio e nella scherma. Imponente la sfilata dei carri e dei gruppi mascherati costruiti dai vari rioni e dai paesi circostanti che ogni anno percorre il centro della città.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Archivi e Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Archivio Storico del Comune

Fondato nel XII secolo con l'affermarsi del Libero Comune annovera documenti anteriori a tale epoca e per la loro consistenza è considerato uno degli archivio comunali più importanti dell'Italia settentrionale. Vi sono conservati due Statuti comunali uno del 1241 e l'altro del 1341 nonché i "Biscioni", nome che deriva forse dal fatto che sulle legature originali doveva essere raffigurato il “biscione”, stemma dei Visconti, signori di Vercelli nel periodo della sua compilazione, verso la metà del sec. XIV. Sono costituiti da quattro codici, che formano due esemplari, che raccolgono le copie autentiche notarili di 1271 documenti, il più antico dei quali, un diploma imperiale di Carlo il Grosso, risale all’882. [13].

Archivio di Stato

L'Archivio di Stato di Vercelli, che conta anche un sezione a Varallo, ha sede nell'ex Monastero della Visitazione, edificio sorto nel XV secolo e che annovera importanti testimonianze artistiche ed archeologiche. Tra i numerosi fondi provenienti dalle istituzioni del territorio vanta fondi provenienti da importanti famiglie nobili del luogo come gli Arborio Mella, gli Avogadro, i Buronzo di Asigliano. [14]

Biblioteca Agnesiana e Diocesana

Fondata nel 1746 per opera del sacerdote G.B. Morosone, parroco della chiesa di Sant'Agnese (da cui prese il nome la biblioteca stessa), conta circa 60.000 volumi con testi di carattere prevalentemente ecclesiale e storico. Sono presenti inoltre 400 pergamene molte delle quali riguardanti l'abbazia di S. Andrea. La Biblioteca Diocesana fondata invece nel 1804 conserva i volumi usati in seminario dal XVI secolo a oggi. Tra le numerose opere in ebraico presenti rimane un prezioso codice del XV secolo. Entrambe hanno sede, insieme all'Archivio Storico dell'Arcidiocesi, nel seminario arcivescovile.[15].

Biblioteca ed Archivio Capitolare

La Biblioteca capitolare che ha sede nel palazzo arcivescovile custodisce una ricchissima e preziosa raccolta di codici manoscritti, pergamene, incunaboli, cinquecentine relativi alle discipline bibliche, giuridiche, teologiche e storiche che testimoniano la vita della Chiesa vercellese dal IV secolo in poi. Tra i codici spiccano il famoso Vercelli Book del X secolo in antica lingua anglosassone, che attira studiosi da tutto il mondo ed il Codex Vercellensis Evangeliorum che si ritiene la più antica traduzione in lingua latina dei Vangeli databile al IV secolo. Annessi vi sono l'Archivio Capitolare e l'Archivio Arcivescovile.[16]

Biblioteca Civica

Fondata nel 1875 per volere di importanti personalità della cultura dell'epoca nel tempo si è arricchita di numerosi e preziosi lasciti tanto che oggi conta circa 200.000 volumi e opuscoli, oltre 19.000 volumi di periodici, circa 50 incunaboli, 986 edizioni del XVI secolo e 624 manoscritti. [17] Conserva inoltre tra i suoi fondi edizioni bodoniane e di tipografi vercellesi.

Biblioteca Universitaria

La Biblioteca del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università del Piemonte Orientale, sorta a supporto dell'attività didattica e di ricerca, conta circa 50.500 libri e 7.300 annate di periodici. Gli abbonamenti correnti a riviste accademiche sono circa 200 e si sviluppano su una media di 10 anni a partire dalla data di costituzione della Biblioteca.[18]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

A Vercelli vi sono 18 scuole dell'infanzia, 11 scuole primarie tra statali e paritarie, 5 scuole secondarie di primo grado[19], 4 centri di formazione professionale[20] e le seguenti scuole secondarie di secondo grado statali[21]:

  • Liceo Classico "Luigi Lagrangia"
  • Liceo Scientifico "Amedeo Avogadro"
  • Liceo Artistico "Ambrogio Alciati"
  • Liceo delle Scienze Umane"Rosa Stampa"
  • Istituto Tecnico Industriale "Giulio Cesare Faccio"
  • Istituto Tecnico Agrario "Galileo Ferraris"
  • Istituto Tecnico Commerciale "Camillo Cavour"
  • IPSIA "Francis Lombardi"
  • Istituto Professionale Turistico e Commerciale "Bernardino Lanino"

Università[modifica | modifica wikitesto]

A Vercelli nel 1228 sorse per volere del Comune lo Studium Vercellensis, [22] la prima università del Piemonte. Dopo circa un secolo di attività a fasi alterne lo Studium cessò di esistere. Nel corso del XX secolo vennero istituiti corsi in città da parte dell'Università di Torino e del Politecnico di Torino ma è dal 1998 che Insieme ad Alessandria e Novara, Vercelli ospita l'Università del Piemonte Orientale: qui sono infatti ubicati il Rettorato ed il Dipartimento di Studi Umanistici. Vi si svolgono in comune con altre sedi i corsi di scienze infermieristiche[23], di scienze dei materiali, di informatica [24] e due residenze universitarie. [25] [26]

Museo Borgogna

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo Borgogna[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo Francesco Borgogna ospita una vasta collezione di pittura, scultura, arti decorative, lastre fotografiche. La sua collezione di pittura, rappresenta per importanza, qualità e quantità di opere la seconda pinacoteca del Piemonte dopo la Galleria Sabauda di Torino.[27] Fondato nel 1907 per legato testamentario di Francesco Borgogna, filantropo e collezionista di opere d'arte, è collocato nella sua abitazione, palazzo Ferrero, costruito in forme neoclassiche nel 1836. Sorto come Casa museo, dopo l'allestimento di Vittorio Viale e i riallestimenti successivi, oggi custodisce circa 800 opere, esposte in ordine storico-cronologico su tre piani.
Le opere coprono un arco cronologico che spazia dal XV al XXI secolo. Oltre alle prestigiose testimonianze rinascimentali della scuola vercellese, vi sono opere di importati artisti quali il Sodoma, Bernardino Luini, Carracci, Tiziano, Grien, Bosschaert sino ad opere di prim'ordine dell'800 italiano ed europeo. Da segnalare inoltre l'importanza delle testimonianze di arti decorative, dalle porcellane di Dresda sino ai mosaici minuti romani.

Museo Leone[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo Leone ospita una importante collezione di reperti archeologici, cimeli, arti decorative, mobili, armi nonché una pregiata raccolta di cinquecentine e libri antichi. Fu inaugurato nel 1910 presso il barocco Palazzo Langosco per volontà testamentaria di Camillo Leone, notaio, collezionista e profondo conoscitore di storia locale con l'intento di custodire e tramandare le memorie storiche vercellesi insieme a quello di raccontare la storia umana ed i suoi sviluppi. Sotto la direzione di Vittorio Viale il museo iniziò ad assumere la conformazione attuale ma fu solo nel 1939 che su progetto di Augusto Cavallari Murat fu raccordato palazzo Langosco con la cinquecentesca Casa Alciati. Tale manica di raccordo rappresenta un pregevole esempio di architettura museale razionalista. Tra i tanti oggetti esposti spiccano il medioevale cofanetto appartenuto al cardinal Guala Bicheri, i mosaici ed il calco del portale provenienti dall'antica Cattedrale di S. Maria Maggiore e la famosa stele celto-latina custodita nell'imponente Sala Romana. Tale stele ha aperto la mostra sui Celti a Palazzo Grassi di Venezia del 1991.[28]

Museo del tesoro del duomo[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo del tesoro del duomo ospitato nel palazzo arcivescovile raccoglie una serie di opere d’arte orafa, tessile, pittorica e scultorea provenienti dal patrimonio della cattedrale di Vercelli, nonché una collezione di reliquiari tra le più importanti del nord d'Italia. È condotto dalla Fondazione Museo del Tesoro del Duomo ed Archivio Capitolare che gestisce anche l'attigua Biblioteca capitolare che custodisce tra i suoi numerosi manoscritti il Vercelli Book. Tra i tanti preziosi oggetti spiccano il riempimento originale del crocifisso ottoniano, le antiche legature dei Codici denominati A e C, una pianeta ed altri paramenti donati alla chiesa vercellese da Giulio II. Nella pinacoteca del palazzo sono inoltre visibili importanti tavole pittoriche di scuola vercellese, come ad esempio dipinti di Bernardino Lanino o della bottega dei Giovenone od ancora opere di Francesco Antonio Mayerle.

MAC- Museo Archeologico Città di Vercelli "Luigi Bruzza"[modifica | modifica wikitesto]

Il Mac - Museo Archeologico Città di Vercelli, è stato inaugurato nel 2014 per iniziativa del Comune di Vercelli ed ha sede nella manica medioevale dell'ex Monastero di Santa Chiara. È stato intitolato al padre barnabita Luigi Bruzza (1813-1882), pioniere e eminente studioso dell'archeologia locale. Il percorso si snoda lungo sette sale e racconta, in maniera innovativa e multimediale seguendo l'ordine cronologico, l'evoluzione di Vercelli e del suo territorio. Gli oltre 600 reperti provenienti da scavi effettuati in città e provincia illustrano sia la progressiva romanizzazione delle popolazioni locali preromane, sia le varie fasi delle romanizzazione sino a che Vercellae divenne uno dei "firmissima Municipia" della Transpadana, come la definì Tacito (Hist., i, 70). Vale a dire una grossa e ricca città caratterizzata da imponenti edifici ed al centro di importanti traffici e scambi commerciali.

Museo della Farmacia Picciòla[modifica | modifica wikitesto]

Il museo racconta l'evoluzione della Farmacia in duecento anni di storia. La raccolta che oggi consta di circa 2000 oggetti ed è esposta in un percorso di sei sale arredate con mobili d'epoca, iniziò nel 1799, anno della fondazione della Farmacia Picciòla di Trieste. Tale raccolta è confluita per iniziativa privata a Vercelli.[29]

Museo del Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Ospitato nel Ridotto del Teatro Civico espone un'ampia collezione di manifesti, locandine, costumi di scena, spartiti, incisioni che raccontano la vita del teatro dagli anni '50 ad oggi. In particolare modo vita legata al Concorso Internazionale di Musica G.B.Viotti e ai giovani concorrenti illustri che ha visto calcare il palco e che hanno intrapreso una lunga e straordinaria carriera come ad esempio Luciano Pavarotti, Daniel Barenboim, Claudio Abbado.[30]

ARCA-Arte Vercelli[modifica | modifica wikitesto]

Realizzato nel 2007, è un innovativo polo espositivo progettato da Ferdinando Fagnola e collocato nella navata centrale della ex chiesa di San Marco. La struttura moderna "dialoga" con il restante spazio medioevale tramite sia la sua copertura in vetro che consente la visione delle volte a crociera, sia tramite gli spazi laterali, lasciati vuoti dove si possono ammirare gli affreschi recentemente recuperati. Tra le mostre di importanza internazionale, ha ospitato in collaborazione con la Fondazione Peggy Guggenheim un ciclo di sei mostre. [31]

Museo metrico[modifica | modifica wikitesto]

Ospitato all'interno della sede della Camera di Commercio, interessante edificio moderno progettato dall'architetto Enrico Villani nel 1972, espone una serie di oggetti di pregio utilizzati dall'ente per la misurazione. Oggetti di grande valore storico che raccontano non solo la storia dell'ente ma anche la storia economica del territorio. [32]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • La Sesia, bisettimanale di informazione cittadina, provinciale e della Lomellina
  • Notizia Oggi, settimanale di informazione cittadina e provinciale
  • Corriere Eusebiano, settimanale cattolico di informazione cittadina e provinciale
  • Magica PRO, magazine ufficiale della F.C. Pro Vercelli 1892

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il film Riso Amaro, la celebre pellicola di Giuseppe De Santis del 1949, che ha fissato nella memoria collettiva l'immagine della mondina e della dura vita in risaia, è ambientato tra le risaie del vercellese. Mentre una pellicola a lungo discussa, Tiro al piccione di Giuliano Montaldo (1961) è ambientata per la prima metà a Vercelli e sono riconoscibili molti scorci, in particolare del centro storico.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Panissa

È il piatto vercellese per eccellenza, un risotto che utilizza i prodotti tipici della zona: riso, salam dla doja (sotto grasso), fagioli di Saluggia o di Villata, lardo, Barbera del Monferrato.

Bicciolani
Tartufata

Questi biscotti nascono nel 1803, quando Carlo Provinciale, ispirandosi probabilmente alla fastosa tradizione Rinascimentale e dai dolci sapori austroungarici, ideò dei biscotti in cui una ricca pasta frolla si univa agli aromi di una segreta miscela di spezie (cannella, garofano, vaniglia, macis, zenzero, coriandolo.). La ricetta originale passò nella prima metà del XX secolo da Margherita Flecchia (pronipote del Provinciale) a Vittorio Rosso, che per parecchi anni continuò a produrre questa prelibatezza nel suo piccolo laboratorio artigianale. Oggi le migliori pasticcerie vercellesi propongono i Bicciolani secondo la loro ricetta.

La Tartufata è la torta tipica della città, composta da tre dischi di pan di Spagna inumiditi da un composto alcolico a base di rum e maraschino. Il tutto è farcito con crema chantilly alle nocciole mentre i bordi sono ricoperti di granella di nocciole. La torta è guarnita da fragili onde di cioccolato abbondantemente cosparso di zucchero a velo.

Via Francigena[modifica | modifica wikitesto]

Vercelli è una delle tappe importanti della Via Francigena, cammino di pellegrinaggio per Roma, in quanto punto di incontro del percorso proveniente dal Monginevro e da Torino e di quello proveniente dal Gran San Bernardo e da Aosta ed Ivrea.[33]
Si trova una menzione di Vercelli (XLIII Vercel. - numero di tappa, da Roma) nel 990, nella descrizione dell'itinerario storico di Sigerico.

La città mantiene vivo il ruolo centrale che la sua posizione storica le ha attribuito lungo la Via Francigena, essendo membro dell'Ufficio di presidenza dell'Associazione Europea delle Vie Francigene.

Vercelli e la Divina Commedia[modifica | modifica wikitesto]

Citazione

Vercelli è la città piemontese e una delle città dell'Italia nord-occidentale cui Dante ha riservato la maggiore attenzione, e ciò rende più plausibile una sua permanenza a Vercelli. Dante ha ricordato Vercelli non per un'astratta notazione geografica, ma per delineare un paesaggio naturale armoniosamente composto, capace di suscitare sentimenti intensi. La citazione di Vercelli nella Divina Commedia è di tale natura, che lascia supporre che il poeta abbia percorso la terra vercellese, e abbia osservato il suo digradare dalle Alpi da occidente e il suo estendersi ad oriente, dando principio alla pianura padana:

O tu cui colpa non condanna e cu'io vidi su in terra latina, se troppa simiglianza non m'inganna, rimembriti di Pier da Medicina. Se mai torni a veder lo dolce piano che da Vercelli a Marcabò dichina. Inf. XXVIII, 70 - 75

Persone legate a Vercelli[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio di risaia allagata, paesaggio tipico del Vercellese

Conociuta come Capitale Europea del Riso sin dal XIV secolo nelle sue campagne è iniziata la coltivazione del riso, prevalentemente nei terreni paludosi sino a divenire nel corso dei secoli la principale coltivazione. [42] Oltre il 50% della produzione europea del riso avviene in Italia e di questa oltre la metà avviene tra l provincie di Vercelli e Novara. [43] Le grandi quantità d'acqua richieste per il riso ha fatto sì che nel corso dei secoli sia stata progettata e realizzata una fittissima rete d'irrigazione. Lo studio e la selezione delle varietà è svolto nella locale Stazione sperimentale di risicoltura mentre la locale Borsa Merci è la principale in riferimento al settore risicolo. [44]

Industria ed artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Il settore meccanico e tessile sono state le forze trainanti dell'industria vercellese per tutto il XX secolo, verso la fine del quale l'industria ha conosciuto un costante ed inesorabile declino. Tra le aziende rimaste in città spiccano nel settore meccanico le Officine Meccaniche Giovanni Cerutti, che hanno in città uno stabilimento e il centro ricerche, nella lavorazione del riso la MundiRiso, di proprietà della multinazionale spagnola Ebro Foods[45] mentre la Polialcoli srl opera nel settore chimico [46]. Nel comune confinante di Prarolo vi è uno stabilimento della multinazionale giapponese YKK che produce cerniere lampo e in quello attiguo di Caresanablot la Piatti Freschi Italia (ex Vogliazzi) che produce pasti confezionati [47].

Showroom di Sambonet: mobili, posate e servizi da tavola in esposizione. Milano, 1973. Foto di Paolo Monti

Dal punto di vista artigianale la lavorazione orafa e dell'argento è stata un'attività attestata in città fin dal Medioevo: sono infatti visibili alcuni reliquiari d'argento, specialmente nel Tesoro della Cattedrale, realizzate da botteghe di argentieri locali. Una raccolta di gioielli realizzati in ambito locale che testimoniano l'ampia diffusione di tali lavorazioni, sono custodite al Museo Leone e sono note come le "Filigrane Vercellesi". [48] Si distinse in tale settore sino a divenire una vera e propria industria l'argenteria fondata nel 1856 da Giuseppe Sambonet che ben presto divenne fornitrice della Real Casa. Negli anni trenta Sambonet emerge nel mercato della produzione di posateria in acciaio inossidabile ed è la prima in Europa a mettere a punto un sistema per l'argentatura dell'acciaio[49]. Nel 1956 si aggiudica la commessa presso l'Hotel Hilton al Cairo[50], iniziando a rifornire alberghi in tutto il mondo espandendo le proprie attività in USA e ricevendo svariati riconoscimenti come due premi Compasso oro, avendo tra i collaboratori numerosi designer, tra cui Roberto Sambonet per la Pesciera, Center line e i vassoi Elite della Linea 50, oggi in esposizione al MoMa di New York[51]. Nel 2004 dopo essere stata acquisita si fonde con il gruppo Paderno divenendo Sambonet Paderno Industrie S.p.A.[52]. Attualmente la produzione è sita a Casalino (NO) a circa 20 km dal capoluogo. Un altro settore artigianale è quello della produzione della fisarmonica, essendo con Stradella e Castelfidardo uno dei tre principali poli italiani di produzione. Tante furono le ditte che si sono distinte nel tempo come la Gallo, la Cavagnolo o altre in attività come la Ranco, la Bertone-Locatelli, la Teknofisa e la Cooperfisa. Esse esportano prevalentemente verso mercati esteri dove i loro strumenti sono molto apprezzati. [53].

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte della forza lavoro impiegata a Vercelli lavora nel settore dei servizi. [54] Otre agli uffici pubblici, alle scuole, all'università, all'ASL ed al settore bancario la posizione strategica e i buoni collegamenti autostradali e ferroviari hanno favorito lo sviluppo del settore logistico. Accanto al Casello autostradale Vercelli Ovest, in frazione Larizzate sono sorti molti centri di logistica tra cui la sede ed i magazzini di Novacoop per l'area Nord Ovest, la sede e i magazzini di Dimo Spa, socio piemontese del gruppo Euronics [55] ed i magazzini Sifte Berti [56]. Nel 2017 ha aperto il terzo maxi centro logistico in Italia del colosso americano Amazon. [57] [58] [59]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Analizzando i dati sulle presenze turistiche in provincia emerge che negli ultimi venti anni vi è stato un costante aumento degli afflussi turistici verso Vercelli ed il suo circondario. [60] Il cospicuo patrimonio storico-artistico e museale ed il caratteristico paesaggio di risaia, specialmente nel periodo primaverile degli allagamenti per l'irrigazione, costituisce una risorsa importante seppure le sue potenzialità siano ancora sottoutilizzate e i soggiorni avvengano per periodi brevissimi di tempo. [61] Per esempio relativamente al biennio 2013/15 riguardo a soli tre musei (Borgogna, Leone, Tesoro del Duomo), i visitatori sono saliti da 13.695 a 19.602. [62]

Un'altra voce importante del turismo in costante crescita è quella riguardante il percorso della Via Francigena o Romea. Tappa menzionata già nel 990 nell'Itinerario di Sigerico attualmente ospita due ostelli e segnaletica dedicata per i viandanti. Il numero dei pellegrini ospitati presso il solo Hospitale Sancti Eusebi nel 2017 (943 presenze) è ad oggi già superiore rispetto al dato di tutto l’anno 2016 (864 presenze).[63][64]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Posta a metà strada tra Torino e Milano la città è servita dalla ex Strada statale 11 Padana Superiore, ed è punto di partenza di numerose arterie. In direzione Casale Monferrato ed Alessandria si disparte la ex SS31, in direzione Biella la ex SS230 mentre per Pontestura verso Asti la ex SS455. Le strade convergenti sul centro abitato sono raccordate dalle tangenziali Ovest e Sud che formano così un semianello (essendone interrotto il lato est).

La città è servita altresì da due caselli autostradali. Uno, Vercelli Est, è posto sull'autostrada A26 (Genova - Gravellona Toce) nel territorio comunale di Borgo Vercelli collocato circa 8 km a nord-est dal capoluogo. L'altro, Vercelli Ovest, sorge nella frazione Larizzate in prossimità dell'area industriale ed è posto sulla A26/A4 Diramazione Stroppiana-Santhià che congiunge l'autostrada A4, nei pressi di Santhià, con l'autostrada A26, nei pressi di Stroppiana.

Ferrovie e tranvie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Vercelli, posta lungo la ferrovia Torino-Milano, è servita da treni regionali svolti da Trenitalia e Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con le Regioni Piemonte e Lombardia, nonché da collegamenti a lunga percorrenza operati anch'essi da Trenitalia e SNCF.

La stazione funge altresì da capolinea per le ferrovie Vercelli-Pavia e Ferrovia Vercelli-Casale Monferrato, quest'ultima priva di traffico dal 2013.

In passato Vercelli risultava capolinea di una vasta rete di tranvie extraurbane che comprendeva le seguenti linee:

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

L'aeroporto di Vercelli "Carlo del Prete" è situato a sud della città ed è dotato di una pista in erba lunga 560 m. Non effettua servizi passeggeri di linea. L'aeroporto è operato da Aero Club Vercelli "Marilla Rigazio"[65] che garantisce i servizi anti-incendio ed'è sede, dagli anni '30, dell'omonima scuola di volo in cui è possibile conseguire le licenze di volo per ultraleggero e per aviazione generale da pilota privato, commerciale e di linea. Presso l'aeroporto vi è anche una scuola di paracadutismo.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La città è servita da una rete di autolinee urbane (cinque tratte tutte attualmente in funzione) e suburbane gestita da ATAP ed è inoltre fornita di un servizio di Bike sharing, gestito sia dal Comune e sia da ATAP, di cinque ciclo-stazioni[66].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Vercelli.
Il palazzo comunale

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Vercelli è gemellata con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della Pro Vercelli

La FC Pro Vercelli 1892 è una delle più antiche, celebri e titolate società calcistiche d'Italia. Club di grande tradizione, vinse sette scudetti tra il 1908 e 1922. Conta 6 presenze in Serie A tra il 1929 ed il 1935, e 13 in Serie B, campionato in cui ha militato nel 2012, dopo 64 anni. È ad oggi, fra le squadre italiane pluriscudettate, l'unica ad essere andata incontro nei decenni passati ad un declino tale da farle perdere svariate volte lo status professionistico. Tra i calciatori più rappresentativi che militarono nelle file del club, non si possono non citare il difensore Virginio Rosetta e gli attaccanti Silvio Piola, a cui è stato intitolato lo stadio cittadino già Robbiano, e Pietro Ferraris, tutti e tre campioni del mondo con la Nazionale di Vittorio Pozzo.

Le altre squadre di calcio della città sono: l'U.S.D. Virtus Vercelli 2011 che milita nel girone F piemontese e valdostano di 1ª Categoria e G.S.D. Canadà Vercelli che milita nel girone C piemontese e valdostano di 2ª Categoria, Scuole Cristiane Calcio e Piemonte Sport che praticano nella stagione 2015/2016 il campionato di prima categoria.

Hockey su pista[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di hockey su pista della città, l'Amatori Vercelli, ha conquistato tre scudetti, una Coppa Italia e due Coppa CERS.

Scherma[modifica | modifica wikitesto]

L'Associazione Scherma Pro Vercelli è l'erede della tradizione schermistica vercellese che ha dato a questo sport numerosi campioni olimpici, campioni del mondo, maestri e innovatori di questo sport. Giovanni Battista Cavanna fonda nel 1895 la Scuola Schermistica Vercellese. La prima medaglia olimpica della scherma vercellese è di Marcello Bertinetti che, dopo aver vinto il campionato di calcio con la Pro Vercelli quale capitano-allenatore, vince all'olimpiade parigina la medaglia d'argento nella sciabola a squadre. Bertinetti sarà medaglia d'oro olimpica nel 1924 nella sciabola a squadre.

A lui è intitolato il Trofeo Bertinetti riservato alle migliori prime quattro squadre maschili di spada, che è oggi Coppa del mondo di spada a squadre.

Tiro a volo[modifica | modifica wikitesto]

Il vercellese Giovanni Pellielo (Vercelli, 11 gennaio 1970) ha vinto tre medaglie olimpiche individuali, 10 titoli mondiali (3 individuali) e 10 titoli europei (2 individuali). È presente in città il poligono di tiro al volo San Giovanni.

Tiro a segno[modifica | modifica wikitesto]

La sezione locale di tiro a segno fu fondata nel 1884 e da allora opera ininterrottamente nel poligono "Umberto I". Il palmarès della sezione si arricchì, specialmente negli anni sessanta, di una lunga serie di titoli cui però seguì un processo di lento decadimento. Dalle soglie del 2000 è iniziato invece un processo di recupero e rilancio degli impianti tanto che oggi è l'unico poligono in Piemonte in cui si possano praticare tutte le discipline di tiro, dai 10 metri con l'aria compressa fino ai 300 metri con carabina.[68]

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2004 si sta sviluppando il movimento rugbistico, grazie alla società residente Rugby Vercelli che milita nel campionato territoriale di serie C. Dall'ottobre del 2010 nasce poi una nuova società denominata Rugby Sant'Andrea.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Esistono due società cittadine maschili, i Vercelli Rices che militano in serie C silver e hanno un settore giovanile dalla under 13 alla under 20, e A.S.D. Basket Mooskins che milita in Promozione inoltre esiste una società femminile che milita in serie C la PFV ed infine una società di Minibasket i Bugs per i bambini dai 6 ai 12 anni.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La Libertas Olimpia è la principale squadra di pallavolo di Vercelli. In passato ha militato nella massima serie nazionale. Per quanto riguarda la pallavolo femminile la principale squadra è la S2M Volley Vercelli, fondata nel 1990. Nel 1997 viene fondata da un gruppo di genitori la GREENVOLLEY che porterà il giovanile femminile della pallavolo vercellese a conquistare 4 scudetti nazionali negli anni 2001, 2002, 2003 e 2005.

Pattinaggio artistico a rotelle[modifica | modifica wikitesto]

L'A.S.D. Skating Vercelli ha conquistato nel 2011 la Stella di bronzo al Merito sportivo dal C.O.N.I., a riconoscenza dalla lunga tradizione che ha saputo coltivare sulle otto rotelle.

La società Rollerblot di Caresanablot nata più recentemente sta conquistando notorietà e pregio grazie ai suoi atleti che hanno all'attivo molte vittorie sia a livello nazionale che internazionale, frutto dell'impegno della società e dell'allenatrice Cristina Maffei.

Futsal[modifica | modifica wikitesto]

La Pro Vercelli C5 nasce nel 2012 ed è la prima squadra della provincia di Vercelli ad iscriversi al campionato regionale FIGC di Serie D.

Nella stagione 2014-15 ottiene un ripescaggio che consente alla squadra di giocare in Serie C2. Esordirà in Coppa Italia l'11 settembre 2014.

Nella stagione calcistica 2015-16 si iscrive al campionato di Serie D.

Nel 2015 nasce l'USD Città di vercelli calcio, partecipa al campionato regionale FIGC di Serie D nella stagione calcistica 2015/2016, piazzandosi terza e perdendo la finale play-off. Viene ripescata in Serie C2 e nella stagione calcistica 2016/2017 si piazza al quinto posto.

Calcio a 7[modifica | modifica wikitesto]

In città e provincia è molto attivo il campionato amatoriale Vercelli Premier League nato nel 2012. Alla fondazione composto da 13 squadre, nella stagione 2014/15 sale a 16, suddivise in due gironi. Grazie ad un sistema di eliminatorie, dal 2015/16 passerà ad avere una Serie A ed una Serie B. Oltre al campionato viene organizzata anche la coppa di lega.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b [1]
  2. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Vercelli", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  3. ^ Luciano Canepari, Vercelli, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  4. ^ Sergio Gilardino, I Walser e la loro lingua dal grande nord alle Alpi. Dizionario della lingua walser di Alagna Valsesia, Magenta, Centro Studi Zeisciu, 2008
  5. ^ Comuni piemontesi per popolazione, su tuttitalia.it.
  6. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/vercelli_%28Enciclopedia-dell%27-Arte-Medievale%29/
  7. ^ http://www.theresia-project.eu/2016/07/archetto-una-storia-da-scoprire/
  8. ^ http://www.turismo.it/cultura/articolo/art/vercelli-la-chiesa-capolavoro-di-gaudenzio-ferrari-id-7442/
  9. ^ Città e Cattedrali: Chiesa di San Paolo (à Vercelli)
  10. ^ Città e Cattedrali: Chiesa di San Bernardo (à Vercelli)
  11. ^ Archeovercelli, su archeovercelli.it.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ https://www.comune.vercelli.it/cultura-turismo/biblioteca-civica-vercelli/archivio-storico
  14. ^ http://www.asvercelli.beniculturali.it/index.php?it/26/indice-dei-fondi
  15. ^ http://www.anagrafebbcc.chiesacattolica.it/anagraficaCEIBib/public/VisualizzaScheda.do?codice_cei=CEI511B00002
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  17. ^ https://www.comune.vercelli.it/node/440
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  19. ^ http://www.comuni-italiani.it/002/158/scuole/
  20. ^ http://www.regione.piemonte.it/orientamento/s1g/cms/index.php?filter_provincia=002&input_comune=&filter_comune=&filter_search=&filter_macro=100&option=com_indirizzi&view=istitutilist&Itemid=80
  21. ^ http://www.comuni-italiani.it/002/158/scuole/
  22. ^ Hilde de Ridder-Symoens, A History of the University in Europe: Volume 1, Universities in the Middle Ages, Cambridge University Press, 2003.
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  24. ^ https://www.uniupo.it/tuttostudenti/lofferta-formativa-colpo-docchio/i-corsi-di-laurea-triennale/informatica
  25. ^ https://www.edisu.piemonte.it/it/servizi/abitare/residenze-universitarie/residenza-universitaria-quintino-sella
  26. ^ https://www.edisu.piemonte.it/it/servizi/abitare/residenze-universitarie/residenza-universitaria-dal-pozzo
  27. ^ [2]
  28. ^ [3]
  29. ^ http://www.atlvalsesiavercelli.it/vercelli_museo_farmacia_ita.php
  30. ^ http://www.lastampa.it/2014/06/07/edizioni/vercelli/manifesti-foto-e-costumi-depoca-nato-il-museo-del-teatro-AJ6afVaHyd37kcvOU8zqoI/pagina.html
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  65. ^ Aero Club Vercelli | Voglia di volare!, su www.aeroclubvercelli.it. URL consultato il 5 ottobre 2017.
  66. ^ Trasporti della città, su comune.vercelli.it.
  67. ^ a b [4]
  68. ^ [5]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Vercelli, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
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