Desio

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Desio
comune
Desio – Stemma Desio – Bandiera
La Torre del Palagi nel parco Tittoni a Desio
La Torre del Palagi nel parco Tittoni a Desio
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Monza e della Brianza-Stemma.png Monza e Brianza
Amministrazione
Sindaco Roberto Corti[1] (PD) dal 30/05/2011
Territorio
Coordinate 45°37′00″N 9°13′00″E / 45.616667°N 9.216667°E45.616667; 9.216667 (Desio)Coordinate: 45°37′00″N 9°13′00″E / 45.616667°N 9.216667°E45.616667; 9.216667 (Desio)
Altitudine 196 m s.l.m.
Superficie 14,76 km²
Abitanti 41 655[2] (30-11-2014)
Densità 2 822,15 ab./km²
Frazioni San Carlo, San Giorgio, San Giuseppe
Comuni confinanti Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Lissone, Muggiò, Nova Milanese, Seregno, Varedo
Altre informazioni
Cod. postale 20832
Prefisso 0362
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 108023
Cod. catastale D286
Targa MB
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Desiani
Patrono Madonna del Rosario, prima Domenica di ottobre
Giorno festivo Lunedì successivo alla prima Domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Desio
Desio
Posizione del comune di Desio nella provincia di Monza e della Brianza
Posizione del comune di Desio nella provincia di Monza e della Brianza
Sito istituzionale

Desio (Dés in dialetto brianzolo[3]), è un comune italiano di 41.391 abitanti della provincia di Monza e Brianza.

Fin dagli inizi del secolo XX, contrariamente ai comuni limitrofi, ha sviluppato un notevole comparto industriale, soprattutto nel ramo del tessile, con il Lanificio Targetti, lo Stabilimento del Porta, poi divenuto Gavazzi, per la seta, il cotonificio Tessitura di Desio. È sede del Gruppo Banco di Desio. Ha ospitato anche l'Autobianchi, entrata successivamente nell'orbita della Fiat.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

San Giovanni Bono, arcivescovo di Milano, fece costruire la prima chiesa parrocchiale di Desio

Le origini dell'abitato di Desio sembrerebbero risalire all'epoca preromana, al tempo della dominazione dei galli insubri. Di questo periodo è stata infatti trovata un'ara sacrificale che porta incisa una dedicazione agli dei mani.

Secondo la toponomastica, il nome della città deriverebbe dall'espressione latina ad decimum in quanto il villaggio era situato a circa dieci miglia romane da Milano, mentre secondo altre fonti il nome sarebbe da far derivare dal dio romano Giove, a sua volta derivato dal greco Zeus, trasformato poi in Deus e quindi in Deussio, nome con cui il borgo rimase noto sino al X secolo.

Il borgo, noto col toponimo di "Deussio", già all'epoca doveva trovarsi in una posizione strategica in campo commerciale dal momento che era situato lungo la strada che univa Milano a Como.

Desio iniziò ad acquisire rilevanza a partire dall'anno 649, quando l'arcivescovo di Milano, San Giovanni Bono, diede ordine di edificare a Desio una chiesa parrocchiale, dedicandola ai santi Siro e Materno, facendola rientrare nel suo progetto di conversione delle popolazioni di origine longobarda che evidentemente abitavano l'intera area. A questa chiesa fecero seguito quelle di San Giovanni Battista, di San Bartolomeo e del Santo Crocifisso nonché l'oratorio di San Pietro.

Da questa primitiva chiesa, nel corso di tutto il medioevo, crebbe e si sviluppò la Pieve di Desio che fece acquisire al borgo una notevole preminenza su molti altri centri abitati dell'area al punto che già nel XIII secolo Goffredo da Bussero nel suo Liber Notitiæ Sanctorum Mediolanensis la descriveva come a capo di quarantadue parrocchie.

La Battaglia di Desio ed il periodo medievale[modifica | modifica wikitesto]

Scena della Battaglia di Desio raffigurata ad affresco nella Rocca di Angera.

Il borgo di Desio rimase coinvolto nella lotta tra comuni e impero e venne quindi distrutta come altri centri abitati da Federico Barbarossa nella sua calata in Italia. Dopo la Battaglia di Legnano, la città venne occupata dalla famiglia dei Torriani.

La fama di Desio nel medioevo rimase particolarmente legata ad un episodio che vide la cittadina protagonista della scalata al potere dei Visconti per l'acquisizione del dominio su Milano: il 21 gennaio 1277, infatti, le fortificazioni evidentemente già presenti nel borgo vennero sfruttate dalle rispettive parti per lo scontro tra i Visconti e le forze di Napo Torriani.

Lo scontro terminò con la vittoria di Ottone Visconti che a Desio catturò anche Guido della Torre e lo tenne prigioniero. Il Visconti inaugurò così i domini della propria dinastia su Milano che perdurarono sino al 1450 con l'avvento degli Sforza.

A questo stesso periodo risale la fondazione di un convento francescano che rimase attivo sino al 1777 quando venne soppresso e le sue strutture acquisite dalla famiglia Cusani. Sempre in paese trovò posto un insediamento produttivo diretto dai frati Umiliati per la produzione e la lavorazione della lana che incrementò notevolmente l'occupazione locale.

Nel corso del Trecento, Desio divenne una delle dimore di campagna preferite di Bernabò Visconti che qui fece erigere un castello con relativo fossato come residenza di caccia. I Visconti rimasero feudatari del borgo sino al 1429 quando la cittadina passò sotto la proprietà dei conti di Rho a cui rimase sino alla fine del secolo quando passò in dote a Ippolita, figlia di Ettore Fioramonte, sposa a sua volta di Ludovico Malaspina. Pur negli anni successivi, i conti di Rho rimasero comunque i principali possidenti dell'area: ancora nel catasto di Carlo V del 1521 ai fratelli conti Ottaviano e Scipione Rho, sono assegnate 1012 pertiche di terreno.

Dal Cinquecento alla fine del Settecento[modifica | modifica wikitesto]

Antonio de Leyva fu feudatario di Desio.

Con il venire meno dell'influenza del Sforza sul ducato di Milano e col tracollo segnato dall'ultima parte del governo di Ludovico il Moro, l'area del milanese venne scossa a fine Quattrocento da pesanti guerre che ne fiaccarono anche il contado. La città di Desio venne saccheggiata dai Lanzichenecchi che diedero fuoco al borgo intero e di cui ci ha lasciato testimonianza diretta anche Leonardo Da Vinci che ha fissato la scena dell'incendio in un disegno a schizzo oggi conservato nelle Collezioni Reali inglesi.

Dall'inizio del Cinquecento, la famiglia di Malaspina venne costretta a cedere il feudo agli spagnoli ed iniziò da qui un periodo di notevole decadenza per la città di Desio, colpita più volte dalla peste e da varie epidemie che provocarono la morte e l'emigrazione della popolazione, al punto che a metà Cinquecento essa contava appena 500 anime.

Con il dominio spagnolo dal Cinquecento e sin quasi alle soglie dell'epoca napoleonica, il paese rimase infeudato alla famiglia Mendoza de Leyva, già signori di Monza (fu membro di questa famiglia la famosa Monaca di Monza descritta dal Manzoni nei Promessi Sposi). Questo fatto contribuì a gravare ulteriormente la situazione economica della città di Desio, dal momento che essa venne chiamata a coprire le spese per l'alloggiamento delle truppe spagnole impegnate sul territorio.

San Carlo Borromeo, che visitò più volte il borgo, si prefissò di riordinare la vita religiosa del paese e sostenne fermamente il progetto affidato all'architetto Pellegrino Tibaldi di realizzare una nuova chiesa parrocchiale. Il cantiere, però, vide la luce solo nel 1652 e si concluse nel 1744 con la consacrazione del nuovo tempio sacro ad opera dell'arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli.

La ripresa economica del paese si ebbe solo con l'arrivo degli austriaci nel Settecento ed in particolare grazie al governo dell'imperatrice Maria Teresa dove iniziò a notarsi anche una sensibile ripresa demografica grazie anche alle recenti opportunità di lavoro createsi sul territorio. Il marchese Ferdinando Cusani, infatti, che aveva ereditato dai suoi antenati numerosi fondi a Desio ed una piccola villa di campagna, decise di ampliarla ed affidò a Giuseppe Piermarini l'incarico di costruirla.

Dall'Ottocento ai giorni nostri[modifica | modifica wikitesto]

Papa Pio XI nacque a Desio nel 1857.

L'iniziale lenta ma progressiva crescita economica di Desio, ebbe una brusca accelerazione nel periodo immediatamente successivo all'unità d'Italia quando aprì i battenti il setificio "Egidio & Pio Gavazzi" che nel giro di pochi anni divenne uno dei principali setifici a livello mondiale.

Oltre al settore tessile, conobbe un grande sviluppo anche quello meccanico e quello del mobile.

Intanto la comunità cittadina si impegnò dalla fine del secolo per l'ampliamento dell'antica chiesa prepositurale con la costruzione di una grande cupola. La chiesa venne solennemente riconsacrata dall'arcivescovo Andrea Carlo Ferrari nell'agosto del 1895.

In breve tempo la città crebbe vertiginosamente al punto che già nel 1924 ottenne il riconoscimento del titolo di "città", grazie anche all'influenza di un suo eminente cittadino, Achille Ratti, divenuto due anni prima papa col nome di Pio XI.

Col boom economico seguito al secondo dopoguerra, si inaugurò una nuova fase di espansione della città con la creazione di parecchi insediamenti produttivi, primo tra tutti lo stabilimento automobilistico Autobianchi.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Desio-Stemma.png

La descrizione araldica dello stemma è la seguente:[4]

« Bandato d'argento e di rosso. Ornamenti esteriori da città. »
(Descrizione araldica dello stemma.)
« Drappo di bianco, ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione del Comune. »
(Descrizione araldica del gonfalone)
« Rettangolare, suddivisa orizzontalmente in due parti, una bianca ed una rossa, reca al centro lo stemma cittadino. »
(Descrizione araldica della bandiera.)

Lo stemma del Comune di Desio è tradizionalmente fatto derivare dallo stemma dell'antica famiglia lombarda dei "da Dexio" da cui si pensa che il borgo possa avere tratto la propria denominazione.[5] Nella blasonatura della famiglia, però, lo stemma viene descritto come un "Bandato di rosso e d'argento", mentre nel caso dello stemma comunale di Desio esso appare come un "Bandato d'argento e di rosso", segno evidentemente di richiamo allo stemma gentilizio da cui però l'entità comunale nei secoli ha voluto differenziarsi.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Basilica dei Santi Siro e Materno[modifica | modifica wikitesto]

Desio Basilica di San Siro e Materno
Monumento a papa Pio XI

In pieno centro cittadino, presso piazza Conciliazione, sorge l'antica Basilica dei Santi Siro e Materno, chiesa parrocchiale della città di Desio. L'edificio attualmente presente è frutto di modificazioni e rifacimenti del primitivo tempio di culto fondato attorno alla metà del VII secolo dall'allora arcivescovo milanese San Giovanni Bono, come ricorda la tradizione per sancire la conversione dei longobardi della zona al cattolicesimo. L'edificio era all'epoca articolato su tre navate ed orientato verso l'asse est-ovest. Al suo interno, oltre all'altar maggiore, si trovavano due altari laterali.

La torre campanaria che ancora oggi è possibile vedere, ha origini risalenti all'inizio del Quattrocento quando questo dovette essere ricostruito dopo che il precedente era stato incendiato dai ghibellini milanesi per snidare i guelfi che vi si erano assediati all'interno. La base dell'antica torre campanaria, venne inglobata nel '500 al resto della chiesa per andare a comporre il battistero. Il suo concerto di campane realizzato dal fonditore varesino Felice Bizzozero nel 1843. Sono state effettuate quattro incisioni discografiche di queste campane, e nel 2003 la città di Desio ha ospitato il Raduno Nazionale Campanari.

Fu infatti San Carlo Borromeo a volere la ricostruzione e l'ampliamento della chiesa di Desio ed incarico il famoso architetto Pellegrino Tibaldi di stendere alcuni progetti che ad ogni modo non vennero cantierati. Nel 1652, finalmente, si aprì ufficialmente il cantiere per la nuova basilica con il progetto di demolire gran parte delle strutture esistenti per la nuova costruzione. Il progetto venne affidato a Camillo Ciniselli, architetto della fabbrica del Duomo di Milano, mentre i lavori furono eseguiti sotto la direzione del capomastro Pietro Pozzi. La chiesa venne costruita nei cento anni successivi, venendo consacrata solennemente solo nel 1744 dall'arcivescovo milanese Giuseppe Pozzobonelli.

Nell'Ottocento la chiesa venne decorata internamente e venne ulteriormente ampliata con la costruzione del transetto e l'elevazione della grande cupola del presbiterio per l'aumento della popolazione e l'insufficienza della capienza dell'aula. Nel 1857 in questa chiesa venne battezzato il futuro Pio XI. Dopo gli ultimi lavori, la basilica venne consacrata dal cardinale Andrea Carlo Ferrari il 24 agosto 1895.

A lato della Basilica è la piccola chiesa di Santa Maria.[6]

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Sacro Cuore (via Segantini)
  • S. Francesco (via G. Giusti)
  • Santuario del Santo Crocifisso (via Lampugnani)
  • Santa Maria (via S. Maria)
  • parrocchia dei S.S Pietro e Paolo (via S. Caterina)
  • Santuario Madonna Pellegrina (via Milano)
  • parrocchia San Pio X (via Garibaldi)
  • parrocchia San Giovani Battista (via Di Vittorio),
  • San Rocco (via Monte Rosa)
  • parrocchia Sant'Apollinare (piazza Carendon, fraz. San Giorgio).
  • S. Giuseppe (fraz. San Giuseppe)

Cappelle[modifica | modifica wikitesto]

  • Madonna del Pilastrell
  • Madonna dei Boschi
  • Santa Eurosia
  • Santa Liberata
  • Cappella dei Caduti
  • Cappella degli Alpini
  • SS. Siro e Materno

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Villa Cusani Tittoni Traversi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Villa Cusani Tittoni Traversi.
La Villa Cusani Tittoni Traversi a Desio, neoclassica opera dell'architetto Giuseppe Piermarini, successivamente rimaneggiata da Pelagio Palagi.

Fra le costruzioni di maggior rilievo della città di Desio merita una menzione particolare Villa Cusani Tittoni Traversi (XVIII secolo), ideata e progettata dall'architetto Giuseppe Piermarini per conto della ricca famiglia milanese dei marchesi Cusani che qui possedettero proprietà dal XVII secolo. Dal 2003, sede del Museo dedicato allo scultore milanese (Giuseppe Scalvini), vi sono conservate trentacinque sculture tra gessi cere e bronzi e oltre venti disegni originali del Maestro milanese. Curatrice della donazione è l'Associazione Amici del Museo Scalvini, con sede in Desio.

All'interno del suo parco, che originariamente aveva dimensioni ben più estese rispetto all'attuale è situata la Torre del Palagi (sec. XIX), progettata dall'architetto bolognese Pelagio Pelagi. Attualmente è sede di un museo di minerali, ed in precedenza il complesso di cui fa parte ha ospitato un convento francescano.

Altre ville[modifica | modifica wikitesto]

Villa Cusani Tittoni Traversi, la facciata verso il giardino
Villa Cusani Tittoni Traversi, particolare di un interno.

Statue e lapidi[modifica | modifica wikitesto]

La Stazione FS è fra le poche al mondo ad essere ubicata sopra un ponte.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT, al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 3.244 persone, pari al 7,97% di tutti i residenti. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:[8]

  1. Romania, 766
  2. Pakistan, 655
  3. Ecuador, 223
  4. Ucraina, 216
  5. Albania, 205
  6. Marocco, 196
  7. Perù, 127
  8. Tunisia, 122
  9. Cina, 101
  10. Moldavia, 78

Religione[modifica | modifica wikitesto]

A Desio operano numerosi istituti religiosi: le Ancelle della Carità, che vi hanno la loro casa provincializia, le Sorelle di Santa Gemma Galgani, dedite alla pastorale parrocchiale, le Figlie della Croce, che vi gestiscono una scuola, la Pia Società di San Francesco Saverio per le Missioni Estere, con una casa di formazione per seminaristi.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Indicata dai Romani come Ad decimum (ossia alla decima pietra miliare sulla strada da Milano a Como), nel medioevo (20 gennaio 1277) Desio fu teatro di una grande battaglia (Battaglia di Desio) tra i Visconti e i Della Torre (Torriani)[9] per il predominio nella città di Milano, con la vittoria di Ottone Visconti. A Desio si svolge una rievocazione della battaglia: un corteo di oltre cinquecento figuranti vestiti con abiti che ricordano quelli dell'epoca si snoda per le vie di Desio percorrendo le varie contrade (Piazza, Büsasca, Bassa, Dügana, SS. Pietro e Paolo, S.Pietro al Dosso, S. Carlo, S. Giorgio, Prati, Foppa, S. Giovanni) per poi terminare nella piazza, dove viene disputata la tradizionale staffetta con gli zoccoli in cui le contrade si sfidano. La manifestazione è chiamata Palio degli Zoccoli.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Collegio Arcivescovile "Pio XI"
  • Collegio "Paola Di Rosa"
  • Istituto Tecnico Industriale Statale "Enrico Fermi"
  • Liceo Scientifico e Classico "Ettore Majorana"

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca Civica di Desio fa parte del Sistema Bibliotecario BrianzaBiblioteche.

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Cittadino di Monza e Brianza
  • Il Giornale di Desio, settimanale d'informazione in edicola ogni martedì.
  • Desio Brianza live, poi denominato Brianza live, rivista bimensile sulle eccellenze dell'area
  • Il Punto, periodico di attualità dedicato a Desio e alla Brianza

Persone legate a Desio[modifica | modifica wikitesto]

Don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione.
Milena Gabanelli durante Report sulla Rai
Papa Pio XI, nato a Desio nel 1857 - Il Papa dei Patti Lateranensi del 1929
  • Marco Sportiello (1992): portiere dell'Atalanta.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Madonna del Rosario: patrono della città, si celebra la prima domenica del mese di ottobre. In questa occasione, viene organizzata la FAIC - Fiera dell'artigianato, dell'industria e del commercio presso l'area espostiva di piazza Don Giussani. È tradizione cucinare la torta paesana, dolce tipico brianzolo a base di pane, cacao, latte e biscotti secchi;
  • Palio degli Zoccoli (vedi Storia e Folklore): si celebra nel mese di giugno;
  • Sagra di San Giuseppe: è ospitata nelle vie dell'omonima frazione nel mese di marzo;
  • Festa di San Rocco: è celebrata la prima domenica del mese di settembre nel quartiere Cascina Bolagnos. È l'appuntamento tradizionale che segna la fine della stagione estiva. Molto apprezzati la cucina ed i fuochi artificiali, che richiamano annualmente migliaia di partecipanti.
  • Festa di Cristo Re dell'Universo, sagra della contrada Dügana e festa del Santuario del Santo Crocifisso. Cade in novembre.
Tram sulla Milano-Desio, in transito davanti alla Basilica, nel 1996.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Desio è posta sulla linea ferroviaria Chiasso-Milano, ed è servita dai treni suburbani delle linee S9 e S11.

Tra il 1982 e il 2011, Desio fu capolinea della tranvia interurbana Milano–Desio, gestita dall'ATM, che in passato proseguiva verso nord in direzione di Giussano e Carate Brianza. Dal 1910 al 1952 fu anche servita dalla tranvia Monza–Meda–Cantù.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gonfalone civico
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1994 1995 Stefano Fontana Lega Nord Sindaco [10]
1995 1995 Antonio Pusateri - Commissario prefettizio
1995 2000 Luigi Mariani PDS, PPI, PRC Sindaco
2000 2005 Salvatore Pugliese FI, Lega Nord, AN Sindaco
2005 2010 Giampiero Mariani FI, Lega Nord, AN, UDC, liste civiche Sindaco [11][12][13]
2010 2011 Maria Carmela Nuzzi - Commissario prefettizio
2011 - Roberto Corti PD, IDV, lista civica Desio Viva, Lista civica La sinistra per Desio Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La massima espressione sportiva cittadina è rappresenta dalla Pallacanestro Aurora Desio, militante nel campionato di Divisione Nazionale B e vanta fra gli anni ottanta e anni novanta 10 stagioni consecutive fra serie A1 e A2 prima del fallimento nel 1994.

Le due squadre cittadine di calcio sono l'Associazione Calcio Desio che milita in Promozione, e l'Unione Sportiva Aurora Desio, che milita in Seconda Categoria, e che ha dato inizio alla carriera di diversi campioni del passato, tra cui Gabriele Oriali: l'Aurora ha siglato un gemellaggio per la legalità, di eco nazionale, con la prima e unica Scuola calcio Etica d'Italia, lo Sporting Gioiosa, gestita da Libera; inoltre ha avviato per prima in Italia il progetto innovativo "The other foot", nato in Scozia, per addestrare il piede debole dei giovani calciatori. A Desio è presente inoltre la squadra di nuoto Team Lombardia.

Altra società sportiva è la Ginnastica San Giorgio '79, società di ginnastica ritmica che milita in Serie A1. Grazie ai suoi successi e potendo disporre di una struttura ampia quale il PalaDesio, è diventata la sede del centro Tecnico Federale della squadra nazionale di ginnastica ritmica

Ha sede nel Comune la Scherma Desio, fondata nel 1989, che ha conquistato titoli nazionali negli anni novanta ed è centro federale per la formazione dei Tecnici.

La città dispone del PalaDesio, una struttura con una capienza di 6.700 posti.

Desio ha ospitato l'ultima tappa del Giro d'Italia femminile 2008.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, la famiglia Tagliabue nascose e protesse dalla deportazione nella propria casa a Desio tre ebrei milanesi, con i quali erano casualmente entrati in contatto all'ospedale di San Giorgio. Per questo loro impegno di solidarietà, il 6 settembre 1989, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito ai coniugi Luigi e Angela Tagliabue l'alta onorificenza dei giusti tra le nazioni.[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ministero dell'Interno - Elezioni comunali del 29 e 30 maggio 2011 - II turno Desio. URL consultato il 30 maggio 2011.
  2. ^ [1]
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 249.
  4. ^ Vedi qui
  5. ^ Lo stemma di questa famiglia è minato a pag. 130 dello Stemmario Trivulziano
  6. ^ (EN) Catrholic.org. Basilicas in Italy
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Statistiche demografiche ISTAT - Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 19 agosto 2012.
  9. ^ Enciclopedia Rizzoli Larousse, VI, Milano, R.C.S. Libri S.p.A., 2003, p. 680
  10. ^ Decaduto dall'ufficio a seguito delle dimissioni dei consiglieri comunali. Cfr. Viviana Magni, Lega rovescia Lega Desio torna al voto in Corriere della Sera, 17 maggio 1995. URL consultato il 30 maggio 2011.
  11. ^ Eletto: Ministero dell'Interno - Elezioni comunali del 3 aprile 2005 Desio. URL consultato il 30 maggio 2011.
  12. ^ Rieletto: Ministero dell'Interno - Elezioni comunali del 28 marzo 2010 Desio. URL consultato il 30 maggio 2011.
  13. ^ Decaduto dall'ufficio per le dimissioni di diciassette consiglieri comunali. Cfr. Rodolfo Sala, ' Ndrangheta al Nord, salta il comune di Desio in repubblica.it, 27 novembre 2010. URL consultato il 30 maggio 2011.
  14. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), pp.2256-26.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • P. Malberti e A. Barzaghi, Storia di Desio, Desio, 1963
  • A. Cappellini, Desio e la sua pieve, Desio, 1972
  • E. Brioschi, Notizie storiche sulla battagli di Desio in 1° Pallio degli Zoccoli, Desio, 1989
  • E. Brioschi, In burgo de Dexio in 3° Pallio degli Zoccoli, Desio, 1991

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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