Domaso

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Domaso
comune
Domaso – Stemma
Domaso – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoPietro Angelo Leggeri (lista civica) dal 30-3-2010
Territorio
Coordinate46°09′N 9°20′E / 46.15°N 9.333333°E46.15; 9.333333 (Domaso)Coordinate: 46°09′N 9°20′E / 46.15°N 9.333333°E46.15; 9.333333 (Domaso)
Altitudine216 m s.l.m.
Superficie6,28 km²
Abitanti1 489[1] (30-11-2019)
Densità237,1 ab./km²
FrazioniGaggio, Pozzolo
Comuni confinantiColico (LC), Gravedona ed Uniti, Livo, Peglio, Vercana, Dongo
Altre informazioni
Cod. postale22013
Prefisso0344
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013089
Cod. catastaleD329
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantidomasini (in dialetto lécapiatt)
Patronosan Bartolomeo
Giorno festivo24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Domaso
Domaso
Domaso – Mappa
Posizione del comune di Domaso nella provincia di Como
Sito istituzionale

Domaso (Dumáas in dialetto comasco[2][3], pronuncia fonetica IPA: /duˈmɑːs/) è un comune italiano di 1 489 abitanti[1] della provincia di Como in Lombardia. Si trova a 52 km dal capoluogo, nella zona dell'alto Lario Occidentale, alla foce del fiume Livo. Fa parte della Comunità montana dell'Alto Lario Occidentale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Da Domaso, in epoca romana, passava la via Regina, strada romana che collegava il porto fluviale di Cremona (la moderna Cremona) con Clavenna (Chiavenna) passando da Mediolanum (Milano).

Gli annessi agli Statuti di Como del 1335 riportano Domaso come il comune che, all'interno della pieve di Gravedona, ha in carico la manutenzione del tratto della Via Regina da ”… predicto tramite usque ad medium molum de Vercana”[4].

Ai tempi del Ducato di Milano, dalla fine del XV secolo il comune di Domaso seguì per circa tre secoli il destino del feudo delle cosiddette "Tre Pievi superiori" di Dongo, Gravedona e Sorico[4].

Nel 1751 il territorio del comune di Domaso comprendeva già i cassinaggi di Maglio, “Primo Molino”, “Secondo Molino”, “Terzo Molino”, Gaggio e “Pozzolo discosto”[4].

Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'accorpamento di Vercana nel comune di Domaso[5][6], decisione che fu tuttavia revocata con la Restaurazione[7].

Una riaggragazione del comune di Vercana avvenne nel 1928, quando il territorio di Domaso venne esteso anche al soppresso comune di Livo. Entrambi i comuni vennero poi ricostituiti nel 1950[8].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Lunetta sul portale della chiesa di San Giovanni Battista a Domaso.

Per la storia della diffusione della fede cattolica e degli edifici sacri vedi anche[9]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Bartolomeo - Ricostruzione barocca di una chiesa precedente[10] attestata nella pieve di Gravedona già al termine del XIII secolo[11].
  • Chiesa di San Giovanni Battista - Chiesa sconsacrata della seconda metà del XV secolo, edificata nel luogo ove si trovava una precedente cappella dedicata a S. Caterina d'Alessandria, risalente probabilmente al XII secolo[12]. Ospita numerosi affreschi raffiguranti le scene di San Giovanni Battista. Ancora oggi la chiesa è un luogo molto apprezzato dai turisti.
  • Chiesa di sant'Antonio Abate o chiesa dei frati chiamata così perché una volta c'era un convento. Costruita tra il 1624 e il 1646[13], la chiesa è appena stata ristrutturata. L'interno è formato da una navata singola, nella quale si innestano due cappelle laterali e un presbiterio rialzati[13]. Il pavimento a sinistra dell'ingresso ospita una lastra in pietra che nasconde una botola che conduce a un ossario interrato[13]. Il tetto, ricoperto in lastre di pietra della Valmalenco, è dotato di un piccolo campanile a vela[13].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

A Domaso si trova la settecentesca Villa Camilla (prima metà del XVII secolo)[14], dimora della famiglia Sebregondi e poi degli inglesi Hill, oggi e sede dell'amministrazione comunale: gli interni sono decorati da affreschi ed è posta in un giardino di camelie.

Altra caratteristica interessante è la qualificazione decorativa delle facciate delle case lungo la via Regina, che sono ornate da affreschi votivi, portali in pietra e stemmi gentilizi, fatto che confermerebbe l'importanza della strada dal punto di vista commerciale, una via privilegiata per connettere il lago alla Svizzera.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Demografia pre-unitaria

  • 1751: 700 abitanti[4]
  • 1771: 915 abitanti[15]
  • 1805: 1 002 abitanti[5]
  • 1809: 1 689 abitanti (dopo l'annessione di Vercana)[5]
  • 1853: 1 398 abitanti[16]

Demografia post-unitariaAbitanti censiti[17]

La penisola di Piona vista dalla spiaggia di Domaso

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è formato da un centro storico, in riva al lago, e due frazioni, Pozzolo e Gaggio. Il borgo antico si sviluppa lungo l'Antica Via Regina e presenta un impianto urbano caratterizzato da ripide viuzze che, dalle case a portico sul lago, attraverso archi e sottopassi, si inerpicano verso monte.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Domaso non è molto servito da mezzi pubblici non essendoci la ferrovia. Però dispone di uno scalo per battelli e aliscafi, principalmente nella stagione estiva, ma anche in inverno.

La cittadina è anche attraversata dalla statale Regina (SS 340dir) Gera Lario-Menaggio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 252.
  3. ^ Per il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria.
  4. ^ a b c d Comune di Domaso, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  5. ^ a b c Comune di Domaso, 1798 - 1815 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  6. ^ Comune di Vercana, 1798 - 1815 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  7. ^ Comune di Vercana, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  8. ^ Comune di Domaso, 1859 - [1971] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  9. ^ Caprioli et alii, 1986, 59, 79, 109, 117, 183, 185, 243.
  10. ^ Chiesa di S. Bartolomeo - complesso, Piazza Chiesa - Domaso (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 2 maggio 2020.
  11. ^ Parrocchia di San Bartolomeo, sec. XVI - [1989] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  12. ^ Chiesa di S. Giovanni Battista - complesso, Via San Giovanni - Domaso (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 2 maggio 2020.
  13. ^ a b c d Chiesa di S. Antonio, Piazza Trento - Domaso (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 2 maggio 2020.
  14. ^ Villa Camilla - complesso, Corso Garibaldi, 69 - Domaso (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 2 maggio 2020.
  15. ^ Comune di Domaso, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  16. ^ Comune di Domaso, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adriano Caprioli, Antonio Rimoldi, Luciano Vaccaro (a cura di), Diocesi di Como, Editrice La Scuola, Brescia 1986.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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