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Monguzzo

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Monguzzo
comune
Monguzzo – Stemma Monguzzo – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Monguzzo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
Sindaco Marco Sangiorgio (lista civica MonguzzoInsieme) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 45°47′N 9°14′E / 45.783333°N 9.233333°E45.783333; 9.233333 (Monguzzo)Coordinate: 45°47′N 9°14′E / 45.783333°N 9.233333°E45.783333; 9.233333 (Monguzzo)
Altitudine 320 m s.l.m.
Superficie 3,73 km²
Abitanti 2 288[2] (31-12-2013)
Densità 613,4 ab./km²
Frazioni Nobile, Bassetto e Fornace, Cascina Bindella, Cascina Enrichetta, Cascina Nuova, Cascina S. Biagio, Cascina Solferino, Poggio Castello, Poggio Cavolto, Sceria[1]
Comuni confinanti Albavilla, Alserio, Anzano del Parco, Erba, Lurago d'Erba, Merone
Altre informazioni
Cod. postale 22040
Prefisso 031
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 013153
Cod. catastale F372
Targa CO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 524 GG[3]
Nome abitanti monguzzesi
Patrono san Biagio
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monguzzo
Monguzzo
Posizione del comune di Monguzzo nella provincia di Como
Posizione del comune di Monguzzo nella provincia di Como
Sito istituzionale

Monguzzo (Mongüzz in dialetto brianzolo, pronuncia fonetica IPA: /moŋˈgytʦ/) è un comune italiano di 2.288 abitanti[2] della provincia di Como in Lombardia. Nel comune, situato a circa 18 km da Como, 45 km da Milano e 20 km da Lecco, sorge un antico castello che risale alla prima età medievale, oggi proprietà dell'Ordine dei Fatebenefratelli. Sul territorio comunale è inoltre presente un Santuario recentemente restaurato dedicato alla Madonna di Lourdes. Il paese è immerso nel suggestivo verde dell'Alta Brianza ed offre numerose possibilità di escursione nei boschi del Parco regionale della Valle del Lambro.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Monguzzo si trova nell'Alta Brianza, in una zona prettamente collinare caratterizzata da numerose balze; l'altitudine varia da un minimo di 247 metri (al confine con la località Baggero del Comune di Merone) ad un massimo di 366 metri, corrispondente alla vetta del colle su cui sorge il castello.

Il confine settentrionale del territorio comunale è costituito dal lago di Alserio, su cui tuttavia non si affaccia direttamente il paese; tra la zona abitata ed il lago vi è infatti una larga fascia boschiva (cosiddetto "Bosco della Buerga").
Due sono i corsi d'acqua più rilevanti:

  • il fiume Lambro, che lambisce il territorio comunale nella sua parte sud-orientale
  • la roggia Cavolto, che nasce alle pendici del colle più alto e, dopo aver segnato gran parte del confine meridionale del territorio comunale, forma i laghetti dell'Oasi di Baggero e si getta nel Lambro.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Come tutta la parte collinare briantea, il clima di Monguzzo può essere classificato continentale. Pertanto, gli inverni sono abbastanza piovosi e rigidi, le mezze stagioni brevi e miti e le estati torride e molto umide. Tuttavia il clima risulta mitigato dalla vicinanza dei laghi di Alserio e Pusiano[4].

Il Comune di Monguzzo è stato classificato come zona climatica E dal DPR 26 agosto 1993, n. 412, per via dei suoi 2524 gradi giorno; pertanto, l'esercizio degli impianti termici è consentito dal 15 ottobre al 15 aprile di ogni anno per 14 ore al giorno al massimo[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Castello feudale

Le vicende storiche di Monguzzo sono strettamente legate a quelle del castello, il suo monumento più importante. Le prime notizie risalgono al 920: in questa data il re d'Italia Berengario, che aveva fatto costruire diverse fortezze sulle sommità dei colli brianzoli per contrastare l'avanzata degli Ungari, aveva assegnato alla Basilica di San Giovanni di Monza la corte di Calpuno, che comprendeva la collina monguzzese.

Passato prima ad Ottone III (1000) e poi nuovamente ai canonici monzesi (1196), il territorio di Monguzzo fu al centro di una disputa riguardo al suo possesso, che si concluse nel 1209 a favore di questi ultimi. Nello stesso anno si hanno notizie di un'insurrezione dei Monguzzesi contro la Basilica di Monza a causa delle tasse e delle gabelle a cui erano assoggettati.
Intorno al 1250 Monguzzo passò sotto il diretto controllo della Camera Ducale fino al 2 agosto 1380, quando il duca Gian Galeazzo Visconti donò il castello al condottiero Jacopo Dal Verme. La zona rimase feudo dei Dal Verme fino all'espropriazione di tutti i beni di questa famiglia da parte di Ludovico il Moro; in seguito, nel 1486, il feudo di Monguzzo fu donato da Gian Galeazzo Sforza a Giovanni II Bentivoglio, signore di Bologna.

Nel 1527 il condottiero Gian Giacomo Medici, detto il Medeghino, si impadronì del castello a spese di Alessandro Bentivoglio e vi si insediò fino al 1531, quando le truppe spagnole e sforzesche lo riconquistarono e lo riaffidarono al Bentivoglio.

Nel 1562 i Bentivoglio lasciarono il feudo: da quel momento il territorio di Monguzzo diminuisce sempre di più per le continue cessioni ed i piccoli infeudamenti; i principali feudatari di Monguzzo divennero i Novati, che poi nel 1684 cedettero parzialmente ai Rosales. Questi ultimi nel 1739 riuscirono a dimostrare il possesso del castello.
Nella prima metà del XIX secolo il castello di Monguzzo fu base strategica della Carboneria, tanto che i Rosales, per sfuggire ai governativi, dovettero lasciare il paese.

Come tutta la Lombardia - ad eccezione della Provincia di Mantova -, Monguzzo fu annesso al Regno di Sardegna nel 1859 a seguito della seconda guerra d'indipendenza ed entrò a far parte del Regno d'Italia nel 1861.

Durante la seconda guerra mondiale Monguzzo fu attivo centro della Resistenza italiana: nell'ottobre 1943 fu costituita una formazione partigiana con il compito di recuperare armi, divulgare la stampa clandestina, aiutare i partigiani sulle montagne, assistere le famiglie degli sbandati ed effettuare staffette. La liberazione del paese dai Nazifascisti avvenne il 25 aprile 1945, giorno in cui la formazione partigiana di Monguzzo prese possesso del Municipio.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Come molte località italiane che hanno la stessa conformazione morfologica[6], il toponimo "Monguzzo" deriva dal latino mons acutus, cioè "monte acuto": chiaro il riferimento alla collina su cui è situato il paese e sulla cui cima si erge il castello.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Concesso con decreto del Presidente della Repubblica del 1º ottobre 1974[7], lo stemma di Monguzzo raffigura un castello rosso su fondo oro, con due torri ai lati, due finestre ed un portone aperti; ciascuna torre ha tre merli alla guelfa ed una fiamma rossa in cima; in punta e nei cantoni destro e sinistro ci sono tre vette di una montagna di colore verde[8].

Gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

Il gonfalone di Monguzzo, concesso con lo stesso decreto dello stemma, è costituito da un drappo diviso in due bande orizzontali di uguali dimensioni: la parte superiore è di colore verde, quella inferiore di colore giallo; al centro vi è lo stemma comunale sormontato dalla scritta argentea "Comune di Monguzzo"[9].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Ss. Biagio e Sebastiano[modifica | modifica wikitesto]

Ss. Biagio e Sebastiano

È la chiesa parrocchiale del paese, situata all'angolo tra le vie A. Manzoni e Chiesa, poco distante dal castello feudale. La sua costruzione è iniziata alla fine del XIX secolo come nuova parrocchia dedicata a San Biagio, in un luogo facilmente raggiungibile sia dagli abitanti di Monguzzo che da quelli di Nobile. Nel 1890 viene aggiunta la dedicazione a San Sebastiano[10]; la sua consacrazione è avvenuta il 15 ottobre 1898, ad opera del cardinale Andrea Ferrari[11]. All'interno della chiesa, rimaneggiata alla fine del XX secolo, c'è una statua raffigurante San Biagio.

Santuario della Madonna di Lourdes[modifica | modifica wikitesto]

Santuario

È situato nel rione San Biagio, in via Santuario, sulla sommità di una collina a nord-est dell'abitato. Le sue prime notizie risalgono al X secolo[12]; è stata chiesa parrocchiale dedicata a San Biagio[13] fino alla costruzione della nuova chiesa e, successivamente, è stata trasformata nell'attuale Santuario dedicato alla Madonna di Lourdes. Il nuovo edificio è stato inaugurato dal cardinale Andrea Ferrari il 12 settembre 1902[11] ed è stato ristrutturato da ultimo a cavallo tra i secoli XX e XXI.

L'interno, a navata unica, presenta due cappelle laterali dedicate rispettivamente alla Vergine Immacolata ed alla Vergine del Carmelo, una statua della Madonna della Divina Grazia (1746), ex voto dei monguzzesi scampati alla peste, ed un affresco del XVI secolo raffigurante San Giuseppe e il Bambin Gesù, opera di ignoti. La parte absidale racchiude una ricostruzione della grotta di Lourdes, con all'interno le statue della Vergine di Lourdes e di Bernadette.

All'esterno ci sono una statua della Pietà ed una lanterna votiva a ricordo dei caduti in guerra[10].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Gran parte del territorio di Monguzzo, in particolare le ampie zone boschive del paese, è compresa nel Parco regionale della Valle del Lambro.

Tra i boschi di Monguzzo, il più rilevante è il Bosco della Buerga, che si trova sul pendio collinare lungo la riva meridionale del lago di Alserio; qui sono presenti specie arboree come l'ontano nero, il frassino maggiore, il castagno, l'olmo campestre, la farnia, il carpino bianco e l'acero[14].

Proprio sulle rive del lago di Alserio il 3 ottobre 2004 è stato inaugurato il Centro di Educazione Ambientale "Bambini di Beslan", comprendente un laboratorio didattico ospitato nei locali dell'edificio denominato "Casino del Lago", un percorso botanico-naturalistico all'interno del Bosco della Buerga ed una lucia elettrica da 28 posti denominata Amicizia, attraccata al Castel del Lago[15].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[16]

Dal grafico sopra riportato si può vedere come la popolazione di Monguzzo sia stata pressoché costante per circa un secolo, sempre comunque attorno ai mille abitanti. Dopo una lenta e costante crescita, iniziata soprattutto negli anni cinquanta, vi è stata un'esplosione demografica dopo il censimento del 1981: gli abitanti sono aumentati di oltre un terzo nel giro di dieci anni, passando da 1.244 a 1.693 (+ 36,09%), mentre tra il 1991 ed il 2001 (1.922 abitanti) l'incremento è stato del 13,53%. Questa tendenza è confermata tuttora, visto che rispetto al censimento del 2001 la popolazione monguzzese - oggi attestata sui 2.207 abitanti[17] - è cresciuta del 14,83%.

Il fatto che il territorio di Monguzzo sia ancora provvisto di vaste aree verdi ha sicuramente favorito il fattore migratorio da parte di persone che prestano la propria attività nei grandi centri urbani vicini come Erba e Cantù, alla ricerca di un luogo tranquillo dopo una giornata di lavoro in città. È anche da tener presente che Monguzzo si trova quasi a metà strada tra Como e Lecco, mentre Milano è facilmente raggiungibile sia in auto tramite la strada "Nuova Valassina", sia in treno dalla vicina stazione di Merone della linea Milano-Asso gestita dalle Ferrovie Nord Milano.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

L'ondata migratoria degli ultimi anni ha interessato anche chi proviene dall'estero: alla data del 31 dicembre 2010, a Monguzzo risiedono 156 stranieri, pari al 7,07% della popolazione, con un incremento di 17 unità rispetto all'anno precedente. Di questi, 100 provengono da Paesi che non fanno parte dell'Unione europea.[18]. Le comunità nazionali più numerose sono le seguenti[18]:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

A Monguzzo sono presenti la scuola dell'infanzia, intitolata ad Enrichetta e Giannino Luppis de Rammer[19], e la scuola primaria, dedicata a Sandro Pertini. In mancanza della scuola secondaria di primo grado, in virtù di una convenzione è data la possibilità agli studenti monguzzesi di frequentare la scuola "Aldo Moro" di Merone.

Persone legate a Monguzzo[modifica | modifica wikitesto]

Il Medeghino

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

L'art. 2, comma 2 del vigente Statuto comunale[21] stabilisce che la circoscrizione del Comune è costituita dal capoluogo Monguzzo e dalle seguenti frazioni, nuclei ed agglomerati principali: Nobile, Bassetto e Fornace, Cascina Bindella, Cascina Enrichetta, Cascina Nuova, Cascina S. Biagio, Cascina Solferino, Poggio Castello, Poggio Cavolto e Sceria.
In particolare, i nuclei maggiori sono:

  • Monguzzo, che si sviluppa sulla collina dominata dal castello feudale;
  • Nobile, frazione che si trova ai piedi della collina, nella parte orientale del territorio comunale. Fino al 2001 la locale Villa Cerri ospitava il Municipio, poi trasferito presso l'ex Cascina San Biagio;
  • Poggio Cavolto, zona residenziale sviluppatasi a partire dagli anni Settanta sulle pendici meridionali della collina, al confine con il Comune di Lurago d'Erba.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Fino al XIX secolo Monguzzo era un paese prevalentemente agricolo; i vasti appezzamenti erano suddivisi tra pochi proprietari terrieri, che distribuivano la terra ai contadini in cambio di parte del raccolto; a questi ultimi competevano le spese di coltivazione[22]. Solo alla fine dell'Ottocento le condizioni economiche dei contadini migliorarono, grazie all'introduzione del contratto di affitto a denaro; tuttavia già nei primi anni del XX secolo iniziò lo spopolamento delle campagne a fronte di un aumento di lavoratori nelle fabbriche[22]. Inoltre, nel primo dopoguerra ci fu un frazionamento della grande proprietà terriera e l'affermazione di piccole realtà di coltivatori diretti[23]. Monguzzo era un tempo rinomata soprattutto per la coltivazione delle pesche, tanto che i suoi abitanti erano chiamati perzegatt[24].

Anche se oggi l'economia di Monguzzo si basa solo in minima parte sull'agricoltura, il paese viene ancora spesso definito "centro agricolo"[25], grazie alla presenza delle vaste aree prative tuttora presenti.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Le industrie a Monguzzo cominciarono a svilupparsi alla fine dell'Ottocento, in concomitanza con lo spopolamento delle campagne; il maggiore incremento si ebbe nell'immediato primo dopoguerra[23], mentre nel secondo la realtà industriale di Monguzzo era da considerarsi ormai consolidata. In particolare, a Monguzzo hanno sede industrie meccaniche, tessili e d'arredamento[26], soprattutto di piccole dimensioni.

La più grande realtà industriale del paese è tuttavia la Cementeria di Merone; fondata nel 1928, è oggi gestita dalla Holcim Italia S.p.A. e, pur avendo la sede nella vicina Merone, si trova in parte sul territorio comunale di Monguzzo.

Un'altra impresa di rilevanza nazionale presente a Monguzzo è la Fattoria Scaldasole S.r.l., fondata nel 1986, che produce latte e derivati provenienti da agricoltura biologica.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La principale strada che attraversa il territorio di Monguzzo è la Strada provinciale 41, detta anche "Nuova Valassina", che collega Erba alla Strada statale 36 all'altezza di Giussano; in particolare unisce il paese con i Comuni di Merone a nord-est e Lurago d'Erba a sud. La Nuova Valassina è costituita da una strada a doppia carreggiata e due corsie per senso di marcia tra Merone e la frazione di Nobile, mentre è a carreggiata unica con una corsia per senso di marcia nella parte restante.
Altre strade di rilevanza comunale che uniscono Monguzzo ai centri vicini sono:

  • via per Anzano, che porta ad Anzano del Parco
  • via Magenta, che unisce la frazione di Nobile a Merone
  • via Cava Marna, strada sterrata che da Nobile conduce alla località Baggero situata nel Comune di Merone

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Monguzzo è attraversato da due linee ferroviarie:

Pur essendo presenti queste due linee, Monguzzo non ha una stazione ferroviaria: le più vicine si trovano a Merone (che serve sia la Como-Lecco che la Milano-Asso) e ad Anzano del Parco (Como-Lecco).

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Monguzzo è punto di passaggio di due linee automobilistiche extraurbane, entrambe gestite dalla ASF Autolinee S.r.l.[27]:

  • la C91 Erba-Cremnago, che attraversa Monguzzo lungo la Nuova Valassina
  • la C47 Como-Casatenovo-Merate, che transita anche in centro paese

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Segue un elenco delle amministrazioni locali.[28]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1860 1868 Francesco Viganò Sindaco
1868 1872 Sebastiano Mondolfo Sindaco
1873 1874 Francesco Viganò Sindaco
1874 1875 Biagio Corti Sindaco
1875 1878 Francesco Viganò Sindaco
1879 1883 Domenico Porro Sindaco
1884 1891 Everardo Lissoni Sindaco
1892 1914 Enrico Cerri Sindaco
1915 1920 Luigi Bignami Sindaco
1920 1922 Giovanni Colombo Sindaco
1923 1925 --- Commissario prefettizio
1926 1939 Luigi Bignami Podestà
1940 1945 --- Commissario prefettizio
1945 1951 Giovanni Colombo Sindaco
1951 1956 Attilio Buzzi Sindaco
1956 1964 Giuseppe Cazzaniga Sindaco
1964 1970 Pietro Rossi Sindaco
1970 1987 Luciano Molteni Sindaco
1988 1990 Giuseppe Corti Sindaco
1990 1992 Virginio Mauri Sindaco
1992 1995 Francesco Cardani Sindaco
1995 2004 Flavio Ferrari Insieme per Monguzzo Sindaco
2004 in carica Marco Sangiorgio Insieme per Monguzzo (2004-2009)
MonguzzoInsieme (dal 2009)
Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio del paese è il F.C. Monguzzo Calcio 1997, che milita nei campionati organizzati dal CSI; le categorie Allievi e Giovanissimi sono invece affiliate alla FIGC e disputano i campionati provinciali.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

A Monguzzo hanno sede due società ciclistiche, entrambe attive nel settore della mountain bike: il Team CBE Merida[29] ed il Rampi Club Brianza.

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

L'A.P.D. SiDe Sport 2006[30] è un'associazione polisportiva attiva nella pallavolo, dove partecipa ai campionati provinciali della FIPAV, e nella ginnastica artistica, sia a livello individuale che a squadre.

L'A.D.S.D. Piccola Broadway[31] è un'associazione di danza sportiva fondata nel 2003 affiliata alla FIDS.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Il centro sportivo di Monguzzo, intitolato all'ex Sindaco Luciano Molteni, comprende un campo da calcio a 11 giocatori ed un palazzetto polifunzionale (denominato "Palazucca"); i campi da squash coperti sono tuttora in disuso.

Personalità sportive legate a Monguzzo[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Art. 2, comma 2 dello Statuto comunale
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ E. Parrino; E. Mannucci Benincasa, Monguzzo, p. 59
  5. ^ Art. 9 del DPR 26 agosto 1993, n. 412
  6. ^ Ad esempio, i Comuni di Montacuto (AL) e Montaguto (AV)
  7. ^ Copia del decreto è affissa ad una parete della sala consilare del Municipio
  8. ^ Il decreto riporta: "d'oro al castello di rosso, murato di nero e torricellato di due pezzi, aperto e finestrato del campo, cimato sopra ciascuna delle torri da una fiamma, accompagnato in punta da tre monti di verde. Ornamenti esteriori da Comune"
  9. ^ Il decreto descrive il gonfalone come un "drappo troncato, di verde e di giallo, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento: Comune di Monguzzo. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori frangiati d'argento"
  10. ^ a b Monguzzo, in La Lombardia n. 146/2009, p. 120
  11. ^ a b Percorsi in Brianza, ottobre 2006, p. 49
  12. ^ Secondo alcune fonti la chiesa è stata edificata verso il 700; Percorsi in Brianza, ottobre 2006, p. 46
  13. ^ Le prime notizie circa la dedicazione a San Biagio risalgono al XVI secolo; Monguzzo, in La Lombardia n. 146/2009, p. 120
  14. ^ Interventi di risanamento ambientale del Lago di Alserio, p. 10
  15. ^ Fonte: programma dell'inaugurazione del Centro di Educazione Ambientale "Bambini di Beslan" di Castel del Lago
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ Dato al 31 dicembre 2010; fonte: Ufficio Anagrafe
  18. ^ a b Fonte: Ufficio Anagrafe
  19. ^ Enrichetta Lodigiani e Giovanni (Giannino) Luppis de Rammer erano rispettivamente moglie e figlio di Ferdinando Luppis de Rammer, già proprietario del castello di Monguzzo nonché figlio di Giovanni, inventore del siluro; fonte: albero genealogico della famiglia Luppis
  20. ^ E. Parrino; E. Mannucci Benincasa, Monguzzo, pp. 20-22
  21. ^ Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 7 del 1º marzo 2004
  22. ^ a b E. Parrino; E. Mannucci Benincasa, Monguzzo, p. 36
  23. ^ a b E. Parrino; E. Mannucci Benincasa, Monguzzo, p. 46
  24. ^ Appellativi dialettali degli abitanti del Lecchese e della Brianza, p. 27
  25. ^ Monguzzo, in La Lombardia n. 146/2009, p. 119
  26. ^ E. Parrino; E. Mannucci Benincasa, Monguzzo, p. 47
  27. ^ Orario trasporti Regione Lombardia
  28. ^ L'elenco completo dei Sindaci del Comune di Monguzzo è riportato su una pergamena affissa nella Sala Consiliare del Municipio
  29. ^ Sito ufficiale del Team CBE Merida
  30. ^ Sito ufficiale dell'A.P.D. SiDe Sport 2006
  31. ^ Sito ufficiale dell'A.D.S.D. Piccola Broadway

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Monguzzo, da La Lombardia n. 146 del 23 settembre 2009
  • Evelina Parrino; Elisa Mannucci Benincasa, Monguzzo, 1990
  • Franco Bartolini, Castelli da scoprire del Lario e del Ticino, Como, 2009
  • AA.VV., Appellativi dialettali degli abitanti del Lecchese e della Brianza, Lecco, 1995
  • AA.VV., Percorsi in Brianza, Como, ottobre 2006
  • Parco Regionale della Valle del Lambro (a cura del), Interventi di risanamento ambientale del Lago di Alserio, Triuggio, 2001

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]