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Laino

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Laino
comune
Laino – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoCipriano Soldati (lista civica) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate45°58′N 9°05′E / 45.966667°N 9.083333°E45.966667; 9.083333 (Laino)Coordinate: 45°58′N 9°05′E / 45.966667°N 9.083333°E45.966667; 9.083333 (Laino)
Altitudine700 m s.l.m.
Superficie6,68 km²
Abitanti495[1] (31-3-2017)
Densità74,1 ab./km²
Comuni confinantiBlessagno, Claino con Osteno, Colonno, Pigra, Ponna, San Fedele Intelvi
Altre informazioni
Cod. postale22020
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013120
Cod. catastaleE416
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantilainesi
Patronosan Lorenzo
Giorno festivo10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Laino
Laino
Laino – Mappa
Localizzazione del comune di Laino nella provincia di Como
Sito istituzionale

Laino (Laìn in dialetto comasco[2], pronuncia fonetica IPA: /laˈĩː/) è un comune italiano di 495 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Il comune è situato nella Val d'Intelvi. Patria di molti artisti intelvesi medievali, conserva ancora l'antico tessuto abitativo.

Laino e Castello[modifica | modifica wikitesto]

Laino si adagia su di un terrazzo boscoso nella zona settentrionale della Valle d'Intelvi, è percorso dal torrente Lirone che si forma fra i monte di Lenno e la Cima di Doaria e confluisce nel ramo del Telo che scende verso il lago di Lugano sboccando a Osteno. Nel Quattrocento Laino fu feudo della famiglia Rusca, nel 1583 dei Marliani. Tra il XVII e il XVIII secolo vi vivevano facoltose famiglie, già dall'Ottocento Laino era centro di villeggiatura estiva. Le attività principali erano l'agricoltura, la sivicoltura e l'allevamento di bovini. Di Laino l'unica filanda della Val d'Intelvi. Alla fine dell'Ottocento venne trovata la lapide tombale del suddiacono milanese Marcelliano, degli orecchini d'oro filigranati a forma di cestello e tracce di un castello. Laino ha dato i natali a intere famiglie di artisti, i più celebri maestri comacini come Lorenzo degli Spazzi, che progettò il duomo di Como, Carlo Scotti, Giulio Quaglio il Giovane, Giovanni Battista Barberini, i Frisoni, i Retti.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Palazzo Scotti, casa abitata e riccamente decorata dal pittore lainese Carlo Scotti.
  • La Casa Quaglio, abitata ed affrescata dal pittore Giulio Quaglio, nato a Laino nel 1668 e autore di numerosi affreschi sia in Valle Intelvi che altrove, ad esempio in Friuli, a Lubiana, a Brescia e nel territorio comasco e bergamasco.
  • Attraverso un ingresso ad arco circondato da un muro ornato da edicolette risalente all'età romanica si accede al sagrato della chiesa parrocchiale di Laino.

La Chiesa di San Lorenzo, a struttura romanica, modificata nei secoli successivi, mantiene il campanile originario cuspidato, datato agli inizi del XII secolo. Sulla facciata si trovano reperti edilizi romanici, forse di riuso, e il portale seicentesco. L'interno è a tre navate coperte con volta a crociera. L'ornamentazione interna è molto articolata e comprende affreschi, dipinti e gli stucchi di Giovanni Battista Barberini[3]. Si ammirano paliotti in scagliola policroma, affreschi di Carlo Scotti, dipinti di Antonio Crespi, tele ad olio di Giulio Quaglio.

  • L'Oratorio di San Vittore di origine romanica, si trova su un rilievo fuori dal paese, lungo la strada per Osteno.

Costruito sopra le mura del castrum edificato nel VI secolo dal suddiacono Marcelliano. Ha un portico con affreschi quattrocenteschi e un portale del 1587. All'interno troviamo splendide statue e stucchi del Barberini, affreschi di Domenico Quaglio, un paliotto a stucco in bassorilievo del XVIII-XIX secolo e una pala d'altare seicentesca.

  • L'Oratorio di San Giuseppe, costruito sui resti di una cappella cinquecentesca appartenuta alla famiglia Frisoni di cui rimane un affresco di Madonna con Bambino e Santi, venne acquistato da Giulio Quaglio che ne fece la sua chiesetta. All'interno troviamo una pala d'altare ed affreschi nella volta da lui dipinta con una delle sue glorie, ricchi stucchi di Leonardo Retti e paliotti in scagliola del XVIII secolo eseguiti dall'artista Molciani.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 341.
  3. ^ Spiriti, pp. 56-62
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Barigozzi Brini, Giulio Quaglio, in I Pittori bergamaschi, Il Settecento, vol. 2, Bergamo, 1989, pp. 476-477.
  • Andrea Spiriti, Giovanni Battista Barberini. Un grande scultore barocco, San Fedele Intelvi, 2005.
  • C. Crescentini e C. Strinati (a cura di), Andrea Bregno: dalla bottega all'industria artistica, in in Andrea Bregno: il senso della forma nella cultura artistica del Rinascimento, Roma, 2008, pp. 101-113.

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