Grandola ed Uniti

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Grandola ed Uniti
comune
Grandola ed Uniti – Stemma
Grandola ed Uniti – Veduta
Codogna
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoGiancarlo Zanfanti (lista civica Valori e futuro) dal 16-5-2011
Territorio
Coordinate46°02′N 9°13′E / 46.033333°N 9.216667°E46.033333; 9.216667 (Grandola ed Uniti)Coordinate: 46°02′N 9°13′E / 46.033333°N 9.216667°E46.033333; 9.216667 (Grandola ed Uniti)
Altitudine443 m s.l.m.
Superficie16,9 km²
Abitanti1 328[1] (30-11-2019)
Densità78,58 ab./km²
FrazioniCardano, Codogna (sede comunale), Gonte, Grona, Naggio, Velzo
Comuni confinantiBene Lario, Carlazzo, Cusino, Garzeno, Menaggio, Plesio, Tremezzina
Altre informazioni
Cod. postale22010
Prefisso0344
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013111
Cod. catastaleE141
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantigrandolesi
Patronosan Siro
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Grandola ed Uniti
Grandola ed Uniti
Grandola ed Uniti – Mappa
Posizione del comune di Grandola ed Uniti nella provincia di Como
Sito istituzionale

Grandola ed Uniti (Grándula in dialetto comasco[2], AFI: [ˈɡrɑŋdulɑ]) è un comune italiano di 1 328 abitanti della provincia di Como in Lombardia. Sito in Val Menaggio, il comune fa parte della Comunità montana Valli del Lario e del Ceresio.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune, che si sviluppa tra un'altitudine di 350 e una 2.075 m, si estende per 17,5 km² su un territorio ricco di boschi e attraversato dalla valle del torrente Sanagra, area naturalistica protetta grazie all’istituzione di un parco d'interesse sovracomunale[3].

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

La prima parte del nome potrebbe derivare da Gandrola, dalla voce lombarda ganda. La specifica si riferisce ai paesi uniti nella formazione del comune.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In età comunale, la terra di Grandola aveva un'importanza strategica sul controllo dei transiti sulla via Regina tra i laghi di Como e di Lugano, come testimoniato dalla presenza, in località Codogna, dei ruderi di una torre di segnalazione[3].

Gli Statuti di Como del 1335 citano "Grandolla" come il comune che, all'interno della pieve di Menaggio, era incaricato della manutenzione del tratto di via Regina tra il campo di "Pozollo" e il ponte "de Chollio"[4].

Ai tempi del Ducato di Milano, nel 1751 il comune non risulta più infeudato, pur dovendo tuttavia effettuare per la sua redenzione un pagamento in denaro ogni 15 anni. Nello stesso anno, il comune risulta esser già composto da cinque delle sei frazioni che oggi formano il territorio di Grandola ed Uniti: Naggio, Velzo, Codogna, Cardano e Gonte[4].

Con Napoleone Bonaparte, una legge del 2 ottobre 1798 della Repubblica Cisalpina decretò lo scorporamento, dal comune di Grandola ed Uniti, della terra di Naggio, che andò a formare un comune a sè stante[4]. L'autonomia di Naggio durò non durò tuttavia a lungo, in quanto nel 1805 la località è nuovamente attestata come frazione di Grandola (anche se è probabile che il nuovo accorporamento fosse avvenuto già nel 1801)[4].

Quando poi Napoleone dispose di un intervento di concentrazione dei comuni più piccoli del Regno d'Italia, nel 1812 il territorio di comune di Grandola venne a comprendere anche le terre di Bene e di Grona[4]. Se, in un primo tempo, la decisione fu abrogata con il ritorno degli austro-ungarici in seguito alla caduta di Napoleone e la conseguente compartimentazione territoriale del Regno lombardo-veneto[4], Bene Lario, Grandola e Grona furono nuovamente riuniti sotto un unico comune nel 1927[4].

Nel 1950 Bene Lario fu definitivamente scorporato da Grandola ed Uniti, andando a formare un comune a sé stante[5].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione di Codogna è presente la chiesa di San Siro (XIV secolo[6]), che conserva decorazioni barocche[3] ed è sede della parrocchia di San Siro e Santa Margherita almeno dal 1490[7]. Antica attestazione della chiesa quale sede parrocchiale si ha negli atti della visita pastorale compiuta dal vescovo Ninguarda nella pieve di Menaggio alla fine del XVI secolo[7].

Nella frazione di Gonte si trovano le chiese di San Giovanni Battista[8], attestata già nel 1788[7] e di San Rocco, attestata nel 1893[9].

La frazione di Cardano ospita la chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (1744[10]), ornata da decorazioni di origine barocca[3].

Nella frazione di Naggio, la più alta, vi è la parrocchiale di sant'Antonio Abate. La chiesa, che deve il suo aspetto attuale ad alcuni interventi architettonici risalenti al XVII secolo[11] è citata negli atti relativi alla visita pastorale compiuta dal vescovo Filippo Archinti nella pieve di Menaggio nel 1599, quando la chiesa di Sant'Antonio di Naggio risultava essere alle dipendenze della parrocchia di Grandola[12]. Al suo interno, si conservano i resti di aluni affreschi databili alla fine del Trecento, oltre a un trittico con San Sebastiano e San Rocco realizzato da Giovan Antonio de Rubeis nel 1490[3]. A Naggio si trova anche la Chiesa della Beata Vergine Addolorata[13], attestata nel 1788[14].

Sul territorio si trova anche la Chiesa di San Giovanni Nepomuceno (1617)[15].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Villa Camozzi

Il complesso di Villa Camozzi che ospita gli uffici comunali, si compone di una villa costruita intorno alla metà del XVIII secolo dalla famiglia De Gualtis e di alcuni rustici situati nelle vicinanze dell'edificio principale[16].

Villa Bagatti-Valsecchi[17], situata all'interno di un ampio parco nelle vicinanze del torrente Senagra, si sviluppa tra a un cortile inferiore aperto sulla piazza della frazione di Cardano e un cortile superiore incluso entro una loggia caratterizzata da colonne in serizzo[17]. La villa, che nella parte più antica risale alla fine del XVII secolo, è dotata anche di una torretta[17].

Villa Corti-Cerletti nella sua parte più antica risale al XV secolo[18].

Villa Boccalari, del XIX secolo[19], comprende un'abetaia entro cui si trova il rudere della medievale torre di segnalazione di Codogna[3].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2005 Grandola ospita parte del Parco Val Sanagra, un Parco Locale di Interesse Sovracomunale di 758,01 ettari, circa 15 km e dislivello di 1900 m[20] che comprende la vallata del torrente Sanagra (localmente chiamato Senagra)[21].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Prima dell'unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1751: 932 abitanti, di cui 363 a Naggio, 116 a Velzo, 158 a Codogna, 231 a Cardano e 64 a Gonte[4].
  • 1771: 869 abitanti[4].
  • 1805: 887 abitanti[4].

Dopo l'unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[22]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Meccanismo del vecchio orologio del campanile dentro al Museo Etnografico e Naturalistico della Val Sanagra

Museo Etnografico Naturalistico della Val Sanagra

Presso Villa Camozzi si trova il municipio e il Museo Etnografico Naturalistico della Val Sanagra, che conserva una vasta collezione di reperti archeologici di epoca preistorica, tra cui ossa e numerosi fossili di[23]:

Ecomuseo della Val Sanagra

Dal 2014 Grandola ospita l'ecomuseo della Val Sanagra, ove è possibile osservare manufatti di archeologia industriale legati alla lavorazione di materie prime tra cui argilla, calce e carbon fossile[24].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Grandola ed Uniti è formato da sei frazioni: Cardano, Codogna (dove hanno sede gli uffici comunali presso la prestigiosa villa Camozzi), Gonte, Grona, Naggio e Velzo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1884 al 1939[25] è stata attiva una linea ferroviaria che univa Porlezza al comune lariano di Menaggio; nell'attuale territorio comunale sorgeva la stazione di Grandola.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ Per il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria.
  3. ^ a b c d e f Comune di Grandola ed Uniti (CO), su www.halleyweb.com. URL consultato il 15 aprile 2020.
  4. ^ a b c d e f g h i j SIUSA - Comune di Grandola ed Uniti, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 15 aprile 2020.
  5. ^ Comune di Grandola ed Uniti, 1927 - [1971] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 aprile 2020.
  6. ^ Chiesa di S. Siro - complesso, Piazzale Giovanni Battista Oxilia - Grandola ed Uniti (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 aprile 2020.
  7. ^ a b c Parrocchia dei Santi Siro e Margherita, sec. XVI - [1989] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 aprile 2020.
  8. ^ Chiesa di S. Giovanni Battista, Via Gonte - Grandola ed Uniti (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 aprile 2020.
  9. ^ Parrocchia di Sant'Antonio, 1629 - [1989] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 aprile 2020.
  10. ^ Chiesa di S. Caterina - complesso, Piazza Manzoni - Grandola ed Uniti (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 aprile 2020.
  11. ^ Chiesa di S. Antonio Abate - complesso, Via alle Alpi - Grandola ed Uniti (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 aprile 2020.
  12. ^ Parrocchia di Sant'Antonio, 1629 - [1989] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 aprile 2020.
  13. ^ Chiesa della Beata Vergine Addolorata - complesso, Via Dossello - Grandola ed Uniti (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 aprile 2020.
  14. ^ Parrocchia di Sant'Antonio, 1629 - [1989] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 aprile 2020.
  15. ^ Chiesa di S. Giovanni Nepomuceno - complesso, Piazza Verdi - Grandola ed Uniti (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 aprile 2020.
  16. ^ Villa Camozzi - complesso, Piazza Camozzi, 2 - Grandola ed Uniti (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 aprile 2020.
  17. ^ a b c Villa Bagatti Valsecchi - complesso, Piazza Comunale, 1 - Grandola ed Uniti (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 aprile 2020.
  18. ^ Villa Corti Cerletti - complesso, Via IV Novembre, 1 - Grandola ed Uniti (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 aprile 2020.
  19. ^ Villa Boccalari, Via Castello - Grandola ed Uniti (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 aprile 2020.
  20. ^ Parco Val Sanagra: Parco Locale di Interesse Sovracomunale, su Parco Val Sanagra. URL consultato il 15 aprile 2020.
  21. ^ Parco Naturale Val Sanagra - Istituzione, su Parco Val Sanagra. URL consultato il 15 aprile 2020.
  22. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  23. ^ Museo Etnografico e Naturalistico Val Sanagra, Grandola ed Uniti (CO) – Paleontologia – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 15 aprile 2020.
  24. ^ Istituzione Ecomuseo della Val Sanagra - Museo del Territorio, su Ecomuseo della Val Sanagra. URL consultato il 15 aprile 2020.
  25. ^ Sebbene la definitiva soppressione è stata nel 1966, in tale anno si è di fatto concluso l'esercizio della ferrovia.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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