Eupilio

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Eupilio
comune
Eupilio – Stemma Eupilio – Bandiera
Eupilio – Veduta
Il Lago del Segrino
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoAlessandro Spinelli (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate45°49′N 9°16′E / 45.816667°N 9.266667°E45.816667; 9.266667 (Eupilio)
Altitudine383 m s.l.m.
Superficie6,94 km²
Abitanti2 603[1] (30-11-2020)
Densità375,07 ab./km²
FrazioniCarella (Carèla), Corneno (Curnén), Galliano (Galiàn), Mariaga (Mariaga), Penzano (Pensciàn)
Comuni confinantiErba, Longone al Segrino, Pusiano, Cesana Brianza (LC)
Altre informazioni
Cod. postale22030
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013097
Cod. catastaleD445
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 775 GG[3]
Nome abitantieupiliesi
Patronosan Giorgio
Giorno festivo23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Eupilio
Eupilio
Eupilio – Mappa
Posizione del comune di Eupilio nella provincia di Como
Sito istituzionale

Eupilio (Eüpili in dialetto brianzolo[4], pronuncia fonetica IPA: /eyˈpiːli/) è un comune italiano di 2 603 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Eupilio dista dal capoluogo lariano 16 km e ha una superficie di circa 6,5 km². Sorge sulle pendici del monte Cornizzolo (un tempo monte Pedale e detto anche "muntagna da Carela"), ad un'altitudine compresa tra i 258 e i 1.140 m s.l.m., in una zona situata nel cuore dell'alta Brianza e caratterizzata da colline prealpine (in particolare: il Molvesio, il colle Imbrino) e dalla presenza di due laghi: il Lago del Segrino, situato nella parte nord-occidentale del territorio comunale, e il Lago di Pusiano, in quella sud-orientale.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Eupilio, adottato per indicare un'unione di comuni stabilita nel 1927, è un riferimento all' "Eupilis lacus" citato da Plinio il Vecchio nella sua Historia naturalis e ricordato da Giuseppe Parini come "vago Eupili mio" nella poesia La salubrità dell'aria[5]. In greco, il toponimo potrebbe significare "bella porta".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Come attestato da molti reperti archeologici rinvenuti nel territorio di Eupilio, il lago di Pusiano ospitava insediamenti umani già attorno al 3000 a.C., mentre già tre millenni prima il lago del Segrino era frequentato da cacciatori che utilizzavano armi con punte in selce.[6] Reperti databili all'età del rame (schegge di ceramiche, di oggetti in pietra e altri manufatti appuntiti) (tre tombe con relativi corredi funerari) e a quella del bronzo (tre tombe con relativi corredi funerari) furono riportati alla luce nei primi anni '70.[6]

L'istituzione del comune di Eupilio risale al 1927, anno in cui si procedette alla fusione della comunità di Carella con Mariaga con quella di Penzano, con quest'ultima già comprensiva delle frazioni di Corneno (che a sua volta aveva Vignarca, citata come frazione all'interno del Catasto Teresiano) e Galliano. Fino all'unione, le vicende storiche di queste comunità avevano seguito le sorti della pieve di Incino[6].

Eupilio è stato al centro della cronaca nera nel giugno 1975, per il grande scalpore creato dal rapimento di Cristina Mazzotti, finito tragicamente con la morte della ragazza che riposa nel cimitero della frazione di Galliano.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma e il gonfalone del Comune di Eupilio sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 25 febbraio 2008.[7]

«Stemma partito: il primo, di rosso, alla torre d'argento, murata di nero, merlata alla ghibellina di quattro, munita di due porte, una accanto all'altra, di nero, finestrata di tre in fascia, dello stesso; il secondo, di argento, al biscione di azzurro, ondeggiante in palo, ingollante il putto di carnagione, con le braccia aperte, capelluto di castano al naturale; il tutto alla campagna di azzurro, caricata dal piede umano sinistro, reciso, d'oro. Ornamenti esteriori da Comune.»

(D.P.R. 25.02.2008 concessione di stemma e gonfalone)

«Gonfalone: drappo di bianco con la bordatura di azzurro…»

(D.P.R. 25.02.2008 concessione di stemma e gonfalone)

La torre ricorda la frazione di Galliano dove si trova la rocca medievale denominata Ghita del Carrobbio. Il biscione visconteo è simbolo del dominio del Ducato di Milano sui borghi di Carella e Mariaga e sulla località di Corneno, il cui castello fu conquistato e infeudato dai Visconti. Il piede ricorda il nome originale del monte Cornizzolo che anticamente era chiamato monte Pedale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Per la storia della diffusione della fede cattolica vedi anche[8]. Nel comune di Eupilio sono presenti 5 chiese:

San Giorgio in Corneno[modifica | modifica wikitesto]

Già menzionata nel Liber Sanctorum Mediolani, la chiesa di San Giorgio deve il suo aspetto attuale ad alcuni interventi effettuati nel 1727 e nel 1940[9]. Particolarmente significativi furono una serie di interventi realizzati tra il 1937 e il 1940, inerenti un allungamento della navata e l'aggiunta di due porte laterali, coronate da cornici in pietra. La facciata a capanna, aperta da due rosoni reca un affresco del santo titolare della chiesa. L'odierno campanile, ospitante un concerto formato da 5 campane, fu innalzato nel 1932. Le fondamenta del vecchio campanile sono accessibili dall'interno della chiesa.
Nel Cinquecento, la parrocchia con sede presso la chiesa di Corneno aveva giurisdizione anche su Penzano, Longone al Segrino e Pusiano.

Internamente, la chiesa si presenta a unica navata, intercettata da un transetto e nella quale si aprono alcune cappelle laterali. Sulle pareti e sul soffitto si trovano numerosi dipinti, tra i quali spicca una Vergine assunta tra i simboli lauterani. La chiesa conserva un Crocifisso di devozione popolare, collocato all'interno della stessa tra il 1702 e il 1732 e mezzo di preghiera per allontanare il rischio di siccità e carestie. Oggetto di un restauro nel 2013, ogni 17 agosto il Crocifisso viene portato in processione attraverso il paese. L'abside ospita un organo Bernasconi Rotelli-Varesi, oggetto di interventi nel 1944 (modifica della pedaliera), nel 1962 (sostituzione del motore e conversione della trasformazione da pneumatica tubolare a elettrica), nel 1966 (estenstione dell'elettrificazione ai vari registri) e nel 2013 (restauro completo)[10].

San Vincenzo in Galliano[modifica | modifica wikitesto]

Inserita nella pieve di Incino a partire dal XIII secolo, la chiesa di San Vincenzo deve il suo aspetto attuale ad alcune ristrutturazioni avvenute nel XVIII secolo[11].

La fondazione della parrocchia è tuttavia del 1552, trentadue anni prima di far parte della pieve di Villincino, nella quale risultò inserita fino a quando, nel 1906 venne spostata nel vicariato di Canzo. Dal 1971 fa parte invece del decanato di Erba.

Internamente, la chiesa si presenta a unica navata, intercettata da un transetto e nella quale si aprono tre cappelle laterali, tra le quali spicca quella dedicata alla Beata Vergine della Rosa. Il portale d'ingresso è sormontato da un organo del costruttore Giuseppe Bernasconi, oggetto di un restauro durante il quale si provvedette alla saldatura di alcune canne squarciate e alla ricostrituzione di altre andate perdute.

La chiesa conserva una serie affreschi, realizzati tra il 1874 e il 1878 da Luigi Tagliaferri, autore anche di alcune opere collocate all'interno per la chiesa di San Giorgio. Allo stesso secolo risale il restauro dell'altare, dotato di un tempietto neoclassico.

San Cristoforo in Mariaga[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Cristoforo, che internamente si presenta ad unica aula, deve il suo aspetto attuale ad alcuni interventi avvenuti nei secoli XVIII e XX secolo[12] ma ha un'origine più antica. La costruzione dell'edificio risale infatti al 1517, seguendo le volontà di Santino Conti, che nel proprio testamento indicò di destinare alcuni beni di famiglia al finanziamento della costruzione di un luogo di culto.

A lungo cappella privata, nel corso dei secoli la chiesa fu oggetto di numerosi restauri - anche strutturali - che tuttavia poterono essere conclusi solamente con il passaggio al'interno del novero dei beni amministrati dalla parrocchia di Corneno. Sovente causa di restrutturazioni furono le esondazioni di un piccolo corso d'acqua situato nei pressi della chiesa. Tra gli interventi realizzati successivamente alla costruzione originaria si segnala lo spostamento del campanile sulla parte laterale della facciata.

San Martino in Carella[modifica | modifica wikitesto]

Menzionata nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero, la chiesa di San Martino deve il suo aspetto attuale ad alcuni interventi avvenuti nei secoli XIII e XVIII[13].

Più volte visitata dal cardinale Carlo Borromeo, nel 1681 la chiesa fu restaurata a opera dei fedeli in segno di devozione per la fine della peste.

San Lorenzo in Penzano[modifica | modifica wikitesto]

In origine composto da una chiesa e da ua cappella ingressi separati, l'edificio fu costruito nel 1584. L'aspetto attuale della chiesa, a navata singola suddivisa in due campate e il presbiterio, si deve ad alcuni interventi avvenuti nei secoli XIII e XVIII[14].

La chiesa, accompagnata da un campanile sul lato sinistro, si presenta con una facciata semplice, sormontata da un timpano e aperta da una finestra e un portale. Il profilo esterno della chiesa lascia intuire i volumi della sacrestia e delle cappelle interne.

Internamente, la zona del presbiterio ospita un altare marmoreo, caratterizzato dalla presenza di due angeli collocati a lato rispetto a una raffigurazione del santo titolare della chiesa.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Tra i secoli XVIII e XIX l'odierno territorio eupiliese vide la costruzione di alcune ville da parte di aristocratici milanese. In una di queste, localizzata a Carella, Antonio Ghislanzoni redasse il libretto dell'Aida, mentre Giovanni Segantini (pittore, tra l'altro, di un'Ave maria a trasbordo ambientata sul lago del Segrino) vi abitò dal 1881 per cinque anni.[6]

  • Rustico di Villa Bellingardi, edificio antecedente al 1516[15].
  • Villa Moldano, progettata da Carlo Casati negli anni 1959-1960[16]
  • Villa Strambio[17]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Comune di Penzano

Abitanti censiti[18]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Comprende le frazioni di Carella, Corneno, Galliano, Mariaga e Penzano.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1928 e il 1955 la località era servita da una fermata posta lungo la Tranvia Como-Erba-Lecco[19].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2020 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 262, ISBN 88-11-30500-4.
  5. ^ Borghese, p.215.
  6. ^ a b c d Borghese, p.218.
  7. ^ Emblema del Comune di Eupilio (Como), su presidenza.governo.it, Governo italiano, Ufficio onorificenze e araldica.
  8. ^ Vaccaro, Chiesi, Panzera, 2003, 286, 303nota.
  9. ^ Chiesa di S. Giorgio - complesso, Piazza S. Giorgio - Eupilio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  10. ^ Chiesa parrocchiale di San Giorgio, su www.comunitapastoralesamz.it. URL consultato il 25 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2016).
  11. ^ Chiesa di S. Vincenzo, Via S. Vincenzo - Eupilio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  12. ^ Chiesa di S. Cristoforo, Via del Conte - Eupilio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  13. ^ Chiesa di S. Martino, Via G. Torti - Eupilio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  14. ^ Chiesa di S. Lorenzo - complesso, Via S. Lorenzo - Eupilio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  15. ^ Rustico di Villa Bellingardi, Via Galliano, 3 - Eupilio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  16. ^ Villa Moldano, Via Strambio, 8 - Eupilio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  17. ^ Villa Strambio - complesso, Via G. Strambio, 4,6 (P) - Eupilio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ Francesco Ogliari, Como nella scienza e nei trasporti, TIBB, Edizione speciale fuori commercio, Milano, novembre 1987.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Annalisa Borghese, Il territorio lariano e i suoi comuni, Milano, Editoriale del Drago, 1992.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003.
  • V. Longoni, Immagini della devozione nel Triangolo Lariano, Canzo, editore, 2000.
  • V. Longoni, Storie di Eupilio, Erba, editore, 2005.
  • C. Meroni, Antichi edifici religiosi del Triangolo Lariano, Varese, editore, 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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