Carate Urio

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Carate Urio
comune
Carate Urio – Stemma
Carate Urio – Veduta
La località di Carate, vista dal lago
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoDaniele Aquilini (lista civica Il molo) dal 30-6-2016
Data di istituzione1927
Territorio
Coordinate45°52′N 9°07′E / 45.866667°N 9.116667°E45.866667; 9.116667 (Carate Urio)Coordinate: 45°52′N 9°07′E / 45.866667°N 9.116667°E45.866667; 9.116667 (Carate Urio)
Altitudine199 m s.l.m.
Superficie6,94 km²
Abitanti1 128[1] (30-11-2020)
Densità162,54 ab./km²
FrazioniCavadino, Greppone, Lestresio, Olzavino, Pangino, Riva, Urio
Comuni confinantiLaglio, Faggeto Lario, Moltrasio, Schignano, Torno
Altre informazioni
Cod. postale22010
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013044
Cod. catastaleB730
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 233 GG[3]
Nome abitanticaratesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carate Urio
Carate Urio
Carate Urio – Mappa
Posizione del comune di Carate Urio nella provincia di Como
Sito istituzionale

Carate Urio (Caráa e Üri in dialetto comasco[4][5], AFI: [kɑˈrɑː] e [ˈʏri]) è un comune italiano di 1 128 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Carate Urio, localizzato sulla sponda più occidentale del Lago di Como, si estende fino alle pendici meridionali dei monti Comana e Colmegnone, caratterizzati dalla presenza di boschi in cui si trovano robinie, noccioli, castagni, faggi, ontani e betulle.[6]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcuni studi, il toponimo "Carate" sarebbe di origine celtica, significa "luogo della pietra" e sarebbe da attribuire alla presenza, nel territorio, delle cave di sasso di Moltrasio[7], usato fin dall'antichità per finalità edilizie[8].

Per il toponimo "Urio" sono invece state formulate due ipotesi, una legata alla popolazione degli Orobi e l'altra al termine greco ὅρος (oros), cioè "monte"[6].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La comunità cristiana si sviluppò compatta sin X secolo d.C., periodo al quale si possono far risalire le prime chiese sorte sul territorio. Il ritrovamento di tombe galliche e lapidi romane testimoniano un'origine antica[6].

Il comune di Carate Urio venne creato nel 1927 dalla fusione dei comuni di Carate Lario e Urio[9].

Storia di Carate prima dell'unione comunale[modifica | modifica wikitesto]

A partire da almeno il 1510 e fino al XVII secolo Carate non era una comunità a sé stante bensì era accorpata al comune di Laglio, che faceva parte della pieve di Nesso del Ducato di Milano.[10]

Nel 1647 Carate divenne feudo della famiglia di Francesco Gallio duca D'Alvito[7], che vi manteneva i diritti feudali ancora nella seconda metà del XVIII secolo, quando il comune di Carate risutava anche comprendere i cassinaggi "Cassina Somajna" e "Cassina Restresio"[10].

Una nuova aggregazione con Laglio fu sancita da un decreto napoleonico datato 1807[11]. La decisione fu tuttavia abrogata con la Restaurazione, che comportò una ricostituzione del comune di Carate all'interno della provincia di Como del Regno lombardo-veneto da parte degli austro-ungarici[12].

Quando nel 1859 le province della Lombardia furono temporaneamente annesse al Regno di Sardegna, il comune aveva la denominazione di "Carate Lario"[13]. Fino all'unione con Urio del 1927, Carate Lario seguì le vicende del resto della provincia di Como[13].

Storia di Urio prima dell'unione comunale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Urio.

Nel XVIII secolo Urio fu concesso in feudo alla casata dei Della Porta[7]. Sotto Napoleone Bonaparte divenne temporaneamente frazione di Moltrasio[14],

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta a Urio[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dei santi Quirico e Giulitta

La Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta[15] fu ricostruita nel 1865[16] da un originale romanico che, dai documenti della visita pastorale del Vescovo Ninguarda nel 1592, si presume fosse orientata al contrario dell'attuale e avesse due campanili e un sagrato ombreggiato da platani. In seguito ai rifacimenti, la chiesa assunse un aspetto rinascimentale[16] e fu dotata di un'abside barocca rivolta verso occidente[17]. Un campanile fu asportato dall'esondazione del torrente sottostante finendo nel lago[16]. Il superstite, ristrutturato, ha mantenuto i due ordini di bifore sormontate da arco di scarico[16]. L'interno, a navata unica e cappelle laterali, racchiude dipinti soprattutto rinascimentali e due tavole, una coi SS. Rocco e Domenico e l'altra dedicata all'Assunta[16]. Tra le tele del '500 e '600 conservate nella chiesa, si trovano inoltre una rappresentazione dell'Immacolata, di iconografia morazzoniana,[16] e una Crocefissione attribuita a Bartolomeo Montagna[6].

Chiesa dei Santi FIlippo e Giacomo

Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo a Carate[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dei Santi Filippo e Giacomo[18], elevata alla dignità di parrocchiale 1537, presenta un interno barocco mosso da stucchi, freschi, scagliole e tele (notevole quella dedicata ai santi titolari nel presbiterio).

Chiesa di Santa Marta[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Marta

In località Santa Marta si trova l'omonima chiesa,[19] raggiungibile grazie ad una gradinata affiancata dalle 14 cappelle della Via Crucis realizzate nel 1752[6] e restaurate attorno agli anni Duemila[16]. In principio dedicata ai Santi Nazaro e Celso, originariamente la chiesa si limitava alla navata centrale e a parte del campanile. Fondata nel 1000 e consacrata nel 1095 dal papa Urbano II[7][16], nel corso del tempo la struttura subì manomissioni e ripristini che la portarono ad avere l'aspetto attuale, vale a dire, un edificio a tre navate provviste di locali accessori[16]. Della costruzione romanica originale,[20] oggi sopravvive solamente la torre campanaria[16].

Entrando, ci si presentano numerose opere d'arte, per lo più affreschi del XV secolo[16]. Sull'altare maggiore è riposta una pala della Madonna col bambino fra i Santi[16]. Questa chiesa è visitabile solo nei giorni 28 e 29 luglio. Dal sagrato della chiesa, vista aperta sul primo bacino del lago e sui monti.

Santuario della Santissima Trinità[modifica | modifica wikitesto]

L'omonima via[21] della frazione di Cavadino conduce al Santuario di Pobiano, la cui storia è legata a un affresco della Santissima Trinità ivi conservato[7]. Sul finire del XVI secolo, Cavadino fu meta di immigrazione dalle altre zone del paese che vennero temporaneamente abbandonate, probabilmente a causa della peste del 1577[7]. In questo periodo si assistette al crollo di una cappella, che cadde lasciando tuttavia integro il muro recante l’affresco[7]. Verso la metà del Seicento la popolazione decise di erigere una piccola chiesa per custodire l’affresco, ritenuto miracoloso, a cui dedicarono la chiesa stessa[7].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa della Natività[22]
  • Chiesa di San Giuseppe[23]
  • Oratorio di San Rocco[24]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di Urio. Sulla sinistra, la scalinata del Castello di Urio

Castello di Urio[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello di Urio[25][26] è un'antica residenza nobiliare del XVIII secolo, fatta costruire dai Della Porta forse sulle rovine di una preesistente fortificazione[27].

Nel corso del tempo, l'edificio cambiò più volte proprietà[27].

Dopo essere passato nelle mani dei Castelbarco prima e in quelle dei Dupuy poi, agli inizi dell’Ottocento fu la volta dei Melzi d'Eril, che attribuirono alla costruzione la denominazione di "Castello",[27][28] modificandone la facciata tramite l'aggiunta di merlature e di tre strutture sopralzate con funzione di torrette.[28] Di queste strutture, sopravvive oggi solo l'alzata centrale.[28] Alla famiglia Melzi si deve anche la realizzazione, nel vasto parco, della scalinata e del cavalcavia che, dall'edificio, portano alle rive del lago.[27]

Nel corso del XIX secolo, la storia del castello s'intrecciò con alcune vicende di Casa Savoia, dapprima diventando proprietà di Maria Teresa d'Asburgo-Lorena, moglie di Carlo Alberto; quando poi la residenza passò nelle mani della famiglia Avogadro di Collobiano, i proprietari ospitarono per qualche tempo i novelli sposi Vittorio Emanuele II e Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena per permettere un periodo di vicinanza ai genitori di lei, soggiornanti nella vicina Villa Pizzo[27].

Un ulteriore cambio di proprietà determinò una breve parentesi di trascuratezza dell'edificiò, a cui seguirono altri passaggi di mani caratterizzati da una serie di ristrutturazioni, dapprima con la famiglia Richard (1871), poi con la signora Maccrery e infine con il barone Langheim[27].

Attualmente di proprietà dell'Opus Dei,[28] il castello si compone oggi di un primo blocco a base rettangolare di tre piani, nel centro del quale se ne innesta un secondo a quattro livelli[27]. Nella facciata, scandita da lesene ioniche e dotata di un frontone a linee miste sormontato da una balaustra ornata da statue, il piano nobile è evidenziato dalla presenza di finestre provviste di timpani centinanti e spezzati alternati[27].

Altro

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Demografia pre-unitaria
  • 1771: 351 abitanti a Carate[31] e 384 a Urio[32]
  • 1799: 381 abitanti a Carate[11] e 255 a Urio[14]
  • 1805: 366 abitanti a Carate[11] e 264 a Urio[14]
  • 1809: 312 abitanti a Carate (prima dell'aggregazione a Laglio)[11] e 287 a Urio (prima dell'aggregazione a Moltrasio)[14]
  • 1853: 554 abitanti a Carate[12] e 277 a Urio[33]

Demografia post-unitariaAbitanti censiti[34]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2020 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 140.
  5. ^ Per il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria.
  6. ^ a b c d e Borghese, p.135.
  7. ^ a b c d e f g h Comune di Carate Urio (CO), su www.comune.carateurio.co.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  8. ^ Il sasso di Moltrasio, su www.taroni.net. URL consultato il 26 marzo 2020.
  9. ^ Regio Decreto 11 novembre 1927, n. 2201
  10. ^ a b Comune di Carate, sec. XVII - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 29 aprile 2020.
  11. ^ a b c d Comune di Carate, 1798 - 1809 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 29 aprile 2020.
  12. ^ a b Comune di Carate, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 29 aprile 2020.
  13. ^ a b Comune di Carate Lario, 1859 - 1927 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 29 aprile 2020.
  14. ^ a b c d Comune di Urio, 1798 - 1809 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 29 aprile 2020.
  15. ^ Chiesa dei SS. Quirico e Giulitta - complesso, Via Regina vecchia - Carate Urio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  16. ^ a b c d e f g h i j k l RomaniCOMO, su www.romanicomo.it. URL consultato il 5 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2016).
  17. ^ Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta - Carate Urio, su myLakeComo.co. URL consultato il 26 marzo 2020.
  18. ^ Chiesa dei SS. Giacomo e Filippo - complesso, Piazza Luigi Minoletti - Carate Urio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  19. ^ Santuario di S. Marta - complesso, Via Santa Marta - Carate Urio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  20. ^ Belloni et al., p. 138.
  21. ^ Santuario della Ss. Trinità, Via al Santuario - Carate Urio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  22. ^ Chiesa della Natività, Via Cavadino - Carate Urio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  23. ^ Chiesa di S. Giuseppe, Via Regina vecchia - Carate Urio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  24. ^ Oratorio di S. Rocco, Via San Rocco - Carate Urio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  25. ^ Castello di Urio - complesso, Via Pangino, 1 - Carate Urio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  26. ^ Tutte le fortificazioni della provincia di Como in sintesi, Castelli della Lombardia, su www.mondimedievali.net. URL consultato il 17 aprile 2020.
  27. ^ a b c d e f g h Comune di Carate Urio (CO), su www.comune.carateurio.co.it. URL consultato il 17 aprile 2020.
  28. ^ a b c d Belloni et al., p. 188.
  29. ^ Villa ai Cedri, Via Regina - Carate Urio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  30. ^ Villa Italia - complesso, Via Regina vecchia, 94 (P),96 - Carate Urio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2020.
  31. ^ Comune di Carate, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 29 aprile 2020.
  32. ^ Comune di Urio, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 29 aprile 2020.
  33. ^ Comune di Urio, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 29 aprile 2020.
  34. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Annalisa Borghese, Carate Urio, in Il territorio lariano e i suoi comuni, Milano, Editoriale del Drago, 1992, p. 135.
  • Luigi Mario Belloni, Renato Besana e Oleg Zastrow, Castelli basiliche e ville - Tesori architettonici lariani nel tempo, a cura di Alberto Longatti, Como - Lecco, La Provincia S.p.A. Editoriale, 1991.

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