Cosia

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Cosia
Valle del Cosia.JPG
StatoItalia Italia
RegioniLombardia Lombardia
Lunghezza16 km
NasceMonte Bollettone
45°50′08.32″N 9°10′21.05″E / 45.835645°N 9.172513°E45.835645; 9.172513
SfociaLago di Como
45°48′54.92″N 9°04′27.69″E / 45.815255°N 9.074357°E45.815255; 9.074357Coordinate: 45°48′54.92″N 9°04′27.69″E / 45.815255°N 9.074357°E45.815255; 9.074357
Il Cosia al ponte di San Martino, Como

Il Cosia (La Coeusa in Lombardo oppure La Cosia, desueto) è un torrente della provincia di Como.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Le sue sorgenti si trovano sul monte Bollettone (1.317 metri). Dopo un percorso di circa 16 km attraverso i comuni di Albese con Cassano, Tavernerio e Como, si getta nel lago di Como presso il monumento ai caduti. Subito dopo l'ingresso nel capoluogo, il suo corso viene coperto (in prossimità del ponte ferroviario Trenord e della Stazione di Como Borghi) dalla sede stradale, fino alla foce.

Il suoi principali affluenti sono:[1]

Flora e Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Rara l'ittiofauna costituita quasi esclusivamente da vaironi, piccoli ciprinidi tipici di acque non inquinate.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 ottobre 1607 vi fu una grave alluvione provocata dal Cosia, descritta dallo storico Primo Tatti nella sua vita di Giovanni da Meda. L'alluvione rovinò a Como i monasteri di santa Chiara e santa Margherita, il Collegio Gallio con la sua chiesa, che conteneva le spoglie di San Giovanni da Meda, e la chiesa di Rondineto che, a causa della distruzione, venne sconsacrata e ricostruita in un altro sito.

Una seconda alluvione colpì Tavernerio l'8 novembre 1951, provocando, oltre ad ingenti danni, 16 vittime.[3]

I lavori di copertura dell'alveo nella parte finale durarono, a varie riprese, dal 1930 al 1970.[4] Si resero necessari sia per limitare i danni delle sporadiche piene, che per supportare lo sviluppo urbanistico che la città stava vivendo in quegli anni, necessitando di nuove arterie stradali urbane e infrastrutturali in generale.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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