Cernobbio

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Cernobbio
comune
Cernobbio – Stemma
Cernobbio – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoMatteo Monti (lista civica Cernobbio in testa) dall'11-6-2018
Territorio
Coordinate45°50′17″N 9°04′33″E / 45.838056°N 9.075833°E45.838056; 9.075833 (Cernobbio)Coordinate: 45°50′17″N 9°04′33″E / 45.838056°N 9.075833°E45.838056; 9.075833 (Cernobbio)
Altitudine202 m s.l.m.
Superficie12,28 km²
Abitanti6 644[1] (31-10-2019)
Densità541,04 ab./km²
FrazioniPiazza Santo Stefano, Rovenna, Casnedo, Gentrino, Madrona, Mornello, Olzino, Stimianico, Toldino
Comuni confinantiBlevio, Breggia (CH-TI), Como, Maslianico, Moltrasio, Vacallo (CH-TI)
Altre informazioni
Cod. postale22012
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013065
Cod. catastaleC520
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticernobbiesi
Patronosan Vincenzo martire
Giorno festivo22 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cernobbio
Cernobbio
Cernobbio – Mappa
Posizione del comune di Cernobbio nella provincia di Como
Sito istituzionale

Cernobbio (Cernòbi in dialetto comasco[2][3], AFI: [tʃerˈnɔbi]) è un comune italiano di 6 644 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Data la sua posizione sul lago di Como, è una rinomata località turistica di livello internazionale. Vi ha sede il famoso centro congressuale-espositivo di Villa Erba.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è sito sulla sponda occidentale del Lario e ha un territorio in gran parte montagnoso che raggiunge i 1 325 m s.l.m. in corrispondenza della vetta del monte Bisbino, raggiungibile con una carrozzabile.

L'orografia comunale è solcata dalle valli di 4 torrenti: il Cosio, il Cosera, il Colletta e il Garrovo. Il Cosio, che nasce alla base del "Sass di Crinn", dopo un breve tratto nel territorio comunale di Cernobbio entra in quello di Maslianico; esso è stato per lungo tempo una delle fonti principali di alimentazione dell'acquedotto comunale prima della privatizzazione e del cambio di servizio a favore della ex ACSM. Il Cosera e il Coletta confluiscono in un unico torrente nei pressi del ponte stradale a fianco del posteggio del complesso scolastico di Campo Solare, creando il "Greggio" che dopo le ripide cascate tra la caserma dei Carabinieri e Stimianico, è stato interrato in epoche differenti per creare le attuali via Volta e via Luigi Erba (strada del mercato del mercoledì) prima (anni venti/trenta) e il recente posteggio in prossimità del Terzo Crotto (anni 1998/2002); il Greggio, dopo questo tratto di interramento di inizio e fine Novecento riaffiora in superficie nei pressi della "Riva" dove sfocia nel Lago di Como tra l'imbarcadero e il Lido. Il Garrovo percorre il suo tratto terminale a fianco del muro del Parco di Villa d'Este, e sfocia nel lago proprio all'interno di tale proprietà. Sul confine comunale si trova anche la foce del Breggia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Da Cernobbio, in epoca romana, passava la via Regina, strada romana che collegava il porto fluviale di Cremona (la moderna Cremona) con Clavenna (Chiavenna) passando da Mediolanum (Milano). Il moderno comune di Cernobbio è nato dal raggruppamento di case intorno a un convento (Coenobium) di suore del XII secolo. [senza fonte] Durante il Medioevo Cernobbio fu uno dei centri pescherecci più fiorenti del contado di Como, dotato di podestà e leggi proprie[4].

Il 1284 vide l'aggregazione di Cernobbio ai borghi di Como, la base per quei "Corpi Santi" entro cui Cernobbio, dal XVI secolo al 1756[5], poté godere di una certa autonomia[4]. Gli annessi agli Statuti di Como del 1335 riportano gli uomini "de Cernobio" come coloro ai quali spetta la manutenzione del tratto di via Regina che andava dal capo del "pontis de Brezia versus Cernobium" fino "ad pontem de cantono de Cernobio".[4]

Nel 1432 l'assedio e la distruzione del paese da parte del legionario Vincenzo Vegio diede via a una prima fase di declino. L'attacco, come riferisce lo storico Benedetto Giovio nella sua “Historia Patria”, avvenne su ordine dell'allora signore di Como e di Milano Filippo Maria Visconti in risposta alla liberazione di alcuni cittadini di Cernobbio debitori del fisco imprigionati a Bellagio.[6]

Nel 1522, durante la guerra franco-spagnola, Cernobbio, alleata di Como, subì i saccheggi e gli attacchi delle terre del lago, in particolare da parte della potentissima Torno[6].

Cernobbio non venne risparmiata nemmeno dalla peste, e anzi fu uno dei centri più colpiti. In particolare nel 1630 la città raggiunse il minimo storico di 190 abitanti.[7]

Durante il corso del '700, Cernobbio sopravvive come villaggio di pescatori.[8]

Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'aggregazione di Cernobbio al comune di Como[9], decisione che fu tuttavia abrogata con la Restaurazione[10].

Per vedere una cambiamento nella natura di Cernobbio come centro dedito alla pesca bisogna aspettare i primi decenni dell'Ottocento quando il costume della villeggiatura si diffonde anche tra le classi della borghesia. Per riqualificare il paese in senso turistico vennero apportate significative migliorie alla viabilità. In particolare venne perfezionato l'accesso alla provinciale Regina e ampliato l'ingresso al paese ora divenuto via di traffico commerciale e transito delle carrozze dei signori[11].

A dare il via alla definitiva trasformazione del paese è però la fondazione nel 1872 delle Tessiture Bernasconi. La loro espansione negli anni successivi trasformò il volto urbanistico e sociale della città, con la creazione di una cittadella della seta che comprendeva il complesso della fabbrica, gli uffici e gli alloggi per i dipendenti. L'area costituisce uno dei pochi siti di archeologia industriale del comasco. Sempre su iniziativa di Davide Bernasconi, fondatore delle tessiture, vennero costruiti nel 1881 anche l'“Asilo infantile Bernasconi” e nel 1906 Villa Bernasconi, opera dell'architetto Alfredo Campanini.[12]

Nel 1929 il territorio comunale di Cernobbio venne allargato mediante l'aggregazione dei soppressi comuni di Piazza Santo Stefano e Rovenna[13]

Durante la seconda guerra mondiale, Cernobbio diventa la zona prescelta per l'acquartieramento degli alti gerarchi del III Reich in quanto più riparata dalle incursioni aeree su Milano. Villa Erba diventa il perno del deposito militare del Comando militare germanico, e l'albergo Regina Olga viene trasformato in quartier generale degli alti funzionari del governo germanico. Villa d'Este viene destinata a ospedale militare.[14]

I sentieri di montagna che collegavano Cernobbio alla Svizzera videro in quegli anni un numeroso passaggio clandestino di fuggitivi, coadiuvato dalla popolazione locale.[15] Importante fu in particolare l'azione di don Umberto Marmori, prevosto di Cernobbio, poi arrestato nel gennaio 1944 dalle SS e imprigionato nel carcere di San Vittore a Milano[16].

Dopo gli anni quaranta del Novecento la crescita cernobbiese aumentò bruscamente e si venne a creare una conurbazione molto ampia tanto che, negli anni d'oro italiani, Cernobbio divenne ambita meta turistica favorendo lo sviluppo.

Con decreto del 24 maggio 2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito a Cernobbio il titolo di città.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Drago rampante in campo giallo con fondo azzurro sormontato da corona[17].

Lo stemma fu concesso con il R.D. 26 settembre 1932, che così lo blasona: "D’oro, al drago alato e caudato, di rosso, poggiante le zampe sul terreno al naturale uscente da un mare d’azzurro. Ornamenti esteriori da Comune[18].

A seguito dell'elevazione al titolo di città, Cernobbio ha diritto di sostituire nello stemma la corona di comune con quella propria del rango di città.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Presbiterio e abside della chiesa del Redentore
Oratorio di Asnigo
Villa Bellinzaghi e, sullo sfondo, il campanile del Santuario di San Vincenzo
Monumenti ai Caduti
Monumenti ai Caduti

Architetture religiose[19][modifica | modifica wikitesto]

  • Santuario di San Vincenzo[20], originario del XII secolo e ristrutturato più volte a partire dal Settecento.
  • Chiesa della Madonna delle Grazie, originaria del Cinquecento, attestata nel 1593[21] e ricostruita nel Seicento.
  • Chiesa del Santissimo Redentore[22], edificata nei primi decenni del Novecento e consacrata nel 1934.
  • Chiesa Parrocchiale di Piazza Santo Stefano[23], consacrata nel 1785.
  • Chiesa Prepositurale di San Michele Arcangelo[24] in Rovenna, edificata nel Cinquecento.
  • Chiesa di San Nicola, risalente al XVIII secolo[25].
  • Oratorio della Madonna di Asnigo, risalente al XIII secolo[26].
  • Santuario della Beata Vergine del Bisbino, risalente al XVII secolo[27].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Affresco della Mappa storica del lago di Como, risalente agli anni '20 del Novecento[36][37].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Demografia pre-unitaria

  • 1751: 400 abitanti[4]
  • 1771: 516 abitanti[5]
  • 1799: 488 abitanti[9]
  • 1805: 759 abitanti[9]
  • 1853: 715 abitanti[10]

Demografia post-unitariaAbitanti censiti[38]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Per anni Cernobbio ha coltivato una vocazione turistica, aiutata dalla presenza di un hotel di classe, Villa d'Este, che ha tuttora importanza a livello di sede di convegni.

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Nel settore dell'artigianato è diffusa e pregiata la lavorazione dell'argento, finalizzata alla produzione di oggetti in stile tradizionale.[39]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

A Cernobbio si aggiungono parecchie frazioni (tra parentesi il nome in dialetto comasco): in piano troviamo San Giuseppe (San Giüsepp) e Mornello (Murnell), in collina bassa, Piazza Santo Stefano (Piaza), Casnedo (Casnee), Olzino (Vulzin), Stimianico (Stimianich), Sant'Andrea, Garotto (Garott); in collina alta, Gentrino (Gentrin), Stomaino (Stumain), Toldino (Tuldin), Rovenna (Ruena). Frazioni montane: Madrona (Madröna), Duello (Duell), Pievenello (Pievenell), Piazzola (Piazöla), Böcc. Parecchie poi le località montane sparse; tra le principali: Scarone (Scarun), Alpetto Gombee (Alpet Gumbee), Alvegia, Alpe Garzegallo (Garzegall).

La parrocchia di Cernobbio fa parte della Comunità della Beata Vergine del Bisbino.

Da Cernobbio, sul confine con Como, ha inizio l'ininterrotta sequenza di sontuose ville e lussureggianti parchi che rendono famosa la sponda occidentale del Lario.

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo medievale e la riva[modifica | modifica wikitesto]

Fontana in riva a Cernobbio

Il centro di Cernobbio si sviluppa lungo le rive del lago, comprendendo il nucleo medievale e l'area comunemente denominata la riva: un'ampia area in riva al lago dove è situato (dopo l'accordo tra Comune e Società di navigazione nel 1887) l'attracco della Navigazione del Lago di Como[40].

Fin dall'inizio dell'Ottocento la riva incominciò a essere uno dei principali luoghi turistici, e non appena le risorse lo consentirono si migliorò l'accesso alla zona e la pavimentazione dell'area rendendola percorribile anche da carrozze.

A inizio del Novecento un nuovo impulso al turismo venne dalla realizzazione di una pista di pattinaggio per pattini a rotelle[41].

Piazza Santo Stefano e Rovenna[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Santo Stefano (già Piazza fino al 9 maggio 1863[42]) e Rovenna[43] sono due frazioni di Cernobbio, in posizione sopraelevata rispetto al centro abitato in riva al lago.

Entrambi i nuclei mantennero la loro autonomia per diversi secoli (anche durante il periodo di dominazione spagnola, napoleonica e austriaca[44][45]) fino alla riforma amministrativa del 1928 quando vennero aggregati a Cernobbio[46], a partire dal 3 maggio 1929[47].

A metà del Seicento una buona parte degli abitanti, sulle orme dei Magistri Comacini, risultavano emigrati in diverse città italiane a contribuire alla costruzione e decorazione di chiese e palazzi. Tra i principali artisti provenienti da questi piccoli borghi si ricordano Francesco Dotti e Angelo Michele Colonna.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1910 e il 1938 Cernobbio ospitava un'importante fermata della tranvia Como-Cernobbio-Maslianico, in seguito sostituita da una filovia.

Nel 1977 incominciò a trasmettere da Cernobbio la tv locale Antenna 59, che rimase in onda fino agli anni ottanta, dedicandosi prevalentemente alla ripetizione di altre televisioni regionali, in primis Antenna 3 Lombardia[48]. Famosa la trasmissione Mercante in fiera con Memo Remigi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
20 novembre 1994 25 maggio 2003 Giulio Isola lista civica Sindaco
25 maggio 2003 13 aprile 2008 Simona Saladini lista civica Sindaco
13 aprile 2008 26 maggio 2013 Simona Saladini centrodestra unitario Sindaco
26 maggio 2013 10 giugno 2018 Paolo Furgoni lista civica Con noi per Cernobbio Sindaco
10 giugno 2018 in carica Matteo Monti lista civica Cernobbio in testa Sindaco I mandato

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2019.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 193.
  3. ^ Per il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria.
  4. ^ a b c d Comune di Cernobbio, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  5. ^ a b Comune di Cernobbio, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  6. ^ a b Irene Fossati, Vittorio Daviddi, Cernobbio, piccola terra..., Como, New Press, 1989, p. 11.
  7. ^ Irene Fossati, Vittorio Daviddi, Cernobbio, piccola terra..., Como, New Press, 1989, pp. 12-14.
  8. ^ Irene Fossati, Vittorio Daviddi, Cernobbio, piccola terra..., Como, New Press, 1989, p. 15.
  9. ^ a b c Comune di Cernobbio, 1798 - 1808 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  10. ^ a b Comune di Cernobbio, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  11. ^ Irene Fossati, Vittorio Daviddi, Cernobbio, piccola terra..., Como, New Press, 1989, p. 40.
  12. ^ Cammina Citta, su camminacitta.it.
  13. ^ Comune di Cernobbio, 1859 - [1971] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º maggio 2020.
  14. ^ Irene Fossati Davvidi, Cernobbio 1943-45, dalla Memoria alla Storia, Cernobbio, Comune di Cernobbio, 2003, pp. 24-34.
  15. ^ Irene Fossati Daviddi, Cernobbio, 1943-1945 dalla Memoria alla Storia, Cernobbio, Comune di Cernobbio, 2003, p. 15.
  16. ^ Marco Pippione, Como dal fascismo alla democrazia, 1991, ISBN 9788820467357.
  17. ^ Lettera del 3 luglio 1931 di richiesta di riconoscimento dello stemma comunale
  18. ^ https://www.araldicacivica.it/stemmi/comune/cernobbio/.
  19. ^ Salvioni Giuseppe, Cernobium, Cernobi, Cernobio, Cernobbio: storia e territorio, Città di Cernobbio, 2008, p. 144.
  20. ^ Chiesa di S. Vincenzo - complesso, Piazza Gallio - Cernobbio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 marzo 2020.
  21. ^ Oratorio della Beata Vergine della Grazie - complesso, Via Monte Grappa - Cernobbio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 marzo 2020.
  22. ^ Chiesa del Redentore - complesso, Piazza Don Marmori - Cernobbio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 marzo 2020.
  23. ^ Chiesa di S. Stefano - complesso, Piazza IV Novembre - Cernobbio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 marzo 2020.
  24. ^ Chiesa di S. Michele, Piazzetta Chiesa - Cernobbio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 marzo 2020.
  25. ^ Chiesa di S. Nicola, Piazzetta della Chiesa - Cernobbio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 marzo 2020.
  26. ^ Oratorio della Madonna di Asnigo, Via Paolo Carcano - Cernobbio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 marzo 2020.
  27. ^ Santuario della Beata Vergine del Bisbino - complesso, Via per Bisbino - Cernobbio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 marzo 2020.
  28. ^ Villa d'Este - complesso, Via Regina, 40 - Cernobbio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 marzo 2020.
  29. ^ Villa Erba - complesso, Via Regina 2b - Cernobbio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 marzo 2020.
  30. ^ Villa Bernasconi, Largo Alfredo Campanini - Cernobbio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 marzo 2020.
  31. ^ Villa Belinzaghi - complesso, Piazza Belinzaghi, 3 - Cernobbio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 marzo 2020.
  32. ^ Villa Pizzo - complesso, Via Regina, 46 - Cernobbio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 marzo 2020.
  33. ^ Villa Allamel, Piazza Roma, 7 - Cernobbio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 marzo 2020.
  34. ^ Casa Cattaneo, Via Regina, 41(P), 41/a - Cernobbio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 marzo 2020.
  35. ^ Pontile della stazione lacuale, Piazza Risorgimento - Cernobbio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 marzo 2020.
  36. ^ Cernobbio, la cartina del lago affrescata «Tornerà come era 90 anni fa», su www.laprovinciadicomo.it. URL consultato il 27 marzo 2020.
  37. ^ Cernobbio, svelata in piazza Belinzaghi la mappa del lago riportata all’antico splendore, su Cernobbio, svelata in piazza Belinzaghi la mappa del lago riportata all’antico splendore. URL consultato il 27 marzo 2020.
  38. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  39. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 14.
  40. ^ Fossati Irene, Daviddi Vittorio, Cernobbio. Una picciola terra, New Press, 1989, p. 44.
  41. ^ Salvioni Giuseppe, Cernobium, Cernobi, Cernobio, Cernobbio: storia e territorio, Cernobbio, Città di Cernobbio, 2008, p. 50.
  42. ^ Piazza Santo Stefano, su elesh.it.
  43. ^ Rovenna, su elesh.it.
  44. ^ Piazza Santo Stefano (Cernobbio, CO), su lombardiabeniculturali.it.
  45. ^ Rovenna, su lombardiabeniculturali.it.
  46. ^ Fossati Irene, Daviddi Vittorio, Cernobbio. Una picciola terra.., Como, New Press, 1989, p. 142.
  47. ^ Dati del provvedimento di variazione, su elesh.it.
  48. ^ TV LOCALI, su www.enrifer.altervista.org. URL consultato il 5 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2017).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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