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Cernobbio

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Cernobbio
comune
Cernobbio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
Sindaco Paolo Furgoni (PD) dal 28-5-2013
Territorio
Coordinate 45°50′17″N 9°04′33″E / 45.838056°N 9.075833°E45.838056; 9.075833 (Cernobbio)Coordinate: 45°50′17″N 9°04′33″E / 45.838056°N 9.075833°E45.838056; 9.075833 (Cernobbio)
Altitudine 202 m s.l.m.
Superficie 12,28 km²
Abitanti 6 748[1] (31-3-2017)
Densità 549,51 ab./km²
Frazioni Piazza Santo Stefano, Rovenna, Casnedo, Gentrino, Madrona, Mornello, Olzino, Stimianico, Toldino
Comuni confinanti Blevio, Breggia (CH-TI), Como, Maslianico, Moltrasio, Vacallo (CH-TI)
Altre informazioni
Cod. postale 22012
Prefisso 031
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 013065
Cod. catastale C520
Targa CO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti cernobbiesi
Patrono san Vincenzo martire
Giorno festivo 22 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cernobbio
Cernobbio
Cernobbio – Mappa
Posizione del comune di Cernobbio nella provincia di Como
Sito istituzionale

Cernobbio (Cernòbi in dialetto comasco[2][3], AFI: [ʧerˈnɔbi]) è un comune italiano di 6.748 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Data la sua posizione sul lago di Como, è una rinomata località turistica di livello internazionale. Vi ha sede il famoso centro congressuale-espositivo di Villa Erba.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è sito sulla sponda occidentale del Lario ed ha un territorio in gran parte montagnoso che raggiunge i 1.325 m s.l.m. in corrispondenza della vetta del Monte Bisbino, raggiungibile con una carrozzabile.

L'orografia comunale è solcata dalle valli di 4 torrenti: il Cosio, il Cosera, il Colletta ed il Garrovo. Il Cosio, che nasce alla base del "Sass di Crinn", dopo un breve tratto nel territorio comunale di Cernobbio entra in quello di Maslianico; esso è stato per lungo tempo una delle fonti principali di alimentazione dell'acquedotto comunale prima della privatizzazione e del cambio di servizio a favore della ex ACSM. Il Cosera ed il Coletta confluiscono in un unico torrente nei pressi del ponte stradale a fianco del posteggio del complesso scolastico di Campo Solare, creando il "Greggio" che dopo le ripide cascate tra la caserma dei Carabinieri e Stimianico, è stato interrato in epoche differenti per creare le attuali via Volta e via Luigi Erba (strada del mercato del mercoledì) prima (anni '20/30) ed il recente posteggio in prossimità del Terzo Crotto (anni 1998/2002); il Greggio, dopo questo tratto di interramento di inizio e fine Novecento riaffiora in superficie nei pressi della "Riva" dove sfocia nel Lago di Como tra l'imbarcadero ed il Lido. Il Garrovo percorre il suo tratto terminale a fianco del muro del Parco di Villa d'Este, e sfocia nel lago proprio all'interno di tale proprietà. Sul confine comunale si trova anche la foce del Breggia.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Al capoluogo si aggiungono parecchie frazioni (tra parentesi il nome in dialetto comasco): in piano troviamo San Giuseppe (San Giüsepp) e Mornello (Murnell), in collina bassa, Piazza Santo Stefano (Piaza), Casnedo (Casnee), Olzino (Vulzin), Stimianico (Stimianich), Sant'Andrea, Garotto (Garott); in collina alta, Gentrino (Gentrin), Stomaino (Stumain), Toldino (Tuldin), Rovenna (Ruena). Frazioni montane: Madrona (Madröna), Duello (Duell), Pievenello (Pievenell), Piazzola (Piazöla), Böcc. Parecchie poi le località montane sparse; tra le principali: Scarone (Scarun), Alpetto Gombee (Alpet Gumbee), Alvegia, Alpe Garzegallo (Garzegall).

La parrocchia di Cernobbio fa parte della Comunità della Beata Vergine del Bisbino.

Da Cernobbio, sul confine con Como, inizia l'ininterrotta sequenza di sontuose ville e lussureggianti parchi che rendono famosa la sponda occidentale del Lario.

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

ll nucleo medievale e la riva[modifica | modifica wikitesto]
Fontana in riva a Cernobbio

Il centro di Cernobbio si sviluppa lungo le rive del lago, comprendendo il nucleo medievale e l'area comunemente denominata "la riva". La riva si trova un'ampia area in riva al lago dove è situato (dopo l'accordo tra Comune e Società di navigazione nel 1887) l'attracco della Navigazione del Lago di Como[4].

Fin da inizio Ottocento la riva iniziò a essere uno dei principali luoghi turistici, e non appena le risorse lo consentirono si migliorò l'accesso alla zona e la pavimentazione dell'area rendendola percorribile anche da carrozze.

A inizio Novecento un nuovo impulso al turismo venne dalla realizzazione di una pista di pattinaggio per pattini a rotelle [5].

Piazza Santo Stefano e Rovenna[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Santo Stefano e Rovenna sono due frazioni del comune di Cernobbio, in posizione sopraelevata rispetto al centro abitato in riva al lago.

Entrambi i nuclei mantennero la loro autonomia per diversi secoli (anche durante il periodo di dominazione Spagnola, Napoleonica e Austriaca) fino alla riforma amministrativa del 1928 quando vennero aggregati a Cernobbio[6].

A metà del Seicento una buona parte degli abitanti, sulle orme dei "Magistri Comacini", risultavano emigrati in importanti città italiane a contribuire alla costruzione e decorazione di chiese e palazzi. Tra i principali artisti provenienti da questi piccoli borghi si ricordano Francesco Dotti e Angelo Michele Colonna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Cernobbio è nato dal raggruppamento di case intorno ad un convento (Coenobium) di suore del XII secolo. [senza fonte]

Durante il Medioevo Cernobbio fu uno dei centri pescherecci più fiorenti del contado di Como, dotato di podestà e leggi proprie.

Successivamente nel 1432 l'assedio e la distruzione del paese da parte del legionario Vincenzo Vegio diede via ad una prima fase di declino. L'attacco, come riferisce lo storico Benedetto Giovio nella sua “Historia Patria”, avvenne su ordine dell'allora signore di Como e di Milano Filippo Maria Visconti in risposta alla liberazione di alcuni cittadini di Cernobbio debitori del fisco imprigionati a Bellagio.[7]

Nel 1522, durante la guerra franco-spagnola,Cernobbio, alleata di Como subì i saccheggi e gli attacchi delle terre del lago, in particolare da parte della potentissima Torno[7].

Cernobbio non venne risparmiata nemmeno dalla peste, e anzi fu uno dei centri più colpiti. In particolare nel 1630 la città raggiunse il minimo storico di 190 abitanti.[8]

Durante il corso del 700, Cernobbio sopravvive come villaggio di pescatori.[9] Per vedere una cambiamento bisogna aspettare I primi decenni dell'800 quando il costume della villeggiatura si diffonde anche tra le classi della borghesia. Per riqualificare il paese in senso turistico vennero apportate significative migliorie alla viabilità. In particolare venne perfezionato l'accesso alla provinciale Regina e ampliato l'ingresso al paese ora divenuto via di traffico commerciale e transito delle carrozze dei signori[10].

A dare il via alla definitiva trasformazione del paese è però la fondazione nel 1872 delle Tessiture Bernasconi. La loro espansione negli anni successivi trasformò il volto urbanistico e sociale della città, con la creazione di una cittadella della seta che comprendeva il complesso della fabbrica, gli uffici e gli alloggi per i dipendenti. L'area costituisce uno dei pochi siti di archeologia Industriale del comasco. Sempre su iniziativa di Davide Bernasconi, fondatore delle tessiture, vennero costruiti nel 1881 anche l'“Asilo infantile Bernasconi” e nel 1906 Villa Bernasconi, ad opera dell'architetto Alfredo Campanini. [11]

Durante la seconda guerra mondiale, Cernobbio diventa la zona prescelta per l'acquartieramento degli alti gerarchi del III Reich in quanto più riparata dalle incursioni aeree su Milano. Villa Erba diventa il perno del deposito militare del Comando militare germanico, e l'albergo Regina Olga viene trasformato in quartier generale degli alti funzionari del governo germanico. Villa d'Este viene destinata ad ospedale militare. [12]

I sentieri di montagna che collegavano Cernobbio alla Svizzera videro in quegli anni un numeroso passaggio clandestino di fuggitivi, coadiuvato dalla popolazione locale.[13]

Dopo gli anni '40 del Novecento la crescita cernobbiese aumentò bruscamente e si venne a creare una conurbazione molto ampia tanto che, negli anni d'oro italiani Cernobbio divenne ambita meta turistica favorendo lo sviluppo.

Il 24 maggio 2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito a Cernobbio il titolo di città.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

"Drago rampante in campo giallo con fondo azzurro sormontato da corona" [14]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[15][modifica | modifica wikitesto]

Presbiterio e abside della chiesa del Redentore
  • Santuario di San Vincenzo, originaria del XII secolo e ristrutturata più volte a partire dal Settecento.
  • Chiesa della Madonna delle Grazie, originaria del Cinquecento e ricostruita nel Seicento.
  • Chiesa del Santissimo Redentore, edificata nei primi decenni del Novecento e consacrata nel 1934.
  • Chiesa Parrocchiale di Piazza Santo Stefano, consacrata nel 1785.
  • Chiesa di San Michele a Rovenna, edificata nel Cinquecento.
Monumenti ai Caduti
Monumenti ai Caduti

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[16]


Economia[modifica | modifica wikitesto]

Per anni Cernobbio ha coltivato una vocazione turistica, aiutata dalla presenza di un hotel di classe Villa d'Este che ha tuttora importanza a livello di sede di convegni.

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Nel settore dell'artigianato è diffusa e pregiata la lavorazione dell'argento, finalizzata alla produzione di oggetti in stile tradizionale.[17]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1910 e il 1938 la località ospitava un'importante fermata della tranvia Como-Cernobbio-Maslianico, in seguito sostituita da una filovia.

Nel 1977 iniziò a trasmettere da Cernobbio la tv locale Antenna 59, che rimase in onda fino agli anni '80, dedicandosi prevalentemente alla ripetizione di altre televisioni regionali, in primis Antenna 3 Lombardia[18]. Famosa la trasmissione Il Mercante in Fiera con Memo Remigi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Persone[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 193.
  3. ^ ortografia moderna
  4. ^ Fossati Irene, Daviddi Vittorio, Cernobbio. Una picciola terra, New Press, 1989, p. 44.
  5. ^ Salvioni Giuseppe, Cernobium, Cernobi, Cernobio, Cernobbio: storia e territorio, Cernobbio, Città di Cernobbio, 2008, p. 50.
  6. ^ Fossati Irene, Daviddi Vittorio, Cernobbio. Una picciola terra.., Como, New Press, 1989, p. 142.
  7. ^ a b Irene Fossati, Vittorio Daviddi, Cernobbio, piccola terra..., Como, New Press, 1989, p. 11.
  8. ^ Irene Fossati, Vittorio Daviddi, Cernobbio, piccola terra..., Como, New Press, 1989, pp. 12-14.
  9. ^ Irene Fossati, Vittorio Daviddi, Cernobbio, piccola terra..., Como, New Press, 1989, p. 15.
  10. ^ Irene Fossati, Vittorio Daviddi, Cernobbio, piccola terra..., Como, New Press, 1989, p. 40.
  11. ^ Cammina Citta, camminacitta.it.
  12. ^ Irene Fossati Davvidi, Cernobbio 1943-45, dalla Memoria alla Storia, Cernobbio, Comune di Cernobbio, 2003, pp. 24-34.
  13. ^ Irene Fossati Daviddi, Cernobbio, 1943-1945 dalla Memoria alla Storia, Cernobbio, Comune di Cernobbio, 2003, p. 15.
  14. ^ Lettera del 3 luglio 1931 di richiesta di riconoscimento dello stemma comunale
  15. ^ Salvioni Giuseppe, Cernobium, Cernobi, Cernobio, Cernobbio: storia e territorio, Città di Cernobbio, 2008, p. 144.
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 14.
  18. ^ TV LOCALI, su www.enrifer.altervista.org. URL consultato il 05 febbraio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN248654485
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