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Bellano

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Bellano
comune
Bellano – Stemma Bellano – Bandiera
Bellano – Veduta
Scorcio dell'abitato in riva al lago
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Lecco-Stemma.png Lecco
Amministrazione
SindacoAntonio Rusconi (lista civica Bellano Guarda Avanti - associata al centrodestra) dal 05/06/2016
Territorio
Coordinate46°02′35.52″N 9°18′21.96″E / 46.0432°N 9.3061°E46.0432; 9.3061 (Bellano)Coordinate: 46°02′35.52″N 9°18′21.96″E / 46.0432°N 9.3061°E46.0432; 9.3061 (Bellano)
Altitudine202 m s.l.m.
Superficie10,23 km²
Abitanti3 204[2] (30-4-2017)
Densità313,2 ab./km²
FrazioniBiosio, Bonzeno, Costa, Gora, Grabbia, Lezzeno, Ombriaco, Oro, Pegnino, Pendaglio, Pennaso, Pernice, Ponte Oro, Pradello, Rivalba, Valletta, Verginate[1]
Comuni confinantiDervio, Parlasco, Perledo, San Siro (CO), Vendrogno
Altre informazioni
Cod. postale23822
Prefisso0341
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT097008
Cod. catastaleA745
TargaLC
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantibellanesi
PatronoSS. Nazario e Celso
Giorno festivo28 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bellano
Bellano
Bellano – Mappa
Posizione del comune di Bellano nella provincia di Lecco
Sito istituzionale

Bellano (Belàan in dialetto comasco[3], pronuncia fonetica IPA: /beˈlãː/), è un comune italiano di 3.204 abitanti della provincia di Lecco in Lombardia, situato sulla sponda orientale del Lago di Como. Confina a nord col comune di Dervio, a est con i comuni di Vendrogno e di Parlasco, a sud col comune di Perledo, mentre a ovest è interamente bagnato dal lago di Como.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Bellano.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Blasonatura: Mantellato sopra a destra: di azzurro alla torre di rosso merlata alla ghibellina, murata di nero, cimata da una corona di alloro, fondata su di una pianura di verde ed accostata dalle lettere maiuscole AN; a sinistra: d'argento al biscione di verde coronato d'oro, ondeggiante in palo, ingollante a metà un bambino ignudo di carnagione ed accostato dalle lettere maiuscole I e O; sotto: al campo di cielo alla barca con vela al naturale navigante su d'un mare d'argento e di azzurro. (D.C.G. del 6 dicembre 1928; R.D. 22 febbraio 1934).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Bellano era forse già abitato in epoca romana. In questo periodo storico era attraversato dalla via Spluga, strada romana che collegava Milano con il passo dello Spluga.


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • La chiesa dei Santi Nazaro e Celso risalente al 1348, riconosciuta come monumento nazionale è una costruzione in stile tardo romanico , notevolmente restaurata; all'esterno, sulla facciata, il rosone presenta una pregevole cornice di grandi dimensioni; tra il portale ed il rosone è situata una edicola gotica impreziosita da una statua di Sant'Ambrogio oggi locata all'interno. All'interno sono presenti molti affreschi risalenti al XVI secolo.[4]
  • La Chiesa di S.Marta edificata nel sec. XIV, conserva al suo interno il gruppo ligneo del 1500 di Giovanni Angelo Del Maino con nove figure raffiguranti la deposizione.
  • Il Santuario madonna delle lacrime (1690-1704), in località lezzeno e in stile barocco, venne eretto in seguito all'evento miracoloso del 6 agosto 1688.
  • Orrido di Bellano, forra presente nel comune.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Il primo Consiglio comunale fu eletto nel 1821.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]


Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Bellano-Tartavalle Terme.

Il comune dispone di una stazione ferroviaria posta sulla ferrovia Tirano-Lecco. La stazione è servita dai treni regionali in servizio sulla tratta da Sondrio a Lecco, e dai RegioExpress in servizio sulla tratta da Tirano a Milano.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Riccardo Tanghetti lista civica sindaco
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Sandro Cariboni lista civica sindaco
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Sandro Cariboni lista civica sindaco
8 giugno 2009 16 maggio 2011 Pierluigi Vitali lista civica sindaco
16 maggio 2011 5 giugno 2016 Roberto Santalucia lista civica "Bellano bella" sindaco
5 giugno 2016 in carica Antonio Rusconi lista civica "Bellano guarda avanti!" sindaco

Sagre e manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Pesa vegia[modifica | modifica wikitesto]

La festa della Pesa vegia (in italiano pesa vecchia) rievoca un fatto storico avvenuto a Bellano il 5 gennaio 1862.

In seguito all'unità d'Italia il prefetto di Como intimò ai sindaci della provincia (a cui Bellano apparteneva) di imporre il sistema metrico decimale a partire dal 1º gennaio 1862.

I cittadini bellanesi cercarono di ottenere una proroga e inviarono quattro delegati in barca a Como per trattare.

La sera del 5 gennaio 1862 i cittadini di Bellano si assembrarono sul lungolago alla foce del Pioverna in attesa dell'imbarcazione con i delegati e con la risposta del prefetto. Senza nemmeno attendere che l'imbarcazione fosse attraccata qualcuno gridò "Pesa vegia o pesa nova?" e i delegati risposero "Pesa vegia" e da lì l'esultanza dei bellanesi.[6]

Con il passare degli anni la tradizione fu mutata e anziché la rievocazione originale dell'evento ora l'imbarcazione porta dei soldati spagnoli con tanto di alabarde che marciano fino alla piazza, una volta giunti lì viene letto in modo buffonesco un presunto decreto del 1666 con tanto di firma del conte di Fuentes.[7]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Bellano - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  3. ^ Amanzio Aondio - Felice Bassani (a cura di), Dialetto da salvare, Oggiono, Cattaneo Editore, 1983, p. 214.
  4. ^ "Tesori d'Italia", Selezione dal Reader's Digest, Milano, 1975, pag.42
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ http://www.valsassinacultura.it/scheda.php?idcontent=426&id=13
  7. ^ da "L'adda, il nostro fiume", vol.3 di Pietro Pensa

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN147024263
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