Pietro II Dal Verme

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Pietro II Dal Verme (1445Voghera, 17 ottobre 1485) è stato un condottiero italiano.

Stemma dei Dal Verme

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pietro II Dal Verme[1] 2º conte di Sanguinetto del S.R.I., marchese di Pietragavina, conte di Bobbio, Voghera, Castel San Giovanni ed altri feudi, e Pieve di Incino e Valsassina; figlio di Luigi e ultimo dei fratelli Taddeo, Giovanni e Giacomo. Non si conosce esattamente la data della sua nascita.

Francesco Sforza, per i meriti del padre lo insignì del Cintolo militare e lo reintegrò in tutti i privilegi concessi alla sua Casata. Dopo la morte del padre nel 1449 ereditò tutti feudi e titoli paterni. Dalla madre Luchina Bussone ereditò i possedimenti ed il titolo di Conte di Carmagnola. Nel 1458 ebbe in feudo Pizzo Corno (Ponte Nizza) e nel 1466 i feudi di Retorbido e Pancarana[2]. Dall'anno 1467 la famiglia Dal Verme divenne una delle più cospicue e più doviziose d'Italia. Pietro fu mandato da Francesco Sforza contro Bartolomeo Colleoni che tentava di invadere la Toscana e prese parte allo scontro di Molinella. Il duca voleva darli in sposa la propria figlia naturale Chiara, ma egli prese in moglie Camilla del Maino e questo matrimonio fu causa di dissidio tra lui e il duca. Dissidio che fu rimarginato dopo poco tempo: tanto che per conto dei milanesi Pietro segui il duca in Piemonte nella guerra tra Filiberto di Savoia e Carlo I di Borgogna.

Prese parte anche alla guerra contro i veneziani in aiuto del duca di Ferrara. Era suo destino, che rimasto vedovo, dovesse acconsentire alle nozze con Chiara Sforza, ebbe in dote i feudi di Mandello del Lario, Varenna e Bellano, ma le nozze ebbero esito tragico, egli morì di veleno propinatogli da questa, il 17 ottobre 1485. I beni di Pietro, nonostante le proteste dei fratelli Taddeo e Giovanni, furono confiscati da Ludovico il Moro, compreso il palazzo di Broletto, donato da costui all'amante Cecilia Gallerani, moglie di Leopoldo Bergamini. Chiara Sforza ebbe i feudi di Mandello del Lario, Varenna e Bellano in appannaggio fino al 1494 e definitivi dal 1513, ed inoltre la meta assieme ai Dal Verme dei feudi di Pieve di Incino e della Valsassina. Le contee di Bobbio, Voghera, la signoria di Castel San Giovanni e tutti feudi vermeschi sono assegnati al conte Galeazzo Sanseverino, che nel 1516 diverrà marchese di Bobbio, il cui feudo ingloberà tutti i feudi dei Dal Verme, con quelli malaspiniani del territorio bobbiese, vogherese e dell'Oltrepò.[3]

Morì nel 1485 a Voghera, avvelenato dalla seconda moglie. Mandante dell'omicidio fu Ludovico il Moro.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Pietro sposò in prime nozze nel 1473 Camilla del Maino e in seconde nozze nel 1480 Chiara Sforza (1467-1531), figlia naturale di Galeazzo Maria, duca di Milano.[4] Non ebbero figli.
Pietro ebbe un figlio naturale, Francesco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pompeo Litta, Dal Verme di Verona, in Famiglie celebri italiane, Fasc.XIX, Milano, Giulio Ferrario, 1831, SBN IT\ICCU\LO1\1175715.
  • Michele Tosi, Bobbio: guida storica artistica e ambientale della citta e dintorni, Bobbio, Archivi Storici Bobiensi, 1978, SBN IT\ICCU\TO0\0710503.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]