Galeazzo Sanseverino

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Galeazzo Sanseverino
Léonard de Vinci - Portrait d'un musicien.jpg
Leonardo da Vinci, Ritratto di musico (probabile ritratto di Galeazzo Sanseverino), 1489[1]
1458 – 25 febbraio 1525
Morto aPavia
Cause della mortemorto in battaglia
Dati militari
Paese servito
Unitàcavalleria
Anni di servizio1495-1525
GradoCapitano generale
GuerreGuerre d'Italia
Battaglie
  • Battaglia di Fornovo (1495)
  • Battaglia di Novara (1500)
  • Battaglia di Agnadello (1509)
  • Battaglia di Ravenna (1512)
  • Battaglia di Melegnano (1515)
  • Battaglia della Bicocca (1522)
  • Battaglia di Pavia (1525)
  • Comandante di
  • Armata milanese (1495-1500)
  • Cavalleria francese (1509-1525)
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    Galeazzo Sanseverino (Napoli, 12 giugno 1458Pavia, 25 febbraio 1525) è stato un condottiero italiano, marchese di Bobbio, conte di Caiazzo di Bobbio, di Voghera, di Castel San Giovanni e della Val Tidone, Gran Scudiero di Francia.

    Stemma dei Sanseverino

    Biografia[modifica | modifica wikitesto]

    Fu il terzo figlio di Roberto Sanseverino d'Aragona, primo conte di Caiazzo (1418-1487), figlio di Elisa Sforza, sorella di Francesco Sforza, duca di Milano.

    Il giovane Galeazzo insieme con i suoi fratelli divenne un cortigiano del figlio di Francesco e suo successore, Ludovico Sforza. Fu educato da maestri d'armi e dallo studioso Pietro del Monte (1457-1509) e fu amico di Leonardo da Vinci (che abitava nella sua casa a Milano). È stato sposato con Bianca, figlia illegittima di Ludovico Sforza, nel 1489, venendo investito dei possedimenti delle contee di Bobbio, Voghera, Castel San Giovanni e della Val Tidone, Bianca morì sei anni dopo, nel 1496, per una "affezione dello stomaco". Dirigendo le forze di Ludovico Sforza, riuscì a catturare il duca di Orléans dopo la battaglia di Fornovo. Venne creato cavaliere dell'Ordine di San Michele nel 1494 durante la sua visita a Lione. Campione imbattibile delle giostre, fu perfetto cortigiano, amato dalle donne non solo per il suo fascino, eleganza e fisico curato, ma anche per la sua cultura e modo di parlare, fu stimato amico del Pacioli, conosceva latino, francese e tedesco.

    Anche il Baldassare Castiglione nel suo libro il Cortegiano cita il Galeazzo Sanseverino quale esempio di perfetto nobiluomo.

    Nel 1498 si sposò nuovamente con Elisabetta Costanza del Carretto detta Madama la Grande (Finale Ligure 1481- Zena (Pc) 1555), con la quale non ebbe prole. Galeazzo, cadde prigioniero dei francesi, insieme con il suo signore Ludovico Sforza, dopo la battaglia di Novara (1500), dove colpito da un sasso venne ferito al volto, ma a differenza dello Sforza, dietro la mediazione del fratello cardinale Federico e dopo il pagamento di un riscatto pagato dai suoi fratelli, fu rilasciato solo pochi mesi dopo la cattura. Perdette le contee e le signorie di Bobbio, Voghera, Castel San Giovanni e Val Tidone riassegnate dai francesi. Si recò a Innsbruck alla corte dell'imperatore Massimiliano I, qui le cronache lo narrano triste malinconico poco considerato e sempre vestito di nero, quindi andò a Norimberga, dove grazie all'amico in comune Willibald Pirckheimer strinse amicizia con Albrecht Dürer, che lo ritrasse in abito nero nel 1502; si noti nel dipinto la cicatrice al sopracciglio derivante dalla battaglia di Novara, il dipinto è parte di una collezione privata a New York (Testa massiccia di uomo) (questa tesi è sostenuta dalle ricerche della Prof.sa Maike Vogt Luerssen e da Mr. Laurora Pierangelo profondo studioso e biografo del Sanseverino).

    Grazie all'intervento dei suoi fratelli e del cardinale Federico Sanseverino, nel 1504 si riconciliò con Luigi XII di Francia e lo seguì a Napoli, ricoprendo il rango di consigliere di stato, cameriere del re e Gran Scudiero di Francia e nel 1505 ebbe il castello di Mehun-sur-Yèvre. Furono vani i suoi numerosi tentativi di mediare con re Luigi XII la liberazione dell'amico e suocero Ludovico Sforza che morì prigioniero a Loches nel 1508. Negli ultimi anni di Leonardo passati ad Amboise, Galeazzo Sanseverino fu ancora vicino al vecchio amico con il quale divise piacevoli ricordi del tempo milanese.

    Nel 1516 il re di Francia gli concedette nuovamente Bobbio e tutti i feudi, e con un secondo diploma fu pure creato marchese di Bobbio. Il Marchesato di Bobbio era formato dalle contee di Bobbio e Voghera, dalle Signorie Malaspiniane dell'Oltrepò e di Varzi e dalla contea di Tortona (assieme al Vescovado)[2]. La restituzione avvenne a seguito della nuova cacciata dei conti Dal Verme, ma non riottenne la signoria di Castel San Giovanni e della Val Tidone, già assegnata dai francesi nel 1504 ai Pallavicino, divenendo il territorio piacentino e passando in seguito ai Farnese.

    Vinse una causa contro il suo nemico, il maresciallo al servizio della Francia Gian Giacomo Trivulzio, nel 1517, riconquistando le sue proprietà a Milano che il Trivulzio gli aveva confiscato. Accompagnò Francesco I di Francia per il suo incontro con Enrico VIII d'Inghilterra a Calais nel 1520. Venne creato conte di Martigues nel 1522. Al servizio della Francia, Galeazzo fece tutte le campagne nelle guerre italiane dal 1509 fino alla sua morte mentre difendeva la vita di re Francesco I nella battaglia di Pavia nel 1525, dove la cavalleria francese fu decimata da una forza di 1.500 archibugeri baschi. Il giorno seguente la battaglia, il suo corpo fu portato dalla sua gente alla Certosa di Pavia e li seppellito, la sua tomba non fu mai ritrovata. Re Francesco I ancora prigioniero alla Certosa pianse il caro amico che mai dimenticherà, in seguito mai nessun Italiano ricoprirá la carica di Grand Ecuyer del Re.

    Willibald Pirckheimer alla fine del 1525 in una sua lettera ad Albrecht Dürer ricorda Galeazzo Sanseverino, caro amico in comune e ne piange la sua morte.

    Il dipinto di Leonardo presente all'Ambrosiana di Milano, chiamato "Il Musico" probabilmente a ragione delle tesi del Prof. Muller dell'Università di Pavia e di Mr. Pierangelo Laurora, trattasi di Galeazzo Sanseverino, dipinto dal caro amico Leonardo quale regalo delle promesse nozze con Bianca intorno al 1489.

    Interessante anche la tesi e comparazione grafica effettuata dal Laurora su una xilografia del Toti raffigurante Roberto Sanseverino, la comparazione è fatta con il quadro di Leonardo detto il musico, lo studio e ricerca è stato pubblicato dal Rotary Club Chivasso in "Un'identità svelata". Il collare al collo del presunto Roberto Sanseverino padre di Galeazzo non poteva essere a lui appartenuto in quanto trattasi del Cavalierato di San Michele di cui era titolato Galeazzo ma non Roberto. Il dipinto secondo la tesi del Laurora fu eseguito a Brescia intorno al 1510, quando Galeazzo fu ospite dei suoi vecchi amici ed estimatori bresciani, i nobili Gambara.

    Oltre al quadro del Dürer (Testa massiccia di uomo), tesi sostenuta dagli studi dalla Luerssen e dal Laurora nessun'altra raffigurazione di Galeazzo Sanseverino è arrivata ai giorni nostri, il prof. Giuseppe Bertini di Parma nel suo scritto "La Quadreria Farnesina e i quadri confiscati nel 1612 ai feudatari Parmensi" a pag. 43 dà cenno di un quadro raffigurante Galeazzo gran scudiero... Il quadro non fu più rinvenuto.

    Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

    Cavaliere dell'Ordine di San Michele - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Michele
    — Lione, 1494

    Note[modifica | modifica wikitesto]

    Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

    • (EN) Richard Clayton, Translation of Tenhove's Memoirs of the House of Medici, The Monthly Review, 1798, p. 253.
    • (FR) L'Histoire de la Republique de Venise, vol. 33 of Histoire universelle: depuis le commencement du monde jusqu'a present, Arkstée & Merkus, 1771, 292f.
    • (FR) Antoine Varillas, Histoire de Charles VIII, 1691.
    • (FR) Paul L. Jacob, Histoire du XVI siècle en France, 1834.

    Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]