Gesto delle fiche

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Esempio di gesto delle fiche, dove con le dita della mano chiuse a pugno si appone il pollice tra indice e medio

Il gesto delle fiche è un gesto della mano che viene effettuato inserendo tra l'indice e il medio, il pollice, con le altre dita della stessa chiuse a pugno.

Storia e simbologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di tale gesto deriva dal termine volgare fica, in virtù della simbologia e similitudine che la mano in questa posizione assume con organo genitale femminile. Esso rappresenta in modo figurativo l'atto di penetrazione dell'uomo nei confronti della donna; il gesto equivaleva al dito medio. Questo gesto ha una connotazione volgare ed è presente in molti testi letterari e dipinti fino al '600; le origini vengono fatte risalire all'epoca degli Etruschi e dei Romani, dove questo gesto è stato rinvenuto su molti amuleti. Oggi il gesto è caduto in disuso.[1][2] Il gesto viene citato anche da Dante nel canto venticinquesimo dell'Inferno nei versi 1-16, dove l'anima di Vanni Fucci compie questo gesto come atto blasfemo nei confronti di Dio.[3]

«Al fin delle sue parole il ladro
le mani alzò con amendue le fiche,
gridando: “Togli, Dio, ch’a te le squadro!”»

(Dante Alighieri, Divina Commedia, XXV canto dell’Inferno[4])

Note[modifica | modifica wikitesto]

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