Applauso

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Persone che applaudono.

L'applauso è fin dall'antichità un modo per esternare la propria approvazione e il proprio consenso a una o più persone. Tale manifestazione consiste nel battere i palmi delle mani ripetutamente producendo un suono secco e forte che solitamente, unito agli applausi di altre persone, risulta simile a uno scroscio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'antica Mesopotamia gli applausi venivano utilizzati per coprire le grida delle vittime sacrificali durante i riti religiosi.

Nell'alto Egitto in una tomba a Saqqara è stata trovata una pittura rupestre, di due millenni avanti Cristo, che mostra un cantante nella postura conosciuta presso i Sufi come ‘Al Kaf’ (traducibile come "palmo delle mani"), con cui si canta regolando il tempo col battito delle mani[1].

Nell'Apella di Sparta[2], per la selezione degli Efori[3], secondo Plutarco chi riceveva gli applausi più lunghi o più intensi risultava eletto[4].

Già gli antichi romani applaudivano i gladiatori vittoriosi nelle arene. Ancora oggi, le situazioni che richiamano un applauso coincidono solitamente con il termine di spettacoli, concerti (al termine dei brani), recite teatrali, anche "a scena aperta" (a seguito di battute particolarmente divertenti e consone alla situazione), o con momenti di eventi sportivi nei quali si vuole sottolineare la bravura del campione per il quale si fa il tifo.

Negli anni si è diffusa anche l'abitudine, criticata da alcuni, di applaudire durante o al termine dei funerali[5], in particolar modo quando si tratta di vittime della mafia, caduti in guerra, vittime di attentati o incidenti particolarmente gravi, oppure di personalità illustri.

Antropologia culturale e psicologia sociale[modifica | modifica wikitesto]

Da un punto di vista antropologico, l'applauso viene considerato come metafora dell'abbraccio, ovvero un abbraccio manifestato a distanza. In ogni caso, è l'archetipo dell'interazione sociale non verbale[6].

Dal punto di vista di psicologia delle masse, invece, ricercare un applauso sarebbe espressione della "corrente narcisistica che sospinge verso la creatività"[7].

In sociologia politica[modifica | modifica wikitesto]

Negli incontri pubblici di tipo politico, l'applauso esprime sia la risposta dell'uditorio alla performance retorica dell'oratore, sia una forma di sostegno derivata dall'affiliazione al suo partito o movimento[8].

Si definisce poi "applauso alla russa" quello in cui anche l'oratore che ha terminato il proprio intervento si unisce all'applauso del pubblico: la pratica, nata e diffusa nel Comitato centrale del P.C.U.S., sta appunto a significare che il merito di un buon intervento è sempre collettivo.

Nella prassi parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Nelle assemblee legislative moderne l'applauso è il segnale politico principale, con cui si esprime il consenso alle dichiarazioni di un oratore, da parte degli altri componenti della Camera parlamentare.

Eppure, la Camera dei comuni britannica vi è addivenuta con molto ritardo: mentre dalle tribune l'atto di applaudire era consentito[9], in Aula esso era sostituito da atti significativi di altro tipo, come lo sventolare gli Order papers (in alcuni casi lanciandoli in aria)[10]; solo in casi particolari i resoconti segnalano che gli interventi si concludevano con un vero e proprio applauso in piedi.

Per converso, anche il comportamento opposto a Westminster è fortemente scoraggiato: il booing[11] è vietato secondo Erskine May[12], anche se i segni di disapprovazione non mancano[13], soprattutto da parte dell'opposizione durante il Question time[14].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The sacred geometry of music and harmony, from: Sherif Abouelhadid, Petrie Museum of Egyptian Archaeology: Characters and Collections, UCL Press (2015), pp. 62-63.
  2. ^ Robert J. Bonner, Gertrude Smith, Administration of Justice in Sparta, Classical Philology, Vol. 37, No. 2 (Apr., 1942), pp. 113-129.
  3. ^ Paul A. Rahe, The Selection of Ephors at Sparta, Historia: Zeitschrift für Alte Geschichte, Bd. 29, H. 4 (4th Qtr., 1980), pp. 385-401.
  4. ^ Plutarco, Licurgo, § 26.
  5. ^ Giulio Ferroni, Un'Italia piccola piccola, Lettera internazionale : rivista trimestrale europea. III trimestre, 2009, p. 57.
  6. ^ Clark McPhail, The Crowd and Collective Behavior: Bringing Symbolic Interaction Back In, Symbolic Interaction, Vol. 29, No. 4 (Fall 2006), pp. 433-464.
  7. ^ Gustavo Pietropolli Charmet, L'adolescente di fronte al suicidio : morte e creatività di Narciso, Milano : Franco Angeli, Ricerca psicoanalitica: rivista della relazione in psicoanalisi: 1, 2011, p. 103: "Narciso, più di Edipo, è sospinto da una forte tensione creativa e da un forte bisogno di espressione perché è la fragilità narcisistica che sospinge verso la comunicazione, verso il tentativo di ottenere il successo, l’affermazione, il consenso, l’applauso, la credibilità sociale e quindi è forte l’impegno a creare suoni, parole, a utilizzare gli strumenti delle comunicazioni artistiche note per rendersi visibili e ottenere la tenerezza e l’identificazione rispecchiante, l’applauso, il consenso, il riconoscimento".
  8. ^ John Heritage, David Greatbatch, Generating Applause: A Study of Rhetoric and Response at Party Political Conferences, American Journal of Sociology, Vol. 92, No. 1 (Jul., 1986), pp. 110-157.
  9. ^ A differenza di ciò che avviene nella maggior parte dei Parlamenti continentali: v. articolo 64 del Regolamento della Camera dei deputati della Repubblica italiana.
  10. ^ Reformation to Referendum: Writing a New History of Parliament Time, Space, Memory, Community and Power, January 15, 2017, The History of Parliament.
  11. ^ Steven E. Clayman, Booing: The Anatomy of a Disaffiliative Response, American Sociological Review, Vol. 58, No. 1 (Feb., 1993), pp. 110-130
  12. ^ Il trattato di Parliamentary Practice di Erskine May prescrive: "Members must not disturb a Member who is speaking by hissing, chanting, clapping, booing, exclamations or other interruption."
  13. ^ Brian Wheeler, Why are MPs banned from clapping?, BBC (May 28, 2015).
  14. ^ Justin Parkinson, Is Prime Minister's Questions really getting worse?, BBC News (February 18, 2014).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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