Gesto dell'ombrello

Il gesto dell'ombrello (detto anche manichetta, scatto dell'avambraccio[1], sgogno e, in Francia, Bras d’honneur[2]) è un gesto compiuto piegando un braccio ad angolo retto e colpendo l'interno del gomito con l'altra mano.[3] Assimilabile secondo alcuni al dito medio alzato o digitus impudicus[1], è talvolta accompagnato da quest'ultimo.[3] Fa parte dell'ampia gamma di atteggiamenti tipici riscontrabili nella gestualità italiana[4] ma, secondo alcune fonti, è diffuso in tutto il mondo[5]. Il gesto, considerato di grande provocazione[2] e talvolta usato anche da personalità politiche[1], è generalmente adoperato per schernire fino all'offesa e allo spregio[2] la persona cui è rivolto, ma viene anche utilizzato per sottolineare sarcasticamente il rifiuto di un'affermazione[5][6].
Origine
[modifica | modifica wikitesto]Ipotesi non supportate da fonti fanno risalire questo gesto alla guerra dei cent'anni[7]; è comunque plausibile che esso sia stato mutuato dall'ambiente bellico, ove avrebbe potuto indicare l'atto di tagliare l'avambraccio al nemico per impedirgli tendere l'arco. Altre teorie vogliono che esso sia la rappresentazione grafica di un membro maschile dalle dimensioni esagerate[2]: secondo Desmond Morris rappresenta "un gesto fallico che mima la penetrazione sessuale, un insulto prevalentemente anale, piuttosto che genitale" ed assume un significato di minaccia: "Io sono più forte di te".[1][6]
Il nome gesto dell'ombrello, con cui esso è comunemente noto, è dovuto al fatto che la mano destra va a colpire il punto in cui normalmente si alloggia il manico di un ombrello quando non lo si deve impugnare. Teorie alternative vogliono invece che esso sia dovuto alla forma che assume il braccio sinistro, paragonabile a quella dell'asta di un ombrello. Il nome manichetta, con cui è noto in alcune aree dell'Italia settentrionale, viene invece dalla somiglianza di tale gesto col rimboccarsi la manica.
Nella cultura di massa
[modifica | modifica wikitesto]A livello cinematografico, un noto gesto dell'ombrello è quello compiuto da Alberto Sordi in I vitelloni[8], originariamente sottoposto a censura[6].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 Maradona e lo scatto dell'avambraccio, su doppiozero.com. URL consultato il 7 dicembre 2025.
- 1 2 3 4 Tullio Telmon, La gestualità in Italia, in Lingue e linguaggi vol. II di L.L. Cavalli Sforza (dir.), La Cultura Italiana UTET 2009, scheda 103
- 1 2 Paolo Granzotto, Quei gesti diventati gestacci in battaglia, su ilgiornale.it, 31 agosto 2007.
- ↑ Daniele Guido Gessa, “A Londra e Oxford insegno la gestualità italiana, dalle corna all”ombrello'”, su ilfattoquotidiano.it, Il Fatto Quotidiano, 2 agosto 2014. URL consultato il 1º giugno 2021.
- 1 2 Gesti, in Enciclopedia dell'italiano, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010-2011.
- 1 2 3 Paolo Pedote, Breve guida filosofica al vaffanculo! Swear words e gestacci osceni da Aristofane a Maurizio Cattelan, Mimesis 2023.
- ↑ VEJA.it » Come è nato il gesto dell'ombrello
- ↑ Piergiorgio Odifreddi, Lavoratori, tiè!, su temi.repubblica.it, 30 dicembre 2010.
Voci correlate
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