Saluto nazista

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Il saluto nazista venne adottato in Germania durante gli anni venti con la nascita del nazionalsocialismo; conosciuto anche come Hitlergruß ("saluto di Hitler", in tedesco) o Deutscher Gruß ("saluto tedesco"), è una variante del saluto romano, adottato dal partito nazista come segno di lealtà verso il leader Adolf Hitler.

Venne adottato seguendo l'uso dei seguaci del fascismo. A sua volta divenne uno dei simboli dell'estrema destra, e negli anni venti/trenta si diffuse a macchia d'olio, dall'India al Brasile fino alla Spagna di Franco e altri paesi. Il saluto nazista divenne l'incarnazione del culto della personalità di Hitler, diffuso in tutta la Germania. Il braccio destro era alzato ad un angolo di circa 45 gradi rispetto al torso, ed era quasi sempre accompagnato dall'esclamazione della frase Heil Hitler!; davanti ai superiori bisognava anche battere simultaneamente i tacchi. Durante i comizi e le manifestazioni il gesto era accompagnato dall'urlo ritmico della folla Sieg Heil.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Un'incisione dell'Illustrated Exhibitor (1852), con la ricostruzione della cerimonia di insediamento di un re germanico.

I fascisti italiani associavano il saluto alle tradizioni dell'antica Roma; Hitler e il capo delle SS, Heinrich Himmler, credevano invece che esso fosse nato nelle adunanze del popolo germanico. Hitler considerava il saluto una dimostrazione dello spirito guerriero dei Germani, mentre Himmler lo credeva una variante del gesto di giuramento, fatto con una lancia sollevata. Questa spiegazione è confermata dagli storici, che hanno dimostrato che durante l'insediamento di un nuovo re presso i Germani, venivano compiuti dei gesti simili.[1]

Le illustrazioni che ricostruiscono tali eventi e che mostrano il saluto risalgono ad una data precedente alla metà del XIX secolo. Anche la moderna Enciclopedia Brockhaus sostiene la stessa tesi, affermando che il saluto nazista deriva dal cerimoniale di incoronazione dei primi re germanici medievali, assieme all'esclamazione Heil.[2] Secondo la versione nazista della teoria ariana, anche i sovrani dell'antica Roma provenivano dall'Europa del Nord; così, dal loro punto di vista, era come aver riportato il saluto da Roma alla Germania.

L'uso durante il Terzo Reich[modifica | modifica sorgente]

Negli anni del Terzo Reich, dal 1933 al 1945, il saluto di Hitler era quello più comune. Heil Hitler! (Salute, Hitler!) veniva usato quando il saluto era indirizzato direttamente ad un altro cittadino tedesco, oppure, nelle Waffen-SS, ad un ufficiale di rango superiore. Hitler preferiva Heil, mein Führer! oppure un semplice "Heil!".

Sieg Heil! ("Salve vittoria!") era uno slogan nazista molto comune; veniva ripetuto solitamente tre volte durante i comizi, specialmente dopo i discorsi di Hitler.

Hitler stesso usava spesso il saluto ma, usandolo soprattutto in risposta ad un saluto, egli adottava frequentemente una versione modificata del saluto con il braccio piegato all'altezza del gomito ed il palmo della sua mano piegato indietro verso la spalla.

Per un decreto voluto dal Ministro degli interni del Reich, Wilhelm Frick ,il 13 luglio 1933 (un giorno prima dell'abolizione di tutti i partiti non nazisti ), tutti gli impiegati pubblici tedeschi furono obbligati ad utilizzare il saluto nazista. [3] Verso la fine del 1934, la Corte Speciale decise di applicare punizioni verso chiunque si rifiutasse di salutare in questo modo .[4] Anche gli stranieri non erano esenti da questo obbligo: per esempio il Console Generale del Portogallo venne malmenato dalla folla perché rimase seduto nella sua auto, rifiutandosi di fare il saluto durante una parata nazista ad Amburgo. [5]

Dopo il complotto del 20 luglio 1944, alle forze armate del Terzo Reich venne ordinato di sostituire il tradizionale saluto militare con il saluto hitleriano: l'ordine divenne esecutivo il 24 luglio 1944, quattro giorni dopo l'attentato di Rastenburg. Precedentemente, nell'esercito tedesco il saluto era facoltativo.

Dopo il 1945[modifica | modifica sorgente]

Il saluto romano, cui si ispirava il saluto hitleriano, venne usato in molti paesi in diversi contesti prima della guerra mondiale: ad esempio, il saluto usato nel giuramento di fedeltà alla bandiera negli Stati Uniti d'America alla fine del XIX e all'inizio del XX secolo era una variante del saluto romano, con alcune somiglianze con quello che sarebbe stato il saluto nazista, tanto che, proprio a causa di ciò, venne abbandonato nel 1942. Lo stesso avvenne con molte altre forme del saluto romano usate nel resto del mondo: in Spagna, il saluto fascista venne mantenuto fino al 1975, anno della morte del dittatore Francisco Franco; in Galizia rimase addirittura fino al 2005, durante la presidenza di Manuel Fraga Iribarne.

L'uso del saluto e delle frasi di accompagnamento è stato proibito per legge in Germania e Austria dalla fine della seconda guerra mondiale tanto come quello fascista in Italia. Le formazioni neonaziste, tuttavia, ne usano ancora delle forme molto simili, sostituendo inoltre la frase Heil Hitler! con il numero 88, che sta per HH (l'ottava lettera dell'alfabeto).

Satira[modifica | modifica sorgente]

Il Dottor Stranamore mentre cerca di trattenere la sua mano dall'impeto inconscio del saluto nazista

Versioni satiriche del saluto si trovano fin dal periodo precedente al 1933, nella propaganda antinazista in Germania: un fotomontaggio dell'artista John Heartfield, dal titolo Der Sinn des Hitlergrußes ("Il significato del saluto hitleriano"), mostra un piccolo Hitler nell'atto tipico di rispondere al saluto come sopra descritto, mentre, alle sue spalle, vi è l'enorme sagoma di un esponente dell'alta finanza (di cui non si vede la testa) che sta posando nella sua mano aperta del denaro; la vignetta voleva così denunciare la presenza, dietro il Partito nazista, di forze del capitalismo (un'altra didascalia dell'immagine recita "Dietro di me stanno milioni", un sottinteso che fa riferimento non alle folle di seguaci, come intendeva Hitler, ma ai marchi del sostegno capitalista).

Durante la seconda guerra mondiale, personalità del blocco politico degli Alleati si presero spesso gioco del saluto per attaccare o parodiare i nazisti: nel film Il grande dittatore di Charlie Chaplin (1940) il personaggio di "Adenoid Hynkel", una chiara parodia di Adolf Hitler, spesso dà origine a situazioni comiche usando il suo buffo saluto.

Anche dopo la guerra le parodie continuarono. Ne sono esempi il film Stalag 17 - L'inferno dei vivi di Billy Wilder, o la commedia nera Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba, di Stanley Kubrick. Il protagonista di quest'ultima è uno scienziato pazzo nazista reclutato dagli americani dopo la guerra, affetto da una curiosa sindrome: il suo braccio destro si muove senza che egli possa controllarlo, esprimendo i suoi desideri inconsci (fra cui darsi un pugno e, appunto, fare il saluto hitleriano). Stranamore cerca di trattenerlo con il braccio sinistro quando all'improvviso si alza: questo gesto è interpretabile come la volontà di tenere nascosta la sua adesione al nazismo.

Nella cultura attuale il saluto hitleriano viene spesso usato in modo scherzoso, ma tale umorismo non è sempre apprezzato: spesso implica che la persona cui viene rivolto si comporta come "un piccolo Hitler", cioè in modo prepotente e dittatoriale; nel Regno Unito è abituale rendere palese questo intento satirico del saluto mettendo contemporaneamente l'indice della mano sinistra sotto il naso, per imitare i caratteristici baffetti di Hitler (un esempio nell'episodio The Germans della sit-com Fawlty Towers).

Anche le frasi "Sieg Heil" e "Heil Hitler" vengono oggi spesso usate con scopi umoristici, sebbene spesso possano essere considerate offensive. Il confine fra umorismo e cattivo gusto, in questi casi, è molto sottile, e parecchi comici che l'hanno usato nei loro sketch sono stati talvolta accusati di antisemitismo (ad esempio il comico francese Dieudonné M'bala M'bala con il suo controverso sketch "Isra-Heil").

In Germania, sebbene la sensibilità su questi temi sia molto attenta, circola la versione "Sieg Geil" (geil in tedesco significa "lascivo", "libidinoso"), che allude all'esuberante vita sessuale di alcuni gerarchi nazisti come Joseph Goebbels.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Illustrates Exhibitor, 1852, p. 165-6, vol. 1. (La ricostruzione di tali riti compiuti da Galli e Germani fu opera di Augustin Thierry)
  2. ^ (DE) Der Nazi-Gruß war aus der spätgermanischen Zeit hergeleitet in Brockhaus Encyclopedia, 1989, p. 604, vol. 9.
  3. ^ = Ian Kershaw Hitler: 1936-1945 -Bompiani 2001 p.60 =
  4. ^ Allert, Tilman; Translated by Jefferson Chase (April 2009). The Hitler Salute: On the Meaning of a Gesture (Picador ed.). Picador. <a title="International Standard Book Number" href="https://en.wikipedia.org/wiki/International_Standard_Book_Number">ISBN</a> <a title="Special:BookSources/9780312428303" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780312428303">9780312428303</a>.
  5. ^ Shore, Zachary (2003). What Hitler knew: the battle for information in Nazi foreign policy (illustrated ed.). Oxford University Press US. p. 33. <a title="International Standard Book Number" href="https://en.wikipedia.org/wiki/International_Standard_Book_Number">ISBN</a> <a title="Special:BookSources/9780195154597" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780195154597">9780195154597</a>.

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