Guerra d'Italia del 1499-1504

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Seconda guerra d'Italia
parte delle guerre d'Italia
Re Luigi XII di Francia (1498-1515). Alleato di Cesare Borgia, gli permise il suo appoggio politico per la conquista della Romagna.
Re Luigi XII di Francia (1498-1515). Alleato di Cesare Borgia, gli permise il suo appoggio politico per la conquista della Romagna.
Data 1499 - 1504
Luogo Italia
Casus belli Pretese dinastiche di Luigi XII sul Ducato di Milano
Esito Armistizio di Lione
Vittoria francese su Milano,
vittoria spagnola su Napoli e Francia
Schieramenti
Comandanti
Voci di guerre presenti su Wikipedia

La seconda guerra italiana (1499-1504), talvolta conosciuta come la guerra italiana di Luigi XII o la guerra su Napoli, fu la seconda delle guerre Italiane del Rinascimento; fu combattuta principalmente da Luigi XII di Francia e Ferdinando I di Spagna e con la partecipazione di diverse potenze italiane. In conseguenza della prima guerra italiana Luigi fu determinato a rivendicare il trono di Napoli e il ducato di Milano.

Preparazione[modifica | modifica wikitesto]

Con un accordo firmato a Blois nel 1499 il sovrano francese si assicura l'appoggio di Venezia a cui concesse Cremona e la Ghiara d'Adda; agli svizzeri, le cui truppe costituiscono il nerbo dell'esercito francese, promette la Contea di Bellinzona e al papa Alessandro VI offre l'impegno di appoggiare il figlio Cesare Borgia nel suo progetto di conquista della Romagna oltre alla concessione del Ducato di Valentinois e la mano di Charlotte d'Albret.

La guerra[modifica | modifica wikitesto]

Milano è espugnata il 2 settembre 1499 e Ludovico il Moro ripara in Germania presso Massimiliano I d'Asburgo (marito di Bianca Maria Sforza, nipote del Moro). Insieme alle forze asburgiche, Ludovico riesce a riprendere Milano per un breve periodo, ma il 10 aprile 1500 viene assediato a Novara e consegnato dai propri mercenari svizzeri ai francesi. Viene fatto prigioniero e trasferito in Francia, dove muore nel 1508.

Romagna[modifica | modifica wikitesto]

Pianta di Imola disegnata da Leonardo da Vinci per Cesare Borgia, Museo Vinciano, Vinci

Forte del facile successo, il cammino dell'esercito francese (con Cesare Borgia come luogotenente del re) proseguì al di là del Po sino a giungere in Romagna, territorio a quel tempo sotto il potere temporale del papato. Papa Alessandro VI, che era stato tenuto informato sulle manovre dell'esercito, inviò ai signori di Pesaro, Imola, Forlì, Faenza, Urbino e Camerino, una lettera in cui li dichiarava decaduti dai loro feudi, spianando così la strada alla conquista del figlio e regalandogli un intero principato.

Com'era prevedibile, nessuno obbedì all'ingiunzione del papa. La lotta si scatenò cruenta. Una prima spedizione in Romagna ebbe luogo il 21 novembre 1499, con un esercito costituito da fanti e mercenari di varie province e nazioni. Già l'11 dicembre Imola veniva espugnata. Nel gennaio successivo il duca di Valentino sconfisse Caterina Sforza, che per tre settimane si era asserragliata nella rocca di Forlì, al comando di 2.000 uomini. Nonostante l'ardore e il piglio da guerriera, Caterina fu fatta prigioniera e Forlì fu presa d'assedio dagli invasori, che si abbandonarono ad atti di violenza sulla popolazione. Una volta terminato il saccheggio, il duca si poté insediare in città, ospitato dal nobiluomo forlivese Luffo Numai, già consigliere di Caterina stessa. Nel 1502 Leonardo da Vinci venne assoldato da Cesare Borgia in veste di architetto e ingegnere militare.

Regno di Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Per ciò che concerne il fronte meridionale della penisola, dopo il fallimento militare dell'impresa di Carlo VIII, il nuovo re di Francia il giorno 11 novembre 1500 stipula il trattato segreto di Granada per la spartizione dell'Italia del sud con Ferdinando il Cattolico. Il re di Spagna mira a eliminare la dinastia cadetta aragonese di Napoli e a riunire al possesso della Sicilia quello della Calabria e della Puglia, mentre ai francesi vengono riservate Campania e Abruzzo.

Con il trattato di Trento, siglato il 13 ottobre 1501 tra Luigi e Massimiliano d'Austria, l'Austria riconosce le conquiste francesi nell'Italia settentrionale.

Nel 1501 i francesi e gli spagnoli presero Napoli. I due re ora litigarono per la divisione delle terre conquistate; l'insistenza di Ferdinando di essere riconosciuto re sia di Napoli che di Sicilia portò nell'immediato a una guerra tra Francia e Spagna. Sconfitto a Cerignola e a Garigliano dagli spagnoli comandati da Gonzalo Fernández de Córdoba, Luigi fu costretto ad abbandonare Napoli e ritirarsi in Lombardia.

Fu nel contesto di questa guerra che avvenne la famosa disfida di Barletta nel 1503.

Trattati[modifica | modifica wikitesto]

Il trattato di Lione fu siglato il 31 gennaio 1504 tra Luigi XII di Francia e Ferdinando II di Aragona. In base ai termini del trattato, la Francia cedette Napoli alla Spagna, che terrà fino al 1707. Inoltre Francia e Spagna definirono il loro rispettivo controllo dei territori italiani: la Francia controllava l'Italia settentrionale da Milano e la Spagna controllava la Sicilia e l'Italia meridionale.

Il trattato di Blois del 22 settembre 1504 riguardò la proposta di matrimonio tra Carlo I d'Asburgo, il futuro Carlo V e Claudia di Francia, figlia del re francese e di Anna di Bretagna.

Se Luigi XII non avesse avuto un erede maschio, Carlo I d'Asburgo avrebbe ricevuto in dote il Ducato di Milano, Genova e le sue dipendenze, nonché il Ducato di Bretagna, le contee di Asti e Blois, il ducato di Borgogna e il vicereame di Auxonne.

Note[modifica | modifica wikitesto]