Incunabolo

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Pagina di una Bibbia stampata a Strasburgo nel 1497 da J.R.Grueninger. Le lettere colorate furono manoscritte dopo la stampa.

Con il termine incunabolo (o incunabulo) si definisce convenzionalmente un documento stampato con la tecnologia dei caratteri mobili e realizzato tra la metà del XV secolo e l'anno 1500 incluso. A volte è detto anche quattrocentina. Il termine deriva dal latino incunabulum (plurale incunabula), che significa "in culla". Il termine venne coniato da Bernard von Mallinkrodt, allora decano della cattedrale di Münster, nel 1639 quando in un suo testo celebrativo della stampa, definì gli anni che vanno dal 1455 (anno in cui venne inventata la stampa a caratteri mobili) al 1501 come "prima typographiae incunabola". Il termine restò in uso nei secoli successivi e divenne termine tecnico in tutte le lingue europee[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel secolo successivo le opere a stampa vengono dette cinquecentine, anche se, secondo alcuni studiosi, soprattutto di area anglosassone, la definizione di incunabolo può essere estesa anche a edizioni realizzate nei primi vent'anni del Cinquecento, in quanto fino a quel limite cronologico i libri presentano delle caratteristiche comuni con quelli stampati nel XV secolo.

Generalmente gli incunaboli non presentano un frontespizio, ma solo una indicazione, spesso approssimativa, che riporta il nome dell'autore dell'opera e un titolo nell'incipit. Il primo frontespizio compare in Italia nel 1476. Le note tipografiche, cioè le indicazioni sulle responsabilità dello stampatore, quando presenti, sono riportate nel colophon. Questo perché i primi libri realizzati con i caratteri mobili tendevano a imitare l'aspetto dei libri manoscritti, dove spesso, viste le loro modalità di produzione, tali indicazioni erano del tutto superflue.

Gli incunaboli sono quindi i primi libri moderni, cioè realizzati in serie con delle modalità proto-industriali, ma circa 10.000 dei 40.000 testi noti sono costituiti da fogli sciolti, in quanto la nuova tecnologia permetteva di realizzare anche bandi, proclami, lettere di indulgenza, modulistica, etc.

Al mondo vi sono circa 450.000 incunaboli (di molti testi esistono svariate copie) e di questi circa 110.000 si trovano in Italia. Sono considerati prodotti molto preziosi e conservati in musei e biblioteche specialistiche.

L'incunabolo più antico è la Bibbia di Gutenberg, in latino, così chiamata perché stampata da Johann Gutenberg tra il 1452 e il 1455.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fondazione BEIC, Gli incunaboli, beic.it. URL consultato il 19 gennaio 2016.
  2. ^ a b c Incunabula Short Title Catalogue, 02.03.2011

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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