In folio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

In-folio (abbreviato in-fol.) è la locuzione latina, da cui deriva la meno usata locuzione italiana "in-foglio" (abbreviato "in-fogl."), con la quale s'intende un formato dei libri.

Nei libri antichi il formato in-folio si otteneva piegando un foglio intero una sola volta lungo il lato minore, in modo da avere quattro facciate ossia due carte. I filoni, cioè i segni della vergatura più distanziati tra loro, simili appunto a grossi fili visibili in controluce nella carta, erano verticali, mentre la filigrana si trovava al centro di una delle carte. Il fascicolo, o segnatura, veniva poi costituito da più fogli piegati inseriti uno dentro l'altro.[1]

Nell'Indice generale degli incunaboli delle biblioteche d'Italia (6 voll., Roma, Libreria dello Stato, 1943-81), contro una pluricentenaria tradizione bibliografica, l'in-folio è stato rinominato "in-2º".

Nei libri moderni il formato in-folio è dato dall'altezza del libro, misurata al frontespizio, convenzionalmente superiore a 38 cm.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lorenzo Baldacchini, Il libro antico, Roma, Carocci, 1999, p. 88.
  2. ^ Renzo Frattarolo - Marco SantoroVocabolario biblio-tipografico, Ravenna, Longo, 1982, p. 43.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Lingua latina Portale Lingua latina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di lingua latina