Frontespizio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Frontespizio del Dialogo di Galileo Galilei (1632), con la marca editoriale.

Il frontespizio è la pagina iniziale di un libro, ovvero quella che il lettore vede per prima dopo aver aperto la copertina. Di norma reca i tre elementi essenziali dell'opera: l'autore, il titolo e l'editore. Essi sono collocati rispettivamente: in alto, al centro e in basso.

Spesso tra il titolo e l'editore si trova la marca editoriale o il logo.

A partire dall'Ottocento, quando editore e stampatore non coincidono più, oltre al nome dell'editore appare non di rado anche il nome del tipografo, di solito nel retro del frontespizio.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Per convenzione, il frontespizio è stampato nella prima pagina dispari di un'opera. Le due pagine precedenti il frontespizio, se sono bianche, sono dette "foglio di guardia"[1].

Altre informazioni relative alla pubblicazione del libro, come i diritti d'autore e l'ISBN, sono sovente stampate sul verso o retro del frontespizio (ovvero la pagina pari seguente).

I primi libri a stampa o incunaboli non possedevano frontespizi. Il testo aveva inizio dalla prima pagina ed il libro poteva essere identificato dalle parole iniziali (incipit) o dal colophon. Il frontespizio divenne d'uso corrente a partire dal Cinquecento.

Nel Seicento il frontespizio si arricchì di elementi decorativi (illustrazioni e ornamentazioni). Nella seconda metà del Settecento, i tipografi neoclassici Bodoni, Baskerville e Didot effettuarono una semplificazione, eliminando gli elementi decorativi. Il modello di frontespizio esclusivamente tipografico è giunto fino al XXI secolo.

La misura del formato di un libro è calcolata sul frontespizio[1].

Antiporta[modifica | modifica wikitesto]

Nell'editoria del XVII e XVIII secolo[2], il frontespizio non era la prima pagina che il lettore vedeva dopo aver aperto la copertina. Esso infatti era preceduto dall'antiporta.

Generalmente l'antiporta era figurata, cioè conteneva al recto o più spesso al verso del foglio (così da guardare il frontespizio) una tavola artistica incisa in rame[3], detta appunto "illustrazione d'antiporta"[4]. In altri casi l'antiporta recava al centro il titolo abbreviato dell'opera: era dunque un occhiello, o occhietto[5], tipico dell'editoria dal XIX secolo fino a oggi. Talvolta nel verso dell'occhiello si trova un'epigrafe o un motto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Giuliano Vigini, Glossario di biblioteconomia e scienza dell'informazione, Milano 1985, p. 55.
  2. ^ Cfr. Renzo Frattarolo - Marco Santoro, Vocabolario biblio-tipografico, Ravenna, Longo, 1982, p. 16.
  3. ^ M. Santoro, Lezioni di bibliografia, Milano, Editrice Bibliografica, 2014, p. 32.
  4. ^ Giuliano Vigini, Glossario di biblioteconomia e scienza dell'informazione, Milano 1985, pag. 59.
  5. ^ Cfr. Renzo Frattarolo - Marco Santoro, Vocabolario biblio-tipografico, Ravenna, Longo, 1982, p. 65.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]