Frontespizio

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Frontespizio del Dialogo di Galileo Galilei.

Il frontespizio è la pagina iniziale di un libro, ovvero quella che il lettore vede per prima dopo aver aperto la copertina. Di solito reca i tre elementi essenziali dell'opera: l'autore, il titolo e l'editore. Essi sono collocati rispettivamente: in alto, al centro e in basso. Sotto il nome dell'editore, in alcuni casi appare anche il nome della tipografia.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Per convenzione, il frontespizio è pubblicato nella prima pagina dispari di un'opera. La pagina pari precedente il frontespizio è detta convenzionalmente foglio di guardia[1].

Altre informazioni relative alla pubblicazione del libro, come i diritti d'autore e l'ISBN, sono sovente stampate sul verso del frontespizio (ovvero la pagina pari seguente).

I primi libri a stampa o incunaboli non possedevano frontespizi. Il testo aveva inizio dalla prima pagina ed il libro poteva essere identificato dalle parole iniziali (incipit) o dal colophon. Il frontespizio divenne d'uso corrente a partire dal Cinquecento.

Nel Seicento il frontespizio si arricchì di elementi decorativi (illustrazioni e ornamentazioni). Nella seconda metà del Settecento, i tipografi neoclassici Bodoni, Baskerville e Didot effettuarono una semplificazione, eliminando gli elementi decorativi. Il modello di frontespizio esclusivamente tipografico è giunto fino al XXI secolo. La misura del formato di un libro è calcolata sul frontespizio[1].

Antiporta[modifica | modifica wikitesto]

Nell'editoria fino al XVIII secolo, il frontespizio non era la prima pagina che il lettore vedeva dopo aver aperto la copertina. Esso era preceduto dall'antiporta. Generalmente tale pagina non era mai bianca, ma conteneva una tavola artistica ad incisione in rame[2]. Tale immagine veniva detta illustrazione d'antiporta[3]. In altri casi l'antiporta era una pagina senza fregi contenente al centro il titolo abbreviato dell'opera; in altri casi ancora riportava un motto esplicativo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Giuliano Vigini, Glossario di biblioteconomia e scienza dell'informazione, Milano 1985, p. 55.
  2. ^ M. Santoro, Lezioni di bibliografia, Milano, Editrice Bibliografica, 2014, p. 32.
  3. ^ Giuliano Vigini, Glossario di biblioteconomia e scienza dell'informazione, Milano 1985, pag. 59.

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