Ponte Nizza

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Ponte Nizza
comune
Ponte Nizza – Stemma
Ponte Nizza – Bandiera
Ponte Nizza – Veduta
Ponte Nizza – Veduta
Panorama di Ponte Nizza
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Lombardia
Provincia Pavia
Amministrazione
SindacoCelestino Pernigotti (lista civica) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate44°51′N 9°06′E / 44.85°N 9.1°E44.85; 9.1 (Ponte Nizza)
Altitudine267 m s.l.m.
Superficie22,96 km²
Abitanti772[1] (31-12-2021)
Densità33,62 ab./km²
FrazioniAbbadia Sant'Alberto, Due Camini, Carmelo, Casa Minchino, Casa Selvino, Lumello, Moglie, Molino del Conte, Panzini, Pizzocorno, Prendomino, Risaia, San Ponzo Semola, Vignola
Comuni confinantiBagnaria, Cecima, Godiasco Salice Terme, Gremiasco (AL), Montesegale, Val di Nizza, Varzi
Altre informazioni
Cod. postale27050
Prefisso0383
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT018117
Cod. catastaleG851
TargaPV
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 802 GG[3]
Nome abitantipontenizzesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ponte Nizza
Ponte Nizza
Ponte Nizza – Mappa
Ponte Nizza – Mappa
Posizione del comune di Ponte Nizza nella provincia di Pavia
Sito istituzionale

Ponte Nizza (Pont Niza in dialetto oltrepadano) è un comune italiano di 772 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nell'Oltrepò Pavese, nella vallata del torrente Staffora alla confluenza con il torrente Nizza che forma una valle laterale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Ponte Nizza è stato costituito nel 1928 (21 giugno) unendo a Trebbiano Nizza i comuni di Pizzocorno, San Ponzo Semola e Cecima, che nel 1956 riottenne l'autonomia.

I comuni di Pizzocorno, San Ponzo e Trebbiano nel XIX secolo.
  • Trebbiano (CC L350) appartenne al marchesato dei Malaspina fin dalla sua costituzione (diploma imperiale del 1164), e nelle suddivisioni ereditarie rimase ai Malaspina della linea di Oramala e Godiasco. Per motivi non chiari risulta che almeno nel XVII secolo non apparteneva alla giurisdizione di Godiasco, ma costituiva una piccola giurisdizione a sé stante. Si chiamava allora Valle Trebbiana, poi Trebbiano e dal 1863 Trebbiano Nizza.

Uniti con il Bobbiese al Regno di Sardegna nel 1743, in base al Trattato di Worms, entrarono a far parte poi della Provincia di Bobbio. Nel 1801 il territorio è annesso alla Francia napoleonica fino al 1814. Nel 1818 passarono alla provincia di Voghera e nel 1859 alla provincia di Pavia.

Da Ponte Nizza transitava la via del sale lombarda, percorsa da colonne di muli che percorrendo il fondo valle raggiungevano Genova attraverso il passo del Giovà e il monte Antola.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 4 maggio 1983.[4]

«D'azzurro, ad una montagna di tre vette d'oro, dalla vetta centrale un torrente d'azzurro, sormontato da un ponte d'argento di una arcata; il torrente è caricato di tre pesci e accostato da due pezze di verde; il tutto abbassato ad un capo partito: A) d'azzurro, ad una abbazia d'argento, con il tetto di rosso; B) troncato: a) di rosso; b) d'oro, il tutto caricato di un ramo secco d'argento. Ornamenti esteriori da Comune.»

Le vette indicano i tre nuclei originali da cui è costituito il paese: Trebbiano Nizza, San Ponzo Semola e Pizzocorno; il ponte è un'arma parlante che ricorda il nome del paese. Il fiume rappresenta il torrente Nizza e la sorgente d'acqua che avrebbe proprietà curative; i pesci simboleggiano la salubrità dell'acqua. Nel capo dello scudo è rappresentato in forma stilizzata il campanile dell'eremo di Sant'Alberto di Butrio. Il ramo di spino secco è simbolo della famiglia Malaspina.

Il gonfalone è un drappo partito di giallo e di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'eremo di Sant'Alberto
  • Nel territorio comunale si trova l'eremo di Sant'Alberto di Butrio.
  • Nella frazione San Ponzo Semola sono situate le Grotte di San Ponzo.
  • A poca distanza dall'eremo di S. Alberto di Butrio si trova la località Carmelo con case in sasso, testimonianza dell'antica civiltà contadina dell'Oltrepò Pavese, che sono in fase di ristrutturazione nel centro storico.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

In località Rossago è nata nel 2002, dalla collaborazione tra la fondazione Genitori per l'autismo e l'Università di Pavia, Cascina Rossago, la prima farm community italiana per adulti affetti da autismo[6] sede ufficiale del progetto Orchestra Invisibile.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro Province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Comunità montane[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della fascia collinare della Comunità Montana Oltrepò Pavese.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Ponte Nizza e la fermata di San Ponzo Semola sorgevano lungo la ferrovia Voghera-Varzi, attiva fra il 1931 e il 1966.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2021.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Ponte Nizza, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 24 ottobre 2023.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Cascina Rossago, su cascinarossago.it. URL consultato il 22 dicembre 2007 (archiviato dall'url originale il 9 ottobre 2007).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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