Nicorvo

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Nicorvo
comune
Nicorvo – Stemma
Nicorvo – Veduta
Santuario della Madonna del Patrocinio o "Madonnina"
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Amministrazione
Sindaco Valter Ruzzoli (lista civica La Piazza) dal 15/04/2008
Territorio
Coordinate 45°17′N 8°40′E / 45.283333°N 8.666667°E45.283333; 8.666667 (Nicorvo)Coordinate: 45°17′N 8°40′E / 45.283333°N 8.666667°E45.283333; 8.666667 (Nicorvo)
Altitudine 115 m s.l.m.
Superficie 8,08 km²
Abitanti 382[1] (31-12-2010)
Densità 47,28 ab./km²
Comuni confinanti Albonese, Borgolavezzaro (NO), Castelnovetto, Ceretto Lomellina, Mortara, Robbio
Altre informazioni
Cod. postale 27020
Prefisso 0384
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 018103
Cod. catastale F891
Targa PV
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 614 GG[2]
Nome abitanti nicorvesi
Patrono San Terenziano
Giorno festivo prima domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nicorvo
Nicorvo
Nicorvo – Mappa
Posizione del comune di Nicorvo nella provincia di Pavia
Sito istituzionale

Nicorvo (Nicòrav in dialetto lomellino) è un comune italiano di 382 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia.

Si trova nella Lomellina settentrionale, dove si incontrano le province di Pavia e Novara, in prossimità della riva sinistra del torrente Agogna, a breve distanza dalle città di Vigevano, Novara e Vercelli

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo documento che fa riferimento a Nicorvo è un atto del 960 con il quale Berengario II, re d’Italia, ordinava di dare caccia spietata ai lupi che infestavano il territorio. Fece parte del comitato di Lomello, dominio dei conti palatini. Nel 1164 è ricordato tra le località che l'imperatore Federico I pose sotto la giurisdizione di Pavia, continuando comunque la signoria locale dei conti palatini, un ramo dei quali prese il nome di Nicorvo. Nel 1250 il paese è citato come Nicorvium nell'elenco delle terre soggette a Pavia. Giacomo, Tommaso e Manfredo di Nicorvo, conti palatini, erano signori del luogo nel 1311, Filippone verso la fine del secolo. La casata probabilmente si estinse nei decenni seguenti. Nel 1477 fu investito di Nicorvo Pietro Gallarati, già signore di Cozzo e Candia Lomellina, ma la sua signoria non dura a lungo. Nel 1532 Nicorvo fu staccato da Pavia ed entrò a far parte del Contado di Vigevano, o Vigevanasco, allora costituito. Nel secoli seguenti ne sono feudatari i De Colli, poi passa per matrimonio ai Settala e quindi dal 1640 ai Càrcano, cui rimane nei secoli seguenti. Nel 1743 fu incluso nei domini dei Savoia, cui già da trent'anni apparteneva la Lomellina (in questo periodo quindi Nicorvo fu luogo di confine). Durante la parentesi napoleonica fece parte del Dipartimento dell'Agogna prima nel distretto di Mortara (1800) e quindi in quello di Vigevano (1801); dal 1814 entro a far parte della Provincia di Lomellina. Nel 1859 fu incluso nella provincia di Pavia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Terenziano

In paese la vita scorre lenta e tranquilla come cinquanta anni fa, quando le cascine intorno al paese erano popolate da centinaia di mondine, oggi rimpiazzate da enormi trattori. La campagna che avvolge il paese è ricca di stradine sterrate che, intrecciandosi tra le risaie, formano un reticolo sul quale è possibile fare lunghissime passeggiate.

Un interessante percorso parte dalla strada che porta al Mulino: si può raggiungere il torrente Agogna, costeggiarlo fino al “salto” e proseguire fino al ponte che porta a Robbio. Parte di questa strada è percorribile in auto, ma arrivati al torrente occorre proseguire a piedi. Lungo questa strada, si può visitare “Il Laboratorio di ecologia all'aperto Agogna Morta”, dove anni fa sono state piantate specie vegetali autoctone e dove abitano e nidificano molti animali in assoluta tranquillità.

Un'altra interessante e rilassante passeggiata parte dal paese e raggiunge la Madonna del Campo attraverso una stradina che costeggia numerose risaie. Nicorvo offre la possibilità di allontanarsi dal caos cittadino e di assaporare qualche ora di vera tranquillità, in mezzo alla natura lomellina.

Chiesa di San Terenziano[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa viene ricordata fin dal XIV sec. ma l'attuale costruzione fu consacrata nel 1620. L'interno, che presenta cinque altari, fu decorate ed affrescato nel 1925 dai pittori Luigi Barni e Giacomo Ricci. Nel coro si può ammirare una bella tela raffigurante la Vergine con Bambino fra i Santi Domenico e Terenziano attribuita alla scuola di Bernardino Lanino (XVI sec.). Pregevole anche un dipinto ad olio raffigurante la Resurrezione di Lazzaro della pittrice Maria Carcano (Intra, 30/10/1848 - Lesa, 1928), figlia dello scrittore e senatore Giulio Carcano.

Santuario della Madonna del Patrocinio[modifica | modifica wikitesto]

Comunemente chiamata la Madonnina, la chiesa fu innalzata nel 1764 e, dopo vari rifacimenti, fu restaurata nel 1910; in questa occasione fu rifatta anche la facciata. All'interno è conservato un affresco di buona fattura del XVI sec. raffigrante la Vergine con il Bambino sulle ginocchia.

Palazzo Scevola[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo di pianta quadrangolare, senza cortile interno, risale al XVI sec. e rientra nella tipologia della casaforte cinquecentesca. L'aspetto attuale si deve a un restauro ottocentesco che gli ha dato forme romantiche come la facciata movimentata dal portico a tre campate, con loggiato superiore ad archi a sesto acuto, e, sotto la gronda, la serie di cinque finestrelle ovali. Potrebbe essere una ricostruzione di un precedente fortilizio medioevale posto a difesa dell'Agogna.

Via Francigena[modifica | modifica wikitesto]

Un percorso storicamente importante è il tratto della Via Francigena in Lomellina che, proveniente da Robbio, attraversa l'intero paese e permette di passare davanti al settecentesco Santuario della “Madonnina” ed alla Chiesa parrocchiale di S. Terenziano (XVII sec). Il percorso è stato segnalato, da volontari, per agevolare il passaggio ai pellegrini che sono sempre più numerosi. In paese è presente un ospitale ad offerta presso la casa Parrocchiale gestito da volontari. Passando davanti alla “Madonnina” sarà possibile notare alle sue spalle una maestosa e secolare magnolia.
Il percorso si dirige successivamente verso Mortara

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia del paese è di tipo strettamente agricolo. Il prodotto che viene maggiormente coltivato è il riso, seguito da mais e pioppeti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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